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Diritto costituzionale - l'amministrazione della giustizia Appunti scolastici Premium

Appunti di diritto costituzionale per l'esame del professor Toniatti sui seguenti argomenti: i giudici ordinari, i giudici amministrativi, i giudici contabili, i giudici tributari, i militari, i principi costituzionali in tema di giurisdizione e il Consiglio superiore della magistratura.

Esame di Diritto costituzionale docente Prof. R. Toniatti

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ESTRATTO DOCUMENTO

L’art. 111 Cost. delinea la formula del giusto processo, che comporta:

- Nel processo penale la persona accusata di un reato deve essere informata

tempestivamente della natura e dei motivi dell’accusa mossa a suo carico;

- La persona accusata del reato deve disporre del tempo e delle condizioni necessarie

per preparare la sua difesa;

- Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della

prova, e pertanto la colpevolezza dell’imputato non può essere provata sulla base di

dichiarazioni rese da chi si è voluto sottrarre dall’interrogatorio;

- La persona accusata di un reato deve essere affiancata da un interprete se non

comprende o non parla la lingua impiegata nel processo.

L’art. 111 Cost. stabilisce anche che la legge deve assicurare la ragionevole durata del

processo. In attuazione di questo principio la legge 89/2001 ha attribuito alla Corte

d’Appello la competenza a definire l’equa riparazione in caso di eccessiva durata dei

processi.

LO STATUS GIURIDICO DEI MAGISTRATI ORDINARI

La Costituzione stabilisce che la nomina alla carica di magistrato debba avvenire per

concorso. A tale regola ci sono poche eccezioni:

- Possono essere nominati consiglieri di cassazione per meriti insigni in percentuale

pari ad 1/10 di posti previsti nell’organico della Corte di Cassazione.

- Il giudice di pace è un magistrato onorario.

Vinto il concorso si è nominati uditore giudiziario e inizia il tirocinio.

Le disposizioni costituzionali si soffermano sulla magistratura ordinaria proclamando

l’autonomia e l’indipendenza del potere giudiziario. Nel periodo precedente l’entrata in

vigore della costituzione, la magistratura si configurava come una struttura amministrativa

gerarchicamente organizzata, su cui esercitava rilevanti funzioni il Governo. Rompendo con

questa esperienza l’Assemblea costituente ha voluto consacrare le garanzie costituzionali

di indipendenza del potere giudiziario.

AUTONOMIA DELL’ORDINE GIUDIZIARIO: è una garanzia destinata ad esplicare i suoi

effetti all’interno dell’ordine giudiziario stesso e fa si che ciascun magistrato possa

determinarsi autonomamente senza ricevere alcun condizionamento da altri magistrati.

INDIPENDENZA DELL’ORDINE GIUDIZIARIO: è riferita al potere giudiziario nel suo

complesso, ma si tratta di una garanzia costituzionale destinata ad esplicare i suoi effetti in

riferimento all’esercizio concreto della funzione giurisdizionale.

Art. 107 Cost.: i magistrati sono inamovibili. Essi, senza il loro consenso, non possono

essere trasferiti ad una sede diversa, se non con provvedimento del CSM nei casi di

incompatibilità previsti dall’ordinamento giudiziario.

CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

È composto da:

a. 3 membri di diritto: Presidente della Repubblica (che lo preside), Primo Presidente

della Cassazione e Procuratore Generale della Corte di Cassazione.

b. Membri eletti dai magistrati ordinari (= membri togati) che devono rappresentare i

2/3 del Collegio

c. Membri laici, che sono 1/3 del Collegio e che sono eletti dal Parlamento in seduta

comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati che

esercitano la professione da almeno 15 anni.

Il CSM è competente in ordine all’adozione di tutti i provvedimenti che riguardano la

carriera e lo status dei magistrati ordinari, ovvero le assegnazioni, i trasferimenti, le

promozioni e i provvedimenti disciplinari. L’esigenza di evitare l’eccessiva separatezza

della magistratura e la sua trasformazione in corporazione chiusa ha portato ad attribuire

la titolarità dell’azione disciplinare al Ministro di Grazia e Giustizia, anche se poi la legge ha

attribuito il potere di esercitare l’azione disciplinare anche al procuratore generale presso

la Corte di Cassazione. La decisione spetta all’apposita sezione disciplinare, instituita in

seno al CSM, e tale decisione viene poi sottoposta all’intero plenum. La responsabilità

disciplinare opera in caso di violazione dei doveri connessi al corretto esercizio della

funzione giurisdizionale, e precisamente i magistrati ordinari rispondono di ogni

comportamento in violazione dei propri doveri, in modo da compromettere il prestigio

dell’ordine giudiziario, ossia la credibilità dello stesso agli occhi dei cittadini. Tutti i

provvedimenti del CSM assumono la veste di decreti del Presidente della Repubblica, e

sono sottoposti al sindacato del giudice amministrativo ove vengano impugnati con

apposito ricorso giurisdizionale. Il giudice competente è il TAR del Lazio e, in appello, il

Consiglio di Stato. Fanno eccezion le sentenze disciplinari pronunciate dall’apposita

sezione, che sono impugnabili davanti alle sezioni unite della Cassazione.

IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA si limita a:

1. Curare l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia;

2. Promuovere l’azione disciplinare davanti all’apposita sezione del CSM;

3. Partecipare al procedimento di conferimento degli uffici direttivi(= incarichi di

maggior rilievo nell’ordinamento giudiziario);

4. Esercitare poteri di sorveglianza ed eventuali attività ispettive nei confronti degli

uffici giudiziari.


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summerit

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Toniatti Roberto.

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