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Istologia speciale

La mucosa orale

La mucosa orale è costituita superficialmente da epitelio di rivestimento pavimentoso composto cheratinizzato e non, e sotto ha del connettivo più o meno lasso e denso a seconda della localizzazione; può presentare una sottomucosa che però è assente al livello del palato duro. La tonaca mucosa è suddivisibile in 3 tipi:

  • Mucosa di rivestimento
  • Mucosa masticatoria
  • Mucosa specializzata

Mucosa di rivestimento

La mucosa di rivestimento la troviamo a livello labiale, delle guance, del vestibolo, pavimento della bocca e sulla superficie ventrale della lingua. Questa mucosa deve permettere il movimento, non deve subire traumi o compressioni e deve essere sufficientemente elastica. È presente una ricca sottomucosa dove ci sono cellule adipose o addirittura tessuto adiposo e ghiandole salivari minori. L'epitelio di questa zona della mucosa di rivestimento è pavimentoso composto non cheratinizzato. La mucosa ha uno spessore di 0,5-0,6mm e con un numero di papille non molto elevato, al max 50xmm2. La mucosa del pavimento della bocca è estremamente sottile, circa 0,1mm ed è riccamente vascolarizzata e queste caratteristiche fanno sì che questa regione venga sfruttata per l'assorbimento rapido di alcuni farmaci, come per un cardiopatico. La mucosa della superficie ventrale della lingua ha uno spessore poco maggiore di 0,2-0,3mm con una sottomucosa ricca di ghiandole salivari. La mucosa della faccia inferiore della lingua invece presenta una sottomucosa in continuità con la fascia connettivale che ricopre la muscolatura della lingua. In questa sottomucosa troviamo sia cellule adipose che ghiandole salivari, mucose o miste, i cui dotti arrivano a sfociare nel vestibolo della bocca, in cui la fascia connettivale ha fibre collagene e fibre elastiche.

Mucosa masticatoria

La mucosa masticatoria la ritroviamo a livello della gengiva e del palato duro. La gengiva, insieme al cemento, al legamento del periodonto e all'osso alveolare, costituisce la struttura di supporto e contenimento del dente periodonzio. È la parte di mucosa che riveste gengive, palato duro, processi palatini e processi alveolari. L'epitelio è cheratinizzato, con spessore maggiore e papille connettivali più lunghe; questo perché è sottoposta a maggiori stress meccanici rispetto alla mucosa di rivestimento. Al livello dell'arcata e del rafe palatino manca la sottomucosa, infatti si parla di mucoperiostio invece che tonaca propria. La tonaca propria è presente in quella zona mediana dell'arcata dentale, e lì c'è anche la sottomucosa e ghiandole salivari mucose. La mucosa masticatoria del palato duro è costituita da un epitelio pavimentoso composto cheratinizzato, al di sotto il connettivo è più robusto e ci sono più fibre rispetto alla mucosa della gengiva. La mucosa attraverso le fibre si connette direttamente con l'osso formando il muco-periostio, che conferisce una maggiore rigidità all'apparato.

