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Storia del cinema nordamericano - Appunti

Appunti di Storia del cinema nordamericano per l'esame del profesosr Michele Fadda sui seguenti argomenti: uscita del film "Easy Rider", descizione e analisi del film, 1963 - uccisione del presidente americano e uscita dei film western, uscita del film anti-western "Le colline Blu".

Esame di Storia del cinema nordamericano docente Prof. M. Fadda

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valore documentario del film stesso. Infatti, inoltre, ciò che differenzia Strada a doppia

corsia da Easy Rider è l’anti-spettacolarità del film di Hellman: la marca di stile di

questo regista (e soprattutto in questo film) è la lentezza, una lentezza vuota,

ridondante, abitata da personaggi vuoti appunto, che guardano con freddezza glaciale

la strada che hanno loro davanti, personaggi estremamente silenziosi, come la ragazza

che si unisce ai due a metà film, il quale quindi possiamo definire ermetico,

esistenziale in cui i personaggi sono erranti, vagano, appunto, in un deserto di

inquietudini, disperazione silenziosa, paranoia e incomunicabilità.

Tutto ciò va contro le aspettative dello spettatore americano medio a cui viene anche

negata la presenza di quell’elemento rassicurante e portatore di ordine in questo

quasi

caos primordiale-giovanile rivoluzionario: la polizia. A parte il ridicolo inseguimento

iniziale e una fugace apparizione di una volante che ferma il pilota della GTO, la

polizia non ha alcun tipo di rilevanza a livello narrativo e simbolico, ma è solo

un’apparizione fine a se stessa.

Inoltre si potrebbe pensare che nel film abbondino le scene di sesso tra i giovani

‘70,

personaggi in linea con il fenomeno degli Hippies degli anni ma in realtà il sesso è

sostituito (in questo e in molti dei suoi film) con una esasperata competitività

maschile: l’eros è represso o sublimato ad esempio in questo caso nella cloche del

cambio di una vettura da corsa truccata. In generale si gareggia molto nei film di

Hellman e spesso si compete o rivaleggia in quanto la clandestinità è la condizione

naturale dei personaggi hellmaniani, personaggi che molto spesso si rivelano

ingannevoli, come ad esempio GTO che durante il film prende a bordo degli

autostoppisti e ad ognuno di loro racconta una diversa versione del suo passato che per

lui meglio si addice all’interlocutore. Non ci si può fidare delle sue parole, dei suoi

ricordi e nemmeno dei suoi progetti futuri. Ogni volta le apparenze si rivelano

ingannevoli: il cowboy è un omosessuale, l’hippy si spaventa quando ascolta il

“figo“ di GTO, la nonna è

discorso pura e fredda violenza. Anche la Chevrolet del

1955, guidata dai due protagonisti, il pilota e il meccanico, sembra essere un catorcio,

realtà nasconde un motore di tutto rispetto, ed è proprio l’apparenza decadente

ma in

della macchina che permette loro di vincere le gare di corsa. Spesso quando vien

chiesto loro di aprire il cofano del motore o non lo fanno oppure lo fanno dopo la gara

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o dopo aver chiesto una certa somma di denaro in cambio: non si apre il proprio

“cuore” a chiunque capiti per strada. l’ultima gara, poco prima della

Il finale del film è abbastanza emblematico. Durante

partenza, il pilota della Chevrolet guarda il paesaggio, e nel controcampo è possibile

notare in lui un cambiamento, una piccola epifania, una presa di coscienza: avrebbe

potuto guardare il paesaggio in maniera diversa o appunto guardarlo e basta. Ecco

quindi che, durante la gara, la strada davanti a lui ora assume un altro significato e

l’assenza del sonoro e il progressivo rallenti coadiuvano l’intento di rendere la

sequenza diversa dalle altre gare del film, ma all’improvviso succede qualcosa di

straniante: il progressivo rallenti termina con un fotogramma fisso e dopo appena

qualche secondo la pellicola comincia a bruciare. E’ un finale che dà una netta

sensazione di artificiale e di ambiguità. La distruzione della pellicola coincide con la

morte del pilota, prigioniero della pellicola oppure è la simbolica elevazione

In un’intervista fatta da Michael

mitologica del personaggio e della sua macchina?

alla domanda sulla coincidenza della fine di “strada a doppia corsia” con

Ciment, “la sparatoria”,

quella de ha risposto che voleva che il pubblico alla fine si ritrovasse

nella sala e si rendesse conto che aveva appena assistito ad un film inscritto nel

ha svelato nient’altro a riguardo. Ai posteri l’ardua sentenza.

tempo…non

Anno 1963. Il 22 novembre il trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti d’America

viene assassinato a Dallas, in Texas. La tragedia scosse profondamente la nazione

americana e tutto il mondo in quanto la sua breve presidenza fu caratterizzata da alcuni

eventi molto rilevanti della storia americana e non solo: lo sbarco nella Baia dei porci,

la crisi dei missili di cuba, la costruzione del muro di Berlino, la conquista dello

spazio, gli antefatti della guerra del Vietnam e in ultimo l’affermarsi del movimento

per i diritti civili degli afroamericani.

