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Psicologia della comunicazione audiovisiva

La trasmissione dei pensieri

I problemi, i livelli di rappresentazione, le immagini del fruitore

Mezzi di comunicazione di massa e opinione pubblica: quale relazione?

La relazione tra realtà e la sua rappresentazione che i media ci veicolano è tanto frequente il fatto di accostarci alla realtà per il tramite delle rappresentazioni che di essa ci propongono i mezzi di comunicazione, da finire per invertire il verso con cui operare il confronto. Concludiamo che la realtà è tanto più credibile quanto più assomiglia a quella rappresentata (quella cioè con cui abbiamo una lunga familiarità).

Le possibili letture di un evento televisivo

Esiste una stretta relazione tra quantità di fruizione televisiva e sistemi di conoscenze che le persone strutturano a proposito della realtà sociale. (Vedo più polizieschi, penso ci sia un tasso di criminalità più elevato). L’evento televisivo ci dice quali sono gli avvenimenti (che hanno scelto di condividere) e a quali dettagli noi dobbiamo prestare attenzione. Se noi accettiamo l’agenda setting dei media essa diventa parte dei nostri ricordi e della nostra esperienza.

Esiste una stretta relazione tra un evento televisivo di risonanza e il comportamento di alcune persone (vedi caso di Pietro iscritti a giurisprudenza). Le interpretazioni dell’evento televisivo (cronaca o fiction) sono sempre più omogenee e indifferenziate: ecco che le vengono decodificate usando il filtro lettura che proviene dalla fruizione dei generi televisivi di largo e popolare consumo (es: Perry Mason). Nelle cronache giudiziarie, la vicenda tanto più viene compresa tanto più i fatti sono legati ad un protagonista. In essa è facile collocare i protagonisti entro classiche polarità (buono/cattivo, violento/indifeso ecc.).

La relazione in realtà è ancora più problematica e interessa diversi livelli e meccanismi:

  • Cognitivo: sono i processi di recupero amnestico e l’attivazione di euristiche a rendere operative le gerarchie di importanza che si impongono nella mente e nel giudizio delle persone.
  • Narrativo: rende un evento di cronaca una storia capace di essere interpretata e valutata.
  • Emozionale: coinvolge lo spettatore nei percorsi della drammatizzazione e della contrapposizione tra i caratteri scenici del bene e del male.

Ha ancora senso parlare di massa?

Posizione pessimistica di fine ‘800, impregnata di valutazioni ideologiche ma non fondata: industrializzazione, rivoluzione dei trasporti, degli strumenti di produzione ecc.

Durkheim: Sono le condizioni che portano alla situazione di anomia (assenza di un riferimento normativo che dia senso alla condotta quotidiana dell’individuo).

Tarde e Le Bon: fanno diventare l’individuo poco consapevole di un aggregato sociale chiamato massa. Massa: vasta entità eterogenea di individui, la cui composizione è fluttuante; essi non sono in grado di agire sulla base di motivazioni razionali, ma risultano fondamentalmente oggetto di pressioni manipolatorie. Si tratta, secondo questo approccio, di una collezione di persone che, per il fatto di appartenere a tale raggruppamento, non arricchiscono né la loro identità personale né quella sociale. Meccanismi che regolano i loro comportamenti manipolabili e stereotipici sono quelli dell’imitazione e della suggestione.

L’emergere del concetto di audience: USA

Si inizia ad analizzare la comunicazione di massa partendo dallo scenario dei primi decenni del ‘900. A differenza dall’Europa, dove la comunicazione è realizzata in maniera diretta tra leader e membro del gruppo con le adunate oceaniche, negli Stati Uniti si forma una democrazia partecipativa, dove la comunicazione è più diretta e mediata dai leader d’opinione che rappresentano varie comunità (comunali, religiose ecc.).

Due tipi di fruizione del messaggio

Europa: (adunanze oceaniche)

  • Modello allocutorio: Trasmissione simultanea di un’offerta di informazione realizzata centralmente, concepita per un’attenzione immediata, secondo uno schema temporale determinato dalla fonte. Questo è un modello che realizza il massimo grado di dipendenza del fruitore della comunicazione dai modi e dalle scelte di chi produce il messaggio. L’auditorio attua e manifesta le sue azioni pianificandole ed organizzandole: l’adunanza oceanica avviene in un posto preciso, ad un orario preciso, la collocazione del fruitore dipende dal rango, il soggetto subisce l’influenza del tono emotivo con cui il messaggio viene comunicato e degli elementi scenografici che ne costituiscono il contorno. Reagisce con forme di assenso o più raramente di dissenso.

