Pedagogia generale
L'identità della pedagogia
La pedagogia studia l'educazione dell'uomo dalla nascita alla morte. È la disciplina che da sempre si è occupata delle teorie e delle pratiche dell'educazione dell'uomo, ma dopo una secolare impostazione filosofica è stato ridefinito l'oggetto e il metodo d'indagine e si pone come possibile scienza della formazione dell'essere umano, considerato sia nella sua appartenenza sociale e culturale e sia nella sua individualità biopsichica. Ciò fu causato nella metà del '900 dal passaggio dal vecchio paradigma positivista al nuovo paradigma costruttivista.
Un altro fattore importante è che prima del '900 veniva considerata una scienza deduttiva, dove veniva utilizzato il metodo argomentativo (si svolge percorrendo un itinerario ben definito), mentre oggi è considerata una scienza induttiva e viene utilizzato il metodo osservativo (si utilizzano diversi tipi di osservazione).
La pedagogia come scienza complessa
Orefice, un professore di pedagogia generale e sociale dell'università di Firenze, nel testo "Pedagogia scientifica" definisce la pedagogia una scienza complessa, per la complessità dei suoi paradigmi derivanti dalle sue connessioni disciplinari e dalla sua scientificità, dato che deve misurarsi con la realtà. La sua scientificità è data dal suo oggetto di studio, ossia il processo formativo professionale, e dalla sua metodologia d'indagine, perché essa prende qualcosa dalle altre scienze della formazione ed innesta il suo processo formativo ed educativo. Questi due fattori sono collegabili tra di loro ma non immutabili, perché cambiando la lente metodologica d'indagine l'oggetto si rivela in modo differente.
Dunque, la pedagogia scientifica può essere definita come una disciplina di sintesi di contributi disciplinari che le vengano da altri ambiti di ricerca.
Organizzazione e teoria della pedagogia
L'organizzazione della pedagogia si fonda su 3 macrolivelli:
- Epistemologia: oggetti specifico di studio;
- Teoria: sintesi complessa di livelli e campi disciplinari per educare e formare;
- Pratica: l'agire formativo cioè come intervenire.
Inoltre, la pedagogia è una disciplina poietica e trasformativa perché interviene per operare il cambiamento educativo. Si può parlare di una teoria della pratica e della formazione. La teoria complessa della formazione si occupa dell'interpretazione del processo formativo in atto negli esseri umani, nei diversi contesti di vita, indaga sul cambiamento da apportare a tale processo ed elabora l'intenzionalità pedagogica intesa come "direzionalità utopica" dello sviluppo del processo formativo.
La pratica della formazione è quella che integra ricerche e strategie con le relative strutture e servizi per attuare azioni formative con i relativi approcci metodologici. La formazione è un processo complesso che comporta il coinvolgimento dell'individuo nella sua totalità. Ogni persona è per se stessa testimonianza e il risultato di una data formazione, quello che conosce e sa fare costituisce il suo patrimonio di formazione, acquisito nella vita e nell'istruzione.
Il processo formativo
Il processo formativo è quel motore che consente all'uomo di creare il saperi attraverso i quali egli interpreta (produzione immateriale della cultura) e trasforma la realtà (produzione materiale della cultura). Il sistema dei saperi del soggetto è condizionato dalla sfera senso-motoria, emotiva e razionale. I saperi senso-motori, emozionali e razionali nascono all'interno della realtà biopsichica del soggetto e si arricchiscono delle conoscenze che seleziona ed elabora tra quelle che la società e la cultura gli offrono.
Nel processo formativo è, infatti, presente non soltanto la specificità individuale ma anche la specificità dei gruppi sociali e culturali di appartenenza. Per capire i processi formativi bisogna conoscere i sistemi dei saperi del soggetto con i quali si lavora; il mondo dei saperi va considerato in continuo movimento, i saperi quando si stratificano diventano la base del modo di vedere e di rapportarsi con la realtà.
Approccio formativo al territorio
Per un approccio formativo al territorio, inteso come spazio di vita complessivo della comunità, una metodologia da adottare, che può essere applicata ai vari livelli e nei diversi campi della vita del territorio, è la metodologia dello sfoglio, che può essere indagativa, operativa e partecipativa: considerando questo come insieme è possibile isolarne, sfogliarne appunto, le singole parti ad una a una, mantenendone l'identità funzionale con il tutto.
Questa metodologia può essere applicata allo sfoglio dei bisogni a cui fa riscontro lo sfoglio delle risposte; ogni coppia bisogno/risposta costituisce un'uniformità empirica, che si riferisce ad un settore della vita presente nel territorio. I bisogni e le risposte sono otto e sono: abitative, economiche, amministrative, sanitarie, normative, di produzione tecnologica, di appartenenza sociale e di identità esistenziale. Lo sfoglio delle risposte corrisponde anche allo sfoglio della cultura materiale e della cultura immateriale che sono intrecciate tra di loro. Questo quindi significa che all'interno della cultura materiale ed immateriale è possibile fare lo sfoglio dei bisogni.
Si può fare anche lo sfoglio del processo formativo reale attraverso l'analisi del processo di apprendimento e di costruzione di conoscenza, presente nella collettività locale. Questo sfoglio permette di individuare una serie di risorse formative che possono essere classificate in agenzie educative formali, informali e non formali, che lavorano in rete realizzando in questo modo il sistema formativo locale.
Tipologie di educazione
- Educazione formale che si sviluppa nella scuola e in ogni altra istituzione formativa con programmi disciplinari.
- Educazione non formale che si realizza in ogni attività formativa intenzionale e strutturata che sia esterna alle istituzioni e della formazione professionale e sia offerta da un'agenzia attraverso servizi distribuiti sul territorio (musei, unità sanitarie, biblioteche).
- Educazione informale che avviene attraverso i vissuti personali che non sono sottoposti a esterna azione formativa, ma costituiscono ugualmente materiali di elaborazione conoscitiva del soggetto.
Tutte le agenzie incidono sul reale processo formativo e ognuna può essere agenzia educativa informale in quanto promotrice di educazione informale.
Responsabilità e formazione
Il libro "Responsabilità e formazione", scritto da Francesca Pulvirenti, una delle sostenitrici del movimento della filosofia per bambini (essa con questo libro ha il progetto della qualità della vita in cui si ha: la responsabilità condivisa nel processo formativo; l'onesta delle decisioni; e la lealtà dell'impegno a progettare, intervenire e verificare), presenta la Pedagogia come un'identità costruttiva per una pratica responsabile dei processi di conoscenza. In questo senso la pedagogia deve formare ed informare in modo responsabile sottolineando la centralità del soggetto e la sua responsabilità conoscitiva.
-
Riassunto esame Pedagogia generale, prof. Madrussan, libro consigliato Pedagogia Generale, identità, percorsi, funz…
-
Riassunto esame Pedagogia generale, Prof. Versace Alessandro, libro consigliato Pedagogia Generale - Identità, perc…
-
Riassunto esame Pedagogia dell'infanzia e della preadolescenza, Prof. Di Donato Flavia, libro consigliato Pedagogia…
-
Riassunto Esame Psicologia clinica dell'Interazione, prof. Faccio, libro consigliato Le identità corporee