Pedagogia generale: identità, percorsi, funzione
Prefazione
La pedagogia nacque come sapere riflessivo e razionale sull'educazione, come riflessione organica, razionale e critica sui problemi educativi. Nasce con la filosofia resterà, per 2 millenni e oltre, ad essa accorpata. Poi si emanciperà dalla filosofia facendosi scienza, scienza che riflette sui dati di molte scienze e li coordina all'educazione, che è il focus stesso e l'oggetto specifico della pedagogia. La pedagogia generale è il cuore stesso del sapere dell'educazione.
Parte prima - L'identità postmoderna della pedagogia generale
Una frontiera sotto inchiesta: ma da tutelare e da rilanciare
La pedagogia generale svolge diversi compiti, come riflessione generale è libera, aperta, incardinata sui problemi a cui deve dare risposta, ambito primario e chiave della pedagogia e proprio per lo stile cognitivo, da un lato, e per la funzione, dall'altro, che vengono a contrassegnarla. Lo stile è quello riflessivo e critico che permette alla pedagogia generale di svolgere il suo ruolo di orientatore di massima nel pedagogico riletto nel baricentro comune che tiene insieme le stesse articolazioni che tale sapere viene a promuovere e/o contenere. La funzione è quella di raccordare quel sapere-di-saperi che è oggi la pedagogia e di raccordarla sia al suo focus oggettuale sia al suo attuale statuto fenomenologico e culturale. E lo fa raccontando ogni sapere educativo al suo oggetto e al sistema stesso di quei saperi, attraverso un discorso costantemente critico. Questo discorso si lega alla filosofia come sapere che discute i fondamenti dei saperi.
In sintesi:
- La pedagogia generale ha una precisa funzione: generativa e regolativa;
- Ha una precisa identità critica (= filosofica);
- Esercita la critica sull'oggetto (= educazione/formazione) e sui sistemi di saperi che lo specificano;
- Essa deve permanere al centro della pedagogia e dei suoi saperi in quanto esercizio di sintesi, di legittimazione, di focalizzazione;
- È il settore (generalista) chiave della pedagogia che ne custodisce la ricchezza, la complessità, il senso.
Percorsi di lettura
La pedagogia generale continua a essere un po' il centro (critico) dei saperi dell'educazione. Centro critico perché coordina tutti i saperi educativi al loro focus: l'educazione e/o il formare. Ma anche perché discute tutti i problemi educativi e/o formativi in modo costantemente critico. Ha quindi un ruolo generativo dentro tutti i saperi educativi e un ruolo regolativo rispetto a essi: li genera e li orienta.
Quattro significati della parola educazione (Mialaret)
- Educazione come istituzione (insieme delle strutture che hanno il compito di educare gli alunni che adempiono la loro funzione secondo regole più o meno precise);
- Educazione come azione (influenzata da quella espressa);
- Educazione come contenuto (corrisponde a ciò che chiamiamo curricolo);
- Educazione come risultato (sottolinea l'esito dell'educazione come azione applicata all'educazione come contenuto nell'ambito dell'educazione come istituzione).
La pedagogia nella scuola di Francoforte (Frabboni, Minerva)
La teoria critica, proposta dai francofortesi, si contrappone alle forme tradizionali di fare teoria. Opera all'interno di precise coordinate storiche e coglie gli eventi e le idee nell'ambito della totalità delle dinamiche storiche che caratterizzano la società, e orienta la propria prassi in relazione a questa totalità storica e sociale. Il compito di liberare l'individuo dai condizionamenti che lo tengono soggiogato è affidato, infatti, all'educazione. L'educazione deve combattere contro i vincoli ideologici e quelli psicologici che inibiscono la capacità di amare e la capacità di rifiutare ogni tipo di barriere. Per fare questo l'impegno educativo è finalizzato allo sviluppo, sin dalla prima infanzia, dell'autonomia e del senso critico, della consapevolezza dei pericoli sempre presenti nel totalitarismo e dell'apertura alle possibilità "altre" che il futuro accoglie in sé.
Problemi, teorie, modelli e... dibattiti: le frontiere della pedagogia generale
La pedagogia generale come riflessività trasversale si articola intorno a tre nuclei (problemi, teorie e modelli). La pedagogia generale è questo dibattito aperto e critico su problemi che emergono dentro i processi educativi/formativi ed esigono di essere sottoposti a interpretazione e a regolazione come la relazione educativa tra genitori e figli, maestri e allievi, quelli connessi alla multiculturalità e all'intercultura.
