Giornalismo
Contents
Giornalismo.............................................................................................................. 1
DE AMICIS................................................................................................................. 3
BECCARIA................................................................................................................. 3
GATTA....................................................................................................................... 3
ECO.......................................................................................................................... 4
BARTEZZAGHI........................................................................................................... 5
GATTA 2.................................................................................................................... 6
BONOMI.................................................................................................................... 6
(15) BENEDETTO CROCE........................................................................................ 10
(16) CLAUDIO MARABINI......................................................................................... 10
(17) CALVINO.......................................................................................................... 11
(18) BALDINI........................................................................................................... 11
(20) MONELLI.......................................................................................................... 12
BUZZATI................................................................................................................. 14
EUGENIO MONTALE................................................................................................ 33
SPORT..................................................................................................................... 42
Dove siamo arrivati oggi?
La % di lettori è diminuita drasticamente, in 10 anni del 15%. Tra il 2016 e il 2017 però
inversione di tendenza perché da un 40,5% siamo passati a un 41%. Chi forma questo
41%? Età maggiore di 6 anni
che abbia letto un libro non per ragioni di lavoro o studio nell’ultimo anno.
I quotidiani sono sulla stessa % dei libri. È una quota che si riduce costantemente e il
pubblico si sposta dal cartaceo al digitale.
Dove sono questi lettori?
Su internet, 88% della popolazione. Trascorre sul web quasi 6 ore al giorno, 1/3 sui
social media, mezzi puramente visivi. Il 59% di italiani ha un profilo su un social
media, statistica viziata dal fatto che youtube è annoverato tra i social media.
La popolazione femminile mostra una maggiore inclinazione alla lettura già a partire
dai 6 anni: complessivamente il 47,1% delle donne, contro il 34,5% dei uomini, ha
letto almeno un libro nel corso dell’anno. La quota più alta di lettori si riscontra tra i
ragazzi di 11-14 anni. Il 12,7% è un lettore “forte”, ossia legge almeno un libro al
mese. Tra i lettori «forti» anche le persone da 55 anni in su, che mostrano le
percentuali maggiori: 16,5% tra i 55 e i 64 anni e 17,4% tra gli over65. Persistono
ampi divari territoriali: legge meno di una persona su tre nelle regioni del Sud (28,3%),
quasi una su due in quelle del Nord-est (49,0%). L’abitudine alla lettura si acquisisce in
famiglia. Tra i ragazzi di 11-14 anni legge l’80% di chi ha madre e padre lettori e solo il
39,8% di coloro che hanno entrambi i genitori non lettori.
[Type here] [Type here] paola arrigoni
Ranking siti Italia
Il primo sito per categorie notizie è Repubblica, prima ci sono altri 8 siti ma non sono
testate. Una media di visita di 8 minuti a lettore, che consulta 8 pagine. Guarda
dispensa. L’80% del tempo è dedicato alla lettura della parte alta. Lo stile deve andare
sempre di più verso la brevità, per rendere il più efficace possibile la comunicazione.
Maggiore sarà la capacità di essere comunicativi in poche righe, maggiore sarà la
riuscita del testo.
(dati Audiweb-Similarweb)
9° Repubblica.it (primo per categoria notizie)
traffico/mese 120 mln
tempo/visita 8 minuti
pagine/visita 4
[tempo medio visita/pagina 2 minuti]
88% usa internet ogni giorno e trascorre 6 ore connesso di cui un terzo sui
social media
59% degli italiani è su social media
Domande
Qual è il valore degli scritti di giornale per i loro autori e quale valore dà il lettore?
Il prodotto è destinato a avere scadenza brevissima? Spazio aggiornamento di un sito/
spazio di una giornata, settimana.
C’è possibilità di last somehow?
Può rimanere più di quanto non rimanga il fatto che lo ha generato e quindi la causa
della sua nascita?
Giornalista=scrittore?
I fatti possono diventare storia grazie agli scritti di coloro che li hanno raccontati?
La multimedialità, in veloce sviluppo con la crescente presenza di video e audio, sta
modificando in modo radicale le modalità di fruizione, verso una lettura sempre più
frammentata e interrotta. […] Fondamentale per la lettura è soprattutto la parte alta, sulla
quale si concentra l’80% del tempo di lettura.
(I.BONOMI, L’italiano giornalisti dalla carta al web: costanti e novità)
La maggior parte dei lettori proviene da Facebook. Il click-bating è un fenomeno molto
diffuso.
