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rinFORZATE: sono vincoli ulteriori per limitare potere del legislatore, per non

comprimere le libertà degli individui. Per contenuto la regolazione avviene dalla

legge ordinaria con contenuti particolari es : per motivi sanitari o fini economici

o fiscali. Per procedimento: concordato chiesa stati possono esser modificate con

accordo tra le parti. Fx diritti minoranze tutelati

IX

LE FONTI DELL’ORDINAMENTO ITALIANO

1.2 LEGGI COSTITUZIONALI: PROCEDIMENTO

sono necessarie 2 deliberazioni delle camere invece di una per le leggi ordinarie.

La prima richiede maggioranza semplice. Dopo 3 mesi avviene

la seconda con due alternative: se la votazione ha 2/3 maggioranza qualificata la

legge viene subito promulgata, se la votazione ha maggioranza assoluta metà +1

si può chiedere entro 3 mesi il referendum costituzionale con 500.000 firme o

1/5 di una camera, consigli regionali.

-A CHE SERVE IL REFERENDUM COSTITUZIONALE?

A bloccare il potere legislatore, a respingerlo si o no

1.3 I LIMITI DELLA REVISIONE COSTITUZIONALE

forma repubblicana e il carattere democratico, diritti dell'uomo inviolabili lo

forma dello stato

1.4 I PRINCIPI SUPREMI DELLA COSTITUZIONE

le norme comunitarie non possono violarle e derogarle. Stanno sopra tutti. E

sono sottratti alla revisione costituzionale.

2 LEGGE FORMALE ORDINARIA E ATTI CON FORZA DI LEGGE

è l'atto normativo prodotto dalla deliberazione delle Camere e promulgato dal

presidente della repubblica. La forma della legge è quindi data dal particolare

procedimento prescritto dalla costituzione per la sua formazione, ha la stessa

forza della legge costituzionale o di grado inferiore come la (legge formale

ordinaria)

gli atti con forza di legge hanno la forma della legge ma non sono prodotti dalle

camere e sono equiparati alla legge formale ordinaria.

Le leggi formali ordinarie e atti con forza di legge sono fonti primarie

2.2 TIPICITà E TASSATIVITA’ DELLE FONTI PRIMARIE

la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due camere. Gli atti con

forza di legge sono un eccezione. Non possono esser previsti da fonti che non

abbiano rango costituzionale. Le eccezioni, gli atti con forza di legge sono:

referendum abrogativo, decreto legge e legislativo, e decreti in caso di guerra e

il decreto di attuazione dello statuto.

C'è il divieto alla legge ordinaria di creare fonti con essa concorrenziali.

3 PROCEDIMENTO LEGISLATIVO

iniziativa, deliberazione camere, promulgazione

Diritto costituzionale AA 2007 2008

3.2 INIZIATIVA LEGISLATIVA

presentazione di un progetto di legge a una camera. Se è il governo che presenta

è un disegno di legge. Il testo viene esaminato dalla camera, è accompagnato da

una relazione.

L'iniziativa è riservata al Cnel, governo ( iniziativa di un ministro, deliberazione

consiglio min, autorizzato PdR) , parlamento, regioni, 50.000 elettori.

L'insabbiamento è il risulatato del disinteresse che i gruppi parlamentari hanno

nei confronti della proposta di legge.

-BICAMERALISMO PIU CHE PERFETTO

vi è la consuetudine di iniziare il procedimento di leggi come quella di

approvazione del bilancio o per il voto di fiducia, un anno davanti a una camera

e il successivo davanti all'altra, questo per rafforzare il bicameralismo perfetto,

la costituzione infatti richiede che la funzione legisLATIVA deve esser esercitata

collettivamente dalle due camere.

INIZIATIVA CHI CONTA CHI NO

-

il parlamento ha sempre la maggior parte delle iniziative

5. APPROVAZIONE DELLE LEGGI

è vietato discutere direttamente la legge nelle camere, prima deve esser

esaminato dalla commissione permanete

procedimento ordinario per commissione referente:

il presidente della camera individua la commissione competente per materia, il

presidente della commissione espone le linee generali della proposta di legge, si

discute articolo per articolo e si votano gli emendamenti o modifiche. Il testo

viene approvato con una relazione finale, viene nominato un relatore che ha

l'incarico di riferire all'aula. In aula si legge 3 volte, una dai relatori, discussione

dei singoli articoli e la votazione del testo definitivo di ogni articolo. Con la terza

lettura si approva il testo finale, con una votazione che richiede la maggioranza

semplice.

procedimento per commissione deliberante o legislativa:

la commissione assorbe tutte le fasi del procedimento di approvazione,

sostituisce l'aula, fa le 3 letture senza che debba esser discusso dall'assemblea.

La composizione deve rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari;

l'assegnazione della proposta alla commissione spetta al presidente del senato o

camera.

Le materie escluse riguardano le leggi elettorali, leggi di delegazione

legisLATIVA, di autorizzazione ratifica dei trattati internazionali, di

approVAZIONE bilancio.

L'approvazione finale dalla commissione è rimessa all'assemblea quando sia

richiesta dal Governo, da 1/10 della Camera o da 1/5 della commissione stessa.

procedimento per commissione redigente:

è una via di mezzo delle 2 precedenti, la discussione e l'approvazione degli

emenDAMENTI sono decentrate all'assemblea. L'approvazione finale torna alle

camere

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COMMISSIONE REDIGENTE: MEGLIO IL SENATO CHE LA CAMERA

6. PROMULGAZIONE DELLA LEGGE

7. il presidente della repubblica fa un controllo formale e sostanziale, egli ha il

potere di rinviare una sola volta la legge alle camere con un messaggio

motivato per esempio per illegittimità costituzionale. L'atto di promulgazione

deve esser controfirmato dal governo.

