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Italiano - grammatica

Appunti di Italiano con analisi dei seguenti argomenti: il testo, la competenza testuale, la ricostruzione dell'unità di un testo, l'iperonimo, l'iponimo, i requisiti del testo: coesione, coerenza, intenzionalità, accettabilità, informatività, situazionalità e l'intertestualità. Vedi di più

Esame di Grammatica italiana docente Prof. G. Frenguelli

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di :monti, fiumi, laghi. Prendono di regola l’articolo i nomi di :isole grandi, regioni, stati,

continenti.

Nomi propri di persona :rifiutano l’articolo. Possono averlo quando sono usati in

senso traslato o se accompagnati da un nome o da un aggettivo.

I cognomi di donne richiedono l’articolo cosi’ come i plurali dei cognomi.

L’uso dell’articolo davanti al cognome si conserva nelle cronache giornalistiche e nel

linguaggio burocratico.

Davanti ad alcuni cognomi famosi prevale la forma senza articolo; per i personaggi

più celebri possono o no avere l’articolo.

L’articolo è sempre presente davanti agli appellativi di patria.

AGGETTIVO POSSESSIVO: l’articolo si omette davanti ai nomi di parentela preceduti

da un aggettivo possessivo che non sia LORO.

Si usa quando i nomi di parentela sono al plurale o accompagnati da attributi o dal

possessivo. Chiedono l’articolo i diminuitivi e gli affettivi. Non vogliono l’articolo gli

appellativi preceduti da vostra e sua.

OMISSIONE DELL’ARTICOLO.

L’ articolo viene omesso:

1. locuzioni avverbiali. Es in fondo, di proposito

2. espressioni che hanno valore di avverbi qualificativi. Es. con audacia

3. complementi di luogo. Es. tornare a casa

nomi che formano con il verbo una sola espressione. es. sentire freddo

4. locuzioni in cui il sostantivo integra il significato dell’altro. es carte da gioco.

5.

6. espressioni modali. Es. in pigiama

7. frasi proverbiali. Es. buon vino fa buon sangue

8. titoli o capitoli di libri. Es. grammatica italiana

9. per brevità nei linguaggi telegrafici o pubblicitari

10. si può omettere nelle preposizioni introdotte da senza. Es. girare senza (una)

meta. PREPOSIZIONI ARTICOLATE.

Quando l’articolo è preceduto dalle preposizioni di, a, da, in su, con, si unisce al

esse dando luogo alle preposizioni articolate.

L’ARTICOLO PARTITIVO

Ha la funzione di indicare una parte, una quantità indeterminata (del dello, della,

dei, degli, delle).

L’aggettivo è quella parte del discorso che serve a modificare il significato del nome

a cui si riferisce aggiungendone una qualità o una determinazione.

Può avere due funzioni:

funzione attributiva

1. , quando il collegamento tra aggettivo e nome è in

modo diretto.

funzione predicativa , quando il collegamento non avviene in maniera

2.

diretta ma per mezzo di un verbo.

Quando l’aggettivo segue un verbo si distingue in :

Funzione predicativa, quando il verbo serve da tramite per collegare l’aggettivo al

nomee predicarne una caratteristica.(l’automobile è veloce)

Funzione avverbiale, quando modifica il significato del verbo (l’automobile corre

veloce).

L’aggettivo dipende dal nome , quindi se :

Eliminato , non ha conseguenze sul significato.

Nominallizzato , non avendo il nome acquista autonomia.

AGGETTIVI QUALIFICATIVI E DETERMININATIVI

QUALIFICATIVI , si uniscono ai nomi per esprimere particolari qualità della cosa o

della persona che designano.

Es. bello, brutto, caldo, freddo, povero, ricco, ecc……….

DETERMINATIVI, aggiungono al sostantivo una determinazione che serve ad

individuarlo e specificarlo precisandone la quantità il numero, la posizione.

Es. mio, tuo, suo, quello, molto, uno, primo, ecc……

AGGETTIVI DI RELAZIONE , sono quelli che derivano dai nomi e i suffissi sono:-

ale, -ano, -ista,-istico;talvolta la derivazione può avvenire da radici diverse. Es pesce-

ittico.gli aggettivi di relazione inoltre non possono:

• anteporsi al nome.

• non possiede comparativo o superlativo

• non possono essere usati in funzione predicativa.

AGGETTIVI QUALIFICATIVI

Genere e numero.

In relazione al genere e al numero si comporta come il nome.

