La cultura d'impresa
La cultura d'impresa è un insieme coerente di fondamentali che un dato gruppo ha inventato, scoperto o sviluppato, imparando ad affrontare i suoi problemi di adattamento esterno e integrazione interna, e che hanno funzionato abbastanza bene da poter essere considerati validi. Per la sua esistenza si necessita un gruppo che è stato insieme abbastanza da aver condiviso problemi significativi, abbia avuto la possibilità di risolvere tali problemi e ha acquisito nuovi membri. Per osservare il tutto si ha la necessità di individuare due livelli di analisi: elementi visibili della cultura e comportamenti che caratterizzano gli attori organizzativi.
La cultura si fonda su soluzioni a problemi che si presentano durante la vita dell'impresa; essa viene analizzata dal gruppo di fronte ai problemi che incontra, fin quando non trova una soluzione che “funziona”, a tal punto tale soluzione viene individuata e viene ripetuta tutte le volte che si necessita.
Tipi di cultura organizzativa
- Mercato: relativo al posizionamento esterno più i processi meccanicistici, le transazioni sono governate dal meccanismo di mercato e la misura dell'efficacia politica è data dalla produttività raggiunta;
- Adhocrazia: relativo al posizionamento esterno più processi organicistici, si enfatizzano i valori dell'intraprendenza, creatività, adattabilità, flessibilità e tolleranza delle opinioni divergenti. L'organizzazione è innovativa proprio perché è orientata alla sperimentazione e allo sviluppo di nuove ipotesi relative alle proprie strategie competitive e ai binomi prodotto-processo cui essa dà vita;
- Cultura di gerarchia: relativo al mantenimento interno più processi meccanicistici, l'importanza dell'ordine e delle regole, l'organizzazione controlla le transazioni e l'efficacia del business è data dal raggiungimento degli obiettivi: cioè impresa orientata alla ripetizione, inadatta a sopravvivere al di fuori di mercati stabili o nicchie;
- Clan: relativo al mantenimento interno più processi organicistici, il focus della strategia era lo sviluppo del capitale umano, risultano molto importanti la coesione, la partecipazione e il lavoro di gruppo. L'obiettivo può essere raggiunto attraverso lo sviluppo di tipo interno puntando su una forte integrazione delle parti che lo compongono e la loro capacità a rispondere agli stimoli.
La cultura è alimentata da due grandi processi, quello estrattivo relativo all'interpretazione, e quello accumulativo relativo all'apprendimento; l'interpretazione si riferisce alla vera interfaccia tra la mente della gente e il suo mondo, cioè la relazione tra l'interprete e il senso racchiuso nel dato e nel mondo, da ciò deriva che la comprensione del contesto non è un'operazione banale. Il contesto è quella parte del mondo che deriva dalla razionalità tra il reale e l'interprete, anche esso deve essere interpretato ed è composto da segnali percepiti sia dall'ambiente esterno che da quello interno, i quali verranno individuati dall'agente imprenditoriale.
Il contesto secondo Meo
Meo, nel 1996, definisce il contesto in tre passi:
- Il contesto è il complesso di tutti i fattori che convergono a costituire una condizione necessaria dell'emissione di un messaggio e della sua comprensione;
- Il contesto è condizione necessaria del conferimento del significato e del rinvio del referente;
- Il contesto è condizione necessaria del costituirsi del testo ed è ciò che si esibisce nel testo e tramite il testo.
Quindi esso viene studiato secondo due dimensioni:
- Il contesto come in cui: ogni pensiero è correlato ad un contesto che è “l’in-cui” dimensione da cui si può sfuggire, ma dalla quale non si può prescindere;
- Il contesto come con cui: il contesto riporta a considerare una serie di fattori compresi all'oggetto di osservazione e tutte le entità che vi si possono collegare mediante relazioni spesso riconducibili a rapporti di causa-effetto.
Nel processo di interpretazione nel governo di impresa, l'imprenditore governa e interpreta l'intesa stessa andando ad individuare i poli di senso i quali saranno centri di gravitazione degli sforzi di analisi, centri di fissazione degli obiettivi, centri di individuazione delle vie, centri di predisposizione dei mezzi e centri di attuazione delle decisioni. Alla base di essi ci sono le strategie d’impresa che si sviluppano intorno a dei centri nodali, i quali creano i concetti chiave. I poli di senso sono un'interfaccia, cioè un confine tra interno ed esterno e si specificano in soddisfazione dell'utenza, caratteristiche di mercato, valori economici e finanziari e consenso degli stakeholder.
