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L’ORDINE TUSCANICO nel tempio etrusco il pronao ha sempre otto colonne disposte in

due file parallele di quattro colonne ciascuna. Nonostante un’evidente ispirazione all’ordine

dorico arcaico, presentano tali e tanti elementi di diversità da indurre Vitruvio a classificarle

come un’ordine a parte, quello Tuscanico.

Le colonne tuscaniche sono di legno, prive di scanalature e spesso vivacemente

policrome. A differenza di quelle doriche, non appoggiano direttamente sullo stilobate, ma

su una massiccia base formata da un plinto a pianta quadrata sormontata da un toro

solitamente della stessa larghezza del plinto. Il fusto è rastremato verso l’alto, ma risulta

privo di entasi. Il capitello è assai più modesto e meno

massiccio di quello dorico, l’abaco non sporge

dall’echino ed è a sua volta sormontato da delle travi

che ne costituiscono la trabeazione. Il tetto è molto

spiovente ed è del tipo a due falde e ricalca per forma

e materiali quello delle abitazioni etrusche. Gli unici

motivi decorativi sono gli acroteri e le antefisse,

solitamente realizzati in terracotta dipinta: la loro

funzione è sempre legata alla ritualità religiosa, come

nel caso dell’antefissa proveniente dal tempio di

Minerva a Veio che rappresenta una mostruosa testa

di Gorgone con funzione apotropaica, cioè di

protezione contro le divinità infernali.

Lo stretto rapporto tra etruschi e divinità li spinge a privilegiare soprattutto l’architettura

funeraria, in quanto è nel mistero della morte che gli dei manifestano la loro supremazia.

Ecco perché fin dagli inizi le tombe etrusche vengono costruite in pietra, e in quanto tali, si

sono conservate fino ad oggi. L’uomo così piccolo e debole in vita, ha bisogno dopo morto,

di un ambiente accogliente nel quale la sua individualità possa continuare a vivere. È per

questo motivo che la tomba assume le caratteristiche, la forma e le dimensioni della

casa. Essa doveva contenere bevande, cibi, utensili e arredi. Poiché la tomba, al contrario

della casa, è buia le pareti dovevano essere vivacemente decorate, spesso imitando il

cielo aperto, affinché la dolcezza delle decorazioni e la luminosità delle pitture contrasti il

buio eterno della morte. Le tombe etrusche sono raccolte in necropoli, vere e proprie città

dei morti, poste fuori dalle mura delle città dei vivi, ma come quest’ultime orientate e

ordinate con assi viari tra loro perpendicolari. Le tipologie costruttive sono tra loro molto

diverse e variano a seconda del periodo e anche in base al terreno. Esse possono essere

raggruppate in tre categorie: tombe ipogee, tombe a tumulo e tombe ad edicola.

Ipogei, queste strutture possono essere scavate completamente sotto terra (tombe con

camera interrata) o nel fianco di una parete roccioso (tombe rupestri) o realizzando

ingressi monumentali di forma cubica mediante blocchi di tufo del posto (tombe a dado).

Tra questa tipologia di tombe è rimasta ben conservata quella nota

come Ipogeo di Voumni, presso Perugia, vi si accede scendendo

lungo una ripida scala intagliata nella roccia che da accesso ad un atrio

rettangolare al fondo del quale si trova la camera sepolcrale principale

con le panche in pietra sulle quali venivano poste le statue votive e le

urne cinerarie. È una tomba di notevoli dimensioni, questo sottolinea

l’importanza della famiglia di appartenenza.

Tumuli, queste tombe sono così dette in quanto una volta

costruite, vengono poi ricoperte da un tumulo di terra, in modo

da formare una sorta di collinetta artificiale, spesso ricoperta da

vegetazione. Tale usanza ha la duplice funzione di identificare il

luogo di sepoltura e proteggere l’edificio funerario sottostante. I

tumuli hanno pianta generalmente circolare e sono sostenuti da

strutture di vario tipo come pseudocupole o pseudovolte

appoggiate a una struttura cilindrica detta tamburo. All’interno dei tumuli più grossi

possono esserci anche tre o quattro tombe, anche esse come quelle ipogee, si articolano

in più stanze. Quelle più antiche hanno un'unica vasta stanza circolare, solo parzialmente

scavata nel terreno, sormontata da una massiccia tholos. Un esempio è la necropoli

della Banditaccia a Cerveteri (Roma). Diverso è il

caso della Tomba dei Rilievi, sita sempre nella

necropoli di Cerveteri, anch’essa è una tomba a tumulo

ma la copertura dell’unica camera sepolcrale è in lastre

di tufo inclinate, in modo da imitare un soffitto ligneo di

una normale abitazione, con tanto di finte travi scolpite

nella roccia. In questo caso tutte le pareti e pilastri che

ne sorreggono il tetto sono coperti con rilievi eseguiti in

stucco dipinto che rappresentano gli utensili casalinghi, al fine di ricostruire intorno al

defunto il suo ambiente domestico.