PER UNA DEFINIZIONE DI GIORNALESE – tuttora in corso
Giornalese: definizione negativa della lingua del giornalismo. Difficoltà di definizione.
Si ha quando nei giornali vi è la presente un uso banale e poco corretto della lingua
italiana. È dunque una scrittura che viene meno ai criteri di chiarezza, e dunque viene
meno alla comunicazione.
[Type here] [Type here] paola arrigoni
DE AMICIS
(5) 1877: Stampa post unitaria, De Amicis, giornalista e scrittore, rilevò delle
caratteristiche del linguaggio giornalistico in ‘LA LINGUA DEI GIORNALI’. In quel
periodo, la maggior parte degli italiani era ignorante. Il compito dello scrivere era
dunque riservato a giuristi e letterati
1. Non si faceva alcuna distinzione fra linguaggio poetico e familiare, una lingua non
capace di trovare un equilibrio tra queste due spinte.
2. L’obiettivo consisteva nell’avvicinarsi al pubblico analfabeta attingendo a un
vocabolario locale, al dialetto.
3. Sintassi dei giornalisti: spezzettato, asmatico e ridicolissimo.
BECCARIA
(6) Uno dei mezzi che, a partire dall'Ottocento, più hanno contribuito a che l'italiano si
diffondesse tra borghesia e ceti medi, è stato certamente il giornale. Ha avuto una funzione
mediatrice e unificante. Ha offerto esempi di italiano diverso da quello letterario, che era
adatto soprattutto a valorizzare i registri gravi e solenni. Il giornale ha spinto gli italiani verso
forme più semplici, disinvolte e colloquiali. Caratteristica rilevante del linguaggio del giornale è
appunto il collocarsi a metà strada, bilanciando le due opposte tendenze della lingua, in
equilibrio tra le pressioni innovative del parlato e le pressioni tradizionalistiche dello scritto. La
scelta di un registro di media formalità ha permesso di mettere in contatto due livelli che per
tradizione erano stati per secoli molto distanti, con scarso travaso. (G.L. BECCARIA, Per difesa
e per amore. La lingua italiana oggi)
Secondo Beccaria occorre un nuovo modo di scrivere che tenga conto delle differenze
culturali e geografiche. Beccaria analizza le funzioni che ha avuto il giornale, sia +ve
che -ve. (guarda parte sottolineata)
GATTA
(7) La scrittura giornalistica tende ad avvicinarsi al parlato, subendone la pressione nelle
strutture sintattiche e testuali; attinge a piene mani ai lessici specialistici e, nello stesso tempo,
si serve di espressioni colloquiali; tende inoltre a cristallizzarsi in stereotipi, ma al tempo stesso
è ricca di usi creativi. Per questa eterogeneità, o per questo mimetismo, alcuni studiosi
sollevano il dubbio che si possa parlare di linguaggio giornalistico, inteso come uso speciale
della lingua; tuttavia, viene coniata l’espressione giornalese, ad indicare in negativo una
scrittura che oscillando fra enfasi e gergo giornalistico, viene meno ai suoi doveri di chiarezza e
quindi di informazione nei confronti del lettore. (F. GATTA, Giornalismo)
Gatta esamina le principali caratteristiche della scrittura giornalistica, ovvero (esempi
sottolineati e guarda punti sotto). Da qui riflette sulla parola giornalese: espressione
che hanno coniato gli studiosi. È impossibile definire una lingua dei giornali in quanto
le caratteristiche possono essere contrastanti. Ma sicuramente il termine giornalese è
importante perché indica un uso negativo della lingua, in quanto esagerazione di tutte
le caratteristiche precedenti.
1. Parlato Stampa generalista
2. Trovare un equilibrio tra le pressioni del parlato e le pressioni tradizionalistiche
dello scritto.
3. Stereotipi perché pronti all’uso a causa della necessità di rapidità
4. Uso speciale della lingua ovvero un uso applicato al mondo dei giornali
5. Uso creativo: i giornali sono i primi mezzi che da una parte creano neologismi
e dall’altra sono il primo luogo scritto in cui le parole si depositano. Il giornale
rappresenta la prima vera attestazione scritta dove si depositano questi nuovi
usi della lingua italiana, per poi depositarsi lentamente nei dizionari. Un uso
[Type here] [Type here] paola arrigoni
creativo è quindi attento all’originalità e alle parole provenienti dall’estero.
