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James Gibson

James Gibson (1904-1979) studiò la percezione per conto dell'aeronautica militare degli USA. Durante la seconda guerra mondiale, sviluppò l’idea che negli oggetti in movimento esistono maggiori stimoli visivi rispetto a quelli stativi. Inaugurò una nuova matrice di ricerca in campo percettivo che definì ottica ecologica. I suoi concetti fondamentali sono la percezione non mediata da altri processi mentali, di invarianti percettivi che rimangono costanti al variare della percezione. Lo stimolo percettivo comprende tutte le informazioni che servono per percepire. Il processo di percezione non è un progressivo arricchimento degli stati sensoriali attraverso processi eterogenei come la teoria della Gestalt (esperienza passata, inferenze, schemi...). Le informazioni percettive sono già contenute nella stimolazione così come si presenta al soggetto.

Eleanor Gibson

Eleanor Gibson (1910-2002) si laurea nel 1931 e più tardi sposa James Gibson. Dopo essersi laureata, si trasferisce a Yale con l'intenzione di studiare il comportamento animale, ma finì con l'occuparsi dell'essere umano. Qui però, non si sentiva soddisfatta del clima che dominava: quello dello stimolo-risposta. Quindi successivamente i due coniugi si occuparono dello sviluppo di un approccio ecologico della percezione. La Gibson si impegnò nello studio dei bambini in situazioni di laboratorio collegate alla lettura e ai precipizi visivi.

Esperimento del precipizio visivo

Il precipizio visivo è un esperimento ideato dalla Gibson e Walk. Dei bambini venivano posti su una passerella alta circa 120 centimetri, con la mamma ad un estremo della passerella. La passerella è composta da due parti: una rigida di compensato ricoperta di una stoffa stampata, e una costituita da un materasso ad acqua, sempre con la stessa stoffa.

Conclusione: i bambini in grado di camminare riuscivano a distinguere le due superfici, andavano prima su quella rigida, poi saggavano il letto ad acqua prima di tuffarsi. Quelli che invece non avevano ancora iniziato a camminare, non riuscivano a distinguere le due superfici, e si dirigevano verso entrambe.

Orientamento generale della teoria

La teoria della Gibson riguarda la percezione in senso ampio e si pone quattro domande:

  • Cosa percepiscono i bambini? Per comprendere la risposta fornita dalla Gibson alla sua prima domanda, dobbiamo approfondire la concezione del ruolo dello stimolo.
  • Gibson vs Piaget: i due teorici differiscono nel modo in cui ritengono che il bambino conosca il mondo attraverso le attività. Il bambino di Piaget costruisce le sue conoscenze formandosi degli schemi basati sui suoi comportamenti motori con gli oggetti; poiché la percezione produce delle immagini statiche, deve essere rettificata dalla conoscenza operatoria. Secondo la Gibson, lo stimolo costituisce già una ricca fonte di informazioni, che specifica con quali oggetti, eventi o superfici abbiamo a che fare. Dal punto di vista dello sviluppo, allora, il problema è capire in che modo il bambino...
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

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