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Regione periferica: IALOMERO.

Regione centrale:GRANULOMERO.

Costituiti da MICROTUBULI e MICROFILAMENTI, e GRANULI (alfa= PDGF, fibrinogeno o fattore IV

piastrinico, fattore m e trombospondina)

­ Quando le piastrine vengono attivate da una superficie ruvida (ATTIVAZIONE PIASTRINICA);

­ Quando esse aderiscono ad altre già fissate, si forma l’AGGREGAZIONE PIASTRINICA, che

tampona inizialmente il sangue, formando un coagulo provvisorio (TROMBOBIANCO o

TROMBOPIASTRINICO). Durante l’aggregazione, esse liberano la SEROTONINA, ADP,

NORADRENALINA;

­ Dopo il tappo piastrinico viene sostituito dal TROMBO ROSSO o COAGULO DEFINITIVO, che in

seguito all’arrivo del FIBRINOGENO plasmatico nella FIBRINA, si forma una rete che imbriglia

piastrine, globuli rossi e bianchi;

­ Avviene la RETRAZIONE DEL COAGULO. La fibrina (reticolo) viene rimosso grazie alla (PLASMINA)

e successivamente (LISI DEL COAGULO) si ha il ripristino della struttura vasale;

­ Il processo che forma le piastrine è detto TROMBOPOIESI o PIASTRINOPOIESI, nel midollo osseo:

1. MEGACARIOBLASTO;

2. PROMEGACARIOCITA;

3. MEGACARIOCITA MATURO;

4. PIASTRINE. TESSUTO ADIPOSO

Cellule adipose, è un ottimo coibente (evita la dispersione di calore). Ha 2 funzioni= GRASSO DI DEPOSITO

e RISERVA ENERGETICA, mantiene la forma di determinate regioni e ha la funzione di SUPPORTO e

PROTEZIONE MECCANICA. Questo tessuto deriva dal LIPOBLASTO o PREADIPOCITA e lo suddividiamo

in= 1. TESSUTO ADIPOSO BIANCO UNILOCULARE o UNIVACUOLARE → consente di accumulare delle

molecole altamente energetiche, per anche un intervallo tra due posti consecutivi, forma ad anello

con castone;

2. TESSUTO ADIPOSO BRUNO MULTILOCULARE o MULTIVACUOLARE → brucia i grassi per

produrre calore, è più abbondante nel feto e nel neonato, colore marrone chiaro per la ricca

vascolarizzazione e per la presenza negli adipociti di CITOCROMI colorati, contenuti all’interno dei

mitocondri.

­ Gli ormoni che intervengono nell’equilibrio tra LIPOGENESI (sintesi dei liquidi) e LIPOLISI (degradazione

dei liquidi) = EPINEFRINA e NOREPINEFRINA, INSULINA, LEPTINA.

Capitolo 4 ­ TESSUTO NERVOSO

Il tessuto nervoso è formato da miliardi di neuroni con il supporto di CELLULE GLIALI.

Funzioni=

1. fornisce sensazioni sull’ambiente interno ed esterno;

2. integra ed interpreta le informazioni sensoriali;

3. risponde agli stimoli attivando gli organi effettori;

4. coordina attività volontarie e involontarie;

5. sede di funzioni cognitive, emozioni, memoria, etc.

Il sistema nervoso è suddiviso in: SNC e SNP (gangli cerebrospinali + nervi cranici e spinali). Il sistema

nervoso CENTRALE è costituito da organi: e

ncefalo+midollo spinale​

(collega il SNC al SNP tramite i nervi

spinali) , l’encefalo rappresenta l’osso della scatola cranica, ed esso comprende cervello,cervelletto e tronco

encefalico (mesencefalo, ponte e bulbo).

Il sistema nervoso PERIFERICO è suddiviso in​

:

­ VOLONTARIO SOMATICO;

­ e INVOLONTARIO AUTONOMO (che si divide ulteriormente in SIMPATICO ­ PARASIMPATICO ­

METASIMPATICO).

­ Entrambi sono coordinati e controllati dal SNC.

Cellule nervose​

=

1. Neuroni​

→ eccitabili, generano e trasmettono segnali elettrici in risposta ad uno stimolo. Quindi

​ ​

specializzati nella comunicazione, proprietà : e

ccitabilità​

(reazione agli stimoli) e c

onduttività

(trasmettere l’eccitazione ad altre cellule) tutto è dovuto alla membrana cellulare;

2. Cellule gliali​

→ coinvolte nel trasferimento di info tra neuroni, nell’elaborazione delle informazioni e

nell’apprendimento. Esse circondano i neuroni, formando un involucro fisico, provvedono al

rifornimento di materiali nutritivi, riciclaggio di ioni mediatori chimici (NEUROTRASMETTITORI),

isolamento dei neuroni grazie alla GUAINA MIELINICA, fagocitosi di cellule morte e organismi

invasori.