Gengiva

La gengiva è divisa in gengiva fissa, che è la zona che ricopre le arcate alveolo-dentarie, e gengiva libera perché è quel tratto che non è attaccato stabilmente al dente e termina a livello della regione del colletto. L'epitelio della gengiva libera può essere composto in 3 zone distinte: epitelio gengivale orale, epitelio sulculare o del solco e epitelio giunzionale. L'epitelio gengivale orale è quello che guarda verso la cavità orale e va dal margine orale alla giunzione muco-gengivale. Essendo particolarmente esposto a stress meccanici ha epitelio cheratinizzato che è fortemente adeso al connettivo sottostante grazie alla presenza di numerosissime papille connettivali (fino a 200 per mm2). Oltre alle papille abbiamo anche creste connettivali, e le une e le altre penetrando nell'epitelio lo tengono fortemente attaccato e il connettivo della mucosa è fibrillare denso (ricco di fibre collagene). L'epitelio sulculare va dall'apice della gengiva e scende fino all'inizio della fessura gengivale. È un epitelio non cheratinizzato perché di norma non è sottoposto a stress meccanici (è protetto dal dente). Infatti sono cellule schiacciate. L'epitelio giunzionale è molto adeso al sulculare. C'è un tratto di gengiva che spesso non è visibile, è una cavità virtuale, ma è sufficiente esercitare una piccola trazione per scollare questo tratto di gengiva dal dente e questo è il punto della giunzione cemento-smalto. È possibile però scollarli andando a formare la tasca gengivale. L'epitelio giunzionale deriva dal cosiddetto epitelio ridotto dello smalto: durante lo sviluppo del dente si vengono a creare questi strati di materiale calcificato (cosa che riduce l'apporto trofico e così il reticolo stellato subisce un collassamento, l'epitelio diventa meno spesso per costituire l'epitelio ridotto dello smalto, che mano a mano che il dente erompe si avvicina all'epitelio di rivestimento orale) qui quando il dente erompe non viene a mancare la continuità con l'epitelio di rivestimento orale. Questo epitelio presenta due membrane basali, una che lo separa dal connettivo sottostante, e una membrana basale esterna con cui si appoggia e aderisce allo smalto. Anche qui cellule schiacciate con numero di strati variabile a seconda dell'altezza in cui si trovano. L'adesione allo smalto avviene con emidesmosomi. Le cellule hanno ancora una residua attività mitotica. Nel connettivo ritroviamo delle terminazioni nervose che terminano in una struttura capsulare formata da connettivo, maggiormente presenti nella regione delle papille. Queste strutture sono i corpuscoli di Meissner, di Ruffini e di Krause, responsabili della percezione di stimoli meccanici.

Mucosa specializzata

Troviamo la mucosa specializzata sulla superficie dorsale della lingua davanti al solco terminale. Tipicamente ritroviamo delle rilevatezze della mucosa che sono le papille, di 4 tipi: filiformi, fungiformi, circumvallate e foliate. Le si distinguono da tutte le altre oltre che per morfologia, perché sono le uniche che non hanno i calici gustativi, strutture deputate alla percezione del gusto. Queste tappezzano la superficie dorsale della lingua. Filiforme perché hanno questo asse connettivale allungato, conico, rivestito da epitelio pavimentoso composto cheratinizzato (sono molto evidenti nella lingua del gatto). Fungiformi con forma a bottone, a fungo, presenta alcune zone riveste da epitelio pavimentoso composto cheratinizzato e alcuni epitelio pavimentoso composto non cheratinizzato (e su quello non cheratinizzato sono i calici gustativi); appaiono rosse per la vascolarizzazione ricca dello stroma connettivale sottostante. Quelle circumvallate presentano un solco che quasi le isola dal resto della mucosa. I calici gustativi sono sulla parte laterale della papilla. Nel solco sboccano le ghiandole salivari minori a secrezione sierosa, le ghiandole di Von Ebner il cui secreto serve a detergere il vallo perché essendo un solco è facile che ci entri roba. Le foliate sono fatte da pieghe alternate a solchi rivestite da epitelio pavimentoso composto non cheratinizzato. Possono presentare calici gustativi, ma nell'uomo ce ne sono pochi, sono più che altro nei conigli.