Percorsi di lettura
I due testi seguenti sviluppano 1. la rosa degli attuali sapere dell'educazione, sia pure in costante sviluppo, 2. l'aspetto intenzionale della pedagogia, sia come sapere (educare/formare) sia come pratica (guidata da obbiettivi, fini, modelli ecc).
Il diagramma delle scienze dell'educazione (Visalberghi)
Con l'avvento dell'istruzione pubblica di massa, si sono moltiplicati e diversificati gli operatori educativi ma anche le scienze dell'educazione, nell'ambito di ciascuno dei settori in cui in precedenza sembrava potersi articolare la competenza professionale dell'insegnante di classe, non è più collocato al centro dell'educatore, che non si tratta ormai soltanto di operatori di base ma di realizzatori pratici a tutti i livelli. Essi devono essere competenti in una vasta rosa di discipline delle scienze dell'educazione.
Intenzionalità della pedagogia (Cambi)
Se dovessimo indicare la scoperta maggiore della fenomenologia e il tema-problema che punisce tutte le diverse posizioni, dovremmo indicare tale tema-problema nell'intenzionalità, ergo di tutta l'esperienza e dell'uomo in generale.
Ottica della formazione e "soggetto postmoderno"
La pedagogia generale è quel sapere riflessivo, critico e trasversale su tutti i problemi dell'educazione nutriti sì di conoscenze scientifiche ma anche di capacità di coordinare tali conoscenze al pedagogico, essa da un lato si lega alle scienze dell'educazione e da un altro alla riflessione sull'educativo. Per quanto riguarda il suo focus il dibattito si è oggi ulteriormente complicato, dall'educazione come focus e orientatore si è passati alla formazione. La Formazione è il processo di crescita, sviluppo, orientamento personale che fa del soggetto quello che è, col suo carattere, i suoi obbiettivi. È un processo che verte soprattutto sulle scelte interiori del soggetto, che riguarda la sua vita interiore, sviluppo del soggetto nella sua umanità che si fa e cresce nella costante mediazione tra coscienza individuale e oggettività culturale. Tale nozione è stata un asse importante della riflessione pedagogica, da Socrate in poi. Ogni uomo è chiamato a risvegliare la propria interiorità, a prendersi cura di se stesso, a conoscersi, ad accogliere gli stimoli dei maestri e a entrare nella vita spirituale. Fu rilasciata poi nell'Umanesimo e nel Rinascimento tra Italia e Europa, fu trascritta in tedesco con la nozione di Bildung a fine Settecento. La Bildung è la formazione dell'uomo in quanto uomo, contrassegnato da coscienza e cultura e proprio in Germania tale idea classica di formazione si è elaborata, è cresciuta con Hegel, Marx, Nietzsche in seguito anche con Heidegger. Senza educazione non c'è formazione, l'educazione trasmette e conforma, coltiva il soggetto nella sua autonomia, nella sua singolarità, nella sua irripetibilità e gli offre gli strumenti per coltivarsi in questa sua specificità di esser-soggetto singolo e creativo. L'educazione è sociale e produce socializzazione, la formazione è personale e crea individui originali, autonomi e creativi.
Percorsi di lettura
Tra educare e formare c'è una differenza radicale: l'educazione è sociale e guarda alla interazione dei soggetti; la formazione è personale e verte sulla formazione dell'io come soggetto-persona. Non c'è formazione senza educazione e la formazione muta l'educazione, ne rinnova gli stili e i modelli.
La Bildung e Schiller (Gennari)
Con Goethe e Schiller la Bildung romantica giunge a una definitiva messa a punto. La mediazione tra uomo e umanità viene stilizzata nell'unità originaria della cultura e del pensiero, dove la scienza è posta in discussione ora dagli esiti metafisici della ricerca filosofica e teologica ora dal peso inedito della coscienza mitica. La ricerca nelle Wissenschaften è tutta orientata verso il Geist, allo spirito si chiede di elevarsi sopra e oltre lo spirito del tempo. Si reputa infine pertinente che il fondamento umanistico della cultura risieda nella religiosità intesa come atto di essenzializzazione individuale e cosmica, ma anche quale compimento dell'itinerario umano della conoscenza. L'ideale estetico dell'uomo, esplica Schiller, è il risultato di una congruente armonia tra razionalità e sensibilità. Bellezza e sublimità fanno quindi parte del percorso della formazione umana. L'esteticità si traduce, con Schiller, in ideale e il principio pedagogico.