4 LEGGI RINFORZATE E FONTI ATIPICHE

per disciplinare una determinata materia sono necessari procedimenti complessi

rispetto alla legge ordinaria, di formazione di legge. Leggi rinforzATE.

E' una fonte particolare perchè non ha la stessa forza attiva e passiva delle altre

leggi. Leggi atipiche.

4.2 LEGGI RINFORZATE

hanno un procedimento parlamentare più complesso . Il governo deve ricevere

un consenso con degli accordi intese o consultazioni degli enti prima di avanzare

il proprio disegno di legge. Es: la legge sull'amnistia e indulto. Con quel

procedimento si ha come fine uno specifico contenuto e si ha una competenza

limitata e riservata.

4.3 FONTI ATIPICHE

sono quegli atti che non sono tipizzati come legge ordinaria ma hanno la stessa

forma.

a) le fonti con forza passiva potenziata e sono escluse dal referendum

abrogativo.

b) leggi meramente formali, hanno la stessa forma della legge e sono protetti

dalla riserva di legge.

Es: legge formale di ratifica dei trattati internazionali,che sono di natura

politica, che prevedono variazioni territoriali o nuovi oneri finanziari o

modificazioni di legge, o regolamenti giudiziari.

Esempio per tutti e due: legge approvazione bilancio è una legge priva di

contenuti normativi e non può modificare la legislazione vigente.

COME SI FA UN TRATTATO

-

fase di negoziazione tra stati, segue firma del rappresentante del governo,

presentazione del disegno di legge, approvazione dal parlamento della legge di

autorizzazione poi il presidente Repubblica può procedere alla ratifica. La legge

di ratifica è atipica perche non ha forza attiva , non cambia le leggi ordinarie.

Successivamente è necessario un ordine di esecuzione che serve a produrre

effetti giuridici nell'ordinamento nazionale. La corte costituzionale ha emesso

due regole per l'ordine di esecuzione: riserva di assemblea cioè spetta solo al

parlamento votarlo; l'esclusione dal referendum abrogativo, e la non

emendabilità cioè non è modificabile

5 LEGGE DELEGA E DECRETO LEGISLATIVO

Diritto costituzionale AA 2007 2008

5.2 LA LEGGE DI DELEGA

è un eccezione alla regola, vengono date funzioni legislative al governo. La

delega può esser conferita solo con legge formale. È coperta da riserva di legge

formale e deve esser approvata con procedimento ordinario. La legge di delega

può esser conferita solo al governo e non può esser generale ma attenersi a un

specifico ambito e per un tempo limitato con un termine.

se il termine della delega eccede i 2 anni il governo è tenuto a chiedere il parere

alle camere.

La competenza sugli interessi da soddisfare e degli scopi da perseguire resta al

parlamento, il quale indica i principi innovativi che il governo deve seguire e

attuare.

Lo schema del decreto delegato è sottoposto al parere delle commissioni

parlamentari.

6. DECRETO LEGISLATIVO

sono gli atti che il governo emana nell'esercizio delle attribuzioni legislative che

gli sono riconosciute dalla costituzione. Procedimento di formazione:

.proposta del ministro

.delibera consiglio dei ministri

.emanazione da parte del Presidente della repubblica, controlla la formalità

come se fosse una legge ordinaria.

-OBBLIGATORIETA’ E ISTANTANEITA’ ATTRIBUTI DELLA DELEGA LEGISLATIVA?

Non c'è un obbligo di esercitare la delega perchè non ci sono sanzioni e manca il

giudice che possa darle, al max ci sarà un obbligo politico. Quanto

all'istantaneità è possibile prevedere una doppia delega per consentire al

Governo di far seguire alla prima dei decreti correttivi o integrativi.

5.4 DELEGHE ACCESSORIE E TESTI UNICI

sono deleghe al governo per emanazione di norme di attuazione o

coordinamento, in queste manca l'indicazione dei principi e criteri direttivi

quindi hanno un potere ridotto. Esempio di delega è l'autorizzazione a coordinare

le leggi esistenti raccogliendole in testi unici, che semplificano le norme

abrogando tacitamente o implicitamente quelle superflue. I testi unici hanno

forza pari alle circolari.

6 DECRETO LEGGE E LEGGE DI CONVERSIONE

è un atto con forza di legge che il governo adotta in caso straordinario di

necessità ed urgenza. Sono provvisori e perdono efficaci se non sono convertiti in

legge dal parlamento successivamente entro i 60 gg dalla pubblicazione. Non può

esser emanato nelle materie protette da riserva di assemblea e di legge come la

materia elettorale . Non può conferire deleghe legislative. Non può introdurre

nuovi tributi o ampliare le categorie contribuenti.

Diritto costituzionale AA 2007 2008

-LA NECESSITA’ COME FONTE E L’ORIGINE SPONTANEA DEL DECRETO LEGGE

la decretazione d'urgenza era frequentissima illegale ma necessaria ed è esclusa

dalla giurisdizione dei giudici sulla legittimità delle leggi.

6.2 PROCEDIMENTO

viene deliberato dal consiglio dei ministri, emanazione dal Presidente della

Repubblica, pubblicazione. Nel decreto devono esser indicate le circostanze

straordinarie che ne giustificano l'adozione. Deve contenere la clausola di

conversione in legge presso il parlamento; lo stesso giorno il decreto viene

presentato alle camere per la conversione anche se sono sciolte vengono

convocate entro 5 gg, viene presentato come allegato a un disegno di legge. Il

processo deve concludersi entro i 60 gg. Vediamo le due procedure:

il senato richiede il parere obbligatorio, della commissione affari costituzionali

entro 5 gg.