Origine del tessuto nervoso

→ Le cellule neuro­epiteliali formano il tubo neurale, per poi differenziarsi in NEUROBLASTI APOLARI,

danno origine ai GLIOBLASTI PRIMITIVI (precursori delle cellule gliali. I neuroni gangliari e le cellule gliali

del SNP hanno origine dall’ectoderma della CRESTA NEURALE.

Un tipico neurone multipolare ha:

­ 1 corpo cellulare detto SOMA o PIRENOFORO, ovvero nucleo (attorno ad esso è

localizzatol’apparato del Golgi) +citoplasma (presenta delle zone basofile chiamate SOSTANZA

TIGROIDE o Zolle di Nissl. Il soma può essere piriforme (cellule del Purkinje), fusiforme , piramidale

o a stella;

­ 2 prolungamenti (DENDRITI) → parte ricettiva che capta segnali in ingresso (INPUT) che vanno

verso il SOMA (capace di generare e propagare segnali in uscita (OUTPUT);

­ e 1 ASSONE (detto anche neurite o cilindrasse) → processo citoplasmatico rivestito da GUAINA

MIELINICA o dal NEURILEMMA di una cellula gliale. L’assone origina dal MONTICOLO o CONO

ASSONICO, la membrana plasmatica è detta ASSOLEMMA, il citoplasma è detto ASSOPLASMA(

senza ribosomi e RER, che provoca la dipendenza metabolica del corpo cellulare

L’assone e i dendriti presentano un abbondante RER nel citoscheletro, a sua volta costituito da

NEUROFILAMENTI (un loro accumulo eccessivo provocano una deformazione degli assoni, e per questo di

parla di ALZHEIMER), NEUROTUBULI, MICROFILAMENTI.

Il rifornimento di materiali, detto FLUSSO ASSONICO, che può essere LENTO( trasporto in senso

anterogrado, verso la terminazione assonica) o RAPIDO (verso il CORPO CELLULARE), avviene grazie a

VESCICOLE e ORGANULI (es. Mitocondri).

SOSTANZA GRIGIA & SOSTANZA BIANCA nel SNC,

GANGLI e NERVI nel SNP

Sostanza grigia = scarsa mielina, corpi cellulari, assoni, dendriti e cellule gliali. Situata nel cervello,

cervelletto superficiale, forma la CORTECCIA CEREBRALE e CEREBELLARE. Nel midollo spinale è

profonda, forma a farfalla o ad H, è divisa in CORNA ANTERIORI,LATERALE e POSTERIORI.

Sostanza bianca = mielinizzata, assoni ricoperti dalla guaina mielinica e cellule gliali. La sostanza bianca è

localizzata in profondità. ​

NEURONI

1. N° E MODALITà DI RIPARAZIONE=

a. ANASSONICI : tanti dendriti, senza assone, nel SNC e organi di senso;

b. UNIPOLARI : 1 assone, il soma;

c. BIPOLARI : 1 assone e 1 dendrite, nel SNC e organi di senso;

d. PSEUDOUNIPOLARI : 1 assone, derivano da 1 neurone BIPOLARE;

e. MULTIPOLARI : 1 assone e + dendriti ( più numerosi nel SNC ).

2. LUNGHEZZA DELL’ASSONE=

a. del tipo I di Golgi : assone lungo, abbandona la sostanza grigia, per entrare nei nervi periferici,

encefalo e midollo spinale;

b. II tipo di Golgi : piccoli neuroni con assone corto e ramificato nella sostanza grigia (es. nella corteccia

cerebrale e cerebellare, retina e midollo spinale).

Neuroni di proiezione= comunicazione a lunga distanza.

Neuroni a circuito locale= comunicazione a breve distanza.

3. FUNZIONE=

a. SENSITIVI O DI SENSO O AFFERENTI: raccolgono informazioni dall’esterno o dall’interno verso il

SNC, con fibre nervose afferenti, appartengono i neuroni primari olfattivi e visivi e neuroni gangliari

pseudounipolari;

b. MOTORI O DI MOTO O AFFERENTI: motoneuroni,viaggiano nella sostanza grigia del SNC con fibre

nervose efferenti, essa si suddividono in: SOMATOMOTORI (innervano muscoli scheletrici e si

​ ​

​ ​

dividono in motoneuroni alfa

, per la contrazione delle fibre muscolari, e m

otoneuroni gamma

, che

innervano i fusi neuromuscolari), e VISCEROEFFETTORI (danno origine alle fibre

VISCEROEFFETRICI o PREGANGLIARI, per delle risposte involontarie);

c. INTERNEURONI O DI ASSOCIAZIONE: nel SNC, integrano, elaborano i dati e li trasmettono ai

neuroni motori;

NEURONI a SPECCHIO → si attivano quando si compie un movimento, sia quando lo si osserva compiuto

da altri, questi neuroni “rispecchiano” ciò che avviene nella nostra mente e nella sua mente.

