King Edward III
Storia delle edizioni
1596: 1a edizione anonima
1599: 2a edizione anonima mai più ristampata
1656: Richard Rogers, William Ley, venditori di libri: Catalogo delle opere stampate di Shakespeare, includendo Edward II, Edward III, Edward IV. Arbitrarietà dell'attribuzione perché Edward II e IV sono rispettivamente di Marlowe e Heywood.
Attribuzione e dibattiti
1760: Edward Capell: 1a edizione che permette ai lettori di valutare l'attribuzione a Shakespeare su prove interne, ammettendo che le prove esterne erano scarse.
Nel 1800 vari studiosi in Germania sostennero la paternità di Shakespeare. Traduzioni di Ludwig Tieck, Ernst Ortlepp. Inghilterra: Henry Tyrell la include in The Doubtful Plays of Shakespeare.
1854: Nicolaus Delius contesta l'attribuzione a Shakespeare.
1874: John Payne Collier scrive un saggio in difesa della paternità di Shakespeare, includendo l'opera in una sua edizione privata The Plays and Poems of William Shakespeare.
Scoperte e opinioni successive
1875: Alexander Teetgen scopre l'edizione del 1869 Six Doubtful Plays of William Shakespeare di Max Moltke e scrive un opuscolo in cui mostra entusiasmo per la scoperta e sdegno per il mancato riconoscimento dell'opera. Lo invia a Alfred Tennyson, famoso poeta laureato.
Seguono molti dubbi:
- 1877: Londra, Furnival nega l'attribuzione a Shakespeare.
- 1878: Fleay propone 2 autori, Shakespeare avrebbe scritto solo i primi 2 atti.
- Karl Warnke e Ludwig Proescholdt discutono la teoria di Fleay, escludono Shakespeare e negano l'esistenza di 2 autori.
Attribuzioni del XX e XXI secolo
1904: Tucker Brooke, The Shakespeare Apocrypha: proibizione dell'opera dal canone, che viene attribuita a George Peele come unico autore. Brooke nega anche la partecipazione di Shakespeare in The Two Noble Kinsmen, attribuita a Fletcher e Massinger.
Benchè l'opera fu inclusa in altre raccolte di drammi elisabettiani, la qualifica di apocrifo rimase per molto tempo difficile da eliminare.
Harold Metz: Shakespeare ha scritto almeno 1.2, 2.1, 2.2 e 4.4 su prove interne (lessico, immagini). Non esclude che Shakespeare sia l'unico, né che ce ne siano altri.
1981: Eliot Slater attribuisce solo a Shakespeare parte A (parte attribuita a Shakespeare da Metz) mentre parte B è il resto dell'opera. Le due parti sono state scritte in tempi diversi, con parte B risalente all'inizio della carriera.
Smith: Shakespeare è l'unico autore. Apprezza Slater per aver risolto problemi di cronologia. Jonathan Hope è in accordo con Smith, perché confrontando le opere di altri autori famosi come Marlowe, Fletcher, Middleton etc, non ci sono prove di altre mani.
Ragioni dell'esclusione e opinioni critiche
Melchiori: L'inclusione nel New Cambridge non è un riconoscimento delle affermazioni di Teetgen o Collier. Edward III è l'anticipo al secondo ciclo storico di Shakespeare, con affinità con Henry VI del 1594. L'omissione nel First Folio si spiega perché esso elenca le opere in cui Shakespeare è l'unico autore. L'opera manca anche nella lista di Francis Meres, che però ha ignorato anche le tre parti di Henry VI.
Perché l'opera è stata ignorata per due secoli e mezzo? Perché ridicolizza gli Scozzesi. Personaggi scozzesi veri villains: codardi, spacconi, senza senso dell'onore. Davide, re degli Scozzesi, è condotto in catene nella scena finale 1.1, 136-137.
Implicazioni storiche e politiche
È probabile che la regina Elisabetta I bandì l'opera dalle scene per evitare ostilità con Giacomo VI, nel cui regno l'opera fu totalmente dimenticata, ma conservata dai venditori di libri. Prova: lettera di Chamber del 15-4-1598 mandata alla regina tramite George Nicolson, agente della regina a Edimburgo, che informa del forte clima di risentimento della corte di Giacomo VI dovuto agli abusi e derisioni della nazione scozzese nei teatri inglesi.
L'opera poteva suscitare la rabbia in un popolo schernito senza pietà perché è un dramma storico e non una commedia; è un dramma senza humor e l'unico elemento comico è quando si parla degli Scozzesi in 1.2. Quindi, l'unica soluzione era il ritiro dalla performance pubblica.
Pubblicazioni e considerazioni finali
Proudfoot: La ristampa del 1599 fu un tentativo dell'editore di ricavare un certo guadagno da un dramma che non compariva più nei teatri, però nell'Henry V presentato con successo nello stesso anno ci sono riferimenti a Edoardo. Nessuna compagnia teatrale ha avanzato rivendicazioni del dramma. Alcuni critici hanno pensato a qualche dramma che avesse fatto scoppiare la rivolta scozzese. Melchiori: potrebbe essere l'Edoardo III.
Shakespeare è l'unico autore?
Nel teatro elisabettiano il processo di scrittura di un dramma seguiva vari stadi, per questo spesso i drammi venivano pubblicati solo con il nome della compagnia, perché erano considerati uno sforzo comune. Il plotter ha una funzione importante, perché selezionava, univa, manipolava le fonti storiche, definiva i contorni/bozza della trama, ma non si può considerare l'autore nel senso moderno del termine, perché spesso le linee guida le indicavano altri.
Una prima bozza era scritta, e poi c'era un lungo lavoro di revisione, in cui si valutava attentamente se c'erano parti che potessero essere censurate, oppure ci potevano essere delle aggiunte. Thomas More è un caso unico in cui l'interferenza censoriale è stata fortissima. Erano quindi i revisori quelli che davano la forma finale all'opera. Nell'Edoardo III c'è una stratificazione della trama; il plotter si basò sulle cronache di Holinshed, integrandole con Froissart e il romanzo 46 Palace of Pleasure di Painter.
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