Coltivare l'umanità (Nussbaum)
Tre capacità sono essenziali per coltivare l'umanità nel mondo attuale.
- La capacità di giudicare criticamente se stessi e le proprie tradizioni.
- Cittadini che coltivano la propria umanità devono concepire se stessi non solo come membri di una nazione o di un gruppo, ma anche, e soprattutto, come esseri umani legati ad altri esseri umani da interessi comuni e dalla necessità del reciproco riconoscimento.
- La cittadinanza strettamente collegata alle prime due.
La costruzione di teorie di riferimento
Anche in pedagogia, come ogni sapere scientifico, uno degli ambiti più densi di elaborazione sta nella costruzione di teorie: quadri generali e/o modelli esplicativi capaci di orientare il lavoro proprio di comprensione dell'oggetto specifico: qui l'educazione/formazione. Le teorie leggono e interpretano settori o momenti del fare-educazione/formazione e ci si offrono come modelli euristici, attraverso i quali dominare un ambito di ricerca e orientare la soluzione di problemi. Le teorie interpretano per spiegare e si offrono come strumenti per l'agire. Da qui la loro potenza e centralità nell'indagine scientifica, ben sottolineata da Popper e anche da Bachelard, per rimanere a due interpreti massimi del ruolo delle teorie nella scienza. La pedagogia generale è anche il terreno di incontro e di scontro tra le diverse teorie pedagogiche: lì si confrontano e si contrastano, mostrando la loro "forza", esplicativa e comprendente che sia; la loro capacità di illuminare razionalmente un settore dell'esperienza educativa. Da sempre la pedagogia produce teorie e le produce per spiegare per agire, così come ogni sapere scientifico affida al teorizzare il proprio aspetto più dinamico e più attivo, fissandolo come un ambito di preciso rilievo, senza il quale non c'è sapere e neppure sapere scientifico.
Percorsi di lettura
Per quanto riguarda le teorie di pedagogia generale è lo spazio cognitivo in cui esse si confrontano come teorie dell'educazione e/o della formazione. "Si confrontano" significa che si analizzano, si criticano reciprocamente, si sottopongono a un esame razionale. E le teorie dell'educazione/formazione ci sono sempre e sono molteplici: esse emergono dal politico, da sociale, dalle scienze, dalle filosofie, dalle tradizioni e devono essere costantemente vagliate e discusse. Il testo di Granesse ripercorre le tappe della "ricerca teorico-pedagogica" in Italia, nel secondo Novecento, fissandone l'oscillazione tra scienza e filosofia, secondo una dialettica che ora le separa ora le unisce in modo critico.
La Pedagogia teorica in Italia (Granese)
Mentre la filosofia in Italia appariva impegnata a fare i conti con gli indirizzi di pensiero anglosassone, la pedagogia tendeva ad alimentarsi di studi e contributi e anche di pratiche esperienze. Una prima fase fu caratterizzata da una critica della pedagogia e da una critica dell'istituzione scolastica. Ma nei primi anni '70, la riscossa dello scolastico ebbe come effetto un'accentuazione in chiave diversa proprio della pedagogia scolastica. La scientificità pedagogica sembra una questione di rapporti con la scuola e di organizzazione scolastica dell'apprendimento. L'esigenza di una pedagogia "scientifica" sembrava farsi più forte nel momento in cui si dichiarava aperta la crisi della ragione scientifica e venivano sempre più decisamente rifiutati quelli che erano stati gli approdi di una filosofia "scientifica" e sesso reichenbachiano, o di una filosofia "analitica" concepita come "metodologia" o disciplina logico-categoriale o riflessione formale sul linguaggio della scienza.
Paradigmi-guida per le teorie attuali: complessità, differenze, ecologia ecc.