4. NATURA DEL NEUROTRASMETTITORE=

a. AMINERGICI: MONOAMINERGICI( utilizzano come neurotrasmettitore le MONOAMINE,

COLINERGICI (utilizzano l’ACETILCOLINA), AMINACIDERGICI(amminoacidi o frammenti di questi);

b. PURINERGICI: inibitori che utilizzano basi puriniche;

c. PEPTIDERGICI: TALAMO­IPOFISARIO(secernano ADH e OSSITOCINA), S.PARVICELLULARE

IPOFISIOTROPICO(fattori di rilascio degli ormoni ADENOIPOFISARI);EXTRA­IPOTALAMICI

CENTRALI e PERIFERICI (gastrina, endorfina, VIP);

d. NITROSSIDERGICI: neurotrasmettitori in forma gassosa, l’ossido di azoto, sia nel SNP che nel SNC;

e. ANANDAMINERGICI: endocannabinoidi.

CELLULE GLIALI

Esse derivano dall’ECTODERMA, tranne i MICROGLIOCITI, che derivano dal MESODERMA. Esse

rappresentano una fitta rete di interconnessioni, chiamata NEUROPILO, il quale riempie tutti gli spazi del

SNC.

­ ASTROCITI → più numerosi, proliferano, riparano danni tessutali e fanno sopravvivere i neuroni

mediante la secrezione di fattori neurotrofici. Essi si dividono in:

a. A. PROTOPLASMATICI (corti prolungamenti nella sostanza grigia);

b. A. FIBROSI (sostanza bianca, prolungamenti lunghi e sottili).

Entrambi hanno il compito di regolare la composizione del liquido interstiziale, ed inoltre danno vita alla

formazione della BARRIERA EMATO­ENCEFALICO (la quale impedisce il passaggio di molecole IDROFILE,

con alto peso molecolare, microbi, farmaci e altre sostanze interferenti.

­ OLIGODENDROCITI → senza prolungamenti e piedi terminali, nella sostanza grigia e sostanza

bianca del SNC, vanno a circondare gli assoni e la membrana, formando la GUAINA MIELINICA.

Inoltre gli oligodendrociti, possono circondare più tratti di assoni adiacenti.

­ EPENDIMALI o EPENDIMOCITI → rivestono il tubo neurale e i ventricoli cerebrali, ed il canale del

midollo spinale. Hanno il compito di produrre e mettere in movimento il LIQUIDO

CEFALO­RACHIDIANO o LIQUOR. Funge da cuscinetto idraulico, che ammortizza gli urti degli

organi del SNC. Hanno la funzione di CELLULE STAMINALI del t.nervoso.

­ MICROGLIA → proprietà fagocitarie con rimozione di dendriti o di cellule ematiche, riparano il tessuto

insieme agli ASTROCITI.

­ SATELLITI → nel SNP circondano i corpi cellulari nei gangli sensitivi cerebrospinali, e forniscono

supporto e sostanze nutritizie ai neuroni gangliari.

­ SCHWANN → rivestono un singolo assone , attività fagocitarie, fanno ricrescere gli assoni del SNP,

rimanendo immobili, poi il soma produce un nuovo assone, orientato nella ricrescita grazie alle cellule

di Schwann. FIBRA NERVOSA ​

ASSONE​

→ l’insieme dell’assone + gli INVOLUCRI GLIALI =​ , la quale può essere

MIELINICA​

(con assoni coperti di guaina) o​

AMIELINICA​

(con assoni senza guaina, ma con il neurilemma).

La guaina mielinica della cellula di Schwann è discontinua, poichè ogni cellula va a ricoprire solo una parte

dell’assone; tra i due manicotti vi è uno spazio scoperto, ovvero il Nodo di Ranvier (lo spazio tra i nodi è

conosciuto come “tratto internodale” e ciascuno corrisponde ad una celleula di Schwann), ed è proprio qui

che la guaina si interrompe e le estremità di due cellule di Schwann, prendono contatto con l’ASSOLEMMA.

­ Ogni fibra amielinica e mielinica del SNP è circondata da un tessuto connettivo lasso

(ENDONEVRIO);

­ più fibre formano fasci o fascicoli, circondati dal tessuto connettivo denso (PERINEVRIO);

­ più fasci di fibre costituiscono un NERVO PERIFERICO, coperto da tessuto connettivo denso

(EPINEVRIO).

