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Riassunto esame letteratura, prof. Morresi. Libro consigliato Voyage in the dark, Jean Rhys

Riassunto per l'esame di Letteratura inglese e della prof.ssa Morresi, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Voyage in the dark, Jean Rhys, dell'università degli Studi di Macerata - Unimc. Scarica il file in PDF!

Esame di Letteratura inglese docente Prof. R. Morresi

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L autrice del saggio parla di una retorica del fallimento: la protagonista non vuole o non può stare

nei luoghi socialmente adeguati a una come lei. Anna diventa una disadattata, una loser, emarginata

persino tra le sue amiche o pseudo amiche prostitute o ballerine di fila.

Si parla nel saggio di un estetica non catartica (è come se alla fine non avessimo la gratificazione

della salvezza), vorremmo che alla fine Anna si salvasse, ma questo non avviene. Questo permette

al libro di fare una critica potente di certi valori patriarcali e imperialisti in quel momento.

Cunningham, nel suo saggio Il fallimento e la femminilità negativa in Voyage in the dark ,

definisce il comportamento di Anna una sorta di risposta femminista, che mette in discussione il

mondo dei maschi (maschilisti e imperialisti) ma anche il mondo della donna che ce la fa a farsi

strada da sé, che riesce ad approfittare delle situazioni. E una grande storia di pessimismo.

Anna non riesce a integrarsi nel mercato del lavoro in nessun modo, non aveva molte opzioni (non

aveva capitale materiale per completare la sua educazione, ma neanche capitale simbolico: non

aveva conoscenze o parenti). L unica che poteva aiutarla era la sua matrigna che a un certo punto si

arrende.

Il fallimento di Anna è anche un rifiuto, rifiuto di quello che le viene proposto o consigliato di fare.

La vita di Anna procede con ripetizione senza senso. Tutte le strade sembravano uguali, tutte grigie.

In ogni difficoltà, in ogni momento complicato, la

Ambiente a cui Anna non riesce ad affezionarsi.

mente subito la riporta indietro ad una qualche memoria del passato, che sembra totalmente

incongruente, ma cerca di farsi una ragione di quello che sta succedendo creando una geografia

propria (alienante).

Invece di imparare come si sopravvive, come si sta al mondo, Anna impara ad autodistruggersi.

Entra in una spirale di degrado. Protagonista come se fosse tutta in negativo, come se preferisse il

fallimento a tutte le altre possibilità.

un certo Walter, che ha il doppio dei suoi anni, lavora nell alta finanza,non

Conosce casualmente

parla molto di sé ma fa molte domande ad Anna e stabilisce che è una facile preda. Infatti presto

cede alle lusinghe di quest uomo. Il modello di Walter è del soggetto che si può fare da sé, ma si

può fare da sé perché ha delle basi solide; Anna non ne ha. Anna non è un individualista, pensa in

una logica relazionale.

Io non voglio fare niente, voglio solo stare con te. Non percepisce la fragilità di questa posizione.

volta che Anna riceve in regalo dei soldi da lui: Parlavo già con un altra voce: con la

La prima

voce dei soldi . Si sente già più forte, come se quel piccolo potere le conferisse l accesso a una

posizione che prima le era preclusa.

Qualcuno parla di una forma di femminismo al contrario: femminismo che parla nella lingua del

masochismo, dell autodistruzione e dell antisocialità e nel rifiuto del legame madre-figlia (che

assicura che la figlia prenda in eredità la posizione della madre e continui la catena di trasmissione

dei valori patriarcali: Anna vuole rompere questa catena, in cui i valori che continuano a

trasmettersi rendono il femminile uno stato minoritario).

Uno dei ricordi ricorrenti dei caraibi è quello di Francine, la domestica nera. E qui una presenza

africanista: figura completamente idealizzata, è la madre nera che Anna vorrebbe avere,

accogliente, calda, rasserenante. Nel giorno in cui Anna ha il primo ciclo mestruale, Francine le

spiega tutto.

Nella cultura indigena di Francine la femminilità di Anna è accolta come qualcosa di naturale, nella

englishness di Ester la femminilità va educata e incanalata nel matrimonio.