Spesso però si eccede e la lingua perde di profondità. È importante quindi
“salvare” alcune parole che sono uscite dal lessico comune.
NEOLOGISMI 2019 ciaone, caregiver, clickbait, edamame, gialloverde, hi-tech,
invalsi, midterm, remuntada, [Zingarelli 2020] NEOLOGISMI 2018 to instagram
[Merriam-Webster]
PAROLE DA SALVARE: dedizione, alchimia, bizzarro, intrepido, nababbo,
ruspante, salamelecco
ECO
(8) Dove il giornale italiano appare più “incomunicabile” è però nell’uso indiscriminato dei
“gerghi specializzati”. Naturalmente è ovvio che parlando di un fatto calcistico si usino termini
che sono noti ai soli appassionati di calcio, come “catenaccio” o “zona cesarini”. Ed è anche
ammissibile che parlando di una riforma del codice si usi un gergo giuridico. In molti di questi
casi il titolo del pezzo serve istantaneamente a selezionare il proprio pubblico e nello stesso
tempo fornisce delle indicazioni di codice, funge cioè da dizionario. (U. ECO, Guida
all’interpretazione del linguaggio giornalistico)
1. Gerghi specializzati rischio di tagliare fuori una parte del pubblico. Se usato
in maniera efficace può essere un bene però deve avvenire la comunicazione. A
seconda dell’argomento bisogna adeguare il proprio linguaggio e dizionario.
2. Fin dal titolo, la lingua utilizzata dirige il lettore a capire se la testata gli
interessa e se è simile al proprio gusto. Umberto Eco, nella sua guida
all’interpretazione del testo giornalistico, lascia infatti intendere che è possibile
selezionare il tipo di pubblico già attraverso il titolo.
Fi nei titoli di gossip è spesso presente il click-bate per attirare maggiormente
l’attenzione del lettore. Le notizie lanciate sui social sono invece caratterizzate
da un supporto visivo (immagine o video), il quale è lasciato all’interpretazione
del lettore.
Se invece ci si rivolge ad un pubblico che è familiare alla notizia (es. quello della
Gazzetta dello sport) spesso nei titoli possono anche essere presenti
soprannomi.
Titolo Gazza: Zero titulimodo di dire di Mou, grande familiarità con il lettore.
[Type here] [Type here] paola arrigoni
Titolo del Sole: molto tecnico, usi della lingua che appartiene a un codice diretto
con chi scrive e chi legge, si dà per scontato che il lettore conosca l’argomento.
Titolo Il Giornale: si crea familiarità, consuetudine con il lettore.
BARTEZZAGHI
(9) Il tormentone è una petite phrase (piccola frase) che si fa riconoscere (spicca) nel grande
magma polifonico della chiacchera nazionale. modo linguistico del linguaggio colloquiale. -
La madre di tutte le X. più grande di - Tormentone d’autore. Copywright Saddam Hussein. È
la
una sorta di superlativo assoluto, di ascendenze solamente arcaiche; molto curioso perché, se
l’interpretazione fosse corretta, la battaglia più grande di tutte sarebbe una madre che nel
tempo succede a (e non precede) tutte le sue figlie significato rovesciato - Subito adottato
dalla stampa in riferimento a derby (“La madre di tutte le partite”), malversazioni (“La madre di
tutte le tangenti”), eccetera, il cliché husseiniano, in generale, prepara occasioni che si
vogliono epocali; componente del dover lottare (S. BARTEZZAGHI, Non se ne può più. Il
libro dei tormentoni)
E’ un giornalista enigmista amante dei giochi di parole, che tiene una rubrica ‘Lessico
e nuvole’. Parla di cliché e tormentoni che derivano dal giornalismo. Il tormentone è
più sensibile all’orecchio che all’occhio. Piccolo granello di lingua che riesce ad
emergere e che mette direttamente in comunicazione. L’utilizzo delle formule varia a
seconda dell’occasione in cui bisogna pubblicare gli articoli. In questo modo l’italiano
si impoverisce, perché si riciclano le espressioni e non se ne coniano di nuove.
Vi sono vari esempi
Intento emotivo: “il povero” = vittima, “mamma coraggio”, “emergenza”,
“catastrofe”. Ciò che si contesta in questo caso è l’uso indiscriminato della
lingua.