Secondo Erlanger e Gasser, le fibre nervose del SNS si possono suddividere in=

1. FIBRE o GRUPPO A (più voluminose);

2. FIBRE o GRUPPO B (diametro inferiore);

3. FIBRE o GRUPPO C (amieliniche di piccolo diametro).

DIFFERENZA DI POTENZIALE NELLA MEMBRANA

PLASMATICA DI UN NEURONE

● L’asimmetria nella distribuzione degli ioni è all’origine di una differenza di potenziale fra i due lati della

membrana, che si trova in tutte le cellule. Infatti, il fluido extracellulare ha una concentrazione di IONI

SODIO > rispetto al FLUIDO INTRACELLULARE, dove è più alta la concentrazione degli IONI

POTASSIO. Nel neurone , in assenza di stimoli, il potenziale di membrana (POTENZIALE DI

RIPOSO) è di circa ­70mV.

● Il valore tra i ­60mV e ­75mV è chiamato POTENZIALE DI RIPOSO.

● Il gradiente ionico presente ai due lati della membrana viene mantenuto dalla POMPA SODIO

POTASSIO ATPasi, che sfrutta l’energia fornita dall’ATP per pompare sempre 2 ioni potassio

all’interno e 3 ioni sodio all’esterno della cellula, mantenendo i gradienti di concentrazione dei 2 ioni

tra i due lati della membrana plasmatica. Quando il neurone viene eccitato da uno stimolo di varia

natura, localmente la differenza di potenziale si abbassa (DEPOLARIZZAZIONE) e , se la membrana

neuronale raggiunge il valore soglia del potenziale (­55mV), si innesca un potenziale d’azione a livello

del CONO ASSONICO.

● La differenza degli ioni potassio è così massiccia, che all’interno ridiventa subito negativo,

ripristinando il potenziale di riposo di ­70mV (RIPOLARIZZAZIONE).

● L’impulso nervoso è una perturbazione dello stato elettrico della membrana di una fibra nervosa,

capace di auto­propagarsi per l’intera lunghezza della fibra, è pertanto una reazione a catena di

potenziali d’azione e può anche essere detto ONDA DI DEPOLARIZZAZIONE.

● Ogni punto dell’assone, deve essere depolarizzato a livello locale ed evocare esso stesso un

potenziale d’azione. Quest’ultimo depolarizza a sua volta il punto situato a “VALLE” , e così via. Per

questo motivo la conduzione avviene lentamente, e si parla di CONDUZIONE ELETTRO­IONICA o

CONTINUA.

● Dato che nei tratti di assone coperti da guaina mielinica un potenziale d’azione non può essere nè

generato nè propagato, la conduzione elettrica lungo le fibre mieliniche raggiunge la velocità di

60­120m/s e viene detta CONDUZIONE SALTATORIA.

● Quando il potenziale raggiunge i bottoni terminali dell’assone, viene trasmesso ad altri neuroni o

cellule effettrici con un meccanismo di natura chimica, attraverso una struttura chiamata SINAPSI.

COMUNICAZIONE TRA NEURONI

“Sinapsi o Giunzione Sinaptica”

Rappresenta la connessione strutturale e funzionale tra neuroni, mettendo in comunicazione fra loro i

neuroni o con altre cellule.

Le giunzioni possono essere= INTERNEURONICHE → tra 2 neuroni o CITONEURALI → 1 neurone con un

altro tipo di cellula (es. Giunzione Neuro­Muscolare).

Le giunzioni Interneuroniche si definiscono:

1. ASSODENDRITICHE : assone + dendrite di un altro neurone;

2. ASSOASSONICHE : tra assone e assone;

3. ASSOSOMATICHE : assone + corpo cellulare.

Più raramente troviamo:

­ SINAPSI SOMATO­SOMATICHE → tra 2 somi di diversi neuroni;

­ SINAPSI DENDRO­DENDRITICHE → tra 2 dendriti di diversi neuroni;

­ AUTAPSI → l’assone di un neurone forma una sinapsi con il dendrite dello stesso neurone.

Le SINAPSI possono essere:

● ELETTRICHE = più frequenti, avvengono tra cellule che sono in comunicazione con la giunzione

GAP. La conduzione può avvenire in maniera bidirezionale ed è molto veloce;

● CHIMICHE = costituite da 2 neuroni, ovvero 1 pre­sinaptico (che fa partire il segnale) e un neurone

post­sinaptico (che riceve il segnale), in mezzo vi è un vallo, detto FESSURA SINAPTICA. Questa

sinapsi risulta più lenta, ma comunque più controllata.

Il neurone pre­sinaptico viene eccitato. Questo fa sì che si aprano a livello della membrana pre­sinaptica dei

canali per il calcio. Così entrano gli ioni calcio nel BOTTONE SINAPTICO (spazio terminale dell’assone).

Il calcio attiva delle reazioni che permettono alle vescicole (con all’interno il neurotrasmettitore) di fondersi

con la MEMBRANA e di rilasciare il neurotrasmettitore. Esso va ad attivare dei recettori della membrana

post­sinaptica, che sono connessi con proteine che vanno ad attivare altri canali ionici. L’attivazione può

essere di 2 tipi: ECCITATORIA ( che permette la depolarizzazione della cellula, es. Acetilcolina e

Glutammato) o INIBITORIA ( la quale determina l’iperpolarizzazione della cellula, inibendola, es. GABA e

Glicina).

