Metaplasma
Tipo 1
Riveste le cellule e occupa gli spazi intercellulari più ampi, composto anche da fibre collagene, reticolari ed elastiche.
Tipo 2
Spazi intercellulari modesti, privo di fibre e vasi.
Tipo 3
Spazi assolutamente esigui, liquido tessutale e minima quantità di sostanza amorfa.
Tipo 4
Costituisce la membrana basale e la lamina basale, organizzazione molto complessa.
Tipo 5
Esclusivo di sedi specifiche.
Microscopia
Microscopio fotonico
Si avvale dei raggi della luce bianca, di quelli infrarossi e degli UV.
- Due combinazioni di lenti convergenti, obbiettivo e oculare
- L’obbiettivo raccoglie le radiazioni e da una prima immagine capovolta del campione. L’oculare raccoglie questa prima immagine e ne forma una seconda ulteriormente ingrandita ma dritta. I fotorecettori trasformano l’energia radiante in elettrica permettendo il fenomeno della visione cosciente.
Microscopio elettronico TEM
Immagine risolta e ingrandita dovuta ad un flusso di elettroni.
La cellula
Apparato ialoplasmatico
Territorio della cellula, accoglie in sé tutti i territori cellulari, possiede un centrosoma, considerabile anche come un apparato locomotore a causa dei suoi sottosistemi filamentosi. Costituito da una sostanza fondamentale formata da una soluzione di ioni inorganici, monosaccaridi, amminoacidi, precursori dei nucleotidi.
- Citosol: Macromolecole proteiche + sostanza fondamentale ialoplasmatica. Queste macromolecole sono quelle che possono aggregarsi per formare le unità filamentose; tubulina, actina e miosina.
- Citogel: Plastico, si auto organizza, quasi del tutto gelificato, ha urgenti necessità metaboliche per favorire lo stato di sol. La cellula che deve sopportare un carico ha gel all’esterno e sol all’interno.
- Citoscheletro: Insieme di microtubuli, filamenti di actina, filamenti di miosina e filamenti intermedi. I suoi componenti si formano grazie all’auto organizzazione. Influisce sul moto cellulare (ameboide). Actinoni contrattoni e microtubuli.
- Moto endocellulare attivo: riguarda le vescicole presenti nel citoplasma, fa capo a un sistema di trasporto dovuto alle unità sovramolecolari composte da microtubuli e filamenti di actina miosina che fungono da rotaie sulle quali scorrono le miosine le dineine e le chinesine.
- Moto endocellulare passivo: legato all’agitazione termica e alle correnti citoplasmatiche conseguenti ai processi di solificazione e gelificazione.
- Moto cellulare:
- Moto ameboide: si allunga la cellula nel fronte avanzante grazie alla formazione di nuovi microtubuli che di fatto allungano la cellula, nel frattempo la coda si sta consumando per rifornire la testa di vescicole di membrana trasportate da chinesine che camminano sui microtubuli.
- Moto ciliare: solo gli spermatozoi si muovono con questa modalità, moto dovuto alla presenza di ciglia in questo caso dette flagelli.
Miosine motrici
Costituite da una catena pesante e da due o quattro catene leggere.
- Catena pesante: una o due eliche seguite da un’estremità chiamata testa e da una chiamata coda, il collo è interposto tra la testa e la coda.
- Testa: parte motrice
- Collo: braccio di leva
- Coda: dominio strutturale, permette la formazione del filamento di miosina costituito da miosine legate in corrispondenza della loro coda.
- Catene leggere: piccoli polipeptidi presenti nel collo, stabilizzano l’assetto molecolare e regolano l’attività della testa.
Sistema actina-miosina contrattile
Contrattone fatto da due filamenti di actina e da una miosina motrice.
- Primo stadio: la testa della miosina idrolizza l'ATP e disegna un angolo di 135°.
- Secondo stadio: la testa della miosina riconosce l’actina e la lega a sé, va a disegnare un angolo di 90° esprimendo una forza.
- Terzo stadio: la testa e il collo rimangono nella stessa posizione fin quando nuovo ATP si sostituisce all'ADP che li trattiene.
Apparato di rivestimento
Sistema periferico della cellula, soddisfa la necessità della cellula di comunicare con l’esterno e al tempo stesso esserne separato.
- Plasmalemma: situato centralmente, composto da lipidi proteine e glucidi.
- Lipidi:
- Fosfolipidi: presenti in entrambi gli strati.
- Glicolipidi: strato esterno, si aggregano formando enormi complessi sovramolecolari ricchi di colesterolo.
- Colesterolo: presente in entrambi gli strati, gelifica e solifica i territori. Sostegno alle proteine, impermeabilizzazione della cellula.
- Proteine: affondate nello strato lipidico.
- Intrinseche: spesso sono enzimi adibiti al metabolismo dei lipidi dello strato lipidico, formano canali, ricevono segnali che trasmettono allo ialoplasma.
- Glucidi: principalmente riconoscimento di altre molecole.
- Lipidi:
- Glicocalice: steso sulla superficie delle cellule, legato al plasmalemma soprattutto tramite oligosaccaridi e pertinente al metaplasma con le glicoproteine.
- Ectoplasma: strato più interno.
Villi comuni
Espansioni digitiformi dell’ectoplasma, non risolubili all’ottico.
Microvilli
Esili espansioni cilindriche di uguale grandezza, citoscheletro vincolato ad una rete di filamenti intermedi, configurano un sistema assorbente. Non sono risolti come unità distinte ma come un orletto a spazzola.