La camera invece rimanda il disegno di legge alla commissione referente e al

comitato per la legislazione

I TRE PRESUPPOSTI CASI STRAORDINARI DI NECESSITA’ E D’URGENZA

-

chi può controllare questi presupposti? La corte costituzionale potrebbe farlo .

Questi presupposti sono requisiti di validità costituzionale dell'adozione del

decreto legge, se c'è mancanza evidente di quel presupposto si configura un

vizio di legittimità costituzionale.

7. DECADENZA DEL DECRETO NON CONVERTITO

i decreti non convertiti entro 60 gg perdono l'efficacia sin dall'inizio ex tunc

e viene comunicato sulla gazzetta. Tutti gli effetti prodotti vanno eliminati

perchè costituenti illeciti, va ripristinata la situazione precedente.

Il parlamento può regolare i rapporti giuridici sorti nel rispetto dei principi

costituzionali del principio di eguaglianza senza trattare diversamente

situazioni uguali.

legge in sanatoria è una legge riservata alle Camere con cui si regolano i

rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti. Non è un obbligo

per il parlamento.

Il governo è responsabile per i suoi provvedimenti provvisori. Ha una

responsabilità politica,penale (per i ministri previa autorizzazione del

parlamento) , civile (rispondono dei danni ex art 2043) e amministrativa (per

danni erariali la corte dei conti attiverà atto di rivalsa sui ministri che hanno

votato)

b) responsabilità politica

c) responsabilità penale

d) responsabilità civile

e) responsabilità amministrativo contabile

-IL CASO: UN COLPO DI SPUGNA PER DECRETO LEGGE?

Diritto costituzionale AA 2007 2008

Una sentenza 51 del 1985 impedisce al decreto legge di inserirsi validamente

nella successione delle leggi nel tempo

6.4 USO E ABUSO DECRETO LEGGE

i costituenti si immaginavano un impiego molto piu ampio dei decreti legge

pensando producessero effetti permanenti. Ad es. decreti catenaccio erano

provvedimenti per prevedere imposte e prezzi amministrati dallo stato da

adottare all'improvviso. Ragioni di opportunità equivalenti hanno suggerito di

adottare con decreto legge ogni provvedimento che presentasse urgenza per

evitare il lungo iter del procedimento legisLATIVo es: abolizione esami di

riparazione, costituzione del ministero dell'ambiente.

Il decreto legge ha allungato i tempi del procedimento legislATIVA perchè le

leggi di conversIONE hanno la precedenza nell'ordine del giorno delle camere.

Reiterazione del decreto legge: Alla scadenza dei 60 gg il governo emana un

nuovo decreto che riproduce senza minime variazioni quello precedente. Con una

sentenza 360 del 1996 si è messo un argine alla reiterazione

il decreto legge reiterato riproducente un decreto non convertito lede la

costituzione perchè altera la natura provvisoria dell'urgenza, togliendo il

carattere straORDINARIo dei requisiti dellla decretazione d'urgenza e necessità.

La reiterazione va incidere sugli equilibri istituzionali alterando la funzione

legislativa parlamentare.

La reiterazione è ammissibile quando il decreto ha autonomi motivi di necessità

e urgenza. L'intervento governativo non può porsi in continuità con un decreto

non convertito ma dovrà avere contenuti sostanzialmente diversi o nuovi

presupposti straORDINARI.

6. LA LEGGE DI CONVERSIONE E GLI EFFETTI DEGLI EMENDAMENTI

più di ¾ dei decreti ha subito emendamenti in fase di conversione

-la disposizione del decreto legge è convertita senza emendamenti, gli effetti

retroagiscono dall'entrata in vigore del decreto legge.

- una disposizione è soppressa dalla legge di conversIONE, (emendamenti

soppressivi) gli effetti per quella disposizione decadono ex tunc.

- Una disposizione nuova viene aggiunta al testo originale (emendamenti

aggiuntivi) e gli effetti saranno ex nunc

- una disposizione modificata in parte (emendamenti modificativi)

il governo dovrà agire riducendo il rischio di emendamenti per questo deve avere

un consenso politico nelle camere, ponendo alle opposizioni una questione di

fiducia , operare nella tipicità del decreto evitando reiterazioni. Inoltre chiedere

ai presidenti delle camere l'inammissibilità di emendamenti che siano fuori dal

tema del decreto legge.

7 ALTRI DECRETI CON FORZA DI LEGGE

decreto in caso di guerra

decreti legislativi di attuazione degli statuti speciali

7.1 DECRETI EMANATI DAL GOVERNO IN CASO DI GUERRA

può esser autorizzato anche a sospendere determinate libertà costituzionali

I comandanti possono emanare provvedimenti con forza di legge (bandi militari)

7.2 DECRETI LEGISLATIVI DI ATTUAZIONE DEGLI STATUTI SPECIALI

Diritto costituzionale AA 2007 2008

gli statuti sono leggi costituzionale e prevedono decreti per la sua attuazione e

trasferimento di funzioni , uffici, personale. Richiedono inoltre :

-proposta da commissione paritetica

deliberazione del consiglio dei ministri,

− emanazione dal presidente repubblica

8 REGOLAMENTI PARLAMENTARI

con tali atti si organizza e si disciplina il funzionamento legislativo di ciascuna

camera. Hanno la stessa forza delle leggi e sono fonti primarie; sono inferiori

solo alla costituzione, non hanno relazioni con le altre fonti primarie perchè

hanno una competenza interna al parlamento. Per questo motivo la corte

costituzionale non può giudicare sulla legittimità del regolamenti perchè non

rientrano tra le leggi e gli atti con forza di legge e riguardano l'autodichia ossia

l'indipendenza garantita del parlamento.