USA: (indiretto e mediato dal leader d’opinione)

  • Modello di fruizione immediata (Es: cittadino che legge un giornale): La fruizione del messaggio non comporta una riunione, non impone vincoli temporali, non richiede reazioni di dissenso o assenso esplicite.

Audience

Insieme di persone che:

  • Si forma come risposta ad un messaggio (le caratteristiche del messaggio delineano i confini dell’audience) o che
  • Preesiste, in quanto realtà sociale, al messaggio stesso (le caratteristiche del gruppo di fruitori suggeriscono i contenuti del messaggio).

In tutti e due i casi, la relazione tra audience e messaggio è di fruizione, in quanto è la persona ad esporsi ai contenuti e a decodificarli, interpretarli e integrarli, mentre sono le modalità di consumo e comunicazione a determinare i risultati della fruizione stessa. I criteri in base ai quali un’audience si forma e si organizza sono i più diversi e mutevoli: quelli linguistici, il genere, la generazione, il gusto. Le moderne tecniche di trasmissione e ripetizione del segnale determinano il venire meno della localizzazione dell’audience; perciò gli utenti non sono più vincolati da criteri di vicinanza e/o condivisione degli spazi ma la possibilità di optare per un contenuto è legata alle offerte di trasmissione via etere, carta o fibre ottiche disponibili in quel momento.

Le teorie sugli effetti delle comunicazioni di massa

Primo dopoguerra

Era consolidata l’opinione che i mezzi di comunicazione di massa avessero effetti estesi, diretti e significativi sul cambiamento degli atteggiamenti e dei comportamenti delle persone.

Lasswell: Credeva che la propaganda via radio potesse trasformare le masse in un’amalgama di odio, volontà e speranza. Gli strumenti di comunicazione di massa potevano indirizzare l’opinione pubblica verso qualsiasi punto di vista.

Si affermano nel contesto statunitense gli studi sulla psicologia sociale e sugli atteggiamenti: avvertirono il bisogno di capire il fenomeno della propaganda e del formarsi dell’opinione pubblica, dei cambiamenti di atteggiamento nel contesto della comunicazione.

Teoria ipodermica

Si venne così a formare la condotta delle persone determinata in larga misura dai meccanismi individuali che operano tra lo stimolo ambientale e la risposta comportamentale. Si riteneva che il repertorio di risposte comportamentali fosse piuttosto uniforme perché le persone erano caratterizzate da un corredo di tipo biologico precostituito che determinava l’emissione di certe risposte al presentarsi di certe condizioni stimolo. Posizione accompagnata dalla convinzione che i mezzi di comunicazione di massa costituissero un’arma potente in grado di manipolare gli ascoltatori. Ne derivò la convinzione che i messaggi venissero recepiti nello stesso modo da tutte le persone che costituivano l’audience e che, inoltre, le risposte a tali messaggi fossero immediate e dirette.

Modello degli effetti limitati

Una visione più consapevole del ruolo delle caratteristiche sociodemografiche dell’audience, fu espressa dal modello degli effetti limitati: spiega l’influenza dei mezzi di comunicazione di massa come una funzione dell’ambiente sociale nel quale essi venivano trasmessi ed in seguito operavano. Fino agli anni ‘20 non si poté dimostrare quanto tali messi fossero importanti. Sempre negli anni ‘20 cominciarono a svilupparsi le prime ricerche di mercato.

Le ricerche sulla persuasione e sul ruolo degli atteggiamenti

Allport (1935): Propone una definizione operativa di atteggiamento: è uno stato mentale e neurale di preparazione, organizzato attraverso l’esperienza, e capace di esercitare un’influenza direttiva sulla risposta dell’individuo a tutti gli oggetti e situazione con i quali egli entra in relazione. Durante lo scoppio della seconda guerra mondiale gli studi sulla propaganda, la contropropaganda e i meccanismi della persuasione ebbero uno sviluppo vorticoso. In questo periodo vide la luce l’opera di Paul Lazarsfeld.

Paul Lazarsfeld (1940): “Ricerca nella comunicazione”: Riduce gli obiettivi della ricerca sulla comunicazione alle classiche 4 categorie:

  • Chi dice
  • Cosa dice
  • A chi
  • Con quale effetto (categoria cruciale)

1948: “Una posizione è sempre selettiva: c’è una relazione positiva tra le opzioni che la gente possiede e ciò che essa sceglie di leggere e ascoltare.”

