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Il Laboratorio delle Identità

(Prof. Gian Luca Barbieri)

A.A. 2016/2017

Fasi di Costruzione dell'Identità

personale

1. Livello somatico e protomentale (Bion): fuori e dentro (mente e corpo);

dinamiche proiettive e introiettive;

2. Scoperta di sé allo specchio (1½­2 anni): Zazzo, macchia sulla guancia;

3. Uso del pronome "io" (deittico): 2­2½ anni = il bambino acquisisce un

soggetto;

punto di vista personale e diventa → emittente

4. Alternanza dei pronomi "io" e "tu" reversibilità dei ruoli di e

destinatario (3 anni e +); →

5. Riconoscimento allo specchio "quello sono io" il bambino si sdoppia in

soggetto oggetto

osservante e osservato, è ora in grado di vedersi

dall'esterno. Il "quello" indica un "egli" (non­persona, ma oggetto del

discorso). Livello logico diverso: passa dall'Immaginario al Simbolico

(Lacan il bambino affida se stesso e l'idea di sé al linguaggio verbale)

Identità

Senso di sé teoria di sé

supportato da una e dell'altro

Insieme delle intuizioni, concezioni, idee, percezioni/sensazioni,

● emozioni, rappresentazioni e pensieri che il soggetto elabora, anche in

modo preconscio e inconscio, in riferimento a se stesso (vedi fasi di

costruzione dell'identità);

Il senso di sé trova una sua forma e pensabilità in riferimento a una teoria

● del sé elaborata dal soggetto (in parte meccanismi

consapevole/preconscio/inconscio). In questo processo i

difensivi rivestono una funzione fondamentale

Differenze tra rispecchiamento

interpersonale e specchio

Lo specchio non interviene in alcun modo; l'altro ci fornisce un'immagine di

noi stessi che è il risultato della relazione psichica con lui, la quale dà

origine a uno spazio mentale in base al quale diventa possibile il pensiero.

L'immagine riflessa dall'altro ha profondità e mette in gioco l'Inconscio.

Concezione bipolare dell'identità

Dinamiche introiettive: il polo sé

Nucleo attorno al quale il bambino costruisce gradualmente il proprio

senso di sé. É la parte introvertita dell'identità, fa riferimento alla

dimensione interiore dell'individuo (es. dinamiche narcisistiche).

Dinamiche proiettive: il polo io­altro

Si forma a partire dall'uso del pronome "io" (punto di vista soggettivo). L'io

assegna un significato/funzione/logica al mondo e allo stesso tempo al

soggetto. Questo polo è il fulcro e il riferimento delle relazioni d'oggetto.

I 6 Aspetti Duplici dell'Identità

1)Compresenza di un nucleo costante, coeso e unitario (polo sé) e di componenti

identitarie duttili (condizionate dal confronto con l'altro polo io ­altro)

2)Portata contemporaneamente somatica e psichica dell'identità

3)Compresenza di una dimensione di superficie e di una profonda (in relazione a

corpo­mente)

4)Interazione di aspetti consci, preconsci e inconsci (= diverse modalità di

pensiero)

5)Dialettica tra aspetti sostanziali e aspetti simbolici (assenza, rinvio: ciò a cui

ricorre la psiche per esprimere contenuti rimossi ­ Freud "la simbolizzazione è il

ponte tra l'Inconscio e il Conscio) dell'identità

6)L'identità è sia individuale che contestuale (Fromm: l'individuo non è pensabile

sociale"

al di fuori del mondo in cui vive; "inconscio linguaggio, logica e tabù;

Alva Noë: "noi non siamo il nostro cervello" il pensiero dotato di significato

richiede l'operazione congiunta del cervello, del corpo e del mondo.

Separare i tratti identitari autentici da quelli falsi?

Verità e menzogna

L. Pirandello l'identità è una maschera (= menzogna, inganno) che indossiamo per

→ falso Sé:

poter sopravvivere; Winnicott immagine di noi stessi che mettiamo in campo

nella relazione con l'altro e che plasmiamo in modo che aderisca alle aspettative

→ bugia di necessità:

dell'interlocutore; serve per preservare il proprio vero Sé; Ferenczi

nata durante l'infanzia e riprodotta per il resto della vita, ha la funzione di favorire il

mantenimento dell'equilibrio psichico; Bollas le bugie possono costruire un rapporto

con la realtà e sono un modo per mettersi in contatto con il mondo; il problema nasce

quando cessano di svolgere la loro funzione protettiva e diventano parti sostitutive

dell'identità stessa.

