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Italia dei giornali fotocopia - Barbano, Alessandro Appunti scolastici Premium

Questo appunto è un riassunto del libro A. Barbano, L’Italia dei giornali fotocopia: viaggio nella crisi di una professione, all'interno del quale si evidenzia la stretta correlazione esistente tra la crisi di vendita dei quotidiani e la loro omologazione culturale: quest'ultima è il frutto del rapporto tra l'identità... Vedi di più

Esame di RETORICA LINGUAGGI E STILI DEL GIORNALISMO E DELL’INFORMAZIONE docente Prof. A. Brabano

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principale. Ma com'è spiegabile il tracollo del giornalismo locale? Questi giornali hanno pagato la

crisi del regionalismo. La modernizzazione tecnologica ha spezzato l'isolamento del territorio,

dando l'illusione che fosse consentito a chiunque l'accesso ad un circuito di relazioni globali. Tutte

le redazioni si sono gettate in una corsa all'imitazione, nel tentativo di essere dentro la globalità,

piochè fuori da essa la percezione dell'esclusione di faceva più netta. Questi quotidiani hanno

ignorato le proprie radici identitarie, scoprendo una fragilità commerciale anche dall'offensiva che

veniva condotta dal basso: quella dei giornali locali, che invece hanno usato la tecnologia per

esaltare le differenze, e quella dei grandi media che hanno investito in edizioni locali. La mancanza

in Italia di un editore puro, non può essere l'unico motivo di tale fenomeno, anche i giornalisti

hanno delle colpe: non sono stati in grado di cogliere i cambiamenti in atto.

La più grande prova di questa cecità si coglie in relazione all'emergere di un localismo nuovo, su

cui i quotidiani regionali hanno ingaggiato con i concorrenti locali, un'acerrima partita per il

primato. E' possibile sintetizzarla in tre fasi:

1) il giornale locale entra nel mercato con un'offerta informativa molto capillare, ma di bassa

qualità, il concorrente medio-grande lo ignora.

2) Il quotidiano locale inizia a radicarsi coprendo un target medio-basso, conquistando una

leadership sui cronaca nera e sport, grazie all'entusiasmo di redazioni giovani.

3) Il giornale locale penetra e inizia a mediare la dialettica delle classi dirigenti mantenendo la

leadership cronistica, il concorrente medio-grande si sente spodestato, ed ingaggia una

battaglia sulla quantità dell'informazione.

2. LA CRISI DELLA CULTURA DEL LAVORO.

1.IL MONOLITE CULTURALE

Le conseguenze commerciali sono disastrose, ciò è spiegabile osservando come l'ingresso di una

nuova testata non provoca nessun effetto significativo sulla diffusione, il perchè dipende sempre dal

la questione dei giornali fotocopia, che imitandosi l'un l'altro, non allargano l'offerta commerciale.

2. LA PREVALENZA DEL POLITICO

L'ipertrofia dell'informazione politica si rappresenta in una sopravvalutazione della politica rispetto

alla reale domanda dei lettori. Questo è un atteggiamento storico del giornalismo italiano, che trova

le sue cause ne rapporto di interdipendenza esistente tra l'universo della proprietà editoriale, quello

politico e la categoria dei giornalisti. L'offerta informativa italiana, risponde solo in parte alle regole

di mercato, e per l'altra parte svolge un ruolo regolativo di conflitti tra le classi dirigenti del Paese.

La politica sempre più spesso finisce per essere offerta informativa come cerotto buono per tutti gli

usi, altrimenti percepita come debole. Ciò svela anche una specificità nostrana: oltre ad essere

percepita come la dimensione principale di regolazione sociale, la politica svolge un ruolo di

supplenza culturale come categoria di interpretazione della realtà. Infatti la lettura dei fatti è

tendenzialmente politica, ciò ha radici storiche profonde, che hanno caratterizzato la nostra storia:

l'opera di nazionalizzazione delle masse dello Stato fascista e quella di risocializzazione

istituzionale repubblicana messa in atto dopo la Liberazione, seppure diversi con alcuni elementi di

continuità.

a) l'accentuato ricorso a una pedagogia del linguaggio fortemente simbolica. Il simbolo è

elementare, rapido, capace di attivare emotività e di attrarre consenso attorno ad esso, rendendo

difficile qualsiasi indagine critica.

b) un'identità di parte, organizzata e fortemente conflittuale presente, in forme di espressioni

naturalmente diverse, da quella cattolica a quella comunista.

c) la fragilità di una cultura liberaldemocratica, coniugata con branche del sapere diverse da quelle

di tradizionale derivazione politica.

L'ultimo decennio di storia nazionale, ha confermato la tendenza a politicizzare la lettura del

sociale, e ad accentuare le forme simboliche delle rappresentazioni giornalistiche, ciò anche per

effetto dei giornali fotocopia tende a ridurre tutta la complessità sociale ad una sola categoria

interpretativa. Anche dall'indagine condotta nel mese di maggio del 2003, sui 5 principali quotidiani

italiani, emerge come l'apertura (quasi identica) sai dedicata quasi sempre alla politica interna.