Da ambito cine-letterario Questo… s’ha da fare, Non è un paese per…, Il
pasticciaccio brutto…, Mezzogiorno di… La grande bellezza…
Anglismi e deviazione etimo Boom, schock (preferito al francese choc) Il caso
di -gate e -poli (Water- Sexy- Iran- Ruby-…) (Tangento- valletto- calcio- moggio-
diesel-)
In particolare ↓
GATE: 1972, usato per la prima volta quando scoppia il caso del watergate,
ossia nome edifici in cui furono realizzate queste intercettazioni che portarono
allo scandalo presidenziale. Fu un’etichetta dal valore mondiale usata per
riassumere la vicenda. Ha acquisito un nuovo significato, ovvero SCANDALO, o
CORRUZIONE. es sexygate (Clinton) rubygate.
POLI: suffisso utilizzato per la prima volta negli anni ’90 quando si iniziò a
parlare di Milano come tangentopoli. Anche in questo caso, l’espressione fu
giudicata talmente efficace che venne usata per altri scandali. es calciopoli,
valletopoli, balletopoli.
Espressioni fast food: usi linguistici utilizzati senza sforzo concettuale, e
vengono solo da automatismi mentali, pensieri non approfonditi e superficiali,
derivano solo da automatismi. Fi bottino è sempre magro/ingente o celebri
locuzioni sinonimiche arma=corpo contundente, termometro= colonnina di
mercurio. Coppie sostantivo-aggettivo: operazione brillante - ottimismo cauto -
intervento delicato - bottino ingente o magro - gita fuori porta tradizionale -
crescita esponenziale - fatalità tragica
[Type here] [Type here] paola arrigoni
Caratteristiche del giornalese
Frettoloso Ridondante
Colloquiale Legato alla tradizione scritta
Specializzato Approssimativo
Mimetico Creativo
Lento a rinnovarsi Portatore o creatore di nuove mode
linguistiche
Riconoscibile Veloce a cogliere le novità
linguistiche
Quando le precedenti caratteristiche vengono esagerate la lingua diventa definita in
negativo. L’uso di queste caratteristiche varia soprattutto a seconda del mezzo con cui
si inviano/scrivono le notizie.
GATTA 2
(11) La scrittura giornalistica è profondamente influenzata dalle contingenze e dal mezzo, o
meglio, il mezzo determina la scrittura. Sono molti i momenti nel corso della storia della
stampa in cui questo legame trova un’evidenza particolare: è il caso, per esempio,
dell’introduzione del telegrafo (1866) e, in un secondo momento, del telefono (in Italia nel
1881). La nuova modalità di trasmissione delle notizie costrinse a semplificare la sintassi, a
cercare uno stile semplice e lineare, cioè “telegrafico”. Ai nuovi mezzi di trasmissione è legata
anche la regola delle cinque W. (F. GATTA, Giornalismo)
Occorre semplificare la sintassi. Un esempio tratto dalla storia riguarda 2 importanti
testate, Daily News e il Times. Il DN riesce infatti a battere sul tempo il Times proprio
per il suo stile asciutto e semplificato.
Quali possono essere le cause?
Essere più vicini al pubblico
Velocità (gg/oremin/sec)
Mezzo (sia di chi scrive, sia di chi legge)
BONOMI
(12) La struttura sintattica dei quotidiani online è orientata verso la brevità, la semplicità, la
spezzatura e la scarsa articolazione logico-sintattica, […] Un uso verbale specifico dei
quotidiani online è il condizionale di dissociazioneoppure l’imperfetto cronistico. Prima del
web questi 2 modi erano scomparsi. Oggi invece è un modo per tutelarsi, infatti è il modo della
non sicurezza, presa di distanza. Chi scrive può rettificare, soprattutto in fatti di cronaca -
ritornato vitale dopo il declino da alcuni decenni nel cartaceo: la velocità nel riportare le notizie
e la non totale affidabilità delle fonti a cui, com’è noto, i quotidiani online fanno ricorso (oltre
alle prevalenti notizie di agenzia, si attinge a blog o altri canali di citizen journalism) hanno
riportato in auge il modo della distanziazione, della non sicurezza, che conosce qui una
presenza davvero vistosa. (I. BONOMI, L’italiano giornalistico dalla carta al
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-
italiano per la comunicazione
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Italiano per stranieri
-
Italiano per la comunicazione (parte Giornalismo docente Letizia Rossi)
-
Italiano per la comunicazione