Edicole, sono tombe costruite esclusivamente fuori terra e rappresentano una rarità nel

panorama dell’architettura funeraria etrusca. Sono realizzate interamente in pietra e sono

quasi sempre di piccole dimensioni. Si compongono di un’unica camera. Vengono dette ad

edicola perché hanno la forma di un tempio in miniatura, ed al tempo stesso anche ad una

casa. Tra le tombe ad edicola troviamo, ben conservata,

quella detta del Bronzetto dell’Offerente a

Populonia(Livorno). È una costruzione fortemente

squadrata, ha pianta rettangolare e presenta una

caratteristica copertura in lastre monolitiche inclinate a

doppio spiovente e originariamente decorate con

antefisse e acroteri.

La mancanza, nell’architettura funeraria etrusca, di regole proporzionali e stilistiche non è da

interpretare come un limite, ma come un vantaggio, in quanto, è possibile ampliare tombe ipogee

preesistenti aggiungendo corridoi, camere o tumuli esterni senza violare nessuna regola

costruttiva.

Anche la scultura etrusca risulta fortemente influenzata dall’influsso greco. Gli etruschi,

però, considerano la scultura funzionale soprattutto alle loro esigenze di carattere

funerario, religioso e votivo. La scultura etrusca si associa anche all’architettura sacra:

antefisse e acroteri altro non sono che rilievi o figurazioni fittili a tutto tondo. La scultura

etrusca non ambisce a grandi ideali di perfezione, proporzionalità e armonia a cui tende

quella greca, e la sua funzione si esaurisce nell’assecondare concretissime e ben precise

necessità di carattere decorativo o rituale.

In questa tipologia rientrano vasi canopi e sarcofagi.

I vasi canopi, erano quelli già utilizzati dagli egizi per contenere le viscere umane, mentre

gli etruschi li impiegano per contenere le ceneri del defunto. Questi canopi hanno

un’altezza che varia dai 50 cm ai 150 cm e consistono in un cinerario appoggiato su un

supporto di forma avvolgente detto “trono”. La loro forma è antropomorfa in quanto il

coperchio richiama la forma di una testa umana ed i manici imitano spesso piccole

braccia. Possono essere in terracotta o in bronzo, o misti.

I sarcofagi sono solitamente scolpiti nella pietra o modellati in

terracotta. Essi si compongono di una cassa e di una lastra ad

essa sovrapponibile avente funzione di coperchio. Nonostante

le dimensioni, a volte tali da poter contenere anche più di un

corpo umano, essi erano usati quasi sempre come semplici

cinerari e la loro ricchezza decorativa serviva a manifestare la ricchezza del proprietario.

La cassa era inizialmente a facce lisce ma viene in seguito decorata con bassorilievi dai

vari. Il coperchio presenta caratteristiche del tutto originali, tipiche di un’interpretazione

etrusca del tema della morte. Tale coperchio infatti imita un letto tricliniare sul quale il

defunto è rappresentato in posizione recumbente, quasi stesse per partecipare ad un

banchetto. In molti coperchi insieme al defunto viene rappresentata anche la moglie, ma

ciò non vuol dire che al suo interno siano contenute le ceneri di due corpi. Il Sarcofago

degli Sposi è l’esempio più celebre ritrovato e Cerveteri. La coppia è semidistesa tra i

cuscini di un triclinio, presentano in volto la rigidità del sorriso arcaico. Caratteristica

etrusca è la rappresentazione dell’intimità affettiva tra i due coniugi sottolineata dal gesto

del marito che abbraccia teneramente la sposa cingendole la spalla.


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AUTORE

il95

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9 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'architettura
SSD:
Docente: Folin Marco
Università: Genova - Unige
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher il95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia e storia dell'arte e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Folin Marco.

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