La corte costituzionale ha però la facoltà di poter giudicare la legittimità per

quanto riguarda la formalità e il rispetto delle norme costituzionali. Ad esempio

un regolamento può esser in conflitto con le attribuzioni tra stato e regioni, o tra

poteri dello stato.

8.3 REGOLAMENTI DEGLI ALTRI ORGANI COSTITUZIONALI

Governo: il regolamento interno del consiglio dei ministri non può esser

considerato fonte primaria.

Presidente della repubblica: sono semplici strumenti di gestione amministrativa.

Corte costituzionale: il loro regolamento può stabilire norme integrative di

procedura che non possono esser contro la legge ne impedire alla legge di

sostituirle.

9. IL REFERENDUM ABROGATIVO COME FONTE

è uno strumento di democrazia diretta con cui il popolo esercita la sua sovranità

senza richiedere intermediazioni o rappresentanti. Esso appare come una deroga

in conflitto con il potere rappresentativo, però la disciplina del referENDUM è

affidata indirettamente al potere rappresentativo e direttamente alla legge.

Con questo refeRENDUM il corpo elettorale può incidere direttamente

sull'ordinamento attraverso l'abrogazione di leggi, atti aventi forza di legge o

singole disposizioni. Al corpo elettorale è data la possibilità per iniziativa di

gruppi di minoranza di contestare l'operato della maggioranza. È una forma di

legislazione negativa perchè toglie e abroga le disposizioni di legge oppure le

manipola creando nuove norme. Es: sistema elettorale del senato .

ESEMPIO PIU ECLATANTE DI REFERENDUM MANIPOLATIVO

- è il referENDUM di indirizzo viene richiesto un parere ai cittadini.

9.2 PROCEDIMENTO

Diritto costituzionale AA 2007 2008

richiesta popolare: 10 elettori promotori depositano alla corte di Cassazione il

quesito da sottoporre e raccolgono 500.000 firme autenticate entro 3 mesi, poi

vengono depositate alla Cancelleria della Cassazione.

Regioni: almeno 5 regioni approvano a maggioranza assoluta lo stesso quesito.

Controlli:

presso la Cassazione si costituisce l'Ufficio centrale per il referendum che

 esamina il quesito e controlla la conformità alla legge. Ed emette

ordinanza

I quesiti legittimi vengono trasmessi alla Corte Costituzionale per il

 giudizio di ammissibilità riferendosi alla Costituzione.

Il presidente della repubblica fissa il giorno della votazione tra 15 aprile e

 15 giugno.

Se vince il si , l'abrogazione viene decretata dal Presidente della

 Repubblica e pubblicata sulla Gazzetta

su proposta del Governo il PdR può ritardare la pubblicazione di 60 giorni.

In caso di scioglimento anticipato delle Camere il procedimento è sospeso ad un

anno dopo le elezioni.

IL GIUDIZIO DI AMMISSIBILITA' DEL REFERENDUM ABROGATIVO.

Il giudizio di ammissibilità è introdotto con l'ordinanza dell'Ufficio

 centrale per il referendum.

Il Presidente della Corte fissa la camera di consiglio entro 20 gennaio e

 nomina il giudice relatore.

Comunicazione alle parti : consigli regionali e presentatori, Presidente

 Consiglio ministri.

Presentazione delle memorie e partecipazione in camera di consiglio

 Sentenza

 Pubblicazione

CAUSE DI INAMMISSIBILITA' DEL REFERENDUM

ART 75

(1) Leggi tributarie

(2) leggi di bilancio

(3) leggi di amnistia e indulto

(4) leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali

(5) leggi costituzionali

(6) leggi rinforzate

(7) quesiti senza matrice razionalmente unitaria., non omogenea

REGOLAMENTI DELL’ESECUTIVO

sono atti sostanzialmente legislativi e formalmente amministrativi, sono fonti

secondarie

10.2 FONDAMENTO NORMATIVO

la recente riforma del titolo V ha stabilito il principio di parallelismo tra

funzioni legislative e funzioni regolamentari che limita la potestà del Governo di

emanare regolamenti alle sole materie sulle quali lo stato ha la potestà

legislativa esclusiva, lasciando alle Regioni il potere di regolamentare le altre

materie. Nella logica della gerarchia delle fonti, il fondamento dei regolamenti

va cercato nelle leggi ordinarie. Nelle preleggi è così specificato:

Diritto costituzionale AA 2007 2008

il potere regolamentare del Governo è disciplinato da leggi di carattere

costituzionale; i regolamenti non possono contenere norme contrarie alle

disposizioni di legge.

Il fondamento normativo dei regolamenti governativi è dato dalla legge 400 del

1988,

dei regolamenti ministeriali occorre che il potere di emanare l'atto sia

espressamente conferito dalle singole leggi. I regolamenti ministeriali non

possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo.

10.3 PROCEDIMENTO

il procedimento di emanazione dei regolamenti governativi è diverso da quello

per l'emanazione dei regolamenti ministeriali.

I regolamenti GOVernativi vengono deliberati dal Consiglio dei Ministri

 con il parere obbligatorio ma non vincolante del Consiglio di Stato

 viene controllato dalla Corte dei Conti

 viene poi emanato dal Presidente della Repubblica

 e infine pubblicato sulla Gazzetta.