RIGENERAZIONE DEL TESSUTO NERVOSO

­ La maggior parte dei neuroni che costituiscono il nostro sistema nervoso sono già presenti quando

nasciamo, ma molte evidenze sperimentali indicano che lo sviluppo di nuove cellule nervose, o

neurogenesi, è un processo che continua a verificarsi durante tutta la vita.

Capitolo 5 ­ Tessuto Muscolare

Il tessuto muscolare è costituito da fibrocellule (in grado di contrarsi, ovvero di accorciarsi) trasformando

energia chimica in energia meccanica per il movimento e calore per il mantenimento di una temperatura

corporea costante.

Funzioni (proprietà) =

1. Contrattilità: proprietà del protoplasma, risiendenti in proteine “contrattili”(actina) e (miosina) che

garantiscono piccoli movimenti e cambiamenti di forma, delle cellule muscolari;

2. Eccitabilità: capacità di reagire a degli stimoli, grazie alla capacità della membrana plasmatica di

modificare il suo potenziale in risposta ad uno stimolo elettrico;

3. Estensibilità: la capacità che ha la cellula muscolare di allungarsi(stretching) quando viene tirata, per

poi ritornare alla forma e alla lunghezza iniziale, una volta cessata la sollecitazione;

4. Elasticità.

Il tessuto muscolare forma gli organi chiamati MUSCOLI.

3 TIPI DI TESSUTO MUSCOLARE

1. STRIATO SCHELETRICO =

all’interno dei muscoli scheletrici, formando l’apparato locomotore e sono muscoli VOLONTARI, contrazione

cosciente e controllata dal SNC. Striature o bandeggiature trasversali presenti sulla loro superficie;

2. STRIATO CARDIACO =

costituisce il MIOCARDIO (organo cavo muscolare dedito alla propulsione del sangue, è un muscolo

INVOLONTARIO, regolato dal SNA);

3. LISCIO o VISCERALE =

costituisce i visceri (app.respiratorio, digerente, urogenitale e circolatorio), viene definito VISCERALE, è un

muscolo INVOLONTARIO, sotto il controllo del SNA, senza striature visibili.

TESSUTO MUSCOLARE SCHELETRICO

­ Costituisce i muscoli scheletrici dell’apparato locomotore;

­ consente il mantenimento della postura, contiene e protegge gli organi interni, permette il

mantenimento della temperatura corporea;

­ TONO MUSCOLARE: strato di parziale contrazione di tutti i muscoli del tronco e degli arti, grazie a

degli impulsi nervosi provenienti dal SNC (m.spinale);

­ ogni muscolo è avvolto da una guaina di t.connettivo denso, detto EPIMISIO (contiene e protegge il

muscolo durante l’esecuzione del movimento che da un lato si continua nel TENDINE DI

INSERZIONE , dall’altro nel ventre muscolare a circondare gruppi o fasci di fibre (PERIMISIO) e le

singole fibre muscolari (ENDOMISIO);

­ TENDINE: cinghia di trasmissione delle forze di tensione della componente contrattile attiva, all’osso

su cui il muscolo è inserito.

Il perimisio e l’endomisio sono costituiti da tessuto connettivo lasso e sono molto ricchi di fibre nervose

motorie.

Il tessuto muscolare scheletrico è costituito da FIBRE o FIBROCELLULE. Ciascuna fibra presenta una

membrana cellulare, detta SARCOLEMMA, che delimita il citoplasma, detto SARCOPLASMA, con all’interno

miofibrille, organuli citoplasmatici e un REL, che va a circondare le miofibrille, note come MITOCONDRI.

Ogni fibra muscolare scheletrica risulta POLINUCLEATA.

● Durante il processo di DIFFERENZIAMENTO, i nuclei vengono spostati vicino al SARCOLEMMA, per

favorire la contrattilità.

● Tra il sarcolemma e la lamina basale ci sono delle cellule staminali, dette CELLULE SATELLITI

(piccole e mononucleate). Esse proliferano, generano una progenie differenziata e in grado di

auto­rinnovarsi. Sono responsabili della crescita post­natale del muscolo scheletrico (mediante

IPERPLASIA e IPERTROFIA). Le cellule satelliti danno origine a nuovi MIOBLASTI, si fondono tra

loro per poi differenziarsi in MIOTUBI. Nonostante ciò la rigenerazione delle fibre muscolari

scheletriche è piuttosto limitata.

● Le miofibrille presenti nel sarcoplasma rappresentano l’apparato contrattile della fibra muscolare.

