Karl Marx quadro riassuntivo
Cenni biografici
Karl Marx nasce a Treviri, nel 1818, da una famiglia di origini ebraiche che aveva dovuto cambiare religione perché il padre svolgeva l’attività di avvocato e per lavorare doveva essere luterano. Per seguire le orme paterne, Karl si iscrive a giurisprudenza, accorgendosi ben presto, però, che il suo indirizzo vocazionale era la filosofia.
Si laureò in filosofia con la tesi “Differenza tra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro”. In quest’opera manifesta per la prima volta il suo interesse per il materialismo, poiché erano due filosofi materialisti. Marx fu il primo ad individuare che la differenza tra Democrito ed Epicuro si trovasse nella nozione di Clinamen, e questo fa sì che Democrito abbia una visione determinista, mentre Epicuro indeterminista. La via dell’accademia gli fu preclusa, e perciò si dedicò all’attività giornalistica negli annali franco-tedeschi. In questi annali, Marx scrive una serie di articoli di natura politica che lo rendono malvisto dal governo e perciò nel 1844 fu costretto a fuggire dalla Germania per rifugiarsi a Parigi.
A Parigi, entra nella Lega dei Giusti, formata da esuli tedeschi; come leader questa lega aveva William Weitling, che era un operaio autodidatta che coniugava socialismo e religione cristiana, ritenendo che Gesù Cristo fosse stato il primo rivoluzionario della storia. Weitling inizia ad entrare in conflitto con Marx, che nel frattempo aveva conosciuto Engels. Perciò, nel congresso tenutosi a Londra nel 1847 all’interno della Lega dei Giusti, la lega accolse le tesi di Marx ed Engels raccolte nel “Manifesto del Partito Comunista”, mettendo in minoranza Weitling. In occasione di questo congresso viene scritto il Manifesto. In onore di Marx ed Engels, la lega diventa la “Lega dei Comunisti”. Nel 1848 inizia a circolare il Manifesto.
Opere filosofiche ed economiche
Nel 1843 Marx pubblica la “Critica della filosofia del diritto di Hegel”, all’interno della quale critica il momento dell’eticità dello spirito oggettivo, affermando che Hegel ha compiuto un misticismo logico; questa espressione rappresenta lo stesso significato che ha in Feuerbach la nozione di “Inversione dei rapporti di predicazione”. Ciò significa che secondo Marx, Hegel, affermando che lo stato è prodotto dello spirito, ha prodotto un capovolgimento dei processi storici. Ciò significa che lo stato, per Marx, non è prodotto dello spirito ma è una costruzione umana.
Nel 1844 escono i “Manoscritti economico-filosofici”, in cui, come evidente dal titolo, per la prima volta Marx lega la filosofia all’economia ed introduce la nozione di alienazione. Questo tema fu trattato anche da Hegel e Feuerbach, dove assume un valore religioso. In Marx assume un valore economico, perché ad essere alienato è l’operaio all’interno della società capitalista. Secondo Marx, all’interno della manifattura, l’uomo si aliena secondo quattro diverse modalità:
- E’ alienato rispetto al prodotto del proprio lavoro, e cioè che produce nella fabbrica un bene che non gli appartiene.
- E’ alienato rispetto alla propria attività, cioè che all’interno della fabbrica l’uomo svolge un lavoro forzato o costrittivo, cioè non è più padrone dei tempi del proprio lavoro. L’uomo si sente bestia quando dovrebbe sentirsi uomo.
- E’ alienato rispetto al wesen, cioè all’essenza. Il lavoro dovrebbe essere un luogo di nobilitazione, che dovrebbe farlo sentire vivo. Nella società capitalista l’uomo non si nobilita con il lavoro, che invece è costrittivo, ma perde le sue qualità umane.
- E’ alienato rispetto al prossimo, perché il lavoratore ha un rapporto conflittuale con il proprio padrone.
Tutto ciò accade perché nel capitalismo è presente la proprietà privata dei mezzi di produzione, e per disalienare l’uomo bisogna espropriare i mezzi di produzione, farli diventare proprietà collettiva giungendo a quella condizione che Marx chiama comunismo, che lui definisce come la soluzione dell’enigma della storia.
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