Camilla Cilluffo
1. PREPARAZIONE DEI PREPARATI
Alcuni preparati sono visibili scarsamente→
1. PRELEVO IL CAMPIONE E LO IMMERGO NEL FISSATIVO
1. Fissazione: tutti i tessuti, in particolare, quelli ad intensa attività enzimatica, una volta prelevati dalla
loro sede anatomica tendono a degradarsi molto rapidamente, quindi, per preservarne la struttura
nativa è indispensabile trattare i campioni prelevati con particolari composti chimici denominati
fissativi, che hanno la funzione principale di porre fine al metabolismo cellulare.
2. In che modo?
3. Questi composti formano dei legami incrociati con le proteine di membrana stabilizzando la struttura
ed evitando la lisi cellulare. Le proteine vengono denaturate => indurimento e coartazione del tessuto
con perdita del 20% del volume iniziale.
4. Gli agenti patogeni (funghi, batteri e virus) vengono debellati.
Coaugulantià precipitazione delle proteine in ammassi non grossolani (acido acetico, alcol
§ etilico ecc)
Gelificantià precipitazione proteica molto fine, ma meno penetrativi (aldeidi, acido osmico)
§ PIU’ USATI PER MICROSCOPIA ELETTRONICA
Fissativi semplici (Formalina) e Miscele fissative: rapida penetrazione dei tessuti e il
§ mantenimento di una buona integrità strutturale (Liquido di Bouin)
Formalina:
o soluzione acquosa di formaldeide (di solito al 37%).
§ Preserva la struttura cellulare e la matrice extracellulare e interagisce con i gruppi amminici
§ delle proteine favorendo la formazione di legami tra i residui di lisina (amminoacido chirale)
Può essere utilizzata per fissare cellule in coltura
§
Liquido di Bouin (acido picrico in etanolo + acido acetico + formalina)
o Agenti fisici e chimici
§
1. DISIDRATO IL CAMPIONE IN DIVERSE CONCENTRAZIONI DI ETANOLO DA 50° AD ETANOLO PURO AL
100%.
Disidratazione: disidratazione alcolica
Serve per preparare i campioni all'inclusione, poiché molte sostanze che verranno utilizzate non
sono solubili in acqua (Paraffine e resine). Sostituiscono l’acqua con un mezzo che sia miscibile.
La disidratazione avviene immergendo il campione gradualmente in una scala ascendente di
etanolo (50°-75°-95°-100°)
3. PASSAGGIO DEI PEZZI NEL SOLVENTE DEL MEZZO D’INCLUSIONE
Il quale ha lo scopo di favorire l'infiltrazione del mezzo indurente (paraffina) durante l'inclusione.
Avviene una chiarificazione del tessuto.
(es. idrocarburo aromatico come lo xilene o solventi sintetici)
4. IL CAMPIONE VIENE IMMERSO NEL MEZZO INDURENTE E LASCIATO OVERNIGHT IN STUFA 60°
Inclusione: i tessuti biologici tendono a perdere la consistenza necessaria al loro mantenimento, così
vengono inclusi in materiali più resistenti, che possono fungere da sostegno. Viene effettuata
all'interno di stufe termostatiche dove il mezzo indurente viene portato al suo punto di fusione.
Camilla Cilluffo Appunti di Istologia 2022
Camilla Cilluffo Paraffina: un composto ceroso di natura lipidica
o
5. INCLUSIONE TRAMITE SOLIDIFICAZIONE DELLA PARAFFINA
Si lascia il campione a temperatura ambiente fino a che polimerizzi facendo diventare la paraffina a
poco a poco solida
6. IL TAGLIO AVVIENE MEDIANTE UNO STRUMENTO CHIAMATO MICROTOMO PROVVISTO DI UNA
LAMA DI ACCIAIO
Taglio: al microscopio e posizionamento delle sezioni (10 micron) su un vetrino porta oggetto.
Il microtomo funziona come un’affettatrice
6. LE SEZIONI VENGONO SPARAFFINATE
Le sezioni vengono sparaffinate, dopo l'immersione nel solvente usato per la chiarificazione (solvente
del mezzo di inclusione) e reidratazione delle sezioni (scala discendente di etanolo)
7. COLORAZIONE CHE DISTINGUA IL NUCLEO DAL CITOPLASMA
7. Colorazione: perché le strutture biologiche non sono dotate di una colorazione.
6. Le prime colorazioni consistevano in coloranti per le stoffe.
I coloranti più usati si basano sul principio acido-base.
1. COLORANTI ACIDI: provvisti di un gruppo cromoforo acido, con cui si legano alle componenti acidofile
dei tessuti, dotate di carica positiva. EOSINA (rosa)-->citoplasma
2. COLORANTI BASICI: provvisti di un gruppo cromoforo basico, con cui si legano alle componenti basofile
dei tessuti, dotate di carica negativa. L'EMATOSSILINA (blu/viola) --->nucleo
3. Le FIBRE DI COLLAGENE permettono di colorare strutture extracellulari
4. COLORANTI METACROMATICI: dotati di caratteristiche fisico-chimiche che determinano il
cambiamento del loro colore a seconda dell'elemento biologico a cui si legano.
