ITALIANO PER LA COMUNICAZIONE
LA SCRITTURA PROFESSIONALE:
La scrittura professionale è una scrittura completamente diversa dalla scrittura
creativa, ha caratteristiche proprie, si trova in ambito lavorativo ed è legata al
fattore tempo. La scrittura professionale può essere prodotta dal singolo
professionista o in team e contiene varie tipologie testuali.
Esistono 3 passi progressivi fondamentali per stendere un testo:
1. Progettazione
2. Elaborazione
3. Revisione
Progettazione
Scelta del tono e del registro appropriati. Il tono è l’effetto che vogliamo produrre sul
nostro destinatario. Possiamo informare il destinatario, con un tono denotativo
(scrittura oggettiva e neutra) oppure possiamo colpirlo, con un tono connotativo
(prosa soggettiva e brillante). Un esempio dell’ultimo caso è quello del cercare di
convincere una persona a compiere un azione.
Tono denotativo:
Lessico: semplice e chiaro, significato univoco
Sintassi: semplice e lineare
Punteggiatura: poco marcata
Tono connotativo:
Lessico: brillante, vocaboli alterati, figure retoriche di significato
(iperboli,metafore, similitudini), espressione del parlato
Sintassi: uso di artifici retorici (iperbato, antitesi, chiasmo)
Punteggiatura: marcata
Registro: dipende dal contesto della comunicazione:
Formale: distanza con il destinatario (es. email ad un superiore)
Lessico: astratto e difficile
o Sintassi: enunciati articolati e ampio uso di ipotassi (subordinate)
o
Informale: rapporto più vicino con il destinatario (es. email ad un collega)
Lessico: comune e vicino all’uso colloquiale
o Sintassi: enunciati brevi e ampio uso di paratassi
o
Tono e registro, come scegliere:
Qual è il mio fine? Attirare? Comunicare?
Che tipo di testo devo produrre?
Chi è il committente? (emittente #autore testo)
Chi è il destinatario? Eterogeneo? Settoriale?
Elaborazione
Lettura attenta del “raw material” (le fonti), isolando i contenuti da riutilizzare,
quelli che sembrano utili. Non tutto serve.
Preparazione di una scaletta (informazioni in ordine gerarchico)
Creazione originale dei contenuti (No taglia-incolla!). Non basta prendere pezzi
del materiale grezzo.
Sistemazione dei contenuti (in sequenze logiche e monotematiche, no
frammentazione)
Revisione
Un testo buono ma con refusi è un’enorme perdita d’immagine. Per eliminare gli errori:
Controllo ortografico/grammaticale dei programmi informatici di scrittura
Rilettura paziente e non logica del testo
Rileggere a voce alta
o Lettura non logica (es. iniziando dalla fine, leggere parole isolate)
o
Correttore di bozze
Caratteristiche dei testi di prosa professionale:
- Tono che dipende dall’effetto che si vuole produrre sul destinatario. Dipende anche
da chi è l'emittente, il destinatario e la finalità.
- Se si vuole solo informare si usa un tono denotativo, oggettivo e molto neutro. Il
testo deve essere chiaro, univoco con una sintassi semplice. No interrogative
dirette, puntini di sospensione e punti interrogativi. Scopo informativo.
- Se si vuol colpire il destinatario si usa un tono connotativo, il lessico deve essere
brillante, si possono usare vocaboli alterati, iperboli, metafore, similitudini,
espressioni più tipiche del parlato. La sintassi è più articolata. Si può alterare
l’ordine sintattico delle parole inserendo chiasmi, iperbati. La punteggiatura può
essere marcata.
I termini stranieri vanno messi in corsivo.
IMPOSTAZIONE GRAFICA
L’efficacia di un testo dipende anche da una corretta impostazione grafica, che
garantisce al documento:
Leggibilità
Font: da mantenere; corpo 9/14; stile: tondo, grassetto, corsivo (arial o
o times)
Formattazione pagina: interlinea 1,5; allineamento (giustificato, a
o bandiera, centrato)
Facile reperimento di informazioni
Organizzare il testo in capoversi (blocchi) omogenei e distinti (da
titolazioni, numerazione, grassetto, corpo del carattere). Per ogni
capoverso si deve trattare un argomento.