Modello del flusso a due fasi

Grazie a varie ricerche del tempo sui fenomeni legati alle comunicazioni di massa fu chiaro che essi non potessero essere più considerati degli strumenti onnipotenti, capaci di plasmare verso qualsiasi direzione gli atteggiamenti. Si scoprì che le discussioni faccia a faccia erano una fonte di influenzamento politico più importante di quella costituita dai mezzi di comunicazione. La gente veniva influenzata dai leader d’opinione (a loro volta influenzati dai media).

La scuola di Yale: Carl Hovland

Dopo la 2ª guerra mondiale, Hovland ritornò a Yale, organizzò un gruppo di 30 colleghi e dette vita ad un centro ricerche specializzato nello studio dei fenomeni di persuasione. Gli studi muovevano da un modello di tipo stimolo-risposta e furono tra i primi ricercatori ad esaminare gli effetti della credibilità della fonte d’informazione sull’elaborazione del messaggio. Scoprirono che la credibilità della fonte, a parità di contenuti del messaggio, non aveva effetti immediati sul processo di comprensione, mentre influenzava il cambiamento di atteggiamento, anche se l’effetto era di breve durata.

Kelman e Hovland (1953): ipotizzarono che con il passare del tempo le persone tendono a dissociare la fonte dal contenuto e che gli effetti della credibilità siano di breve durata, come precedentemente si riteneva. Lo chiamarono effetto latente. Rilevarono inoltre che i messaggi mediamente minacciosi si rivelarono più efficaci di quelli a forte contenuto minaccioso. Studiano anche la personalità e la suscettibilità alla persuasione del destinatario del messaggio.

Gli studi della scuola di Yale non risultarono comunque del tutto fondati, in quanto in larga misura l’eventuale accettazione di un messaggio dipende dall’interpretazione del ricevente.

Asch (1952): dimostra che le caratteristiche del messaggio e l’eventuale accettazione sono frutto di un processo di interpretazione del ricevente. (Vedi frase Jefferson/Lenin)

Il bisogno di coerenza e l’accettazione dei messaggi persuasivi: la teoria della dissonanza cognitiva

Leon Festinger (1957): pubblica la sua “Teoria sulla dissonanza cognitiva”. Sostiene che ad una persona, nel momento in cui ha preso un’importante decisione, diventa automaticamente presente anche l’alternativa rifiutata. Questo è il momento in cui la persona vive la situazione negativa dal punto di vista psicologico, di dissonanza cognitiva. Essa deriva dal fatto che alcuni elementi positivi che caratterizzano la scelta rifiutata sono in contraddizione con la consapevolezza che l’alternativa scelta è stata un’altra. (Costo opportunità) penso alle cose positive della non scelta.

La realizzazione, l’evitare informazioni potenzialmente dissonanti, la ricerca di sostegni argomentativi alla decisione presa, sono esempi di come il soggetto possa ridurre la dissonanza (riduco la dissonanza con l’autoconvinzione). Da questa teoria ne deriva che, l’efficacia del messaggio deve essere rapportata alle sue capacità di ridurre una situazione di dissonanza nella mente di chi lo recepisce, in quanto è condizione che rende facile e veloce l’acquisizione e l’accettazione di un messaggio.

Verso il modello multicomponenziale di McGuire

McGuire: Fu che cambio il punto focale della ricerca sulla persuasione: studia i fattori che provocano la resistenza alla persuasione.

Teoria della vaccinazione (1964)

Prevede l’intervento di meccanismi analoghi alla difesa dalle malattie. Usava i truismi o verità culturali (credenze che un individuo possiede che costituiscono le radici del suo milieu culturale e che non sono mai state messe in discussione). Se viene portato un debole attacco contro una credenza radicata, bisognerà fornire al soggetto le armi della dialettica e delle controargomentazioni per sviluppare difese contro l’attacco. L’opportuna fase di apprendimento consentirà all’individuo di esprimersi a favore del truismo. Finita questa fase, il soggetto potrà produrre autonomamente le controargomentazioni per difendere le proprie argomentazioni.

