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Contents

SOLMI............................................................................................................................. 1

RAIMONDI....................................................................................................................... 2

LABORATORIO DEGLI SCRITTORI..................................................................................... 4

TECNICHE COMUNICATIVE DI DANTE..............................................................................7

ALLA FRONTIERA DELLA COMUNICAZIONE...................................................................10

VITTORIO SERENI.......................................................................................................... 14

Campo ospedale 1944.................................................................................................. 16

Gli amici (strumenti umani 1965)................................................................................. 17

Cartolina luinese (Un ritorno)....................................................................................... 20

Scoperta dell’odio......................................................................................................... 23

Il muro (1965)............................................................................................................... 26

Negli anni di Luino. Il canto notturno, in Gli immediati dintorni primi e secondi)..........27

La spiaggia................................................................................................................... 28

FABRIZIO DE ANDRE’.................................................................................................... 32

MONTALE...................................................................................................................... 34

- INCONTRO –................................................................................................................ 35

La primavera hitleriana................................................................................................ 38

Ho costruito una casa da giardiniere............................................................................40

Battiato......................................................................................................................... 43

RAPPORTO TRA SERENI E MONTALE..............................................................................46

..................................................................................................................................... 47

DALLA LINGUA DELLA CULTURA ALLA LINGUA DELLA COMUNICAZIONE.......................47

SOLMI

Ciò prosegue nel 1930 (solmi) � l'immagine di Andre Gide.

Come d’una persona che conosciamo per la prima volta cerchiamo d’identificare il carattere

dalla voce e dal gesto, dal lampo degli occhi e dal modo di sorridere, più che dai suoi discorsi e

confessioni, segni d’un mondo non più naturale e inconsapevole, ma voluto e costruito,

egualmente mi pare che la natura di Gide scrittore non mi si scopra che a libro chiuso, nel

colorito che si diffonde nella mia memoria a ritrovarne l’accento, nel senso d’una qualità

psicologica e morale del tutto istintiva che permane nel mio spirito allorché le figurazioni e le

idee del libro, rifatte diafane e tremanti, hanno smarrito il loro preciso contorno estetico o

logico. Come nella chimica, anche nella critica si mostra spesso efficace l’analisi dei residui.

(S. Solmi, Immagine di André Gide, «La Cultura», settembre 1930)

− Opera = persona

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− incontro con l'opera = incontro con una persona che ci ha colpito. È impresso

nella memoria.

− niente casuale � rapporto vuoto - pieno. Tutto concorre a magnetizzare.

− solo se il messaggio forte, convincente, toccante da sembrare una persona

che ci ha colpito, solo allora ci disponiamo all'ascolto. L'autore deve avere come

obiettivo il suo suscitare un incontro (FI the catcher in the rye)

− la natura profonda del messaggio si rivela a libro chiuso. Continua nel tempo a

vibrare come un eco. Ciò che resta è la sensazione, il residuo chimico, quello

che ha scatenato dentro di noi. Il messaggio ci smuove, ci scuote nel profondo

contribuisce alla formazione della nostra storia

− si crea un dialogo sommesso, intimo. Il lettore si riduce a tu per tu con

l'autore, no testimoni. Lascia spazio interrogativi, domande, “fammi sapere”. Ci

sono cose che non convincono e che ci fanno reagire � urgenza comunicativa.

− Rileggere il testo in momenti diversi � nuove reazioni. Il discorso cambia a

seconda della condizione interiore dell’uno e dell’altro.

− La scrittura si fa vita. Miracolo di vivere ciò che si legge.

Andrea Zanzotto (“il Galateo in Bosco”, 1979) la letteratura è un flusso di energia

continua, un “coro di citazioni” che dalla tradizione sono giunte alla contemporaneità:

ogni opera si nutre dell’energia delle opere passate e la trasforma. La

comunicazione non può prescindere dall’idea di tradizione, bensì deriva da essa e la

rinnova. In “Ritratti”, Zanzotto afferma che il testo poetico è frutto di una citazione,

ovvero di un modello poetico a cui si attinge, ma la poesia è anche ispirata dalla

nostra esperienza personale e presente. Si ha quindi una compresenza di energia

derivante dal passato e di un’energia nuova. La poesia deve “raspar su”, saper tirar

fuori il buono che si può dire nel presente portandosi alle spalle la tradizione che viene

rinnovata. Il poeta è mendicante, è umile, deve protendersi verso l’altro, tendere le

mani verso colui che è disposto ad ascoltare il suo messaggio.