I classe: Maschile Sing.=O; Plur.=I

Femminile Sing. =A ;Plur.=E

II classe: Maschile /Femminile Sing.=E ;Plur.= I.

composti

Per gli aggettivi al plurale muta solo la desinenza del secondo elemento.

Inoltre, il primo elemento può trovarsi in forma abbreviata in:

• aggettivi etnici; es. africano= afro

• aggettivi che appartengono alla terminologia scientifica; es. gastrico=gastro

• aggettivi del linguaggio politico; es. socialista=social.

Restano invariabili :

• locuzioni avverbiali(dappoco, dabbene, perbene, ecc…)

• sostantivi indicanti colori in funzione aggettivale (la gonna rosso cupo)

• infinito attributivo di Avvenire

• l’aggettivo Arrosto

• aggettivi di recente formazione composti da anti +sostantivo

Accordo dell’aggettivo qualificativo .

L’aggettivo qualificativo nel genere e nel numero con il sostantivo a cui si riferisce.

Quando si riferisce a più nomi dello stesso genere viene posto al plurale.

Quando si riferisce a nomi di genere diverso viene posto al maschile plurale.

Posizione dell’aggettivo qualificativo

Può trovarsi sia prima che dopo il sostantivo.

Funzione distintiva = dopo il nome

Funzione accessoria o descrittiva = davanti al nome.

Gradi dell’aggettivo qualificativo

Con l’aggettivo qualificativo possiamo esprime oltre che la qualità il grado in cui tale

qualità è posseduta.

Positivo = esprime qualità senza misura (bello)

Comparativo = esprime qualità in base ad un confronto (più bello)

Superlativo =esprime qualità molto alta (bellissimo)

COMPARATIVO

Può essere di :

Maggioranza = facendo precedere l’aggettivo da più, mentre nel secondo termine

di paragone che o di.

Minoranza = facendo precedere l’aggettivo con meno.

Uguaglianza = introducendo nel secondo termine di paragone l’avverbio quanto

o come.

SUPERLATIVO

Relativo = esprime il grado massimo di una quantità relativamente ad un gruppo

di persone.

Assoluto = esprime il massimo grado senza relazione con altri concetti.

AGGETTIVI DETERMINATIVI O INDICATIVI

Si distinguono in :

• Possessivi (la mia casa)

• Dimostrativi (questa casa)

• Indefiniti (alcune case)

• Interrogativi (quale casa?)

• Numerali (due case).

POSSESSIVI

Indicano la persona a cui appartengono determinate cose.

• I sing (Mio; Mia; Miei;Mie)

• II sing (Tuo; Tua; Tuoi; Tue )

• III sing. (Suo; Sua; Suoi; Sue )

• I plur. (Nostro; Nostra; Nostri; Nostre)

• II plur. (Vostro ;Vostra; Vostri; Vostre )

• III plur (Loro; Loro; Loro; Loro).

Vi sono altri due aggettivi possessivi :

Proprio:può sostituire la II pers.sing./plur. Quando si riferisce al soggetto della

frase. di altri, degli

Altrui: indica un possesso indefinito e corrisponde alle espressioni

altri. USO:In genere i possessivi precedono il nome a cui si riferisce e si omette l’articolo.

DIMOSTRATIVI

L’aggettivo dimostrativo determina una persona o cosa secondo il rapporto di

vicinanza o di lontananza nello spazio, nel tempo o nel discorso.

DEITTICA

Può avere funzione quando mostra qualcosa, come se si facesse un

gesto di indicazione.

USO:

• Questo :cosa o persona vicina a chi parla.

• Codesto:cosa o persona vicina a chi ascolta

• Quello :cosa o persona lontano da chi parla e chi ascolta

• Stesso/Medesimo :identità piu o meno completa fra due elementi

• Tale : usato nel senso di questo, quello con funzione anaforica

INDEFINITI

Si uniscono al nome per esprimere un idea più o meno vaga di quantità o qualità.

Sono indefiniti:Ogni, Ciascuno, Qualunque, Nessuno, Qualche, Alcuno Certo, Poco,

Molto, Ecc..

INTERROGATIVI

Servono a domandare la Qualità , l’ Identità o la Quantità del sostantivo a cui si

riferiscono.

Sono indefiniti: Che, Quale, Quanto.

NUMERALI

Si distinguono in :

CARDINALI, così chiamati perché costituiscono il cardine della numerazionee

determinano una quantità numerica precisa.

Uso :si premettono al sostantivo

ORDINALI

, indicano l’ordine in una serie numerica, sono variabili nel genere e nel

numero e si accordano al sostantivo.Possono essere scritti in cifre romane.

Uso : si premettono al sostantivo , si possono trovare sotto forma di sostantivi.