Francine = ospitalità, accoglienza. Figura però molto idealizzata: placa le ansietà di Anna ma non

diventa mai un interlocutore vero.

Il desiderio di Anna di essere libera si scontra con la sua incapacità di superare certi codici razziali:

lei è troppo bianca per entrare nella comunità degli ex schiavi dell isola ed è troppo nera per

l Inghilterra. Non può essere orgogliosa di essere nera, non lo è. Per i neri lei è la padrona inglese.

Né può reclamare una perfetta englishness, non è una vera lady. E non può neanche costruirsi una

indipendenza economica, non ha un lavoro né modi per procurarselo: è una outsider, una outcast.

Deve adattarsi.

Il libro è sia una critica della femminilità patriarcale (incarnata da Ester), sia una critica del

femminismo individualista (incarnata dalle amiche prostitute che tirano a campare come meglio

e binaria delle identità che non lascia

possono), sia una critica di qualsiasi divisione troppo netta

spazio per chi è qualcos altro rispetto alle categorie imposte e ricevute.

After leaving Mister McKenzie ( 31): romanzo di Rhys pubblicato poco prima di Voyage in the

dark.

Le protagoniste sono due sorelle, una buona (Norah) che ha sacrificato tutta la sua vita per prendersi

cura della sua madre malata, si è ridotta a una nullità per sacrificarsi per gli altri; e l altra (Julia) che

ha fatto la bella vita in giro per il mondo e poi è tornata dalla sorella a chiedere aiuto, dopo essere

andata in fallimento. Scontro tra le due: Julia chiede aiuto e Norah non vuole aiutarla.

Rifiuto del modello della femminilità sacrificale abbastanza evidente (Julia: vorrei che tutta la

così potrei sputarci sopra ). Anna non arriva a questi livelli ma

gente rispettabile avesse una faccia,

a volte assomiglia parecchio. La sua passività radicale diventa una sorta di ribellione. Rifiuto di

adattarsi alle circostanze, di divertirsi, è una sua forma per non stare al gioco, è una sua critica

indiretta e una sua forma per non stare al gioco. Ma Anna non riesce a portare fino in fondo questa

sua ribellione: nel momento in cui accetta di farsi mantenere da Walter diventa assoggettata a lui ed

è costretta ad esibire un ruolo per lui. Le sue apparenze per lui non la soddisfano, non si sente mai a

suo agio, deve sempre comprare vestiti nuovi, calze nuove. E come se lei avesse internalizzato lo

sguardo maschile che la vuole bambola, bambina sempre perfetta. La paura della povertà e anche la

gratificazione che le dà l uso dei soldi la fanno cedere.

E sfruttata e complice dei suoi sfruttatori. Quando Walter la lascia non riesce ad avvantaggiarsi

appieno delle possibilità materiali che lui le offre (le dice che le starà sempre vicino se avrà bisogno

di soldi), Anna non approfitta di questa possibilità e preferisce sparire.

Immagine ricorrente del freddo e delle mani umide: Anna sente sempre freddo. E come se fosse

dall acqua dei

una forma diminuita del liquido invece vitale, amniotico e generativo rappresentato

Caraibi.

Torna l immagine del mare come qualcosa che culla e accoglie, ma ad Anna non rimane nulla di

questa immagine, se non una versione degradata dell alcol, dei bagni in cui si immerge per tutto il

giorno da quando Walter l ha lasciata e non sa più dove andare.

To get on or to get out O vai avanti o vieni tagliata fuori. Anna non riesce a stare in nessuna delle

due logiche, perciò sceglie la via della autodistruzione. Non c è una risoluzione a tutto questo.

Era come se si fosse abbassato un sipario, nascondendo tutto quello che avevo sempre conosciuto.

Era quasi come rinascere un altra volta. Tutto era diverso, i colori, gli odori, la gente, la luce,

l oscurità.

C era una diversità nel modo in cui Anna aveva paura e nel modo in cui lei era felice. Non riusciva

ad abituarsi al freddo, chiudeva gli occhi e faceva finta di essere al caldo davanti al fuoco o a casa

sua ai Caraibi ( I was standing outside the house at home ). Descrizione di tutto ciò che è tipico dei

colori, cibi, di tutto quello che è fertile e nutriente) e che l Inghilterra non le offre.