Calici gustativi

Un calice gustativo ha uno sbocco o polo del calice gustativo dove arriva materiale da gustare. Un calice gustativo ha 2 tipi di cellule: cellule deputate alla percezione del gusto e cellule di sostegno intercalate alle prime. Le cellule deputate alla percezione del gusto sono cellule epiteliali altamente specializzate e che vengono definite cellule sensitive o sensoriali secondarie. La differenza fra le primarie e le secondarie è che le primarie sono cellule nervose vere e proprie, le sensitive secondarie sono cellule differenziate nella percezione degli stimoli e appartengono ai neuroepiteli o epitelisensoriali. Tutte e 2 i tipi di cellule sensoriali hanno la capacità di percepire gli stimoli esterni e tutti insieme formano i recettori di senso specifico, cioè vista, udito, olfatto, gusto e equilibrio. Le cellule gustative, uditive e statocinetiche, cioè deputate all'equilibrio, sono cellule sensoriali secondarie; le visive e olfattive sono cellule sensoriali primarie. Sia le cellule primarie che le secondarie sono specializzate e riescono a percepire lo stimolo anche se è di intensità molto bassa, hanno cioè una soglia di eccitabilità molto bassa. Cosa percepisce il calice gustativo? Prima si pensava solo amaro, dolce, salato, acido, poi è stato aggiunto anche l'umami (legato alla molecola di glutammato), mentre il dolce è legato al glucosio, ione sodio il salato, lo ione idrogeno all'acido e il chinino all'amaro. Il riconoscere le sostanze gustative è importante per finalità alimentari ma anche per finalità difensive (sostanze tossiche). Questa differenza di specificità tra i 5 sapori è legata al fatto che esistono meccanismi biochimici diversi nella trasduzione del segnale gustativo. Queste cellule gustative possono esprimere recettori diversi, però è anche vero che sostanze diverse possono stimolare gli stessi, per cui io posso distinguere il tipo di gusto (dolce, amaro ecc.) ma non l'alimento vero, perché durante il processo si perde l'identità della molecola che ha stimolato la cellula. I diversi calici gustativi si specializzano nell'identificazione dei vari sapori grazie a varie combinazioni di secondi messaggeri nella trasduzione del segnale.

Lo sviluppo del dente

Lo sviluppo del dente si può suddividere in 3 momenti differenti: gemma, cappuccio e campana. C'è chi considera anche un 4° stadio, detto coronale, quando si sviluppa la corona.

Stadio di gemma

Ciascun dente si sviluppa da una gemma dentaria costituita dall'organo dello smalto che deriva da un'espansione epiteliale circondata da addensamento mesenchimatico. La componente epiteliale del dente è lo smalto, mentre dentina, polpa, cemento e legamento periodontale e osso alveolare derivano dalla componente mesenchimatica.

Stadio di cappuccio o coppa

Le cellule epiteliali dell'organo dello smalto continuano a proliferare e l'ammasso cellulare mesenchimatico che viene gradualmente inglobato nell'organo dello smalto dà luogo alla formazione della papilla dentale e le cellule mesenchimatiche periferiche daranno luogo al sacco dentale. Gli abbozzi della dentizione decidua si verificano durante il 2° mese di vita intrauterina. Abbozzi dei molari verso il 4° mese. Lamina dentale secondaria 5° mese. L'epitelio a contatto con le cellule della papilla dentale è andato a costituire l'epitelio adamantino interno, quello al di fuori è l'epitelio adamantino esterno e il punto di passaggio tra i 2 prende il nome di ansa del colletto, che è una zona importante in quanto grazie alla sua proliferazione si creeranno i presupposti per la formazione della radice del dente. La massa di cellule epiteliali che si trova tra i 2 strati è detta reticolo stellato o polpa dello smalto. Nel punto più profondo dell'adamantino interno, subito al di sotto troviamo un addensamento di cellule detto nodo dello smalto, che è un serbatoio per l'espansione dell'epitelio adamantino interno. Subito al di sotto dell'adamantino interno si stratifica una fila di cellule appiattite denominato strato intermedio. L'epitelio adamantino interno consiste di una sola fila di cellule cilindriche alte che, quando inizieranno a differenziarsi e diverranno ameloblasti, saranno deputate alla formazione e alla secrezione della matrice dello smalto. Le cellule dell'adamantino esterno sono cubiche e più basse. Il reticolo stellato è caratterizzato da cellule di forma poligonale di aspetto stellato e ciò perché tali cellule sintetizzano discrete quantità di Gag che richiamano H2O, la quale si frapporrà tra le cellule facendole allontanare le une dalle altre; ma queste cellule sono attaccate le une alle altre da desmosomi e perciò rimangono attaccate mediante lunghi prolungamenti.

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Scienze biologiche BIO/17 Istologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valesammi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istologia ed embriologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Bianchi Francesco.
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