Dall'analisi dei titoli emergono in tutta chiarezza alcuni degli elementi fin qui analizzati:

1. L'ipertrofia di rappresentazione politica spesso non è collegabile a fatti rilevanti, ma è frutto di un

effetto di trascinamento: spesso sembra dettata dal clima che i media hanno concorso a creare.

2. La mancanza di filtro professionale nel rapporto con la politica e la memoria corta del

giornalismo: vedi la manipolazione con le esternazioni di Berluska in chiave pre elettorale.

Emblematico il caso di Repubblica, contrapposta a Berluska: la scelta di dare visibilità risponde

quindi all'obbiettivo di enfatizzare il loro contenuto di aggressività al fine di renderlo più visibile ai

lettori.

3. L'omologazione dell'offerta informativa: se si pensa che la maggior parte dei quotidiani grandi e

medi, attraverso un meccanismo di prevedibilità delle scelte, si è uniformata alla Prima Pagina dei

giornali leader.

L'inflazione di messaggi ha come conseguenza quella di indebolire il loro senso: Bechelloni,

sottolinea il rischio di “ un annullamento simbolico della politica” che finisce per diventare “rumore

di fondo”

L'overdose di informazione politica si caratterizza anche per il suo contenuto schizoide, che

secondo GILI, oscilla fra due codici diversi ma complementari: il primo è il codice

dell'istituzionalità routinaria, per cui la politica è presentata come esibizione pubblica di formalità,

atti ufficiali, dibattiti, eventi cerimoniali; il secondo codice è: quello della personalizzazione. Tale

conseguenza è proprio quella di rendere invisibile la politica, per esempio di iniziative politiche o

del dibattito in parlamento, alla ribalta solo se si organizza una conferenza stampa. Iniziativa di An

di ridurre la quantità di droghe consentite, notizia che non ha trovato cittadinanza già dal giorno

dopo.

3. IL DEFICIT DELLE COMPETENZE

Con tanta importanza ed attenzione data al politico è naturale che nei quotidiani ci sia un a

residualità di tutto ciò che politico non è. Essa è definibile sia in senso quantitativo ( sono ridotte le

forze in campo e le energie intellettuali spese per affrontare argomenti non politici, cioè

tradizionalmente intesi come altro) sia in senso qualitativo ( esso riguarda l'inadeguatezza delle

competenze professionali, sensibilità e specializzazione, capaci di selezionare la complessità e di

garantire al lettore quel transfert tra le domande di senso comuni e i quesiti della modernità).

La lettura dei fenomeni sociali paga il prezzo di un'improvvisazione organizzativa che si

caratterizza per due elementi:

1) LA PASSIVITA'

C'è una passività nella selezione e nelle scelte dei temi profonda, sintomo è la scomparsa del genere

dell'inchiesta, non esiste un giornale italiano in cui uno o più colleghi siano destinati per un tempo

medio-lungo allo svolgimento di un'indagine, ormai la maggior parte delle “indagine” in Italia

vengono fatte da istituti di ricerca o case farmaceutiche. L' agenda di interi settori come la cronaca

nazionale, gli spettacoli, la cultura è fortemente condizionata dalle fonti, contribuendo ad

omologare ancora l'offerta informativa. La prevalenza del politico assorbe l'intera progettualità delle

redazioni, infatti se il pdv politico del giornale è visibile, nascoste o inesistenti appaiono il pdv

morale e estetico, il quotidiano cmq comunica forme e contenuti culturali.

Ci sono almeno 4 questioni decisive nella relazione con i lettori, sulle quali manca un pdv

condiviso:

a) Qual è l'atteggiamento da tenere di fronte alle sempre più frequenti notizie di scoperte

scientifiche destinate ad accreditare effetti miracolistici sulla cura di molte malattie?

b) Qual è la soglia morale, in cui il giornale si riconosce, rispetto all'impegno delle tecnologie

mediche?

c) Qual è l'idea degli effetti che la comunicazione produce sul pubblico?

d) Cosa intende la redazione per volgarità?

Questi quesiti hanno dirette e indirette ricadute commerciali, sia perché concorrono a definire agli

occhi del lettore l'anima di un giornale, la sua affidabilità, e sia perché rafforzano la sua dimensione


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Questo appunto è un riassunto del libro A. Barbano, L’Italia dei giornali fotocopia: viaggio nella crisi di una professione, all'interno del quale si evidenzia la stretta correlazione esistente tra la crisi di vendita dei quotidiani e la loro omologazione culturale: quest'ultima è il frutto del rapporto tra l'identità fragile del giornalismo e la forza delle nuove tecnologie.
Proprio l'avvento tecnologico degli ultimi cinque anni ha imposto nelle redazioni un ribaltamento dei fini della comunicazione: l'impiego massiccio di internet nei processi di formazione della notizia da strumento per esaltare le differenze è divenuto metodo di replicazione, più volte possibile, di un modello unico e indifferenziato.
L'effetto di questo processo non risiede tanto nell'inattendibilità, o addirittura nella palese falsità della notizia, quanto nella perversa rincorsa emulativa che induce simultaneamente i giornali ad un processo di omologazione, indifferente rispetto ai contenuti.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in editoria multimediale e nuove professioni dell'informazione
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di RETORICA LINGUAGGI E STILI DEL GIORNALISMO E DELL’INFORMAZIONE e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Brabano Alessandro.

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