MOLTIPLIVCATIVI : Indicano quantità due o più volte maggiore di un’altra.

FRAZIONALI :indicano una o più parti del tutto, si ottengono usando i numeri

cardinali con quelli ordinali.

DISTRIBUTIVI : Indicano il modo in cui sono distribuite cose o persone

COLLETTIVI : Indicano insieme numerico di persone o cose e sono in genere

sostantivi.

Il verbo è il centro sintattico della frase, attorno al quale si organizzano i

diversi elementi che lo compongono.

Caratteristiche del verbo

1. Il Modo: indica l’atteggiamento del parlante nei confronti dell’enunciato che

proferisce:

- certezza (modo indicativo)

- possibilità (modo congiuntivo)

- desiderio (modo condizionale) MODI FINITI determinano il tempo, la xsona e N°

- comando (modo imperativo)

MODI INDEFINITI: Infinito (amare)

Participio (che io ami)

Gerundio (amando)

2. Il Tempo indica qual è il rapporto cronologico che intercorre tra il momento in

cui si parla e il momento in cui si verifica l’azione che può essere di:

-contemporaneità: quando il fatto avviene nel momento in cui si parla (Daniele

canta) Tempo Presente

-anteriorità: quando il fatto avviene in un momento anteriore a quello in cui si

parla (Daniele cantava o cantò o ha cantato) Tempo Passato

-posteriorità: quando il fatto avviene in un momento posteriore a quello in cui si

parla (Daniele canterà) Tempo Futuro

Momento dell’enunciazione (ME): è il momento in cui si verifica l’atto di parola

Momento dell’avvenimento (MA): è il momento in cui ha avuto luogo l’evento

oggetto della parola

Momento di riferimento (MR): può essere costituito da un avverbio di tempo o da

un’altra determinazione temporale (alle cinque, l’anno scorso, quando sono uscito,..)

3. La Persona che specifica a quale individuo tra quelli coinvolti direttamente o

indirettamente nel discorso, il verbo fa riferimento:

• La prima persona designa il parlante (IO)

• La seconda persona designa l’ascoltatore (TU)

• La Terza persona designa qualsiasi altro individuo, presente o assente

(EGLI/ESSO)

4. La Transitività o Intransività:

transitivi

Si chiamano i verbi che possono avere un complemento

oggetto, però non sempre per avere senso compiuto devono possederlo (Marco

legge) intransitivi

Si chiamano i verbi che non possono avere un

complemento oggetto (l’uomo impallidì)

5. La forma Attiva o Passiva:

• forma attiva

Nella il soggetto del verbo è l’agente della frase (La

polizia insegue i ladri)

• forma passiva

Nella l’agente della frase è il complemento d’agente (I

ladri sono inseguiti dalla polizia)

6. L’Aspetto verbale è il modo in cui il parlante considera lo svolgimento dell’azione

espressa dal verbo: Aspetto perfettivo: l’azione è considerata conclusa e si ha quando il

momento dell’azione (MA) è incluso nell’intervallo rappresentato dal localizzatore

temporale. (Mario tornò a casa)

Aspetto imperfettivo o abituale: l’azione è considerata nel suo

svolgersi e il momento dell’azione non è incluso nell’intervallo rappresentato dal

localizzatore temporale (Mario tornava a casa)

Aspetto compiuto: si considera il perdurare nel presente, degli

effetti di un evento avvenuto in precedenza ( Mario è tornato a casa)

Aspetto ingressivo: prevede una focalizzazione nel momento iniziale

Aspetto progressivo: tendenza di avvicinamento progressivo alla

fine del processo che sto leggendo

Aspetto continuo: l’azione è nel corso dello svolgimento però si

avvicina sempre più alla fine della frase

Verbi Predicativi: hanno un significato compiuto e possono essere usati da soli

(piove)

Verbi Copulativi: servono a collegare il soggetto a un nome o a un aggettivo e

hanno una finzione analoga a quella del verbo essere che si chiama copula

Verbi Impersonali: quei verbi che non hanno un soggetto determinato (comincia

a nevicare)


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Italiano con analisi dei seguenti argomenti: il testo, la competenza testuale, la ricostruzione dell'unità di un testo, l'iperonimo, l'iponimo, i requisiti del testo: coesione, coerenza, intenzionalità, accettabilità, informatività, situazionalità e l'intertestualità.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione e delle formazione
SSD:
Università: Macerata - Unimc
A.A.: 2006-2007

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Grammatica italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Macerata - Unimc o del prof Frenguelli Gianluca.

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