L'identità personale e il criterio della memoria
Quando noi ci guardiamo attorno vediamo molte entità diverse tra loro, ma tra esse una ci è più familiare: la persona. In filosofia analitica si è molto discusso, e molto si discute tuttora, su che cosa significhi essere una persona. Quando si inizia una discussione in filosofia sull'identità personale, ci si chiede: “che cosa sono io?” Banalmente si risponderebbe: “sono una persona”. Ora, bisogna capire se questa risposta sia una buona risposta o meno.
Di solito, le persone, come le intendiamo quotidianamente, sono quelle entità che lodiamo, ammiriamo, odiamo, amiamo, … Ma sono anche quelle entità che fanno scaturire in noi emozioni (odio, ira, affetto, …).
Alcuni filosofi sostengono che in realtà non è corretta la risposta secondo cui io sarei una persona, mentre altri sostengono che, seppur questa risposta possa essere corretta, bisogna capire in che cosa consista essere una persona. Prima, però, è bene notare che la nozione di persona è una nozione oggetto di interesse della filosofia della mente e dell'ontologia.
Capire in che cosa consista essere una persona significa comprendere come essa è di fatto; questo implica produrre un enunciato del tipo: (P): qualsiasi entità α è una persona sse (se e solo se) α è c.
Bisogna notare sin da subito che un enunciato di questo genere può essere di due tipologie: informativo o circolare. In filosofia analitica si dice che un enunciato è informativo quando, per spiegare in che cosa consista essere c, non si fa ricorso alla nozione di persona; altrimenti, se si ricorre a quella nozione, l'enunciato è circolare.
Un'altra osservazione riguarda il fatto che, dire in che cosa consista essere una persona, è diverso dallo stabilire se quell'entità sia effettivamente una persona. Questo significa, ad esempio, che io potrei sapere in che cosa consista essere un buon amico, ma non di meno potrei fare fatica a stabilire se quell'entità che ho davanti lo sia oppure no. Fornire un criterio costitutivo è diverso dal fornire un criterio epistemico.
Ora, è necessario decidere la portata del quantificatore “qualsiasi entità α”; poiché, se decidessimo di quantificare su entità presenti, passate, future e possibili, ed avere quindi un dominio ampio, saremmo esposti a più controesempi; d'altra parte, se quantificassimo solo su entità presenti ora, potrebbe darsi come condizione necessaria di identità personale l'appartenenza alla specie Homo.
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l'identità personale e il criterio psicologico
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L'identità nel web: Laboratorio
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