RAIMONDI

Statuto del lettore � primo passo per comprendere la comunicazione ovvero il

rapporto tra autore e lettore.

La lettura non è mai un monologo ma un incontro privilegiato con un altro uomo”

che rivela qualcosa della sua storia più profonda e quindi con cui si ha una vera e

propria “relazione etica”, vera, basata su verità e fedeltà. In questo incontro si

istituisce un patto di fedeltà tra i due. Il patto consiste nel rivelarsi per come è.

Denudare la propria anima e metterla in gioco. Dall'altra parte c’è l’impegno di non

tradire l'intenzione comunicativa, aver costruito un messaggio secondo un

progetto, non tradire i contenuti. Rispettare l'alterità di chi scrive come una cosa

inesauribile. Nessuno ha il diritto di annetterlo e farlo coincidere con quello che vuole

lui. L'autore e il lettore sono ≠. Ognuno ha una precisa identità che si definisce come

tensione verso l'altro.

La lettura è la prova cruciale. Dice il grado di efficacia raggiunta. Il testo pone dubbi,

problemi. Pone domande esistenziali. Autore ci rivela la sua identità profonda e noi

non possiamo rimanere indifferenti a tutto ciò. La letteratura più riuscita è piena di

dubbi, no certezze � la garanzia dell’autenticità. Dubitiamo delle verità assolute.

L'uomo che vuole comunicare deve riconoscere la sua fragilità, ie il suo limite.

Questo fa parte del patto.

“E’ proprio nell’io morale…”

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Essere consapevoli che ciò che noi accogliamo è perfettibile. Può essere corretto

e migliorato. Anche il testo deve essere considerato inesauribile � potenzialmente

infinite le risorse. E un individuo è libero di scegliere in che direzione andare.

La lettura (e il far scattare la scintilla comunicativa) è un atto di coscienza, di

responsabilità. Un testo non è solo portatore di concetti astratti, ma riguarda la

dimensione umana e corporea (“volto percettibile di un testo”). Raccogliere il

messaggio e interpretarlo, la lettura compie il cerchio. Come? Proprio attraverso

dimensione concreta con ciò che è l'aspetto percettibile del testo fatto di segni che

giungono all'occhio e vengono interpretati, o i grafemi che rivelano miriadi di

percezioni. L'esperienza sensoriale molto importante. Attraverso queste percezioni

comprendiamo il nocciolo interno

Nell’io morale non si è sicuri della corretta interpretazione. È proprio dalla disposizione

di umiltà, dall’ accettare il proprio errore e dal porsi il dubbio che nasce l’energia

comunicativa del testo.

lettore idoneo

Il è quello che si accorge di essere protagonista e quindi di

rappresentare l’autore, deve essere proteso all’alterità, alla differenza dell’altro per

essere garante del rinnovarsi di un’opera nel tempo. Il lettore con la propria energia

vitale rende nuova l’opera con un “atto d’amore” perché è diverso da coloro che

l’hanno letta prima di lui e perché appartiene alla contemporaneità.

Secondo Novalis «il vero lettore deve essere autore ampliato». Lo scrittore

rappresenta l’origine/il passato dell’opera, mentre i lettori rappresentano il

futuro/il progetto dell’opera che diventa comunicativa in senso universale. Senza i

lettori l’opera non ha possibilità di sopravvivere, per questo l’autore deve essere

umile. Il lettore contribuisce a dare significati, perfezionare il messaggio.

Qual è il compito? Essere anello tra origine del messaggio (autore) - del passato

dell’opera & la collettività in una dimensione sociale. Si proietta in un network

complesso, del collettivo. Il testo non nasce a caso ma ha caratteristiche che ne fanno

un’entità. Il lettore è garanzia di questa congiunzione tra passato (autore) e

futuro (collettività), traducendo nel presente. Il testo, grazie alla componente

potenziale, svela dimensioni sconosciute e imprevedibili thru le novità che

caratterizzano il presente del lettore. Ciascun individuo pone sollecitazioni e forme

nuove che il testo rivela � potenziale.