Senso comune: Bion:

Verità = realtà ≠ menzogna Verità ≠ realtà (= falsità = pensiero) ≠ menzogna

Volontaria deformazione della verità

Dimensione

Nucleo che boicotta l'attività di pensiero e si

ineliminabile

irraggiungibile di sé oppone alla conoscenza

del pensiero

Il pensiero dell'uomo normalmente riesce a raggiungere la falsità; la verità si può solo

sfiorare con la psicoanalisi o l'arte. La costruzione dell'identità è un processo

maschera difensiva e adattiva

corrispondente alla messa a punto di una nei confronti

degli altri ma anche di se stessi.

Rispecchiamento e mentalizzazione

Identificazione Freud: processo psichico attraverso cui alcune caratteristiche

dell'oggetto (persona con cui ci si relaziona) vengono introiettate e utilizzate dal

soggetto come materiale costitutivo del suo Io.

Identificazioni reciproche Fairbairn “porta a considerare l'altro separato da noi

come se non lo fosse del tutto, perché percepiamo in noi delle parti di lui [e in lui

delle parti di noi]”.

Rispecchiamento = io mi rifletto in te, quindi vedo me stesso in te e mi percepisco

nel modo in cui tu mi vedi, confrontando questa immagine con quella che io ho di

me stesso. →

Mentalizzazione = Fonagy “la capacità di concepire stati mentali inconsci e

consci in se stessi e negli altri“ (alla base della simbolizzazione – teoria della

mente).

Questi processi non vengono razionalizzati, se non in minima parte: rientrano in

una disposizione psichica empatica posta al di sotto della coscienza.

Lo sviluppo della Capacità Narrativa

Micro­storie infantili (2 anni) con l'uso del pronome “io” il bambino diventa

● osservatore, narratore e protagonista di piccole storie, dotate di una struttura

prospettica al cui centro c'è proprio lui.

lessico psicologico falsa

3–4 anni: acquisizione del (Baumgartner) e della

● credenza (Fonagy). Il bambino ha due modalità di pensiero:

Modalità dell'equivalenza psichica “ciò che esiste nella mia mente esiste

 anche nella mente degli altri ed è uguale a ciò che si trova nel mondo”

Modalità del far finta si basa su un assunto mentale ludico, condivisione tra

 due o più menti che utilizzano gli stessi assunti; l'esperienza interna non

riflette quella esterna, ma la mente costituisce un ponte che connette le due

dimensioni, pur conservandone la distinzione. mentalizzazione,

4 anni: il bambino acquisisce la capacità riflessiva o e connette la

● modalità dell'equivalenza psichica con quella del far finta. Pone in relazione la

realtà esterna con quella interna dall'unione delle due modalità si genera la

narrazione vera e propria.

estensione autobiografica del Sé

6 anni: (Fonagy) = il bambino organizza le

● →

memorie delle proprie esperienze in un quadro cronologico e causale coerente

teoria delle mente di secondo ordine = capacità di capire che esistono credenze

erronee sia relative ai fatti che alle credenze stesse.

Lo sviluppo della Capacità Narrativa

meta–mentalizzazione

Acquisizione graduale della (Barbieri) che si manifesta

● →

narrazioni d'invenzione

soprattutto nelle la mentalizzazione si pone a un

meta:

livello logico più elevato e segna l'acquisizione di una dimensione l'autore

simula rispecchiamenti e pensieri in un modo creato da lui, con personaggi

inventati, ciascuno dei quali ha una mente. La mentalizzazione di secondo livello si

colloca in una realtà che non appartiene al soggetto alla quale ha dato vita

intrecciando i pensieri dei suoi personaggi in modo credibile:

Capacità di identificazione multipla e simultanea con tutti i personaggi

 Abilità di saper osservare tutto da un punto di vista esterno e con distacco

Chi narra una storia d'invenzione innesta la mentalizzazione dei suoi personaggi

sulla propria rete di relazioni interiorizzate (modelli operativi interni, Bowlby –

schemi di essere con, Stern – funzione interpretativa personale, Fonagy) e sugli

schemi di storie che ha conosciuto nella realtà, nei testi letterari, nei film e nei fatti

di cronaca.

