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Omicidio volontario, imputati sono tre soggetti appartenenti a una associazione mafiosa. L’accusa

si basa sulla deposizione di un ispettore di polizia che ha avvistato i tre, insieme, pochi minuti

prima dell’omicidio.

L’esito del controesame, svolto dalla difesa, è disastroso :

approccio psicologico col teste infelice, l’avvocato mira a manifestare una immediata diffidenza nei

suoi confronti, errore tattico. Vuole dimostrare che il teste ha adattato il contenuto della sua

relazione alle esigenze dell’accusa, manipolando l’orario dell’avvistamento. Il problema è che non

ha dati certi o concreti che lo provino. Trattandosi solo di un sospetto avrebbe dovuto muoversi con

estrema circospezione. Violazione della regola di non rivolgere domande cruciali senza

disporre di elementi che consentano di prevedere le risposte.

La scelta di un atteggiamento immediatamente aggressivo è solitamente controproducente per la

giuria.

Il difensore in questo caso poteva anche evitare di svolgere il controesame, oppure tentare di

limitare i danni dell’esame diretto( 1 strategia) per ridurne l’impatto probatorio (non 3 strategia).

Sarebbero state utili le leading questions : più che domande, dichiarazioni di fatto seguite da “?”,

consentono solo di rispondere sì o no. Le leading questions consentono il più ampio controllo

sul teste. Efficacia potenziata se atteggiamento neutro/amichevole, se formulate col minimo

possibile di intonazione interrogativa (affermazioni sottoforma di domande).

(vs. domande suggestive : domande che mirano a condizionare le risposte dell’imputato,operando

sulla memoria dei fatti,influenzandone la rappresentazione. Anch’esse utili,ma meno stringenti.)

7.COLLABORATORI DI GIUSTIZIA:

La tecnica con cui vengono esaminati riflette i connotati del dibattito giuridico e politico che c’è

sull’argomento. Ad es. nei processi per reati di criminalità organizzata :

-alcuni condotti con serenità e consapevolezza del ruolo difensivo

- altri condotti con veri e propri scontri. Tecnica aggressiva, cadute di stile

Casi 8 (A: pagg,135-140) e 9 (B: pagg.141-145):

Due verbali per processi di criminalità organizzata,controesame di collaboratori di giustizia.

A)controesame di un collaboratore di giustizia condotto dal difensore di soggetto accusato di aver

compiuto materialmente il tentato omicidio. Lo ha saputo tramite le confidenze di un compagno di

cella.

Atteggiamento sereno e conciliante. Procede in modo fluido verso l’obiettivo. Non tenta

demolizione morale del testimone. Riesce a dimostrare incongruenze e difetti di memoria.

B)controesame di collaboratore sentito come imputato di reato connesso, non come teste.

Assenza di qualunque progetto o strategia. Domande casuali e per tentativi. Spirito di aggressione

indiscriminata. Sottende idea che le dichiarazione dei collaboratori di giustizia siano in sé immorali

e si basa su luoghi comuni(insiste a chiedere se si sia pentito dei reati da lui commessi,circostanza

irrilevante sull’attendibilità delle dichiarazioni). Indispettisce pure il presidente del tribunale. Si

conclude con un nulla di fatto!

8.SOGGETTI DEBOLI:

Anziani, soggetti con handicap, bambini : una delle sfide più impegnative per i contro esaminatori.

La legge prevede che l’esame dei minorenni sia svolto dal presidente su domande e

contestazioni proposte dalle parti (eccezione: esame condotto dal difensore o dal pm se non

può compromettere serenità del teste). Bambini facilmente suggestionabili.

Obbligatori delicatezza e sensiblità, autocontrollo. Aggressività può generare più di ogni altro

caso, ostilità da parte della giuria.

Caso 10 (pag 155- 163):

Processo per atti di libidine violenta a danno di due bambine di 8 e 9 anni. Accusato il portiere

dello stabile. Riportato verbale dell’esame diretto e del controesame.

Controesame condotto in modo scorretto, modo inappropriato di porre le domande (sia come

struttura,che come tono). Domande eccessivamente lunghe e complesse per un bambino,

eccessivamente insistenti.

Caso 11 (pag 168-170):

Controesame di giovane contadino analfabeta con problemi psichici. Teste della difesa in un

processo per lesioni personali gravi.

Pm manca di disegno strategico, non si rapporta col teste adeguandosi alla sua condizione (infatti

il teste non lo capisce). Ne vuol far risaltare il basso livello culturale. Se si vuole adoperare tale

manovra bisogna farlo con la massima accortezza, non con aggressività e toni sgradevoli.