Caraibi (suoni,

Certe volte pensa all Inghilterra come ad un sogno. Dopo un po si abituò, tranne che al freddo e

alle città: erano tutte uguali. C erano sempre strade grigie, c erano sempre file di case (modularità

urbana dell Inghilterra). Tutto era così hard, naked and straight . Ovunque c era una duke street,

una lord street, una cooperation street (nomi delle strade: nomi dell aristocrazia imperiale).

il racconto è il South sea: anche qui siamo sul mare ma è un mare molto

Il posto dove si apre

diverso da quello dei ricordi di Anna. Lei e la sua amica Maudie cercano delle stanze.

Anna legge Nana di Zola, che è la storia di una prostituta che riesce a sfruttare e rovinare tutti

quelli che incontra fino a conquistare una posizione d alto borgo. Leggendo il libro si sentiva

triste, eccitata, impaurita ma per il modo in cui le parole erano scritte, non per quello che veniva

trattato: …the endless procession of words gave me a curious feeling. It wasn t what I was reading,

it was the look of the dark, blurred words going on endlessly that gave me that feeling. Il

susseguirsi dei caratteri neri delle parole, come se Anna non riuscisse a metabolizzare queste voci

che continuamente in giro le dicono di stare attenta.

L amica di Anna le dice che il libro è pieno di bugie (cosa ne sa un uomo della vita di una

prostituta? Questo prefigura quello che verrà poi nel racconto) e che nella vita deve imparare a

tirarsela ( to swank ), di farsi avanti ,mettersi in mostra. Subito dopo Anna e Maudie escono a fare

una passeggiata e vengono rimorchiate da due uomini (Walter e un suo amico, entrambi

estremamente maleducati in questo primo incontro, come se lo status sociale delle due ragazze

loro di esercitare la propria superiorità).

consentisse

This is England – Ester said, and I watched it through the train window . Anna sta pensando, al

suo ruolo, al suo vestito, e subito in questo suo sentirsi non adatta il cervello le va all isola. E subito

dall isola torna al senso di spaesamento che ha provato la prima volta che Ester l ha portata in

Inghilterra.

La fila di espressioni narrate, le emozioni e i pensieri di Anna sono separate non da virgole, ma da

stanno viaggiando in treno ed è come se la sintassi ripetesse i

trattini, come se fossero tutti in fila:

vagoni.

Anna guarda il paesaggio e tutto è piccolo, recintato, ci sono cose che non ha mai visto (come le

balle di fieno). Il brulicare urbano dà il sintomo di questo senso di alienazione: anche Eliot in The

waste land si trova in una situazione simile, non riesce più ad avere accesso a un senso di sé. E lo

stesso avviene ad Anna, spaesata, spossessata di quella che chiama ancora casa, viene rigettata in

questa successione di cose che sembrano sempre uguali, che lei non riesce a gestire per guadagnarsi

una posizione che la faccia prevalere.

in Voyage in the dark :

Immagine della tenda

La tenda può essere vista come un sipario, che conclude o preclude lo spettacolo: può essere lo

spettacolo della vita oppure lo spettacolo dell'esibizione dei Caraibi, come forma di alterità che dà

protagonista, l'identità che lei ha dovuto lasciare e che qui le è preclusa, perché si trova

vita alla

esiliata.

Può essere anche, alla luce del finale (che doveva essere, ovvero la morte di Anna), il sipario che

chiude la vita, il finale che ci aspettiamo (Rhys voleva che il romanzo si chiudesse con la morte di

Anna. Eppure: narrazione in prima persona, non ha senso che poi alla fine il protagonista e voce

narrante muoia).

Oppure è una tenda, e in questo caso rappresenta la domesticità. Il fatto che Anna rimanga chiusa in

casa, dato che questa tenda è chiusa, o in un ambiente che non è più ospitale, come le camere

d'albergo o gli alloggi, in cui lei è costretta a vivere, come un sudario che si stringe sempre più

intorno a lei (cita il sudario di cemento del racconto gotico di Malford, che finiva per soffocare la

vittima: è così che Anna si sentiva, come in un sudario).

