L'identità personale e il criterio psicologico
In seguito al 'naufragio' del criterio della memoria, i filosofi hanno sostenuto che è necessario ampliare la portata dei fattori presi in considerazione, affinché si dia identità tra persone. Il criterio psicologico, quindi, tiene in considerazione fattori quali il ricordo, la costanza delle mie credenze, del mio carattere, dei miei desideri, e altro ancora. Per il sostenitore di questo criterio, l'identità personale si ha quando c'è connessione o continuità fra stati mentali in grado sufficiente.
Da notare, sin da subito, che anche il criterio psicologico distingue tra continuità e connessione psicologica. Si ha continuità psicologica quando a e b sono il primo e l'ultimo membro di una sequenza di persone, legate tra loro da nessi psicologici diretti. Diversamente, si ha connessione psicologica quando le due persone sono legate tra loro da nessi psicologici diretti.
La differenza tra il criterio della memoria e quello psicologico
- Il criterio della memoria prendeva in considerazione solo la memoria, diversamente dal criterio psicologico che considera anche altri fattori (costanza delle mie credenze, dei miei desideri, del mio carattere, ecc.).
- Il criterio psicologico fa dell'identità personale una relazione graduabile, mentre il criterio della memoria no.
Il criterio psicologico recita: "Siano a e b due persone, esistenti in un istante t1 e in un successivo istante t2, a = b se e solo se sono psicologicamente continue". Anche questo criterio di identità personale è stato molto criticato.
Le maggiori obiezioni
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Necessità e sufficienza: Williams ha fatto notare che ci potrebbero essere casi in cui il criterio psicologico non fornisce né le condizioni necessarie né le condizioni sufficienti perché si dia identità personale.
Immaginiamo che un neurochirurgo spietato decida di operarmi senza anestesia, poiché così risparmierei, trasformandomi in una persona psicologicamente continua con Napoleone. Il neurochirurgo premerà tre interruttori, il primo dei quali cancellerà tutti i miei ricordi precedenti l'operazione, il secondo immetterà nel mio cervello i quasi-ricordi di Napoleone, il terzo trasformerà il mio carattere e lo renderà identico a quello di Napoleone. Bene, se Williams avesse ragione, ci sarebbe una persona psicologicamente continua con Napoleone, ma non di meno diversa organicamente da Napoleone; ci sarebbe, inoltre, una persona psicologicamente discontinua con me, ma non di meno identica organicamente a me.
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L'identità personale e il criterio della memoria
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