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CAPITOLO 7 I tessuti embrio-fetali

1. I tessuti embrio-fetali sono una categoria di tessuti utilizzata per indicare la

transizione dai tessuti embrionali (responsabili della differenziazione

morfogenetica), ai tessuti definitivi (formano i componenti definitivi degli

apparati del corpo).

2. Questa transizione si rende evidente nel periodo fetale. Le cellule che fino a

questo momento erano considerate cellule staminali, ora per la maggior parte si

differenziano e assumono fenotipo specifico danno vita ai precursori, incapaci

di proliferare essi maturano e originano cellule LABILI (vita breve) e cellule

PERENNI (vita lunga).

3. Si formano popolazioni cellulari STATICHE (formate da cellule differenziate

perenni), popolazioni cellulari IN ESPANSIONE (cellule differenziate perenni +

staminali destinate all’esaurimento) e popolazioni cellulari SOGGETTE A

RINNOVAMENTO (sole cellule quiescenti / staminali + differenziate labili).

4. In base al fenotipo si formano: tessuti epiteliali, tessuti trofo-meccanici, tessuti

nervosi e tessuti muscolari.

CAPITOLO 7.1 Istogenesi nei tessuti epiteliali

prenatali

1. EPITELIO ECTODERMICO DI RIVESTIMENTO: conserva un numero cospicuo

di cellule staminali esse producono l’epidermide (melanociti + cellule di

Langerhans + cheratinociti), le cellule dei follicoli dei peli e le cellule secernenti

di diversi tipi di epiteli ghiandolari (ghiandola sebacea, sudoripara, mammaria).

2. EPITELIO ECTODERMICO DEL TUBO NEURALE: produce il tessuto nervoso

centrale costituito dalle cellule della nevroglia e dai neuroni.

3. EPITELIO ECTODERMICO DELLA CRESTA NEURALE: produce il mesenchima

cefalico, il tessuto nervoso periferico dei gangli, le cellule dei paragangli e le

cellule endocrine della sostanza midollare del surrene.

4. EPITELIO ENDODERMICO DELL’INTESTINO PRIMITIVO: alcune cellule si

spingono in profondità e divengono le cellule secernenti di alcuni tipi di

ghiandole dell’apparato digerente; altre cellule rimangono in superficie e

formano gli epiteli delle mucose (epitelio di cavità orale-esofago, via aerifere,

intestino e vie urinifere).

CAPITOLO 7.2 Istogenesi nei mesenchimi

1. MESENCHIMA SOMATICO + MESENCHIMA SOMITICO + MESENCHIMA

CEFALICO

formano i componenti periferici del corpo; coprono la testa, riveste il tronco e

forma gli arti; citotipi fondamentali: fibroblasti, condroblasti, osteoblasti,

adipociti…

2. MESENCHIMA VISCERALE: copre e permea i visceri; forma la tonaca propria e

la tela sottomucosa delle mucose degli organi cavi; forma la capsula e lo stroma

degli organi solidi; forma la tonaca avventizia e muscolare dei vasi.

3. MESENCHIMA URO-GENITALE: riacquista le caratteristiche epiteliali del

mesoderma che lo ha prodotto forma i vari tipi di epiteli presenti nelle vie

urinarie.

4. MESENCHIMA DEL MIDOLLO OSSEO: il midollo osseo rosso produce globuli

rossi, globuli bianchi e piastrine; il midollo osseo giallo è ricco di tessuto

adiposo. 1

*TESSUTI DEFINITIVI: sono tessuti postnatali. Possono essere SEMPLICI (costituiti

da cellule e relativo metaplasma), COMPLESSI (tessuto connettivo lasso con citotipo

dominante) e SPECIALIZZATI (hanno caratteristiche molto particolari come il tessuto

dentale, del’occhio, dell’orecchio…

CAPITOLO 9 I tessuti epiteliali

1. Derivano per lo più dai tessuti epiteliali primitivi

2. Sono unità sovracellulari laminari con citotipi posti a mutuo contatto e poi legati

da numerose giunzioni intercellulari classiche, con esile quantità di metaplasma

di tipo 3 (costituito principalmente da liquido tessutale e ialuronato).