Quindi, questo curtain (tenda/sipario) può essere interpretato in vari modi: Anna rimane sigillata

in identità in cui non si riconosce, che non ammettono la sua soggettività e che la crocifiggono

all'una o all'altra cosa (o destino di prostituta o quello di lady, che però Anna non può raggiungere,

perché non ha l'accento giusto, il sangue giusto, ecc.).

L'incipit del libro è strettamente legato al finale. Il libro si chiude con: About starting all over

again , come se fosse un ciclo che si sta riavviando.

Anche l'inizio funziona così, come una rinascita: It was almost like being born again (annuncio di

una rinascita, segnata dall'espatrio, dal trasferimento).

Man mano che si va avanti, si capisce che questa rinascita è traumatica, è un abbandono al mondo,

piuttosto che un nascere alla vita.

La accompagna Esther, la sua matrigna (seconda moglie del padre): una femminilità imperiale

a cui Anna non riesce ad accedere, perché è nata altrove, per le sue

tradizionale e conformista,

origini creole e perché la sua famiglia è una famiglia mista, in cui le storie dei colonizzatori e dei

colonizzati si sono mescolate, nonostante il suo colore sia bianco.

sempre la sua origine: il suo accento, ha un accento caraibico. Questa è una delle

Cosa tradisce

motivazioni per cui Anna spesso sta zitta, non vuole essere riconosciuta.

Ma anche perché non trova le parole. Tutti i romanzi, tutte le storie di affermazione che legge

(come quella di Nana, storia di una prostituta che diventa una cocotte d'alto bordo) sono storie di

successo che lei non riesce ad emulare.

Ci sono differenze esteriori con i Caraibi che ritornano (cibi, colori, sapori, fiori, luci), che segnano

abissale tra l'ambiente caldo, tropicale e l'ambiente ostile, insapore che è l'Inghilterra.

una differenza

Differenze che sono in collegamento con la sensazione di diversità interiore che Anna continua a

provare.

All’inizio c'è questo sogno di displacement (spaesamento), il non sentirsi in quel posto, essere

displaced = spaesati. Tutte le differenze esteriori, ambientali, diventano profonde. L'individuo si

immerge nella differenza ( a difference in the way I was frightened and in the way I was happy ).

I couldn't get used to the cold : freddo che è anche mancanza di ospitalità nei confronti di Anna.

Anna chiude gli occhi e fa finta di essere altrove, finge che il calore del caminetto sia il calore di

casa ai Caraibi. Fa finta di essere esposta agli elementi, piuttosto che essere sotto al suo lenzuolo

(annuncio di sudario anche qui).

Ad ogni segno di rottura, di crisi, lei reagirà pensando a casa.

I ricordi la fanno rimanere sana di mente nei momenti più estremi (quando viene lasciata da Walter,

quando scopre di essere incinta, ecc.).

Presenza del mare: mare che è stato testimone della sea change (profonda trasformazione) che

l'ha vista protagonista.

Anna si ricorda anche dell'ambulatorio vicino casa (surgery): c'è un presagio, questo si riaggancia

che sarà alla fine (circolarità).

alla sua operazione,

Tutto il libro è un lungo tentativo da parte di Anna di far coesistere le due identità che le risultano

contrastanti, che non la accolgono e anzi la schiacciano.

E' una ricerca di agency, della capacità di agire sulla propria realtà, di costruirsi oltre queste

categorie fissate dall’imperialismo e dal colonialismo.

Anna è una ballerina, lavora in teatro. Ha 18 anni, è in Inghilterra da un paio d'anni circa. All’inizio

voleva studiare ma poi finiti i soldi, cercando di essere indipendente o invitata ad esserlo dalla

matrigna, cominciò a lavorare come ballerina.

Anna è a South Sea, una delle tappe del tour della sua compagnia (dove incontra Walter). South

Sea : sorta di parodia del vero mare del Sud, che lei conosce e che è la sua casa.

ladylike , aggettivo ricorrente. Maudie parla con un accento forbito, ladylike (da vera signora).

