L'urbanistica della Roma rinascimentale
Il centro storico di Roma è diverso da quello delle altre città italiane perché ha due punti focali: il Vaticano e il Campidoglio situati qualche secolo fa alla periferia dell’abitato. Il Campidoglio, sede fin dal Medioevo dell’amministrazione civica, ebbe fino al XVI-XVII secolo un aspetto poco appariscente. Il Vaticano, a confronto del Campidoglio, ebbe sempre un peso maggiore all’interno della città (guarda dimensioni diverse delle piazze).
La singolarità di Roma è proprio dovuta a questa bipolarità: le altre città italiane come Milano, Urbino, Siena e Firenze presentano un centro politico e religioso coincidente o quasi (pochi minuti l’uno dall’altro). Questa singolarità si accentua con la costruzione di un terzo punto focale in periferia dell’abitato, cioè San Giovanni in Laterano. Questo carattere particolare di Roma come la singolarità dei fenomeni urbanistici derivano dal carattere autocratico e discontinuo della politica edilizia dei papi.
Il periodo tra Niccolò V e Pio IV
Si prenderà in esame il periodo compreso tra il pontificato di Niccolò V con Leon Battista Alberti e Pio IV con Michelangelo. Niccolò V nel 1447 avviò un vasto programma edilizio nella città con un ammodernamento sia dell’area del Campidoglio che quella in Vaticano. Quest’ultimo fu ampliato con la costruzione di un'ala settentrionale che affacciava su splendidi giardini e costituiva l’appartamento papale (ben arredato e affrescato da Raffaello e Pinturicchio).
L’esterno severo e sobrio, con torre e merlature, seguiva le tipologie delle fortezze medievali (pontefici tornati dall’esilio di Avignone non si sentivano ancora del tutto sicuri). Il primo architetto di Niccolò fu Antonio da Firenze, ma non molto bravo, quindi sostituito da Rossellino che iniziò la ricostruzione di San Pietro. Al posto di Rossellino venne poi chiamato Alberti, che in quegli anni stava concludendo il De re aedificatoria dedicato proprio allo stesso papa.
Il programma di Niccolò V è importante sia per gli inizi dell’urbanistica romana, ma anche per i suoi sviluppi. La parte più rilevante non fu però il palazzo pontificio con il suo teatro marmoreo, la biblioteca, le scuderie e gli altri spazi, ma per l’idea di collegare la Piazza di Castel Sant’Angelo con la Piazza del Campidoglio attraverso tre nuove strade ampie e rettilinee. Ai lati di queste strade ci dovevano essere edifici con appartamenti e botteghe al piano terra, con anche dei livelli di gerarchia per le strade presenti e le attività che si affacciano su esse. Questo modello non venne però mai realizzato.
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