La tragedia ebbe enormi conseguenze anche sul cinema americano spinto ora verso

esiti di stampo europeo. I due western girati nello splendido deserto dello Utah da

(“Le colline blue” e “La sparatoria”)

Monte Hellman , a detta dello stesso regista, sono

stati influenzati dall’omicidio del presidente. dice testualmente che “sono due

Egli

modi diversi di vedere non il problema del suo assassinio, ma i nostri sentimenti di

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fronte a questo problema”. Nel nostro caso il problema è rappresentato dalla giustizia o

meglio dalla mancanza di giustizia, argomento che accomuna i due western, ma che

viene affrontato in maniera profondamente diversa nei due film.

I due film sono stati girati in contemporanea per contenerne i costi e si propongono

alla povertà del budget e all’etica

come complementari. Grazie, infatti, professionale

del suo mentore e produttore Roger Corman (the King of Bs), Hellman riesce

nell’intento di trovare e mostrare le radici più pure del western, quelle senza citazioni,

sedimenti, eccedenze e farle rinascere in maniera anarchica, lasciando perdere le

convenzioni strutturali e ritmiche del genere. I suoi intenti mostrano la volontà di

ricostruzione del genere su un’altra armatura. Sono western umanisti i suoi, abitati da

figure teatrali, uomini che vivono emozioni vere in un mondo assolutamente anti-

spettacolare, molto materiale, raccontato nella sua quotidianità, mettendo da parte gli

stereotipi e la retorica iconografica del genere.

“Le colline blu” esce negli Stati Uniti nel 1965. Se abbiam parlato di Strada a doppia

corsia come di un anti-road movie, possiamo dire che le colline blu è un anti-western

da un punto di vista sociologico e linguistico, arricchito di echi metafisici. In questo

film il mito della frontiera viene rivisitato in chiave realistica. La situazione in cui si

trovano i tre cowboy protagonisti potrebbe essere definita kafkiana però: diretti verso

un terreno che hanno acquistato per farne un ranch, vengono scambiati per dei banditi

e solo per il fatto di essere considerati come tali alla fine sono costretti a comportarsi

come banditi: quando si dice trovarsi nel luogo sbagliato al momento sbagliato.

Tornando al tema della giustizia, in questo film essa assume la forma di una

scommessa senza senso e fatale. I cowboy mettono da parte qualsiasi possibilità di fare

appello alla propria reale innocenza, in quanti impossibilitati a dimostrarla e così il

loro destino si biforca in due direzioni possibili: morte o fuga.

La morte fa la sua comparsa già all’inizio del film, nel cadavere impiccato che i tre

protagonisti trovano durante il loro viaggio, quasi a voler simboleggiare una giustizia

crudele, disumana, sbrigativa e soprattutto indecifrabile. I cowboy non perdono tempo

nel cercare di dimostrare la propria innocenza perché non hanno alcun modo di farlo e

nemmeno il tempo di farlo. 4

Uno degli stereotipi del classico cinema western (e non solo) ora viene letteralmente

spazzato via e cioè quello dell’uomo naturalmente buono che è sempre in grado di

dimostrare la propria bontà ed innocenza in modo da soddisfare la comunità nel film.

Quando Vern spara per autodifesa uccidendo un innocente, la trasformazione è

c’è

terminata. Sullo sfondo di tutto ciò il paesaggio dello Utah: prateria, deserto, rocce,

montagne, tutto ripreso in formato panoramico. Il formato 1:85:1 permette infatti

l’emersione dell’ambiente in cui questi due western sono stati girati, ambiente che

diventa un altro “personaggio” del film. Infatti col procedere della narrazione il

paesaggio si fa sempre più onirico ed astratto e le colline blu rappresentano un altrove

raggiungibile, seppur con molta fatica, ma non un alternativa. Alla fine del film , Vern,

sanguinante ed in agonia dice a Wes (Jack Nicholson) di andare via e lasciarlo morire

mentre cercherà di rallentare l’inseguimento dello sceriffo e dei suoi compari. Wes

cavalca verso le colline blu, fuggendo verso un futuro angosciante, ma soprattutto

misterioso ed oscuro.

Il regista americano Quentin Tarantino considera Le colline blu uno dei western più

l’uso del

autentici e geniali mai realizzati. Per lui la semplicità , il tono naturalistico,

gergo western, la sensazione di tristezza di ogni dialogo, l’irruzione di momenti

comici, e l’interpretazione sotto le righe di Nicholson e Mitchell lo rendono migliore

de “La sparatoria”, invece diffusamente considerato dalla critica il capolavoro tra i

due. Anche Monte Hellman preferisce quest’ultimo alle colline blu.

La seconda guerra mondiale ha sicuramente lasciato il segno su tantissimi aspetti

sociali, politici, economici del pianeta ed anche il cinema, arte del popolo, è chiamato

a fare i conti con questi cambiamenti epocali. La sparatoria, a detta di Bazin, è

, un western moderno in quanto l’evoluzione del genere ha

considerato un sur-western

modificato la figura dell’eroe, inserendovi elementi etici, psicologici e antropologici. Il

in poche parole è l’evoluzione “romanzesca” del western dopo la seconda

sur-western vuole essere più western e basta, fine a se stesso, stereotipato e

guerra mondiale…non

imprigionato negli stilemi classici del genere, ma avere un interesse supplementare,

dice sempre Bazin, di tipo estetico, sociologico, morale, etico, politico, etc…elementi

che devono quindi arricchire il genere, rendendolo così più interessante allo spettatore.

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vip22

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in dams (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vip22 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del cinema nordamericano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Fadda Michele.

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