Quindi, la femminilità elegante e rispettosa passa anche attraverso la voce, secondo i canoni.

all'ideale della lady, che è una dimensione

Maudie e le altre ci provano, ma non corrispondono

metafisica: è impossibile arrivare all'ideale della femminilità.

Questo è ancora più paradossale: se rappresentare la englishness dev'essere qualcosa di naturale,

dovrebbe venir fuori da sé.

parte di un corredo genetico, di una tradizione,

Invece no, c'è uno studio immane dietro. Esther, ad esempio, trascorre molto tempo a tentare di

educare Anna a diventare una signora in tutto e per tutto.

Anna legge Nana di Zola: anche Nana è un presagio, in quanto alla fine muore di malattia tra

sofferenze atroci, dopo essersi arricchita e aver mandato in rovina molti uomini. Vediamo che Anna

non è immersa nella lettura, è in un stato di alterazione al solo leggere quella parole che si

susseguono: The endless procession of words

It wasn't what I was reading, it was the look of the dark blurred words going on endlessly (era

l'aspetto di queste parole, scure, confuse, che continuavano).

Nessuna delle rappresentazioni che leggerà creeranno empatia in Anna, né le diranno qualcosa di

utile.

Maudie: It's about a tart (sgualdrina). I think it's disgusting . Maudie dice: cosa ne può sapere un

uomo della vita di una prostituta? Sicuramente il libro dice molte bugie.

Besides, all books are like that, just somebody stuffing you up : tutti i libri sono così, solo alcuni

cercano di farti bere qualcosa.

Questo fa parte della grande sofferenza di Anna, non trova una via di uscita neanche nei libri che

legge. E' una solitudine esistenziale, non ha più nessuno: la madre è morta quando era piccola, il

padre è morto, lei è rimasta con la matrigna, che a sua volta l'ha lasciata andare, affidandola a questi

lavori molto precari e mal pagati. Non ha nessuno, non ha contatti. Ma è una solitudine anche

morale: non ha nemmeno un ideale a cui aspirare.

Anna e Maudie escono e vengono rimorchiate da due tipi a passeggio.

Maudie invita i ragazzi a bere qualcosa nel loro alloggio.

p. 13: Anna osserva i due ragazzi (Walter e l’amico): I hated them both .

Rimorchi le persone e poi sei scortese con loro : in questo momento i due sono indelicati, perché

hanno capito che Anna e Maudie sono sole, non sono protette dal sistema gerarchico imperiale (dal

galantuomo, dal padre, dai soldi), non hanno contatti.

I watched myself in the glass : immagine dello specchio che ritorna: Anna spesso si specchia e

vacilla, non si sente bene con se stessa. Riconoscere se stessi allo specchio è come accettare il

nucleo più integro della propria personalità. Non riconoscere la propria immagine allo specchio:

non accettarsi più profondo.

segno del

Anna qui comincia un po' a perdere l'identità.

Le portano un po’ in giro: sono franchi e maliziosi. Comincia con loro la lunga serie di child ,

baby con cui Anna viene sempre appellata. Le affibbiano questa infantilità, questa incapacità di

poter crescere, di essere un soggetto intero.

Molti personaggi all'interno del libro definiscono Anna. Maudie la descrive ai due ragazzi: nata

nelle Indie Occidentali o da qualche parte ( somewhere , le sue origini sono confuse). Le ragazze la

chiamano la ottentotta (l’africana), per alludere a una impurità, a una contaminazione della

Englishness originale (che è bianca).

Anche se Anna è bianca, il fatto stesso di essere nata altrove la espone alla contaminazione.

Pensavo al mio posto nei camerini al teatro, sempre sulla porta vicino alla corrente (in un punto di

passaggio). e poi pensa a Laury, una figura con cui Anna si trova a suo agio. The virgin o the

silly cow : appellativo con cui Laury chiama Anna.

sporgenti, alla pubblicità di una crema, pensa a quanto le costa, pensa

Poi pensa alle sue clavicole

che non è abbastanza bella: passaggi repentini da un discorso a un altro, come se non ci fossero

connettivi. E' il punto di vista interiore, noi siamo nella mente di Anna. E questo ci dice molto del

suo sentirsi non adatta dal punto di vista esteriore e del suo non avere abbastanza soldi, sono

collegati, è la sua posizione sociale fragile che la mette in queste condizioni.