9.TESTE OSTILE E DOMANDE SUGGESTIVE:

Teste ostile (espressione presa dalla common law) : teste che rende dichiarazioni contrarie alla

parte che ne ha richiesto l’audizione,viene formalmente dichiarato ostile dal giudice.

Da noi non è previsto, in tale eventualità ci si basa sulle contestazioni.

Ipotesi di esame diretto di teste rivelatosi ostile :

Caso 12 (pag173-187):

Processo per associazione mafiosa, omicidio, estorsione. Esame diretto del pm su vittima

estorsione,che aveva ammesso durante le indagini preliminari di aver ceduto all’estorsione e

individuato i colpevoli. In dibattimento cambia versione. Pm utilizza lettura delle dichiarazioni

precedentemente rese (contestazione).

10.CREDIBILITA’:

Occorre capacità di tratteggiare profili psicologici rapidi dei testimoni, per condurre

controesami efficaci.

Spesso indipendente dalla verità o meno di quanto affermi.

Percepiti positivamente soggetti che :

-sono di aspetto gradevole e curato

-rilassati ed estroversi,ma non scomposti

-atteggiamento spontaneo e diretto

-non inclini a lamentela e auto compatimento

-attenti e collaborativi

Percepiti negativamente soggetti che :

-appaiono reticenti a rispondere

-artefatti nei modi

-atteggiamento arrogante o polemico

-tendenza a vanteria o esagerazione

-vendicativi

Aspetto esteriore del teste  l’uso di un certo abbigliamento induce maggiore o minore affidabilità.

Linguaggio non verbale del teste  campo vastissimo. Es. chi tenta di evitare il contatto diretto

oculare, chi assume una posizione a capo basso, chi si morde le unghie, gioca con oggetti,..

Modo di parlare del teste  tono di voce troppo alto o troppo basso hanno effetti negativi. (= chi

parla troppo lentamente o velocemente).

Questione : è possibile istruire il proprio teste prima del dibattimento? Escluso preparare il

contenuto della deposizione. Se dunque possa predisporne l’atteggiamento esterno,cercando di

prepararla a reagire al controesame. Con alcune limitazioni, attività ammissibile.

11.INTERROGARE E PERSUADERE:

Interazione esplicativa : intercorre tra le parti e il giudice in un momento precedente alla

formazione della prova orale, consiste nella relazione introduttiva dei fatti e nella formulazione

delle richieste di prova.

Interazione interrogativa : intercorre tra le parti e i testimoni, che forniscono dichiarazioni

Interazione argomentativa : tipica del momento finale. Intercorre tra le parti e il giudice ed è

caratterizzata dalla funzione persuasiva.

La retorica è la disciplina che si occupa della argomentazione, come riflessione teorica e

applicazioni pratiche.

La dimostrazione costituisce lo strumento per l’affermazione delle verità formali, da premesse

postulate giunge a dimostrazioni inconfutabili. Vale chiunque siano le persone cui è rivolta.

L’argomentazione invece è l’operazione intellettuale che da premesse empiriche conduce a

conclusioni persuasive e accettabili. Bisogna pensare a chi ci si rivolge, varia a seconda dei

destinatari.

Fondamentali operazioni argomentative/persuasive possono essere svolte nei confronti del giudice

con l’esposizione introduttiva e le conclusioni, con la scelta dei mezzi di prova, con la strategia

degli interrogatori, .. ..

Tema della credibilità dell’avvocato/PM : capacità di inviare messaggi coerenti, comprensibili,

persuasivi. Spesso utile sapere le caratteristiche personali dei giudici, soprattutto per la giuria corte

d’assise (nel sistema angloamericano c’è la fase di scelta dei giurati ) diritto di veto, interviste

spesso penetranti sulla personalità,gusti..). Importante formulare domande chiare e poco

complesse, l’uso della pausa per enfatizzare o richiamare l’attenzione, uso dello sguardo,

contegno sempre cortese e dignitoso, senso di autorità.

12.DOMANDARE DUBITANDO:

Il processo genera conoscenza : verità storica, non scientifica (verità processuale).

Per determinarne il grado di verità si può far riferimento alla determinazione quantitativa delle

probabilità contrarie.

Il metodo più affidabile per produrla è quello proposto dal paradigma dialettico su cui si basa il

processo accusatorio, con la possibilità di sottoporre a tentativi di falsificazioni le verità

processuali. Trova il suo apice nel momento del controesame. L’atto del domandare dubitando

costituisce espressione di libertà dai vincoli e da decisioni precostituite. Metafora di una ricerca

laica.


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AUTORE

Moses

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Logica e argomentazione giuridica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Artosi Alberto.

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