Meccanismo della persuasione (1969)

McGuire ipotizzò che il meccanismo di persuasione operasse in forma processuale:

  • Esposizione
  • Attenzione
  • Comprensione
  • Accettazione delle sue conclusioni
  • Ritenzione del nuovo atteggiamento
  • Traduzione dell’atteggiamento nel comportamento

1/3: Fattori legati al momento della presa in carico del messaggio 4/5: Traduzione dell’informazione nel sistema di atteggiamento del soggetto 6: Traslazione dell’atteggiamento nella guida del comportamento I riceventi con un alto grado di autostima erano più disposti a prendere in considerazione un messaggio perché avevano più fiducia nelle loro posizioni iniziali ed erano meno inclini a cedere alle nuove posizioni perché soddisfatti dei loro atteggiamenti esistenti. Chi aveva un alto QI era più pronto a recepire il messaggio perché dotato di maggiore capacità attentiva e di comprensione. Mostrava comunque tanta resistenza al cambiamento. Si deduce che i soggetti più influenzabili dai messaggi persuasivi sono quelli con meno intelligenza e autostima.

Alla ricerca delle relazioni tra atteggiamento e comportamento

Con gli anni ‘70 diminuirono le ricerche sperimentali sugli atteggiamenti e sul loro cambiamento e maggior rilievo venne dato alle analisi della relazione tra atteggiamento e comportamento e all’influenza dei mezzi di comunicazione sulle condotte degli individui.

Bandura (1977): Teoria sull’apprendimento sociale

Specifica i collegamenti che esistono tra il comportamento e le sue modificazioni in relazione all’osservazione di modelli che la gente effettua direttamente o per il tramite di mezzi di comunicazione di massa. Sono 4 i processi necessari per permettere l’acquisizione di un nuovo comportamento:

  • Processi di attenzione: permette al soggetto di cogliere un modello comportamentale. Se la persona che funge da modello è attraente o amica, attirerà maggior attenzione.
  • Processi di ritenzione: ciò che viene osservato deve rimanere impresso nella memoria. Più è conciso e vivido il modello, più facile è memorizzarlo.
  • Processi di riproduzione motoria: devono essere attivati dai processi di riproduzione, perché essi trasformino le forme simboliche in azione appropriata. Richiede che l’individuo produca delle iniziali risposte, il cui miglioramento avviene attraverso feedback.
  • Processi motivazionali: bisogna motivare per indurre a quel comportamento: se viene anticipato a coloro che osservano che avranno dei benefici dal mettere in atto quel comportamento, ci saranno più possibilità che ciò avvenga.

Gli effetti

Ricerche fatte in America negli anni di massimo successo della TV, determinarono che non solo la violenza era una caratteristica predominante nei programmi TV ma anche che essa era rappresentata in maniera proporzionalmente superiore in confronto alla realtà. La conclusione fu che la visione di uno spettacolo violento aumenta il piacere nello spettatore a comportarsi successivamente in maniera violenta o aggressiva. Una visione panoramica della ricerca concludeva che:

  • Alcune volte la violenza veicolata dai mezzi di comunicazione di massa può essere un efficace strumento di persuasione nel produrre deboli cambiamenti d’atteggiamento più che non radicalmente mutarli.
  • Sono particolari tipi di violenza simulata che, entrando in combinazione con certi tipi di bambini, adolescenti o giovani danno luogo a condotte di tipo aggressivo.
  • I soggetti tendono ad essere influenzati dai personaggi di film e della televisione che percepiscono simili a loro.

Conclusioni

I mezzi di comunicazione di massa possono essere considerati non tanto l’unica causa, quanto un agente che contribuisce a rinforzare condizioni e posizioni d’atteggiamento preesistenti.

  • Gli effetti della comunicazione sono più forti quando il messaggio è coerente con le opinioni e valori del ricevente.
  • Sono gli interessi che il soggetto possiede a operare la selezione nelle fasi di codifica e percezione del messaggio; è per questo che la maggior parte dei messaggi elaborati confermano il punto di vista del ricevente piuttosto che disconfermarlo.
  • Gli effetti della comunicazione di massa tendono a rinforzare le posizioni possedute più che a cambiarle.
  • Problemi che hanno radici profonde e sono basati su valori e modelli di condotta hanno poche probabilità di essere cambiati.
  • Maggiore è il monopolio di chi detiene la fonte di comunicazione, maggiore è l’effetto della direzione voluta dalla fonte.

Questioni di metodo

L'analisi dell'audience

Perché è importante una stima dell’audience...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ChiaraUni90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della comunicazione audiovisiva e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Russo Vincenzo.
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