E' in questi momenti di disagio che lei pensa all’isola. Ne dà le coordinate, la descrive come fosse

una guida turistica. Isola è come un pezzo di carta che viene accartocciato, come qualcosa che può

essere completamente descritto e tenuto in una mano. Un sipario/tenda cadde e poi fui qui : ritorna

l’immagine del sipario.

Senso di disadattamento economico e sociale, che si rispecchia nel suo scarso senso di sé, ricordo di

questo luogo geografico che è casa, l'idea del sipario/tenda che si chiude di nuovo. E qui comincia a

descrivere il suo primo approccio con l'Inghilterra, quando era sul treno. Tre puntini di sospensione,

poi comincia a narrare: la narrazione del discorso diretto, degli scambi delle battute è tutta scritta

senza punteggiatura, senza puntini o virgolette, come se fosse tutto un flusso di parole, interrotte

solamente dai trattini (incisi). Ecco l'Inghilterra, disse Esther .

Era tutta ordinata, piccola, separata da recinti, con balle di fieno,…

Tutte le cose sono uguali, tutte le persone bianche, tutte le case accigliate , che guardano con un

(casa inglese inospitale, torna quando Anna parlerà della casa di Walter: not friendly ,

rimprovero

come se la casa fosse una persona).

Alla fine di questa immagine di lei che vede la ripetitività e la non accoglienza dell'Inghilterra, si

ritorna alla scena con i due ragazzi: Maudie sta ancora parlando.

Anche lei si specchia e si ritorna al problema estetico (Maudie si guarda le rughe sotto gli occhi).

Maudie: di 10 anni circa più grande di Anna, vuole chiudere la sua carriera di ballerina e trovare

qualcuno. Non aveva i soldi per permettersi dei vestiti adatti e un aspetto da signora che avrebbe

incoraggiato il suo flirt a procedere per il matrimonio.

C'è tutto un lavorio di queste donne per una ricerca di stabilità, che non era offerta da nient'altro che

dagli uomini, una condizione di dipendenza enorme.

Subito dopo arriva la preoccupazione economica (Maudie legge la bolletta), come se le due cose

fossero collegate.

Anna in tutto questo parla della neve: Ho una cugina che vorrebbe tanto vedere la neve . Si

dai discorsi di Maudie. Pensa al tour: A Brighton aveva piovuto sempre. E poi andammo a

dissocia

Holloway, era inverno e le strade erano scure e mi facevano pensare a omicidi . A Holloway c'è la

più grande prigione femminile di Inghilterra: torna un'allusione all'imprigionamento, a loro che

sono costrette alla costante preoccupazione dell'aspetto, che è anche reminder della loro fragilità

economica.

Forse anche per questo Anna accetta di uscire con Walter.

Le prime uscite di Anna e Walter sono all'insegna dell'antipatia di Anna nei confronti di Walter, lei

lo trova abbastanza odioso (es: scena del vino che sa di tappo), anche perché fa molte domande.

Walter ha lo sguardo e le domande dell'inquisitore, che scoprono in breve lo stato di precarietà e

Anna e la rendono una preda facilissima. Lui, invece, è sempre molto privato, non

solitudine di

sappiamo bene di cosa si occupi.

Il primo appuntamento si tenne in un ristorante con una camera da letto (Anna non aveva capito

subito l'intento di Walter, poi si rende conto della natura dell'appuntamento: un corteggiamento

sessuale, non amoroso).

his mouth was hard la bocca di Walter era dura ( hard è un aggettivo che ritorna, ad esempio

all'inizio nella descrizione dei marciapiedi della città e alla fine quando Anna cerca di comunicare

con Vincent, cugino di Walter, le sue difficoltà, ma vede tra loro un muro). Anna inizialmente lo

respinge, ma cede quando Walter le manda dei soldi. I soldi danno l’accesso a un’apparenza più

gratificante.


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sere.mu

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture straniere occidentali e orientali
SSD:
Università: Macerata - Unimc
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sere.mu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Macerata - Unimc o del prof Morresi Renata.

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