Mentre

i regolamenti MINisteriali sono emanati dal Ministro con D.M. Decreto

 ministeriale

con il parere del Consiglio di Stato con un decreto interministeriale

 visionato dal Presidente del Consiglio ministri che può sospenderlo

 viene controllato dalla Corte dei Conti

10.4 TIPOLOGIA

-regolamenti di esecuzione : per emanazione di norme utili all'operatività della

legge e dei decreti con forza di legge per la loro interpretazione e applicazione,

vale anche per le materie con riserva di legge basta che non integrino il

contenuto o fattispecie.

-regolamenti di attuazione: attuano e integrano le leggi e i decreti legislativi

che recano principi, escluse quelle di competenza regionale con riserva di legge

relativa.

-regolamenti indipendenti: vengono emanati dove manca disciplina da parte

della legge o da atti con forza di legge salvo che non si tratti di materie riservate

alla legge

-regolamenti di organizzazione: competente sull'organizzazione degli uffici

-regolamenti ministeriali: essi possono esser rilasciati se una legge conferisce

tale potere, talvolta lo può prevedere un regolamento governativo. Sono

controllati dalla Corte dei Conti e possono esser impugnati davanti al giudice

amministrativo e alla corte costituzionale (<per conflitti di attribuzione promossi

dalle regioni).

-PERCHE’ LA RISERVA DI LEGGE è UNA GARANZIA?

Perchè serve a escludere o limitare il ricorso al regolamento amministrativo

imponendo al legislatore di provvedere direttamente a disciplinare la materia

10.5 REGOLAMENTI DELEGATI E LA DELEGIFICAZIONE

Diritto costituzionale AA 2007 2008

con i regolamenti delegati o autorizzati si ha un apparente effetto abrogativo

delle leggi precedenti perchè la loro funzione è di produrre la delegificazione

sostituendo la precedente disciplina legislativa (legge) con una nuova

regolamentare (regolamento)

-DELEGIFICAZIONE DEREGULATION SEMPLIFICAZIONE

delegiFICAZIONE è un abbassamento del livello della disciplina normativa di una

materia velocizzando l'adeguamento delle regole alla realtà.

DereGULATION: è una drastica riduzione dell'insieme delle regole che imbrigliano

l'attività dei privati in un settore.

Semplificazione serve a eliminare o attenuare il preso e i costi della burocrazia.

cap X

LE FONTI DELLE AUTONOMIE

1 GLI STATUTI REGIONALI

le fonti sono : lo statuto, la legge regionale il regolamento regionale

gli statuti delle regioni speciali sono adottati con legge costituzionale mentre per

gli statuti delle regioni ordinarie la costituzione definisce già le forme e

condizioni di autonomia. Con la legge cost. 2 del 2001 è stata concesso alle

regioni speciali, una autonomia nella forma del governo e della legge elettorale

per il tramite di una legge regionale rinFORZATa perchè deve esser approvata a

maggioranza assoluta e sottoposta a referendum “approvativo”.

1.2 PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE

A) lo statuto delle regioni speciali è una legge costituzionale particolare: alcune

disposizioni sono derogabili con legge regionale rafforzata

il procedimento di revisione degli statuti è semplificato , la legge prevede che le

modifiche degli statuti speciali non sono sottoposte a referendum costituzionale.

B) per lo statuto delle regioni ordinarie l'art 123 Cost. Dispone che lo statuto

deve esser approvato dal consiglio regionale con legge approvata a maggioranza

assoluta dei suoi componenti con 2 deliberazioni successive con un intervallo

superiore ai 2 mesi.

Il governo può impugnarlo avanti alla corte costituzionale entro 30 gg dalla

pubblicazione.

Gli elettori della regione per 1/50 oppure i membri del consiglio regionale per

1/5 possono chiedere un referendum approvativo o sospensivo. Lo statuto non è

promulgato fintanto che non è approvato dalla maggioranza dei voti validi.

La pubblicazione è solo notiziale perchè segue la promulgazione del presidente

della regione sul BUR bollettino ufficiale regionale.

-RIGIDITà DELLA COSTITUZIONE FLESSIBILITA’ DEGLI STATUTI

prima della riforma in tutti gli statuti speciali le finanze regionali potevano esser

mutate con una legge ordinaria rinforzata. Gli statuti di alcune di queste regioni

speciali permettevano una propria disciplina in alcune materie, quindi erano

statuti flessibilizzati.

1.3 NATURA E FUNZIONE DEGLI STATUTI ORDINARI

gli statuti ordinari sono leggi regionali rinforzate, l'art 123 Cost riserva loro

Diritto costituzionale AA 2007 2008

1. la forma di governo,

2. i principi fondamentali di organizzazione e di funzionamento,

3. del referendum regionale,

4. del diritto di iniziativa legislativa,

5. dei regolamenti.

Gli unici limiti sono il puntuale rispetto di ogni disposizione e spirito della

costituzione. Lo statuto è un limite per lo stato che non può invadere la

competenza riservata dalla costituzione a questa legge.