La mentalizzazione si colloca in una dimensione situata tra la realtà oggettiva e la

fantasia (spazio potenziale, Winnicott). La narrazione di finzione è possibile

quando la capacità di mentalizzazione ha raggiunto un livello di evoluzione

potenzia la capacità di mentalizzazione e di

ragguardevole e, circolarmente,

autoriflessione personali. Narrare

Comunicare conoscenza attraverso un messaggio articolato in forma narrativa che

trasmetta al destinatario un contenuto, un significato.

Narrato = testo;

Narrazione = processo pragmatico, azione di raccontare una storia in un preciso

contesto.

Autore reale = persona che materialmente pronuncia o scrive la storia narrata;

Autore implicito = immagine di sé che l'autore reale vuole presentare attraverso il

suo racconto, o quella che il destinatario si costruisce dell'autore basandosi sul

testo (immagini che possono anche non coincidere).

vedersi dal di fuori

Il è la condizione indispensabile per l'acquisizione di un

punto di vista, di una prospettiva, di un primo abbozzo di focalizzazione

narrativa (onnisciente, interna o esterna).

Come nascono le storie nella Nostra Mente (a)

Teorie di Bion sul funzionamento della mente e sulla costruzione del pensiero

Esperienze emotive e impressioni sensoriali non ancora pensabili

Funzione alfa

Componente della personalità che elabora emozioni e

sensazioni in direzione della loro pensabilità Ciò che non si trasforma

in elemento alfa viene

evacuato sotto forma di

Elementi alfa

Entità inconsce, prevalentemente visive (ma anche acustiche Elementi beta

e olfattive); i primi mattoni dell'edificio del pensiero. Dato non pensabile, posto al

Pittogrammi visivi inconsci confine tra il somatico e lo

psichico (sfera protomentale)

Tracce semantiche (simboli) che Sono entità dotate di valore segnico, contenitori

rinviano ad altro. Non è Barbieri

potenziali disponibili ad accogliere contenuti sintonici

un'immagine realistica, veritiera, con le emozioni e le sensazioni che li hanno generati.

fotografica (anche se è così che Strutture insature in attesa di contenuti

vengono intesi)

Come nascono le storie nella Nostra Mente (b)

elementi alfa,

Gli come strutture insature, saranno collocate al di fuori della

coscienza e verranno richiamati e attivati quando la funzione alfa si troverà ad

. elaborare emozioni e sensazioni analoghe a quelle che li hanno generati. Solo a quel

punto entreranno in gioco le immagini reali che non si identificano con gli elementi

alfa, ma che l'elemento alfa attrae, attualizza e recupera, attingendole dall'archivio

psichico di immagini mentali prevalentemente preconsce nuclei proto–narrativi

intern i

Microtessera iconica prevalentemente

preconscia che si è formata a seguito di

esperienze e conoscenze di varia natura, dirette

Nucleo proto–narrativo archivio interno

e indirette e che fa parte di un

interno individuale (oltre che culturale) al quale

pensieri narrativi.

attingiamo per dar vita a

Elementi alfa Nuclei proto–narrativi interni

Sono generati dalla nostra mente che, Selezionati e archiviati dalla nostra mente, ma

attraverso la funzione afa, si troverà ad derivano dalla realtà esterna e dalle nostre

elaborare emozioni e sensazioni, soprattutto esperienze e conoscenze personali

quelle più intense

Come nascono le storie nella Nostra Mente (c)

Quindi possiamo affermare che le nostre storie si formano a seguito

dell'incontro fra 3 livelli di realtà:

. esterna:

Dimensione eventi, persone e emozioni

● inconscia:

Dimensione elementi alfa

● preconscia:

Dimensione nuclei proto–narrativi interni

● Emozioni non elaborate

Realtà esterna Funzione alfa

Nuclei proto–narrativi interni Elementi alfa

Narrazione

Come nascono le storie nella Nostra Mente (d)

Tra ciò che diventa pensabile (elementi alfa) e ciò che rimane del tutto non–

pensabile e viene evacuato (elementi beta) si trova una condizione

intermedia: Un'emozione–sensazione che viene elaborata

solo in parte e si aggira nella mente come

nucleo oscuro di senso, non espulso, ma

nemmeno del tutto trasformato, quindi non

Residuo beta completamente accessibile al pensiero.

Non–ancora–pensabile che si aggira nella

dimensione preconscia della mente.