Ogni storia individuale è intersecata con una rete di relazioni. Nessuno si pone

verso il testo in modo totalmente individuale. Anche per l'autore vale la stessa cosa.

Per esplorare nella sua totalità ci occorrono documenti, strumenti che rivelano

l'identità dell'autore. Come carteggi = dialoghi con altri che hanno avuto un ruolo

importante.

autore idoneo

L’ deve saper riunire in sé una componente razionale (pazienza) e

una componente emotiva (passione): “anche l’esperienza letteraria ha infatti una

sua interna scientificità. Non per nulla, un buon lettore è una combinazione tra il

temperamento artistico e quello scientifico”.

“progetto di colloquio:..”

L'autore non prescinde dal flusso di esperienza, che varia minuto per minuto.

L'autore è dentro questo flusso e nel mentre progetta un colloquio, dialogo per

destinatari potenziali. Veicola le sue esperienze a chi raccoglie il testo. Vogliono

comunicare, raccontare quello che viviamo. L'autore lo porta alle estreme

conseguenze, anche perché spesso top sensibilità, raccoglie ciò che gli altri non

[Type here] [Type here] paola arrigoni

vedono, perché ha maggiore “pazienza meditativa”, si sofferma anche sulle cose

che sfuggono agli altri.

Il testo nasce per la comunicazione. Senza di ciò non si potrebbe pensare a un

testo. La lettura è determinata dalla dimensione comunicativa. Tutto è giocato sulla

spinta dell’energia comunicativa. Ogni solitudine è popolata da voci e ombre, ognuno

si porta dentro la sua forma di tradizione. Il libro non in forma soltanto ma i testi vanno

ben oltre.

Il testo è un organismo vivente che nasce, cresce, si riproduce, proprio come gli

organismi. Il testo si accresce nel tempo e nella contemporaneità attraverso gli

incontri con i vari lettori, vivendo nuove possibilità di interpretazione. Proprio

come l’uomo il testo ha un’inesauribile energia comunicativa.

Non può essere pensato come accozzaglia ma si pone obiettivi. Si percorre il testo

come un pellegrino. ≠ tra chi entra relazione come turista (suggestioni occasionali).

Il turista raccoglie un po’ a caso invece il pellegrino vuole ritrovare sé stesso e dare un

senso alla propria dimensione. Indaga il caos sentendosene responsabile. Si accorge di

avere un ruolo dentro quel caos. FI Dante vuole capire quale può essere la sua strada

anche nello smarrimento. Dante = Pellegrino. Va alla ricerca di sé dentro alle

incognite del viaggio del testo. Tanto più riesce a comunicare tanto più ha una

dimensione di imprevedibilità, che è quello che tiene il lettore. A questo si lega la

suspense e l'immedesimazione che ci porta a rimanere desti.

ogni opera coinvolge aspetto morale...”

Nell'atto del compimento è profondamente coinvolto l'uomo nel suo agire e essere.

La relazione interindividuale coinvolge la sfera etica. Da una parte patto reciproca

onestà, passa per la volontà autore di dire quello che per lui è la verità + lettore che

non deve misconoscere stravolgere quello che l'autore voleva dire.

“sul comportamento dell'uomo …” il messaggio riguarda l’uomo e è di natura

letteraria, scrittura che riguarda l'uomo perché vive della dimensione della

comunicazione onesta. Aggiungono qualcosa al dibattito sul mistero dell’uomo.

FI Elliot e Dante. Si accorge che il messaggio di Dante resiste nel tempo, dura.

Osserva che Dante mirava non a un senso religioso ma poetico. “Mirava a

comunicare prima ancora di farsi capire” � prerogativa di muovere - scuotere -

suscitare interesse anche prima di comprendere. Elliot può dirlo perché lui non

conosceva bene l'italiano quando legge la Commedia, ma rimane affascinato delle

rime in terzine incatenate. L'opera suscita emozione poetica al di là della situazione

storica, politica. La Commedia un catalogo di tutti gli stati d'animo possibili,

angoscia malinconia riso della beatitudine. Dal fango alle stelle � tutte le esperienze

possibili.