Le modalità per segnalare un capoverso sono:
Salto di una riga
Rientro di testo
Si possono inserire anche liste puntate (non nella lettere) che devono
essere omogenee di contenuto sul piano lessicale e sintattico.
LA LETTERA E L’EMAIL IN AMBITO PROFESSIONALE
1. Analizzare la vicinanza che si ha con il destinatario (scegliere modalità)
2. Scegliere la modalità con cui riferirsi al destinatario (tu, Lei/Voi sempre in
maiuscolo), da mantenere sempre
3. Prediligere un registro mediamente formale e un tono neutro
Analogie:
Sono entrambi brevi testi informativi con circolazione privata o pubblica; hanno in
comune molti elementi, ma l’email:
Permette invio/ricezione in tempi rapidi
È scritta e letta rapidamente (ma va rivista, ha valore legale)
È più sintetica (conseguenze sulla sintassi)
Prevede l’invio di numerosi allegati
Componenti strutturali di Lettera ed Email:
Lettera
Indirizzo del destinatario, in alto a sinistra
Riga bianca
Luogo e data in alto a destra
Riga bianca
Oggetto
Riga bianca
Formula di saluto e il seguente testo
In basso, formula di saluti con punto
Firma, a destra
Riga bianca
Indirizzo del mittente, in basso a sinistra
Email Indirizzo destinatario
Giorno data e orario
Indirizzo del mittente
Servizio copia per conoscenza
Oggetto (Non opzionale, obbligatorio)
Formula di saluto
Riga bianca
Corpo del testo
In basso, formula di saluti con punto
Firma, in basso a sinistra
Riga bianca
Indirizzo del mittente
Indirizzo del destinatario:
- Prima riga: Nome e cognome
- Seconda riga: Indirizzo e numero civico
- Terza riga: Cap e città
Se è un’azienda:
- Prima riga: ‘Spettabile’
- Seconda riga: Ufficio destinatario
- Terza riga: C.A. cortese attenzione – A chi di competenza
- Quarta riga: Indirizzo
- Quinta riga: Città e cap
Luogo e data:
Informazioni importanti perché contestualizzano la lettera (di essa rimane la traccia,
utile ad archivio, ufficialità, rispetto delle scadenze). Sono posizionati in alto a destra.
Oggetto:
Parola oggetto sempre seguita da una riga. Deve essere marcato (sottolineato,
grassetto). Nella lettera è opzionale mentre nell’email è obbligatorio.
Formula di attacco:
Sempre preceduto da una forma di cortesia,seguito da titolo di studio o Sig. Cognome
del destinatario. Nella lettera ‘Gentile’ e ‘Dottore’ devono essere scritti per esteso
mentre nell’email possono essere abbreviati.
Corpo del testo:
Centrare gli argomenti in brevi capoversi. L’informazione più importante deve essere
contenuta nel primo capoverso. Nella lettera la prima riga deve “rientrare” fino a
superare la riga superiore dedicata alla formula di attacco.
Formula di chiusura:
Formule standard da scegliere in base alla finalità del testo:
RingraziandoLa per la cortese attenzione, Le porgo i miei migliori saluti
In attesa di un Suo gentile riscontro, porgo distinti saluti
Rinnoviamo le nostre scuse per il disagio da Lei subito. Distinti saluti.
Firma:
Nella lettera la firma deve essere posizionata a destra, nell'email a sinistra. Nella
lettera la firma va scritta sia a computer che firmata a mano, inoltre sotto la firma
deve essere presente il ruolo svolto di chi ha firmato. Dopo i saluti mettere la virgola e
non il punto.
Indirizzo del mittente:
- Prima riga: Nome e cognome
- Seconda riga: Azienda per cui lavora
- Terza riga: Indirizzo e numero civico
- Quarta riga: Cap e città
- Quinta riga: Telefono e altri contatti (email, fax..)