Le teorie-guida del nostro tempo sono quelle connesse alla complessità, alla differenza, all'ecologia. Le teorie della complessità sono teorie generali e/o interdisciplinari, emergono dalla riflessione scientifica, da quella epistemologica e da quella filosofica. La complessità si è imposta nell'epistemologia pedagogica, ponendo in luce la varietà del linguaggio della pedagogia e delle logiche che lo guidano. Ma la complessità si è imposta anche nel pensare la formazione e la formazione della mente e quella del soggetto attuale. Le teorie della differenza sono esplose nella cultura del Novecento attraverso le scienze umane, quali l'antropologia culturale o la psicoanalisi o la filosofia. Le teorie dell'ecologia, scienza legata allo studio bio-ambientale, si è fatta paradigma culturale generalizzato e applicato a vari ambiti della esperienza e della conoscenza.
Percorsi di lettura
Ci sono teorie dominanti a cui il dibattito pedagogico deve prestare attenzione e sono le teorie-chiave della cultura attuale che vanno comprese e discusse in ottica pedagogica cioè educativa/formativa. E sono le teorie della complessità, della differenza, dell'ecologia. Ma anche quella della tecnica o del soggetto.
Itinerari di pedagogia della differenza (Cambi)
Il modello di pedagogia "della differenza" è venuto a costituirsi in varie aree linguistico-culturali, assumendovi dei connotati sensibilmente diversi, per approdare in Francia e in Italia a forme più strettamente legate alle tesi filosofico-antropologiche, individuate come tipiche di questo "schieramento" della pedagogia contemporanea. La Francia è stata anche un po' il "prologo" delle pedagogie della differenza maturate in Italia. In Italia la condizione della pedagogia della differenza si presenta in forma profondamente diversa rispetto alla Francia. Primo, è stata ed è meno al centro del dibattito pedagogico; Secondo, il suo schieramento è stato assai meno compatto, sia per ragioni teoriche sia per ragioni "politiche", il che ha certamente nuociuto alla sua affermazione; Terzo, è mancato un punto di aggregazione teorica e "politica" che fungesse da coagulatore delle forze e che permettesse a tale pedagogia di confrontarsi col dilagante cognitivismo, didatticismo e neo-tecnicismo della pedagogia.
Ecologia e educazione (Bardulla)
Gli aspetti educativi dell'ecologia si articolano in rapporto ai significati che il termine assume nella letteratura specialistica e divulgativa, nonché nel linguaggio comune. Una notevole influenza sull'attenzione ai problemi ambientali è stata esercitata dalla crisi energetica che, agli inizi degli anni '70, ha colpito i paesi maggiormente industrializzati. Nelle sue prime manifestazioni, l'interesse pedagogico per l'ecologia si collega direttamente alla denuncia dello stato di degradazione dell'ambiente e alle conseguenti preoccupazioni circa le possibilità di sopravvivenza della specie umana o il mantenimento e la diffusione di elevati standard di qualità della vita. La crisi ambientale fa emergere l'esigenza di un'azione informativa e formativa efficace. Per questo particolare attenzione viene rivolta all'impiego dei mezzi di comunicazione di massa, per la rapidità e ampiezza di diffusione del messaggio da essi consentita. Per quanto riguarda la scuola problema sembra porsi principalmente in termini di inserimento o meno dell'ecologia nei curricoli e, nel caso, di modalità di inserimento differenziate nei diversi livelli scolastici. Questo duplice orientamento delle implicazioni educative dell'ecologia consente di fissare una distinzione tra insegnamento dell'ecologia ed educazione ambientale. Nel primo caso diviene caratterizzante lo stretto collegamento con l'ecologia in quanto scienza. Nel secondo l'azione formativa dilata i propri obiettivi, qualificandosi come risposta complessiva ai problemi posti dal rapporto con l'ambiente e concepito nella totalità dei suoi aspetti.
Lo stile "saggistico" della pedagogia generale
Fare "pedagogia generale" significa dar vita a un discorso critico che investe i problemi affrontati e le soluzioni proposte dalle scienze dell'educazione, li radicalizza in senso pedagogico, li rilegge in modo riflessivo e teorico, li discute e ridiscute. Ma il discorso della pedagogia generale è un discorso riflessivo, critico, problematico: è un discorso filosofico, che non cerca certezze e soluzioni ma le discute, però discutendole attiva attorno ad esse una riflessività problematizzante. La pedagogia generale si costruisce secondo una discorsività filosofica, che discute in modo aperto i problemi e le soluzioni.
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