Da qui nascono tutti quei poeti che descrivono le loro vie, strade come schegge

frammenti di un inferno. È qui che si è dato al rinnovamento di un messaggio di secoli

prima. Attualizzazione sempre rispettosa.

LABORATORIO DEGLI SCRITTORI

La lettura in questo modo esperienza di comunicazione. Ciò che possiamo capire

va ricercato nella composizione del testo, cercare il processo attraverso il quale lo

strumento linguistico va a tradurre il testo.

Questo lo si riscontra indagando il laboratorio degli scrittori, ie come nasce un

testo. Per imparare a scrivere bisogna vedere come hanno scritto gli altri.

[Type here] [Type here] paola arrigoni

Attraverso correzioni e aggiustamenti: dalla vita al mezzo espressivo. Perché tante

correzioni?

Tanto + un testo sembra perfetto e scorrevole tanto più è frutto di un lavoro e di una

fatica. Questo lo dice Calvino “nella scrittura che esistono tempi di mercurio e

tempo di vulcano”, ie rapidità & step by step.

Il processo di scrittura è paragonabile al lavoro di un fabbro. La scrittura assume una

dimensione di materialità e concretezza, è dentro la vita e dentro il quotidiano.

Qual è l'obiettivo di tanta fatica? Produrre un testo che aderisca ai modi interiori, alle

relazioni da condividere, agli interrogativi irrisolti che l'autore vuole mettere in

campo. Ciò è realizzato con vari tentativi. Questi vengono messi alla prova dalla

lettura.

Quando i due si toccano attraverso lo scambio del massaggio, chi riceve il

messaggio fa somma due identità e le raduna in una. Identità del lettore è

percepita come tensione verso le differenze e l'alterità. È la garanzia di una

convivenza tra persone e culture diverse. Approfondendo l'identità di una civiltà e di

chi la compone possiamo accoglierle. La comunicazione è la garanzia della pace.

L'uomo si distingue dalle bestie perché può trattare (Cicerone).

Il primo a rendersi conto che la lettura è un incontro è Dante, che trova nella lettura

dell’Eneide le risposte ai suoi interrogativi, da uomo a uomo. Si è sentito vicino all’autore,

infatti nella Commedia rappresenta l’incontro con Virgilio. La lettura consente di andare oltre

(razza, religione…) in nome di una comune umanità, infatti Virgilio era pagano.

Due spinte comunicative che portano Dante a scrivere la Commedia:

-Una spinta deriva da una condizione particolare della sua vita, dal suo essere uno sradicato

in cerca di se stesso/identità/linguaggio: esilio→ sradicamento dagli affetti, dalla vita

civile e cittadina, dal patrimonio, viene denudato da tutte le certezze, si sente sconfitto su

tutti i fronti. Consacra il volgare utilizzando il latino nel De Vulgari Eloquentia. Volgare deve

essere una lingua che possa essere parlata non solo per strada anche in ambiti colti ed

elevati, lingua cardinale (cardine della comunicazione), lingua curiale (utilizzata nell’ambito di

potere).

-L’altra spinta è la tradizione, l’ancoramento al passato: letture che lo avevano affascinato,

confortato. Dante vede attraverso l’opera di Virgilio quella spinta immane per intraprendere

il cammino della scrittura della Commedia, monumento della letteratura cristiana. La cultura

cristiana non può prescindere secondo Dante da quella latina.

Forza originaria che fa scaturire la narrazione è quindi l’incontro con Virgilio. Dante

concepisce la scrittura come il frutto di un incontro con una tradizione antica/elevata,

concepita come l’origine del proprio pensiero. Avverte nella lettura di Virgilio una

ricchezza di risposte agli interrogativi umani. È il primo nella tradizione italiana che parla di

lettura come uno scambio, un dialogo,

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher paola2330 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Italiano per la comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof D'Alessandro Francesca.
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