O il tu o il Lei anche in enclisi (rivorgerLe) . Al 90% registro mediamente formale. Non
tono troppo connotato.
Elementi obbligatori: è un Ping pong, da destra a sinistra. In alto a sinistra indirizzo del
destinatario.
Gent. Dott. Luca Bianchi
Via Tonino, 11
20025 Legnano MI
……………………………………..
Azienda
Spett. Epsom
Ufficio Risorse Umano (settore, ufficio)
c.a. (Cortese attenzione) Dott.ssa Maria Verdi / a chi di competenza
Via Limo, 27
20025 Legnano MI Luogo e data
Milano 15 dicembre 2012
Milano, 15/2/2012
Milano, 15/XII/2015
Milano, li 15 dicembre 2012
OGGETTO: Proposta nuovo abbonamento Sky HD
Gentile Dottor Bianchi, .....................
Dopo posso scegliere se mettere un rientro o uno spazio.
Dico subito la proposta, le informazioni più importanti da dire, così vengono lette.
“RingraziandoLa per la cortese attenzione, le porgo i miei migliori saluti.”
“Rimanendo in attesa di una sua risposta.” Firma
Elisa Verdi
(Direzione Marketing)
Elisa Verdi
Direzione Marketing Sky Italia
Tel.: 02-28377328
e-mail: elisaverdi@hotmail.it
Indirizzo
La scansione in blocchi del testo crea equilibrio tra testo e spazi vuoti. È di più facile
comprensione e il titolo di ogni paragrafo ci dà già informazioni riguardo al contenuto
dello stesso.
Le parole segnalate in grassetto sono marcatori grafici che hanno la funzione di
evidenziare le parole per capirne il percorso di lettura.
L’impaginazione del testo è uno degli elementi di efficacia del testo.
Norme di spaziatura Va inserito uno spazio bianco:
Dopo i segni di punteggiatura, non prima
Prima della parentesi (mai all’interno)
Mai con il trattino breve (-), che unisce numeri o parole (es. cinque-seicentesco)
Prima e dopo il trattino lungo (es. Mario – che era nato a Roma – viveva a
Napoli)
Prima delle virgolette (es. “ciao”, disse Antonio)
PROSA DIVULGATIVA
La prosa divulgativa ha l’obiettivo di persuadere e divulgare contenuti, comportamenti
corretti (campagna anti-fumo) e/o informazioni. Ha uno scopo pubblicitario e uno
scopo di utilità sociale.
Divulgare non è una cosa semplice per diversi fattori:
I testi non sempre sono indirizzati a specialisti, a volte sono appunto indirizzati a
non specialisti, i quali spesso non sono interessati all’argomento
Il pubblico può essere eterogeneo, pubblico vario e privo di specializzazione
indirizzato sia a 18enni che ai 90enni
Il pubblico può essere definito e bisogna conoscerlo bene per fargli capire la
nostra scrittura
Il testo deve essere sempre focalizzato sul lettore. Bisogna mettersi nei panni del
lettore per essere efficaci, dobbiamo leggere e scrivere secondo il suo punto di vista.
Deve stimolare l’interesse perché questo testo venga letto. Dobbiamo essere semplici
senza banalizzare, cosi da permettere una veloce acquisizione
La prosa divulgativa può:
Informare avvicina a tematiche importanti, veicola informazioni poco diffuse
Promuovere
Strategie per attirare l’attenzione del destinatario:
Conoscere bene il target di riferimento, sia questo eterogeneo o omogeneo.
Selezionare i contenuti che possano interessare vagamente a tutti. Selezionarli
con più precisione se si parla con specialisti. Riordino i contenuti secondo il
target.
Costruire il testo ponendo delle domande. Ha numerosi vantaggi: l’autore
riordina i contenuti fondamentali e non dimentica nulla, anticipa le domande e
le richieste del lettore ponendosi in modo più accattivante. La forma
interrogativa avvicina lettore e autore.
Costruire dei decaloghi (lista di 10 elementi che sinteticamente danno
informazioni) dieci norme del contenuto che formano il testo. Il vantaggio del
decalogo è quello di dare molte informazioni in maniera sintetica.