2 LEGGI REGIONALI

la legge regionale è una legge ordinaria formale. La forma della legge è data dal

procedimento, ha lo stesso iter della legge statale (iniziativa, deliberazione,

promulgazione)

si colloca tra le stesse fonti primarie

ha lo stesso controllo di legittimità alla Corte Costituzionale

la competenza è garantita dalla costituzione

2.2 PROCEDIMENTO

la formazione della legge regionale è regolata in parte dalla :

1.Costituzione – 2.Statuto regionale – 3. regolamento interno del Consiglio

Regionale

fasi: iniziativa da consiglieri, Giunta, elettori

 approvazione Consiglio Regionale. Sono previste in genere 3 letture in

 assemblea e l'approvazione a maggioranza relativa. Può esser prevista la

partecipazione del Consiglio delle autonomie.

promulgazione dal presidente della Regione

 pubblicazione sul BUR

-CHI CONTROLLA LA LEGITTIMITA’ DELLE LEGI REGIONALI?

Prima c'era un meccanismo di controllo al governo ma rallentava il tutto quindi è

stato eliminato.

Per le leggi dello stato c'è il controllo del PDRep. La soluzione parrebbe di

affidare tale controllo a organi interni al consiglio.

2.3 ESTENSIONE DELLA POTESTà LEGISLATIVA REGIONALE

mentre lo stato federale si forma con un patto di cessione dei poteri originari tra

stati Sovrani e unità centrale, lo stato regionale segue il processo inverso: uno

stato unitario devolve parte dei poteri originari ad entità periferiche.

Nella costituzione federale i poteri dell'entità centrale sono elencati e gli altri

restano al loro originario stato membro.

Nello stato regionale i poteri devoluti sono elencati e i restanti restano allo stato

centrale.

Il nuovo art 117 stabilisce un elenco di materie su cui c'è la potestà legislativa

esclusiva dello stato e una potestà legislativa concorrente delle Regioni.

a) potestà concorrente e potestà residuale delle regioni

b) potestà esclusiva

La concorrenza consiste nella legislazione dello stato che determina i principi

fondamentali della materia mentre il resto della disciplina rimane alle regioni.

Diritto costituzionale AA 2007 2008

Le materie non comprese nei due elenchi sono di competenza delle regioni in via

di potestà legislativa residuale delle regioni.

obblighi internazionali : il nuovo art 117 parifica la posizione del

2. legislatore regionale con quello statale in quanto ai suddetti obblighi. È

consentito inoltre stipulare accordi con stati diversi e enti territoriali degli

stessi.

le interferenze statali nelle materie regionali: le materie esclusive dello

3. stato sono l'ordinamento penale e civile, tutela della concorrenza,

funzioni fondamentali degli enti locali, la tutela dell'ambiente.

la sussidiarietà art 118: è un criterio di distribuzione delle funzioni

4. amministrative, ma lo stato può sempre avocare a se in sussidiarietà una

funzione amministrativa di coordinamento e emanare norme necessarie a

tale scopo sia nella forma che nelle procedure. Alla fine la sussiDIARIETa'

consente talvolta allo stato uno sconfinamento delle sue materie

rispettando sempre il principio della leale collaborazione.

successione delle leggi nel tempo: come fa lo stato a imporre alle regioni

5. le leggi cornice che fissano nuovi principi fondamentali nelle materie di

competenza concorrente se sono contrastanti con precedenti leggi

regionali? le leggi regionali in questo caso sarebbero illegittime ma

resterebbero in vigore fino a sentenza della Corte Costituzionale. Inoltre

con con la clausola di cedevolezza le norme legislative di dettaglio

emanate dallo stato nelle materie di competenza regionale sostituiscono

quelle regionali in vigore e cedono successivamente di fronte alle nuove

leggi regionali.

potestà legislativa delle regioni speciali RS

6. a) esclusiva : le regioni ordinarie ne sono prive

b) concorrente :

c) integrativa o attuativa: serve ad adeguare la legislazione dello

stato alle particolari esigenze regionali tramite liste di materie

di competenza.

3 REGOLAMENTI REGIONALI

A) la costituzione non si preoccupa di disciplinare i regolamenti dello stato,

prima della legge cost. 1/1999 il potere regolamentare regionale era attribuito al

consiglio regionale (organo legislativo) invece che alla giunta (organo esecutivo).

Nelle regioni speciali invece il potere regolamentare è affidato dallo statuto.

B) La riforma del titolo V ha introdotto il principio di parallelismo tra fx

legislative e fx regolamentari

limitando la potestà del governo di emanare regolamenti alle sole materie che lo

stato ha potestà legislativa esclusiva.

C) nella gerarchia delle fonti dell'ordinamento regionale, i regolamenti sono

sottoposti alla legge e la legge è sottoposta allo Statuto. REGOLAMENTO <

LEGGE < STATUTO

Lo statuto decide se:

le leggi possono avere la funzione regolamentare

CI)

CII)se ci sono oggetti riservati ai regolamenti.

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CIII)Se l'esecutivo possa dare attuazione (con regolamenti) a leggi statali o

norme comunitarie.

4. FONTI DEGLI ENTI LOCALI comuni province

con la pari-ordinazione degli enti locali, si ha

una rilevanza costituzionale degli STATUTI DEGLI ENTI LOCALI

 ad essi la potestà regolamentare alla disciplina dell'organizzazione e dello

 svolgimento delle loro funzioni.

Di conseguenza è

nella costituzione che troviamo il fondamento della loro autonomia

 nella legge regionale o statale troviamo le competenze e le modalità di

 esercizio

4.2 STATUTI

il testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali prevede che comuni e

province si dotino di uno statuto approvato dal Consiglio che deve riportare

norme fondamentali

sull'organizzazione dell'ente (rapporti tra organi, ordinamento uffici,

 servizi pubblici),

e loro funzionamento.