Tipi di Narrazione

Narrazione psicoanalitica Narrazione extra-analitica

Intensa componente emotiva; orientata verso un Prendono spunto da situazioni e persone di cui

obiettivo ermeneutico e terapeutico. Utilizza una abbiamo fatto esperienza (diretta o indiretta);

→ oppure possono nascere da fantasie preconsce e

linguaggio

particolare espressione verbale consce che hanno qualche aggancio più o meno

dell'effettività (Bion): parola che si fa azione e labile con la realtà. Anche qui le emozioni

produce un cambiamento/evoluzione [≠ linguaggio sono

giocano un ruolo fondamentale, ma

della sostituzione, per la comunicazione quotidiana

→ emozioni già pensabili,

scambi verbali pragmatici e puramente in tutto o in parte. Il

informativi]. Presuppone (sia nel paziente che pensiero che genera questo tipo di narrazioni

capacità negativa:

nell'analista) la capacità di non agisce a livello inconscio (non elabora

rimanere in uno stato di sospensione, di galleggiare elementi beta, né recupera contenuti rimossi),

in uno stato di attesa e di apertura. preconscio e conscio

ma a livello la capacità

emozionale

L'intensità del linguaggio dell'effettività di elaborazione di queste narrazioni riguarda i

determina una iper–produzione di elementi alfa = residui beta preconsci. Attraverso la

sollecita il pensiero per riuscire ad esprimere i nuovi narrazione le emozioni vengono ulteriormente

scenari mentali che si sono aperti: la parola appare elaborate.

più vicina all'inconscio. Questo linguaggio produce i Difese e resistenze attivate più elevate (rigidità

Qui parliamo di emozioni che

derivati narrativi. delle connessioni tra i nuclei proto–narrativi

non sono ancora state elaborate. interni.

Difese e resistenze Ricadute riparative

attivate più attenuate. di superficie: finalità

confermativa dell'immagine di sé e ricaduta

Ricadute riparative profonde: accoglie aspetti narcisistica poco orientata in direzione

inconsci e rimossi. terapeutica

Tipi di Narrazione

3 forme testuali che fanno parte della narrazione extra – analitica:

Narrazioni quotidiane narrazioni orali informali che si intrecciano

● intorno a noi, basate su parametri di realismo; anche se la convinzione

che la fantasia non sia stata coinvolta è colo illusoria;

Narrazione autobiografica testo scritto in cui l'autore parla di sé in

● prima persona. Non è un semplice resoconto della propria vita, ma è il

risultato di un'attività propriamente creativa. L'autore si sdoppia, si

moltiplica, si inventa, si crea un proprio sosia, un alter ego,

un'immagine di sé che viene definendosi gradualmente ma in maniera

definitiva; →

Narrazione letteraria testi caratterizzati da scopi artistici nei quali

● la fantasia, l'invenzione e la finzione hanno una funzione significativa.

Pensiero Narrativo e Pensiero Paradigmatico

Smorti narrare non significa sono costruire e comunicare storie, ma anche

attivare una specifica modalità di pensiero che ne supporta e ne potenzia altre.

Pensiero Paradigmatico (scientifico) costruisce leggi generali, quindi è

nomotetico; è validato attraverso la falsificazione (comprende categorie

vero/falso); ha un orientamento logico verticale; è indipendente dall'osservatore

e dal contesto; si pone a un livello di astrazione in base al quale elabora concetti

e categorie ai quali riferire l'esperienza;

Pensiero Narrativo alla base della costruzione di storie, quindi è un

pensiero idiografico (riguarda casi singoli, non ha valore universale); è validato

in termini di coerenza, è indipendente dalla verità oggettiva; ha un

orientamento logico orizzontale (connessioni causa–effetto e temporali);

risente del contesto e del punto di vista dell'osservatore; si mantiene al livello

dei fenomeni, più che leggi generali si concentra sull'eccezione. Opacità

referenziale (Bruner) ciò che viene narrato non ha senso di per sé, ma

dipende dal significato che gli i attribuisce in quello specifico contesto

narrativo.

Non sono due tipi di pensiero del tutto differenti e inconciliabili.

Pensiero Narrativo e Pensiero Paradigmatico

Narrazione ≠ pensiero narrativo

pensiero narrativo...<

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LeDzEp1991 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica avanzato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Barbieri Gianluca.
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