Contesti di intervento strategico
Per quanto riguarda il contesto tra poli contigui e non, l'area compresa tra due poli evidenzia i contesti elementari di intervento strategico e possono distinguersi in:
- Contesti del prodotto-servizio: posto tra la soddisfazione dell'utenza e il mercato, si individuano i bisogni e le modalità per la loro soddisfazione specificando la missione, sviluppando le tensioni all'innovazione e alla creatività, attuando processi di apprendimento e acquisizione delle tecnologie e specificando le modalità di utilizzo delle risorse;
- Contesti degli equilibri economico-finanziari: posto tra i valori economico finanziari e le caratteristiche di mercato, è il motore dell’autopulsività dell’impresa e qui si collocano i flussi economici lordi delle azioni imprenditoriali, intervento teso al governo originario dei valori che traducono la posizione di mercato in adeguati volumi di attività;
- Contesti degli interessi socio-economici: posto tra gli interessi degli stakeholder e i valori economico finanziari, è il contesto dei rapporti con i pubblici di impresa portatori di mercati interessi economici e in quest'area l'impresa stessa gioca ripartire la ricchezza sociale prodotta;
- Contesto degli interessi socio-ambientali: posto tra la soddisfazione dell'utenza e gli interessi degli stakeholder, è un'area della qualità della vita connessa all'attività dell’impresa.
Intelligence nelle organizzazioni
L’intelligence nelle organizzazioni è diretta all'elaborazione, sottrazione, conservazione, tutela e difesa del patrimonio immateriale e informativo dell’impresa. La sua attività può essere suddivisa in:
- Business intelligence: diretta all'acquisizione, rielaborazione e interpretazione delle informazioni generate dall'impresa e dalle relazioni con i propri interlocutori commerciali;
- Competitive intelligence: processo di monitoraggio, aggregazione, selezione e interpretazione delle informazioni sui competitors. Quest’ultima, quando si forma, viene strutturata attraverso il Competitive Intelligence System (CSI) in tre macro-aree:
- Intelligence: che aggrega gli interventi proattivi e offensivi di acquisizione delle risorse;
- Counter intelligence: che evidenzia gli elementi reattivi all'attività altrui di intelligenza generalmente difensivi;
- Business security: finalizzata alla salvaguardia dell'impresa con carattere preventiva e dissuasiva.
Parallelismo tra intelligenze politico-militare e imprenditoriale
Il parallelismo tra intelligenze politico-militare e imprenditoriale si osserva in quattro diverse teorie:
- Teoria della sorpresa strategica: lo scopo dello spionaggio è quello di permettere al governo di attuare i piani tattici e strategici, cercando di evitare di subire sorprese e farsi cogliere impreparati;
- Teoria dell’immagine speculare: tende a formulare ipotesi sui futuri comportamenti dell’avversario, per l'impresa può essere un punto di partenza ma è comunque più efficace condurre uno studio sulle effettive caratteristiche strategiche del competitore;
- Teoria del conservatorismo: si riferisce ad ipotesi sui comportamenti di un governo in determinate situazioni che si sono ripetute nel corso della storia, nelle imprese i mutamenti sono rapidi però l'intelligenza è il compito di aggiornare le informazioni disponibili;
- Teorie dell’inganno: lo scopo è quello di confondere l'avversario attraverso l'elaborazione e la diffusione di false informazioni.
Quindi, possiamo sostenere che la conoscenza nell'organizzazione è un fattore essenziale, ma per quest'ultimo concetto non si avrà una definizione univoca in quanto si può distinguere il conoscere con l’apprendimento. Conoscere significa attribuire un significato al flusso dell'esperienza come risultato di un processo di apprendimento mediante il quale si interpretano le informazioni sul mondo reale, comprendendo il senso dell'azione; mentre apprendere può essere intesa come generazione di nuove conoscenze e di nuove azioni sulla base di caratteristiche cognitive esistenti ed esperienze.
Nell'impresa il sapere è il contesto nel quale sorgono il progetto e il potere e si comprende il senso dell'azione, cioè il governo dell'impresa, quindi il sapere e la conoscenza utile per generare valore economico, in quanto è un concetto più ampio di conoscenza, perché può essere intesa sia come una risorsa cognitiva sia come adozione di significati, valori ecc.
Analisi del sapere di impresa
L'analisi del sapere di impresa si suddivide in due fattori molto importanti, la cultura, cioè il filtro che seleziona la complessità del contesto di riferimento, e l’interpretazione-apprendimento, dove l'interpretazione è il processo estrattivo dove si risale da un simbolo al suo significato, mentre l'apprendimento è il processo accumulativo che conduce al sapere, cioè la relazione tra progetto e azione. Invece, il sapere viene strutturato in:
- Saper fare: conoscenze pratiche, abilità e capacità applicate a specifici contesti; conoscenza che si sviluppa e si esprime nell’azione;
- Sapere az...