4.3 REGOLAMENTI

i comuni e province adottano regolamenti nelle proprie materie di competenza,

hanno la funzione di

a) organizzazione

b) disciplina delle materie di competenza

sono fonti secondarie, e subordinate alla legge (come urbanistica edilizia

commercio).

XI

FONTI COMUNITARIE

1.SISTEMA FONTI COMUNITARIE

innanzitutto si parte da una distinzione tra diritto convenzionale e diritto

derivato.

Le fonti del diritto convenzionale sono la base dei trattati come la costituzione

della comunità e la definizione degli organi della stessa e i loro poteri normativi

che si esprimono tramite gli atti normativi costituenti il diritto derivato.

la corte di giustizia CE ha giurisdizione esclusiva sull'interpretazione del trattato

e giudizio di legittimità sul diritto derivato.

Il trattato è rafforzato dal trattato di Maastricht e dai diritti fondamentali

garantiti dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo

1.2 DIRITTO DERIVATO: FONTI

Atti non vincolanti:

pareri di organi ,

 raccomandazioni (inviti con funzione di guida per l'interprete).

 Atti vincolanti:

Diritto costituzionale AA 2007 2008

regolamenti (diretta applicabilità) hanno le caratteristiche della legge, portata

 generale e astratta, sono obbligatori in tutti i loro elementi quindi non applicabili

parzialmente; è direttamente applicabile negli stati membri, non è necessario

l'ordine di esecuzione.

direttive CE atti con destinatario lo stato che viene vincolato e obbligato a

 raggiungere un determinato risultato. A tale scopo è data facoltà discrezionale di

scegliere i mezzi e gli strumenti atti a conseguire l'interesse pubblico.

decisioni CE hanno caratteristiche dei provvedimenti amministrativi sono

 obbligatorie in tutti gli elementi, sono direttamente applicabili, si rivolgono a

soggetti specifici in quanto hanno portata particolare.

2. DIRETTA APPLICABILITA’

è una qualità degli atti comunitari specialmente per i regolamenti, per la

quale si producono direttamente gli effetti per forza propria, senza

intervento dell'ordinamento nazionale.

EFFETTO DIRETTO

L' effetto diretto: riguarda le norme cosi definite dall'interprete (corte di

giustizia), serve a garantire la prevalenza del diritto comunitario sul diritto

interno.

È la capacità di una norma comunitaria di creare diritti o obblighi

direttamente in carico ai singoli anche senza intermediazione delle norme

dello stato.

E' l'interprete (corte di giustizia della comunità europea) che riconosce quali

norme hanno effetto diretto o quelle applicabili senza l'intervento di altri

atti. A parer suo se una disposizione contiene una norma chiara precisa

questa può esser applicata direttamente.

Nell'effetto diretto c'è anche una componente sanzionatoria nei confronti

dello stato che non attua la norma perchè i singoli potranno far valere i

propri interessi appellandosi per la mancata attuazione dell'atto comunitario.

da atti applicabili SUBITO (direttamente):

a) norme direttamente efficaci self executing *

b) norme Non direttam efficaci *

da atti NON applicabili SUBITO (direttamente) perchè necessitano un

 intervento di norme nazionali.

c) direttam efficaci self-ex es. divieto

d) norme Non direttam efficaci

2. RAPPORTI TRA NORME COMUNITARIE E NORME INTERNE

2.1 LIMITAZIONE DELLA SOVRANITA’ E IL DEFICIT NORMATIVO

se la legge è il risultato della sovranità , la prevalenza del diritto comunitario

sulle leggi comporta un cedimento della sovranità nazionale. La fonte che

disciplina l'adesione dell' Italia è il trattato di Roma.

L'art 11 Cost. “Consente in condizioni di parità con gli altri stati alle limitazioni

di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra

le nazioni”.

Tramite questo art la corte costituzionale ha legittimato l'intervento della

comunità europea nel nostro ordinamento .

Diritto costituzionale AA 2007 2008

2.2 LE TAPPE DEL CAMMINO COMUNITARIO DELLA CORTE COSTITUZIONALE

se una norma interna è in contrasto con una comunitaria ci sono diversi criteri di

risoluzione delle antinomie

all'inizio c'era il criterio cronoLOGICO con una successione delle leggi nel tempo

ma non era gradita dalla corte di giustizia della comunità europea perchè non si

garantiva la prevalenza del diritto comunitario a causa di possibili abrogazioni di

regolamenti.

Cosi la corte costituzionale si adeguò al criterio geraRCHICO : le leggi italiane

successive che contrastassero un precedente regolamento CE dovevano esser

impugnate davanti alla corte costituzionale per violazione dell'art. 11 (impegni e

limitazioni per la comunità eu).

L'ordinamento italiano e europeo sono tra loro autonomi e separati anche nelle

fonti “teoria dualista”.

Non esiste un conflitto tra le fonti interne e comunitarie perchè ognuna è valida

nel proprio ordinamento.

Con la ratifica e l'ordine di esecuzione del trattato, il nostro legislatore ha

riconosciuto la competenza della comunità europea a emanare norme giuridiche

e farle operare direttamente nell'ordinamento interno.

I conflitti tra le norme vanno risolti dal giudice italiano applicando il criterio

della competenza. Il giudice deve accertare se l'ordinamento competente sulla

materia è quello italiano o quello comunitario e applicare la norma

dell'ordinamento competente. La norma non competente viene semplicemente

disapplicata.