Interessare il lettore partendo anche da possibili vantaggi personali è un’esca
per catturare l’attenzione
Il buon divulgatore deve:
Far passare i concetti essenziali dell’argomento, il testo deve essere snello
(l’autore non deve scrivere tutto ciò che sa sull’argomento anche perché ne è
esperto)
Il lessico deve essere semplice (non banale o superficiale), bisogna cercare e
selezionare termini più diffusi e chiari ma specificatamente adeguati. (non
utilizzare ‘vario’ o ‘tipo’)
La sintassi deve essere lineare, poca subordinazione ma molto coordinata e
articolata. Non superare il secondo grado di subordinazione (Trucco la frase
non deve superare le tre righe)
I testi della prosa divulgativa sono testi brevi, testi smart, rapidi, veloci, snelli
con contenuti essenziali. È utile fare la scaletta prima di scrivere .
Dépliant:
Il dépliant si usa per pubblicità e divulgazione con ricaduta sociale (pubblica utilità,
prevenire comportamenti a rischio incentivare comportamenti responsabili).
Il dépliant è il più utilizzato tra gli strumenti della prosa divulgativa. Esso è un
semplice foglio, ha un testo breve, snello ed estremamente volatile, prevede la
presenza di immagini e colore e può avere più canali di distribuzione.
Questo è caratterizzato da pagine con ruoli differenti. Struttura:
Lato recto
(facciata PAGINA 4 RETROCOPERTINA COPERTINA
anteriore)
Lato verso PAGINA 1 PAGINA 2 PAGINA 3
(facciata
posteriore)
Copertina: La copertina ha un ruolo fondamentale, deve catturare l'attenzione, è la
prima cosa che verrà letta. Si deve evitare di cestinare il dépliant stesso. Bisogna
dare informazioni, ci stiamo già presentando.
È una sorta di biglietto da visita del nostro lavoro
Deve interessare, per spingere a leggere il depliant
Può agire su due canali:
- Neutro, solo informativo. Si muove sulla componente razionale del lettore.
Copertina neutra.
- Colpire il lettore agendo sulla sfera emotiva. Gioco più sul colore, immagine.
Cosa c’è in copertina:
- Logo ed ente di chi produce (nome completo).
- Titolo d'effetto o slogan.
- Potrebbero esserci indicazioni di luogo e data quando il dépliant è per eventi.
- Ci sono anche immagini. Dipende dal tipo di dépliant però.
- Colore. Se il dépliant essenziale per oggetto e tipo di comunicazione va bene
farlo anche in bianco e nero.
Retro copertina: La retrocopertina ha una finalità pratica molto importante. È il
luogo dove il lettore può trovare delle informazioni utili a lui. Deve essere
estremamente precisa. Essa fornisce ai lettori elementi pratici e permette al
destinatario di andare oltre, approfondendo il tema.
Cosa c’è in retrocopertina:
- Informazioni e contatti (nome ente, indirizzo, numero telefono, email, sito)
- Indicazioni stradali per raggiungere il luogo (mappa, collegamenti di trasposto,
uscita autostrada)
- Orari, costo ingresso
- Richiamo ente promotore già citato in copertina
- Enti patrocinanti anche con logo già citati in copertina
- Varie altre informazioni utili
Tra copertina e retrocopertina bisogna mantenere omogeneità nei layout. Sono
luoghi in cui collocare informazioni diverse ma caratterizzati da uniformità grafica.
Hanno un effetto visivo importante (senso di ordine e unitarietà del testo). Ripresa
di: colori, stile caratteri, effetti grafici, immagini di filigrana…
La pagina 4 è la più complicata da creare. È la prima pagina che osserva il lettore,
una volta aperto il dépliant. Ha una posizione forte: quasi un piccolo quadro a sé,
uno spazio da destinare a un contenuto particolare. È un testo interessante,
pertinente ma assestante, il discorso inizia e finisce lì, non può essere collegato,
deve essere completamente autonomo. Esso copre le pagine 2 e 3 e non può
essere una prosecuzione di qu
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