3. Possono essere:

- DI RIVESTIMENTO: unità sovracellulari laminari che differenziano sulle

superfici libere mostrando sempre un versante libero da rapporti diretti con altri

tessuti

- GHIANDOLARI: tessuti che si pongono in profondità contenuti nei tessuti

connettivi formano le ghiandole possono essere esocrini o endocrini

 

- SENSORIALI: si differenziano all’interno degli organi di senso

4. Il termine epiteli fu coniato nel 1701 da Ruysch

5. Hanno 3 caratteristiche:

- forma prismatica delle cellule

- presenza di giunzioni intercellulari (li distinguono dai tessuti epiteliodi che

sono di origine mesenchimale, con forma prismatica ma senza giunzioni)

- organizzazioni in strati.

CAPITOLO 9.1 Gli epiteli di rivestimento

1. Quando derivano da ectoderma e endoderma sono unità sovracellulari laminari

avascolari caratterizzate da una superficie libera e da una superficie congiunta

ad un tessuto trofico mediante una membrana basale.

2. Presentano cellule differenziate e cellule staminali (proliferano per sostituire le

cellule differenziate giunte alla fine del ciclo vitale)

3. Configurano una popolazione cellulare soggetta a rinnovamento (con elementi

staminali uni potenti e elementi differenziati labili)

4. Quando derivano dal mesenchima le cellule formano dei nidi (blastemi)

 

evolvono e vanno a costituire la superficie interna dei vasi oppure si

canalizzano (mediante fenomeni di apoptosi) formando le pareti di architetture

tubulari.

Caratteristiche strutturali

1. Superficie libera (senza vincoli con altri tessuti e con cellule specializzate) e

faccia profonda (congiunta alla membrana basale ed a tessuto connettivo lasso)

2. Le cellule hanno un metaplasma di tipo 3 (abbondante liquido tessutale, talvolta

terminazioni nervose, assenza di vasi)

3. Le cellule sono sempre AGGREGATE (grazie a giunzioni occludenti in superficie,

comunicanti e aggreganti in profondità) e POLARIZZATE (quando sono

superficiali)

Ubicazione 2

Coprono le superfici libere del corpo: condotti escretori delle ghiandole esocrine,

membrane mucose, membrane sierose (mesoteli), vasi (endoteli), cute (epidermide).

Attività

1. PROTEZIONE dei tessuti sottostanti

2. RICEZIONE di segnali

3. REGOLAZIONE di scambi fra ambiente esterno ed interno (attività secretiva o

escretiva)

SECREZIONE: viene elaborato ed espulso un materiale a composizione chimica

costante ed attività biologica specifica (secreto).

ESCREZIONE: vengono assorbite molecole e ioni dal liquido tessutale, che vengono

estruse senza subire modificazioni.

Classificazione

1. In base agli strati cellulari:

- SEMPLICE (monostratificato): unico strato di cellule identiche per forma e

dimensioni

- PLURISERIATO (pseudo-stratificato): unico strato di cellule con altezze diverse,

nuclei a livelli diversi, ma tutte aderenti alla membrana basale

- COMPOSTO (pluristratificato): due o più strati di cellule normalmente diverse

per forma e dimensioni

2. In base alla forma delle cellule superficiali:

- PAVIMENTOSO: cellule poliedriche piatte, laminari in sezione frontale, con

parte centrale sollevata dal nucleo

- ISOPRISMATICO (cubico): cellule poliedriche, quadrate in sezione frontale.

- POLIMORFO: cellule di forma varia non sempre riconducibili a immagini

geometriche semplici

- BATIPRISMATICO (cilindrico): cellule poliedriche, rettangoli verticali in sezione

frontale.

3. In base al fenotipo delle cellule superficiali:

- COMUNE: cellule hanno polo apicale pressoché liscio e/o con rari villi comuni

- VIBRATILE: cellule batiprismatiche con ciglia

- CON ORLETTO A SPAZZOLA: cellule batiprismatiche con microvilli

- CON PENNACCHIO: cellule batiprismatiche con stereo ciglia

- SECERNENTE: cellule batiprismatiche specializzate nell’elaborazione di prodotti

specifici gel di glicoproteine e di proteoglicani acidi (cellule MUCIPARE), gel

di glicoproteine neutre (cellule MUCOIDI)

