L'intelligenza musicale secondo H. Gardner
Il talento musicale è il dono che prima di ogni altro emerge negli individui, ma non si sa per quale motivo ciò avvenga. Il numero di bambini prodigio è veramente alto e si possono ipotizzare le seguenti motivazioni:
- Il bambino ha preso parte a un programma d'istruzione progettato in modo eccellente
- Vive in una famiglia in cui si respira musica
- Ha una forma di autismo particolare
In ogni caso, il talento è espresso se l'ambiente lo favorisce in qualche modo. Naturalmente, le sue prestazioni eccezionali, per quanto incredibili, sono solo l'inizio perché ciascun bambino deve proseguire per la via intrapresa e conseguire un alto grado di competenza musicale, ma è possibile che non si arrivi mai a questo alto livello.
Analisi di Gardner
Il percorso musicale dei professionisti
Per capire meglio cosa avviene, Gardner ha pensato di analizzare il percorso musicale di musicisti professionisti nei quali alle normali doti musicali si è affiancato un addestramento delle abilità, ma non si è fermato qui perché ha voluto riflettere anche sulla perdita di competenze musicali acquisite.
Egli ha analizzato un po' l'organizzazione cerebrale che rende possibile l'attivazione dell'intelligenza musicale sia in forma autonoma, nella nostra e in altre culture, ma ha anche voluto vedere come essa interagisce con altre competenze umane.
I compositori
Gardner, per le sue indagini, ha preso in esame i compositori tra le persone che hanno finito gli studi musicali e lavorano con la musica. Il compositore è colui che ha sempre le note in testa ed è sempre impegnato a controllarle e a rielaborarle. Quando queste idee musicali cominciano a cristallizzarsi, inizia la composizione.
Il compositore può partire da qualsiasi cosa: un frammento melodico, ritmico, armonico che si impadronisce della sua attenzione e su cui comincia a lavorare. Spesso l'idea iniziale stimola qualcosa di contrastante o di complementare, ma di sicuro tutto ciò che consegue ha rapporti con l'idea iniziale.
Le scelte vengono fatte quindi sempre all'interno di un disegno che per il mondo esterno sembra misterioso, ma per il compositore ha una sua logica precisa. Il compositore deve decidere quante ripetizioni, variazioni armoniche, melodiche, ritmiche e contrappunti sono necessari alla realizzazione del suo brano.
Per i compositori, creare musica è naturale come mangiare e dormire, e l'unico elemento di mistero è l'idea originaria che arriva come un dono dal cielo. Una volta venuta l'idea, lo sviluppo e l'elaborazione seguono in modo naturale grazie alla conoscenza delle tecniche compositive.
Da dove arriva l'idea prima? La memoria sommerge nell'inconscio un gran numero di cose che ode e il compositore le richiama trasformandole.
L'esecutore
L'esecutore ha il compito di rendere vivo ciò che il compositore scrive e di renderlo chiaro anche all'ascoltatore, ma non è sempre facile capire e farsi capire: il compositore d'avanguardia tenta di creare un nuovo linguaggio che non sempre riesce a far capire a chi esegue e ascolta le sue opere, il bambino piccolo cerca di capire le ninna nanne, l'esecutore cerca di capire e comunicare la volontà del compositore.
In realtà, ci sono abilità centrali che si trovano in ogni individuo e che permettono la partecipazione all'esperienza musicale di una cultura.
Le componenti dell'intelligenza musicale
Gli elementi centrali della musica sono il tono, la melodia e il ritmo. Il tono è più importante in certe culture come quelle orientali, ad esempio, che fanno uso di piccoli intervalli chiamati quarti di tono, mentre il ritmo è più sottolineato nelle culture africane dove troviamo ritmi veramente molto complessi.
L'organizzazione della musica è orizzontale (suoni che si dispiegano “nel tempo”) e verticale (suoni che si dispiegano “nello stesso tempo” dando origine a un suono armonico consonante o dissonante). Oltre al tono e al ritmo, c'è il timbro che è la qualità del suono data dallo strumento che lo produce.
Il senso dell'udito è importante, ma è anche possibile che individui sordi percepiscano caratteristiche musicali grazie alle vibrazioni.
Ma non bisogna trascurare l'aspetto affettivo della musica che tocca oltre alle orecchie il nostro essere. I positivisti affermano che la musica non ha nessun riferimento extramusicale e la descrivono con termini fisici e matematici eppure è difficile...
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