Sono cilindriche, si estendono per tutta la fibra. Sono costituite da FASCI DI MIOFILAMENTI SPESSI

e SOTTILI. Le miofibrille hanno: una BANDA A (scura,con miofilamenti spessi e parte sottili) e una

parte centrale più chiara BANDA H(solo miofilamenti spessi), attraversata a sua volta da una LINEA

M (più scura, è la zona di contatto “ponti trasversali”, tra i miofilamenti spessi adiacenti).

● Alternata alla BANDA A è presente una BANDA I (isotropa,miofilamenti sottili, che si ancorano a

livello delle Strie Z, da qui deriva la striatura del sarcomero e della miofibrilla), che viene divisa in due

dalla LINEA o STRIA Z. Il segmento tra le due LINEE Z, costituisce il SARCOMERO, che

rappresenta l’unità strutturale e funzionale della miofibrilla.

● Quindi la miofibrilla è data da molti sarcomeri, ciascuno delimitato da 2 STRIE Z.

PROTEINE CONTRATTILI

Actina & Miosina

Actina → costituisce il miofilamento sottile, è un monomero di G­actina (actina globulare più altri monomeri

per formare 2 filamenti di F­actina, filamentosa), avvolti l’uno sull’altro. Nei solchi di actina, troviamo la

TROPOMIOSINA ,che nel muscolo a riposo copre i siti attivi presenti sui monomeri di actina, impedendo

l’interazione ACTINA­MIOSINA.

Miosina → ogni miofilamento spesso è formato dalla miosina ( 2 catene polipeptidiche pesanti avvolte a

doppia elica, che si prolungano all’interno di due teste, capaci di legare l’actina e scindere l’ATP in ADP e Pi.

Ogni miofilamento presenta un’area NUDA centrale (corrisponde alla ZONA H) con code di miosina e teste.

Tra i filamenti spessi e sottili troviamo i PONTI TRASVERSALI o CROCIATI (formati dalle teste delle

molecole di miosina e una piccola porzione delle code). La LINEA M (qui troviamo la proteina M, proteina H,

miosina e la CPK, titina e nebulina), solca la banda H (connessione fra filamenti spessi).

Il complesso DISTROFINA­GLICOPROTEINE​

di membrana, stabiliscono una comunicazione tra l’apparato

contrattile e la matrice extracellulare.

Il B­distroglicano interagisce con la DISTROFINA (stabilizzano la membrana durante i cicli di contrazione e di

rilasciamento del muscolo. L’assenza della distrofina, provoca l’alterazione dell’integrità del sarcolemma,

rendendo la membrana suscettibile al danno meccanico. Ciò causa la DISTROFIA MUSCOLARE, ovvero

una malattia neuro­muscolare a carattere degenerativo. Tra le più diffuse vi è la DISTROFIA MUSCOLARE

​ ​

DI DUCHENNE (la distrofina è assente) e quella di​

BECKER (presente in forma ridotta).

● Durante la contrazione​

, il sarcomero si accorciava per avvicinamento delle 2 strie Z, concomitante

alla riduzione di dimensioni delle emibande I e dalla banda H. La BANDA A rimaneva invariata.

Durante la contrazione, i punti trasversali di miosina prendono contatto con i filamenti sottili

circostanti, che sono costretti a slittare verso il centro del sarcomero. I ponti lavorano in modo

ASINCRONO, in modo che soltanto una parte è attiva in ogni momento.

● Nel muscolo sottoposto a stiramento (stretching) e quindi ad allungamento passivo, le dimensioni

della BANDA A restano costanti, mentre quelle della BANDA I mostrano un aumento parallelo a

quello della banda H.

FASI DELLA CONTRAZIONE MUSCOLARE

1. L’ATP si lega alla MIOSINA, che si stacca dall’ACTINA;

2. la MIOSINA scinde l’ATP in ADP e Pi;

3. il calcio si lega alla TROPONINA, in questo modo si liberano i siti dell’actina che si vanno a

legare alla MIOSINA;

4. la miosina effettua il COLPO DI FRUSTA, andando verso il centro del sarcomero,

trascinando la miosina;

5. essa rilascia l’ADP e abbiamo lo stato di Rigor;

6. se c’è l’ATP incomincia da capo, altrimenti avviene il Rigor Mortis.

ACCOPPIAMENTO - ECCITAZIONE - CONTRAZIONE

Motoneurone del SNC = genera l’impulso nervoso. L’eccitazione provocata dalla fibra nervosa causa la

contrazione del muscolo. A livello della giunzione o sinapsi neuro­muscolare, il BOTTONE SINAPTICO

dell’assone del motoneurone, rilascia il neurotrasmettitore. Il neurone pre­sinaptico che rilascia Acetilcolina,

quest’ultima arriva nella membrana post­sinaptica (che è quella del muscolo) e poi attiva i suoi recettori.

Questi, arrivati, aprono dei canali per il SODIO e lo fanno entrare. In questo modo di depolarizza la

membrana. La depolarizzazione del TUBULO T provoca la modificazione della forma del recettore

DIDROPIRIDINICO, questo fa aprire i RECETTORI RIANODICI, che si trovano sulle CISTERNE

TERMINALI. Così favorisce il calcio, che si trova dentro le cisterne, e si va a legare con la TROPONINA.

