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Elementi di istologia

Tessuto epiteliale

Viene distinto in epitelio di rivestimento e epitelio ghiandolare. Possiede varie funzioni come quella di protezione, trasporto, secrezione e assorbimento. Inoltre, controlla lo spostamento di sostanze da un compartimento all’altro dell’organismo.

Epitelio di rivestimento

Mostrano uno spazio intercellulare ridotto e poca matrice extracellulare. Gli epiteli sono separati dal sottostante tessuto connettivo da una lamina basale, prodotta dalle cellule epiteliali stesse. Questa ha funzione di ancoraggio e consente gli scambi metabolici tra connettivo e epitelio, poiché questo non è vascolarizzato e le sostanze epiteliali passano per capillarità da un tessuto all’altro. La maggior parte delle cellule epiteliali presenta una regione apicale che guarda verso il lume e una zona basolaterale la cui porzione basale è in contatto con la lamina basale.

La porzione apicale va incontro a numerose modificazioni:

  • Microvilli: proiezioni citoplasmatiche che si protendono verso il lume, caratteristici di cellule cilindriche a funzione assorbente, molto lunghe in organi assorbenti come l’intestino, determinandone un notevole aumento della superficie della cellula. Ciascun microvillo è costituito da un’asse centrale di 25-30 filamenti di actina, legati trasversalmente dalla villina.
  • Stereociglia: lunghi microvilli che si trovano nell’epididimo e nelle cellule sensoriali della coclea dell’orecchio interno dove sono coinvolte nella generazione dell’impulso elettrico.
  • Ciglia: lunghe strutture mobili costituite da microtubuli disposti in maniera ordinata 9+2. Si trovano negli epiteli della trachea, bronchi e tube ovariche.

La zona basolaterale comprende la zona basale e laterale della membrana cellulare. Nella porzione laterale si trovano complessi giunzionali a livello delle zone di contatto che possono essere di vario tipo. Troviamo infatti:

  • Giunzioni occludenti: più frequenti nelle cellule epiteliali e sono disposte a formare una cintura che avvolge tutta la cellula. Sono costituite da proteine disposte sulla membrana di cellule adiacenti a formare una saldatura che chiude lo spazio intercellulare. Hanno la funzione di prevenire lo spostamento di proteine verso la zona basolaterale e impedire la diffusione di molecole solubili attraverso gli spazi intercellulari.
  • Giunzioni aderenti: localizzate sotto le giunzioni occludenti e anch’esse circondano la cellula.
  • Desmosomi: giunzioni simili a delle saldature distribuiti in maniera sparsa lungo tutta la membrana laterale soprattutto nell’epidermide.
  • Giunzioni gap: molto diffuse nei tessuti epiteliali ma anche nei muscolari. Permettono il passaggio di sostanze tra cellule adiacenti. Sono costituite da un poro (connessone) formato da sei proteine chiamate connessine che formano un canale idrofilico, la cui apertura è regolata da cambiamenti del pH citosolico e dalla concentrazione di calcio.

Tra le specializzazioni della superficie basale troviamo la lamina basale, secreta dall’epitelio e separa l’epitelio dal sottostante tessuto connettivo. È costituita da glicoproteine. Funziona da filtro molecolare e influenza la migrazione di cellule epiteliali in caso di riepitelizzazione; le invaginazioni della membrana plasmatica, che sono dei ripiegamenti che hanno la funzione di aumentare la superficie cellulare per favorire il trasporto ionico; infine gli emidesmosomi, costituiti da placche di adesione composte da proteine.

Classificazione epiteli di rivestimento

Si classificano in base al numero di strati cellulari compresi tra la lamina basale e la superficie libera e per la morfologia delle cellule che li costituiscono:

  • Semplice: unico strato di cellule
    • Epitelio pavimentoso semplice
    • Epitelio cubico semplice
    • Epitelio cilindrico semplice
  • Stratificato: presente più di uno strato
    • Epitelio pavimentoso stratificato
    • Epitelio cubico stratificato
    • Epitelio cilindrico stratificato
    • Epitelio di transizione
    • Epitelio cilindrico pseudostratificato

Composto da un singolo strato di cellule appiattite disposte a intimo contatto. Si trova negli alveoli polmonari, nell’ansa di Henle, nella parete della capsula di Bowman e come mesotelio nella cavità pleurica.

Formato da un singolo strato di cellule cubiche. Presente come rivestimento dei dotti ghiandolari, sulla superficie dell’ovaio e in alcuni tubuli renali.