Stereociglia
Attività assorbente e secernente, scheletro simile a quello dei microvilli. Tendono a conglutinarsi offrendosi come una sorta di pennacchio. Presenti solo in cellule particolari come quelle dell’epididimo o del vestibolo dell’orecchio.
Ciglia
Sostenute da uno scheletro di microtubuli, possono essere mobili o immobili. Movimento efficace e movimento di ritorno. Appaiono come entità distinte, raccolte in una frangia. Vie respiratorie, spingono il muco nella direzione desiderata utilizzando il moto ciliare. È un moto efficace, nel senso che una volta effettuato il movimento di partenza devono tornare nella posizione di riposo senza effettuare un movimento contrario.
Giunzioni intercellulari
Occludenti
Zonule che legano le cellule che rivestono le superfici libere, dotate di una o più serie di proteine intrinseche, le occludine. Configurano un sistema guarnizione, impermeabile alle molecole organiche. Separano due ambienti, notevole importanza funzionale.
Aggreganti
Possono essere desmosomi a macule o zonule. Vincolano le cellule coinvolte mediante le caderine che si legano reciprocamente e le catenine che formano la placca giunzionale. Desmosomi ben riconoscibili all’ottico, sono evidenti come noduli del Bizzozero situati dove le spine si incontrano conferendo alle cellule un aspetto raggiato.
Comunicanti
Macule che mettono in comunicazione diretta due cellule favorendo lo scambio reciproco di micromolecole e ioni. Hanno come attrattori proteine chiamate connessine che formano dei canali proteici chiamati connessoni.
Apparato genetico
Cisterna perinucleare
Cavità appiattita in continuità con il granulato, si annulla in corrispondenza dei pori nucleari, compresa tra la membrana nucleare interna e quella esterna.
Membrana nucleare esterna
Citomembrana granulata per la presenza di poliribosomi sulla superficie, in effetti si continua fisicamente con la membrana del granulato.
Pori nucleari
Tragitti anulari (120 nm) che contengono il complesso del poro nucleare, controllo del traffico di molecole in entrata e in uscita dal nucleo.
L’involucro nucleare
Protegge fisicamente i cromosomi nel mentre controlla gli scambi al fine di mantenere le attività degli specifici materiali. Si dissolve frammentandosi in piccole vescicole durante la metafase del ciclo cellulare, si riforma al termine della telofase.
Apparato carioplasmatico
Sistema equivalente all’apparato ialoplasmatico della cellula.
- Cariosol, equivalente al citosol:
Sistema composto da una dispersione acquosa di ioni inorganici, nucleotidi liberi e enzimi coinvolti nel metabolismo dei polinucleotidi.
- Carioscheletro, equivalente al citoscheletro:
Sistema di filamenti che ricordano i filamenti intermedi e soprattutto i filamenti di actina, non ne ha però la visibilità microscopica. Comprende due componenti fra loro vincolate; la lamina fibrosa e la rete fibrillare.
- Lamina fibrosa: rete applicata alla superficie interna della membrana nucleare interna. Sostiene l’involucro nucleare.
- Rete fibrillare: costituito da actina nucleare, posiziona e stabilizza il nucleo all’interno del citoplasma.
Cromatina
Sistema sopramolecolare formato da DNA cromatinico, da 5 classi di istoni, da proteine non istoniche, fosfolipidi e da RNA cromatinico.
- DNA cromatinico:
Il DNA presente nei cromosomi, manifesta due principali tipi di sequenze nucleotidiche per le quali è detto:
- DNA con sequenze uniche
- DNA con sequenze mediamente ripetute
Il DNA dei cromosomi umani può essere raccolto in 3 quote principali: una che produce gli RNA messaggeri (II classe), una che produce gli RNA ribosomiali (I classe) e una terza quota largamente prevalente che non è direttamente coinvolta nella sintesi proteica chiamato DNA spazzatura.
- RNA cromatinico:
Rappresentato da piccoli RNA che partecipano ai processi di trascrizione e duplicazione del DNA.
- Istoni:
Proteine indicate con le sigle H1, H2A, H2B, H3 e H4. Legano il DNA, che quindi si arrotola su di esse in modo reversibile in quanto i legami ionici possono essere facilmente scissi. Svolgono un’attività strutturale, ma anche una forte influenza sull’espressione dei geni.
- Proteine non istoniche:
- Attività strutturale:
Contributo all’architettura della cromatina. Coesine; tengono uniti i cromatidi fratelli.
- Attività regolativa:
Fattori correlati alla trascrizione. Favoriscono lo srotolamento dei nucleosomi.
- Attività enzimatica:
Intervengono nella sintesi degli RNA, nella duplicazione, ricombinazione e riparazione del DNA.
- Attività strutturale:
Cromosomi
Morfologia cromosomi interfasici
Cromosomi presenti nelle fasi G0, G1, S e G2, sono tutti nella forma di filamento.
- In G0 e G1 sono cromosomi monocromatidici rappresentati da un unico filamento, detto cromatide.
- In S e G2 sono cromosomi bicromatidici costituiti da due cromatidi fratelli congiunti in corrispondenza del loro territorio centrico.
Cromatidi
Due brevi estremità che terminano con un telomero: particolari sequenze nucleotidiche altamente ripetute, impediscono la fusione delle estremità dei cromosomi, dove la telomerasi è scarsamente attiva la loro lunghezza diminuisce progressivamente fino ad impedire la progressione del ciclo riproduttivo. Un corpo centrale, il corpo cromatidico, comprensivo di:
- Territorio centrico
- Origini della duplicazione
- Costrizioni secondarie
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Istologia
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Istologia, Citologia, istologia e embriologia
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Istologia - sbobinatura
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Istologia - esercitazione