RETICOLO SARCOPLASMATICO ​

=è la riserva di ioni Ca++ nella fase di riposo muscolare, poi essi

vengono rilasciati nel sarcoplasma, ma a causa di un impulso nervoso, si rende possibile la contrazione

muscolare. Il reticolo circonda ogni miofibrilla formando una sorta di rete di cui fanno parte: TUBULI e zone

di collegamento (ANASTOMOSI) tra i tubuli. Qui si formano sistemi di CISTERNE chiuse all’altezza della

banda H, che danno origine alla CISTERNA FENESTRATA. I tubuli confluiscono in canali di maggior calibro

(CISTERNA TERMINALE). Il tubulo trasverso o TUBULO T​

, prende origine da un’invaginazione del

sarcolemma. TUBULO T + 2 CISTERNE TERMINALI =​

TRIADE​

.

A. Il muscolo si contrae con una forza superiore alla resistenza e si accorcia (CONTRAZIONE

CONCENTRICA) → movimento;

B. Il muscolo si contrae con una forza inferiore alla resistenza e si allunga (CONTRAZIONE

ECCENTRICA) → movimento;

C. Il muscolo si contrae ma non cambia lunghezza (CONTRAZIONE ISOMETRICA) → nessun

movimento.

FIBRE MUSCOLARI

1. FIBRE ROSSE o di tipo I (slow fibers) → ricche di mioglobina, hanno un metabolismo OSSIDATIVO,

si contraggono lentamente, ma sono resistenti all’affaticamento, possono compiere lavori più

prolungati e vengono classificati come “MUSCOLI TONICO­POSTURALI”. Quando si trovano in uno

stato disfunzionale, manifestano sofferenza con una condizione di accorciamento e rigidità. (Tibiale

anteriore, soleo, tensore della fascia lata);

2. FIBRE BIANCHE o di tipo IIb (fast fibers) → scarsi mitocondri e mioglobina, utilizzano la GLICOLISI

ANAEROBICA, scindendo il glucosio, possiedono una ATPasi miosinica ad elevata velocità di

reazione e si contraggono rapidamente, soggette ad affaticamento per la produzione di acido lattico,

sono adatte per attività INTENSE, ma di BREVE DURATA, o per movimenti fini e precisi. (Tricipite

brachiale, brachioradiale , romboide, “MUSCOLI di tipo FASICO”);

3. FIBRE INTERMEDIE o di tipo IIa → tra le fibre bianche e rosse, ricche di mitocondri a elevato

contenuto di mioglobina, e granuli di glicogeno. Si adattano facilmente agli stimoli allenanti.

Il totale riposo o infortunio portano all’IPOTROFIA o all’ATROFIA delle fibre.

IMPULSO NERVOSO TRASMESSO DA UNA FIBRA NERVOSA MOTORIA a

livello della GIUNZIONE NEUROMUSCOLARE

Motoneurone alfa + fibre muscolari innervate = UNITà MOTORIA

LE PRESTAZIONI DI UN MUSCOLO DIPENDONO DAL NUMERO ,

DIMENSIONE E DISPOSIZIONE ANATOMICA DELLE FIBRE MUSCOLARI CHE

LO COMPONGONO!

1. Dimensione delle singole fibre;

2. lunghezza delle fibre all’inizio della contrazione;

3. il numero di fibre muscolari che si contraggono simultaneamente;

4. disposizione anatomica delle fibre muscolari.

Muscoli NASTRIFORMI (es. Sartorio) → con fasci muscolari paralleli tra loro;

Muscoli FUSIFORMI (es. Bicipite brachiale) → fascicoli paralleli tra loro e convergenti su un tendine;

Muscoli a VENTAGLIO (es. Pettorale ) → piatti e con fibre divergenti ad un’estremità e fibre convergenti su

un tendine;

Muscoli PENNIFORMI (es. Retto femorale) → fasci orientati obliquamente, rispetto alla linea di trazione.

LA REGOLAZIONE DELLA FORZA PRODOTTA DURANTE LA CONCETRAZIONE MUSCOLARE

AVVIENE GRAZIE A DUE MECCANISMI=

1. Aumento del numero di unità motorie reclutate;

2. variazione della frequenza di scarico del motoneurone;

a. vengono reclutate prima le unità motorie più piccole (fibre rosse e lente) e poi quelle grandi(bianche e

veloci).