2.3 CONTRASTO TRA NORME INTERNE E NORME COMUNITARIE

a) tra legge ordinaria e norme comunitarie self-executing: prevalente la

comunitaria

b) tra legge ordinaria e norme comunitarie NON self-ex: prevale la

normativa vecchia italiana fintanto che non sia aggiornata dalla norma

comunitaria. Se c'è un evidente contrasto il giudice può sollevare una questione

di legittimità davanti la corte costituzionale per la lesione dell'art 11 Cost.

c) tra legge costituzionale e norme comunitarie: le norme comunitarie

possono derogare norme costituzionali di dettaglio ma non ai principi

fondamentali della costituzione.

Nel caso succedesse l'unica possibilità è di impugnare l'ordine di

esecuzione (unica disposizione con forza di legge del nostro ordinamento)

del trattato “nella parte in cui..” (sentenza di accoglimento parziale)

2.4 I GIUDICI DI FRONTE AL DIRITTO COMUNITARIO

a) rinvio pregiudiziale di validità: il giudice deve decidere se la materia è di

competenza dello stato o della comunità europea, se ha dubbi chiede alla corte

di giustizia europea.

b) questione pregiudiziale di interpretazione stabilisce se una norma è o meno a

effetto diretto

c) se norma comunitaria non è self executing il g può chiedere una una

questione pregiudiziale di interpretazione

d) impugna la legge italiana contrastante se norma non self-ex

Diritto costituzionale AA 2007 2008

e) impugna l’ordine di esecuzione alla Corte Cost se norma comunitaria cozza

con princ costituzionali.

-PRINCIPIO ATTRIBUZIONE VS PINCIPIO DI SUSSIDIARIETA’

pr.attrib: le istituzioni comunitarie fanno quanto è loro assegnato dai trattati

pr.sussidiarietà: la comunità interviene solo e se gli obiettivi dell’azione prevista

non possono esser sufficientemente realizzati dagli stati

3.ATTUAZIONE DELLE NORME COMUNITARIE

legge comunitaria viene approvata ogni anno dal Parlamento su iniziativa del

Governo e contiene le disposizioni

modificative,

 abrogative,

 di attuazione,

 di esecuzione,

 di individuazione dei principi fondamentali

 del Governo nella veste di supplente delle regioni che non hanno

 adempiuto agli obblighi comunitari.

attuazione direttive avviene:

attraverso legge comunitaria o altra legge del Parlamento

- attraverso decreti legislativi sulla base della delega comunitaria

- attraverso regolamenti del governo

-

l'art 117.5 adesso da alle regioni la possibilità di applicare o attuare

direttamente gli atti dell'unione europea.

Se vi è inerzia da parte delle regioni o province autonome nell'attuare le norme

comunitarie lo stato può adottare disposizioni necessarie per l'attuazione previo

parere della Conferenza Stato Regioni

XII

GIUSTIZIA COSTITUZIONALE

1.1DEFINIZIONE

= Sistema di controllo giurisdizionale della Costituzione, è la principale garanzia

della rigidità della costituzione e consente di reagire a determinate infrazioni

della Costituzione.

Nei sistemi a struttura federale il primo compito della giustizia costituzionale (un

tempo era la corte di giustizia) è di giustiziare o conflitti stato federale e enti

federati, negli stati uniti è naturale che un sistema a costituzione rigida sviluppi

anche un controllo di legittimità costituzionale delle leggi ordinarie.

CASO MADISON MARBURY

-

dopo anni di dominio dei federalisti vengono al potere i repubblicani, il

presidente federalista uscente piazza i colleghi di partito nelle corti federali

periferiche come giudici; ma la nomina di MARBURY non viene trasmessa

all'interessato perchè Madison repubblicano si rifiuta. MARBURY ricorre alla Corte

Diritto costituzionale AA 2007 2008

Suprema che è composta ancora da federalisti, la quale se la cava così:

riconobbe valida ed efficace la nomina di MARBURY e dichiarò incostituzionale la

legge che attribuiva alla Corte Suprema la competenza di decidere il caso perchè

violava la ripartizione della giurisdizione tra la Corte Suprema e gli altri giudici

federali.

1.2MODELLI DI SINDACATO DI LEGITTIMITA’ SULLE LEGGI

Sindacato PREVENTIVO FRANCIA Sindacato SUCCESSIVO (ITALIA)

La loro costituzione prevede il Consiglio

Constitutionel che garantisce la divisione Si suddivide in accentrato e diffuso

delle competenze e le potestà normative

tra Governo e Parlamento

ACCENTRATO (ITALIA) DIFFUSO

Civil law tipico Common law

(in italia fino al 1956 quando non

c'era la Corte Costituzionale)

C'è un unico organo la Ogni giudice può esaminare la

corte costituzionale che compatibilità della legge con la

giudica e dichiara Costituzione decidendo quello che

l'illegittimità delle leggi. vuole. Si verifica il precedente

giudiziario cioè il giudice è vincolato

dalle decisioni precedenti per il caso

In via Diretta. In via Indiretta.(incidentale)

(principale) ITALIA

Il ricorso di un cittadino Il giudice che sospetta la

o un organo è legittimità della legge sospende

presentato il giudizio e presenta la

direttamente alla Corte questione alla Corte

Costituzionale Costituzionale

Se l'atto viola la legge, il

 giudice lo annulla;

Se l'atto è ok ma viola la

 costituzione, il giudice

impugna la legge davanti

alla Corte Costituzionale

Con il sindacato diffuso si hanno effetti inter partes relativamente alle parti del

contraddittorio.

Ma negli Usa la corte Suprema può emanare sentenze erga omnes vincolanti per

i giudizi futuri. I giudici possono non applicarle per loro discrezione

(distinguishing)

Diritto costituzionale AA 2007 2008


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Casonato Carlo.

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