Costituito da cellule alte e rettangolari con nucleo in posizione basale. Si trova nel tubo digerente, cistifellea e grossi dotti ghiandolari con microvilli sulla zona apicale, utero, tube ovariche e piccoli bronchi con ciglia in posizione apicale.

Si divide in cheratinizzato e non cheratinizzato. Quello non cheratinizzato è composto da veri strati cellulari dei quali il più profondo con cellule cubiche è in contatto con la lamina basale, quello intermedio presenta cellule polimorfe, mentre quelle dello strato superficiale sono appiattite. Si ritrova sulle superfici umidificate della cavità orale, faringe, esofago, corde vocali e vagina. Quello cheratinizzato si differenzia per la presenza sulla superficie di cellule morte i cui nuclei e il citoplasma sono sostituiti da cheratina. Si ritrova nell’epidermide.

Costituito da due strati cellulari nei dotti delle ghiandole sudoripare.

Presenta più strati cellulari con quelle superficiali cilindriche mentre quelle a contatto con la lamina sono cubiche. In distretti come la congiuntiva dell’occhio.

Composto da tanti strati cellulari, in cui quelle superficiali sono larghe a cupola e quelle profonde cubiche o cilindriche. Si ritrova nei calici renali e l’uretra.

Composto da un singolo strato di cellule di altezza diversa, per cui solo alcune riescono ad arrivare alla superficie. Nell’uretra maschile, nell’epididimo e nei grossi dotti escretori ghiandolari.

Epitelio ghiandolare

Le ghiandole si originano per migrazione di cellule epiteliali nel sottostante tessuto connettivo. Sintetizzano prodotti di secrezione (ormoni, latte, muco) che vengono accumulati in vescicole chiamate granuli. La modalità di rilascio divide le ghiandole in endocrine (non possiedono un dotto escretore e rilasciano il secreto direttamente nel torrente sanguigno) o esocrine (il secreto viene riversato fuori o in una cavità interna al corpo mediante un dotto escretore). Alcune ghiandole sono miste (pancreas, ovaie e testicoli).

In base al tipo di secreto individuiamo le ghiandole esocrine a secrezione mucosa, seriosa o mista: quelle mucose generano mucinogeno che a contatto con l’acqua rigonfia divenendo un denso materiale viscoso; quelle seriose producono un materiale acquoso ricco di enzimi; le miste sono provviste di acini misti. In base alla modalità di secrezione troviamo ghiandole merocrine (per cui il citosol rimane intatto), apocrine (dove si ha perdita di una parte del citosol) e olocrine (la cellula muore divenendo essa stessa prodotto di secrezione). Le ghiandole esocrine unicellulari sono rappresentate da cellule isolate all’interno di un epitelio, come le cellule caliciformi che si trovano negli epiteli del tratto digestivo. Le ghiandole esocrine pluricellulari sono dei raggruppamenti di cellule secernenti, possono avere una struttura semplice o più complesse ramificate:

  • Semplici tubulari: le cellule che compongono la ghiandola hanno funzione secernente e delimitano anche il condotto escretore.
  • Pluricellulari complesse: la parte di tubulo in prossimità della superficie costituisce la porzione escretrice (condotto escretore) mentre la porzione più distale forma la parte secernente (adenomero, tubulare o sferico).

In base alla porzione secernente individuiamo:

  • Ghiandole tubulari semplici: cellule secernenti disposte a formare una struttura tubulare rettilinea nel cui lume le cellule riversano il secreto. Non c’è distinzione tra parte secernente e escretrice (gastriche propriamente dette e intestinali).
  • Ghiandole glomerulari: forma di un tubulo con l’estremità distale che rappresenta la porzione secernente avvolta a gomitolo (sudoripare della cute).
  • Ghiandole tubulari ramificate: formate da un dotto escretore che riceve tubuli ramificati che costituiscono la porzione secernente (piloriche e duodenali).
  • Ghiandole alveolari composte: formate da più adenomeri a forma di alveolo che si aprono in un unico condotto escretore (ghiandole sebacee della pelle).
  • Ghiandole tubulo-acinose composte: hanno un condotto escretore le cui ultime diramazioni terminano con adenomeri ad alveolo (salivari e del pancreas esocrino).

Le ghiandole endocrine sono prive di dotti e riversano il loro prodotto di ormoni direttamente nel circolo sanguigno. Gli ormoni prodotti sono peptidi, proteine, aminoacidi modificati, steroidi e glicoproteine. Le cellule secretorie sono organizzate in:

  • Cordoni: si dispongono a formare cordoni anastomizzati intorno a capillari o a sinusoidi.
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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pippo21"3 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia con elementi di istologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Gesi Marco.
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