TESSUTO MUSCOLARE CARDIACO

Esso è un tipo di muscolo striato involontario nella parete del CUORE, che costituisce la tonaca muscolare

chiamata MIOCARDIO → responsabile della contrazione ritmica del cuore e si trova tra endocardio ed

epicardio. Esso è formato da cellule o fibre muscolari cardiache dette “CARDIOMIOCITI o CARDIOCITI”. I

cardiociti presentano delle terminazioni dicotomiche a Y, formando una rete ANASTOMOTICA

TRIDIMENSIONALE, sono mononucleati e binucleati, più cardiociti vengono uniti dai DISCHI INTERCALARI

( detti STRIE SCALARIFORMI (sono complessi specializzati di membrana di cardiociti adiacenti), formando

un sincizio funzionale → il miocardio. I cardiociti sono ancorati meccanicamente grazie ai desmosomi =

FASCE ADERENTI (adesione tra cardiociti grazie a Ca++ dipendenti sulla superficie extracellulare e

mediante ancoraggio al sarcolemma).

Sarcoplasma dei Cardiociti= striatura o bondeggiatura trasversale dovuta alla presenza di MIOFIBRILLE e

SARCOMERI, abbondanti MITOCONDRI.

GIUNZIONI GAP= connettono cardiociti adiacenti, facendo passare più rapidamente delle piccole molecole e

ioni che permettono l’accoppiamento elettrico, consentendo alle cellule di coordinare le loro attività,

comportandosi come un’unica grande cellula.

SISTEMA DI CONDUZIONE DEL CUORE

1. NODO SENO­ATRIALE: rappresenta il Pacemaker segnapassi atriale, generando dei potenzialI

d’azione. ATRIO DESTRO. Da qui l’impulso elettrico viene propagato al Fascio di Bachmann e ai

TRATTI INTERNODALI del miocardio specifico;

2. NODO ATRIO­VENTRICOLARE: ATRIO DESTRO,l’onda arriva qui, subisce un ritardo;

3. FASCIO COMUNE ATRIOVENTRICOLARE di His: arriva qui, e si divide in branca di destra e di

sinistra, sotto l’ENDOCARDIO;

4. FIBRE DI PURKINJE: le branche si suddividono e formano la rete delle fibre del Purkinje.

Il MIOCARDIO si contrae autonomamente e spontaneamente, grazie alla presenza di cardiociti specializzati.

Il SNA regola il ritmo cardiaco spontaneo, per cui la contrazione cardiaca è ritmica, autonoma e spontanea,

sotto il controllo del SNA involontario. Il sistema simpatico aumenta la frequenza e la forza della contrazione,

il sistema parasimpatico opera in senso contrario, spiegando così l’accelerazione (TACHICARDIA) del ritmo

cardiaco ed il suo rallentamento (BRACHICARDIA).

TESSUTO MUSCOLARE LISCIO

Esso è composto da cellule o fibrocellule muscolari lisce, forma fusata, mononucleate e ovali, ilb

SARCOPLASMA è privo di striature, non ci sono TUBULI T, rimpiazzati dalle CAVEOLE, che facilitano

l’ingresso degli IONI CALCIO.

Miofilamenti sottili= più lunghi

Miofilamenti spessi= più corti, meno complessi e senza area NUDA.

Ci sono filamenti intermedi , che uniscono i corpi densi intrasarcoplasmatici, contenenti la proteina

alfa­actinina, ed inoltre ancorano l’apparato contrattile alla membrana plasmatica , dove ci sono i CORPI

DENSI SUB­SARCOLEMMATICI.

CONTRAZIONE CELLULE MUSCOLARI LISCE

­ I sarcomeri sono assenti e le cisterne del reticolo sarcoplasmatico sono rimpiazzate dalle caveole, al

momento dell’arrivo dello stimolo nervoso o ormonale. I miofilamenti spessi delle cellule muscolari

lisce si assemblano grazie al cambiamento di conformazione della molecola di MIOSINA, ed

interagiscono con i miofilamenti sottili , determinandone lo scivolamento, la cellula muscolare liscia

contratta assume una forma rotondeggiante e bernoccoluta.

­ La TROPONINA C è assente, ed è rimpiazzata dalla CALMODULINA, che lega il Ca++ e va ad

attivare una CHINASI dalle CATENE LEGGERE della miosina inducendo la fosforilazione di

quest’ultima. ​

La PROPAGAZIONE → avviene attraverso le GIUNZIONI GAP , tra le diverse cellule, che pertanto si

contraggono coordinatamente (INNERVAZIONE UNITARIA). Nei muscoli lisci multiunitari vi è

l’INNERVAZIONE MULTIUNITARIA, che consente delle contrazioni precise e graduali. Questo muscolo è

più resistente alla fatica ed ha un controllo involontario. Con contrazione quindi= INVOLONTARIA ,

SPONTANEA e RITMICA, LENTA e SOSTENUTA, e può essere modulata in senso eccitatorio o inibitorio da

meccanismi elettrici (impulso nervoso) e di tipo chimico (ormoni,gas,etc).


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze delle attività motorie e sportive
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maravasco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia e istologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Di Pietro Roberta.

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