- CHERATINIZZATO: cellule contenenti cheratina

- PIGMENTATO: cellule che contengono granuli di melanina

Epiteli di rivestimento dell’uomo

EPITELIO PAVIMENTOSO SEMPLICE

o 1. Epitelio piatto privo di specializzazioni

2. La sua sottigliezza e levigatezza favoriscono lo scambio di sostanze

3. Riduce al minimo gli attriti con i materiali con cui entra in contatto

4. Si trova in:

- alveoli polmonari (scambio di gas)

- capsula di Bowman, corpuscolo renale (filtrazione del sangue)

- vasi capillari (scambio di materiali)

- superficie delle membrane sierose (in questo caso non è liscio ma presenta villi

comuni che trattengono l’essudato sieroso)

EPITELIO PAVIMENTOSO COMPOSTO

o 1. Manifesta attività protettiva 3

2. Le cellule formano più strati che assicurano adeguato spessore

3. sono ricche di giunzioni aggreganti e tonofilamenti (resistenza

meccanica)

4. elaborano sostanze specifiche di difesa

5. garantiscono il ricambio di elementi usurati o danneggiati (atti

proliferativi sono in profondità e le nuove cellule raggiungono

passivamente la superficie)

6. L’epitelio si divide in:

- COMPARTIMENTO BASALE (cellule isoprismatiche staminali animate da

divisioni differenziative e espansive)

- COMPARTIMENTO INTERMEDIO (cellule fusiformi animate da divisioni

differenziative i citotipi ottenuti producono i tonofilamenti, che si legano in

lamine di cheratina, e le proteine di rivestimento, come l’involucrina)

- COMPARTIMENTO SUPERFICIALE [cellule appiattite ci sono cellule morte,

ovvero involucri di cheratina (protezione di superfici secche) ci sono cellule

parzialmente cheratinizzate, ancora vitali ricche di glicogeno e materiali

glico-lipoproteici (protezione delle superfici umide)]

*si parla infatti di epitelio pavimentoso composto duro (come l’epidermide) e epitelio

pavimentoso composto molle (superfici delle cavità interne cavità orale, esofago,

canale anale, vagina)

EPITELIO ISOPRISMATICO SEMPLICE

o 1. Riveste organi che non necessitano di una particolare protezione

2. Ha esclusiva funzione di COPERTURA

3. Si trova in:

- condotto escretore di molte ghiandole

- ovaia

- superficie anteriore del cristallino

EPITELIO ISOPRISMATICO COMPOSTO

o 1. Presente nei condotti escretori di alcune ghiandole esocrine

2. Funzione di copertura e di rielaborazione del secreto

EPITELIO BATIPRISMATICO SEMPLICE

o 1. Costituito da citotipi differenziati con attività secernente e/o assorbente

2. Si trova in: membrana mucosa dello stomaco e endometrio

EPITELIO BATIPRISMATICO PSEUDOSTRATIFICATO

o 1. Molto diffuso

2. Nelle via aerifere costituisce una trappola per le particelle di pulviscolo

nell’aria (sono presenti anche cellule mucipare e cellule cigliate che fanno

scorrere il muco verso la faringe e il canale alimentare)

3. Nelle vie spermatiche partecipa ai processi di maturazione degli spermatozoi

(sono presenti anche cellule a secrezione olocrina e cellule con stereociglia)

4. Nel canale alimentare assorbe i prodotti della digestione, secerne muco e

libera ormoni.

EPITELIO BATIPRISMATICO COMPOSTO

o 1. Si trova nella membrana mucosa dell’uretra, della faccia dorsale

dell’epiglottide

2. Funzione di copertura

EPITELIO POLIMORFO PSEUDO-STRATIFICATO

o 4

1. Si trova nelle vie urinifere (calici renali, bacinetto renale, vescica e

porzione iniziale dell’uretra)

2. E’ PLASTICO (si sa adattare al grado di distensione imposto dalla

quantità di urina)

3. E’ IMPERMEABILE (impedisce il passaggio di liquidi dal sangue all’urina

ipertonica)

4. Presenta cellule BASALI (staminali che sostituiscono cellule

specializzate), CLAVATE (sono come vescicole deformabili gelificate

perifericamente e solidificate centralmente ), A OMBRELLO (cupoliformi

si possono distendere acquistando plasmalemma mediante eso

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Scienze biologiche BIO/17 Istologia

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