IMMUNOCHIMICA E IMMUNOFLUORESCENZA
Utilizzo di anticorpi diretti contro antigeni specifici di alcuni tumori in modo da poter diagnosticare la
presenza di un particolare tipo di neoplasia e della sua diffusione.
Evidenzio componenti cellulari che svolgono il ruolo di antigeni--> gli anticorpi vengono coniugati con
sostanze che convertono sostanze incolore in precipitati insolubili che si depositano nel sito di sviluppo
della reazione enzimatica.
Camilla Cilluffo Appunti di Istologia 2022
Camilla Cilluffo
ANATOMIA MICROSCOPICA 2
Celluleàtessutiàorgani->sistemi/apparatiàorganismo
APPARATO: insieme di organi con stessa funzione ma diversa derivazione embrionale
SISTEMA: insieme di organi con diversa funzione ma stessa derivazione embrionale
L’organizzazione di tessuti in organi ha inizio durante la gastrulazione e prosegue durante
l’organogenesi: 1. ORGANI FILAMENTOSI vascolari
2. ORGANI CAVI
3. ORGANI PARENCHIMATOSI viscerale
1. ORGANI FILAMENTOSI
I muscoli, i nervi e i tendini sono organi con un’organizzazione filamentosa.
unità di base
Fibra muscolare striata cardiocita
Muscolatura dei visceri cellula muscolare liscia
Nervi fibra nervosa
tendine fibra collagene
In funzione del livello di aggregazione delle unità costitutive, si formano fascetti primari, secondari
e terziari, a loro volta circondati da tessuto connettivo, che completa l’organizzazione gerarchica.
MUSCOLO SCHELETRICO NERVO
Rappresentazione schematica dell’organizzazione Rappresentazione schematica di un NERVO
di un MUSCOLO SCHELETRICO. È possibile PERIFERICO. Il nervo è formato da fibre
osservare l’organizzazione gerarchica a partire da nervose con livelli crescenti di organizzazione
un muscolo del braccio fino alla singola fibra sostenuti da tre tipi di tessuto connettivo:
muscolare (A) e i rivestimenti connettivali, quali epinervio, perinervio ed endonervio
l’endomisio che riveste la fibra muscolare (B), il
perimisio che riveste il fascicolo muscolare (C) e
l’epimisio che riveste il muscolo (D)
Camilla Cilluffo Appunti di Istologia 2022
Camilla Cilluffo
Rappresentazione schematica di un TENDINE. Le fibre
collagene si organizzano a formare fasci di primo e
secondo ordine sostenuti da rivestimenti
connettivali.
2. ORGANI PARENCHIMATOSI
fegato, milza e pancreasà NON PRESENTANO CAVITA’
presenza di una capsula formata da tessuto connettivo fibroso
- denso che circonda esternamente tutto l’organo
che a sua volta è organizzato in stroma e parenchima
- A livello della capsula, generalmente è possibile identificare una
- zona detta ilo, in cui passano, in entrata e in uscita, vasi, nervi e
dotti escretori dell’organo.
Dalla capsula si dipartono setti connettivali che suddividono
- l’organo in lobi e lobuli
I setti connettivali si ramificano sempre più, a dare un reticolo che forma lo stroma, ossia
- l’impalcatura dell’organo
Lo stroma ha una funzione trofica perché raccoglie vasi sanguigni e linfatici, nervi e dotti escretori
- Il parenchima è formato da cellule che si dispongono negli spazi creati dallo stroma, riempiendoli.
- Queste cellule svolgono la funzione specifica dell’organo e, per tale motivo, anche la loro
disposizione è peculiare: si organizzano in acini, cordoni, alveoli e tubuli.
In (A) si può osservare il tessuto connettivo,
che delinea i confini di ogni lobulo epatico.
Al centro del lobulo si osserva la vena
centrolobulare mentre ai vertici del lobulo si
individuano zone connettivali dette spazi
portali. Ogni spazio portale
accoglie un ramo dell’arteria epatica, un
ramo della vena porta, un vaso linfatico e un
dotto biliare.
(B) Sezione di fegato colorata con impregnazione argentica per mettere in evidenza le fibre reticolari
che costituiscono lo stroma, ossia l’impalcatura dell’organo.
3. ORGANI CAVI.
Gli organi cavi, o a tonache sovrapposte, sono costituiti da una parete che delimita un lume, la cui
funzione è quella di accogliere un contenuto (es. stomaco, vescica) o permetterne il transito (es.
trachea, esofago).
Gli organi cavi vengono suddivisi in viscerali e vascolari.
Camilla Cilluffo Appunti di Istologia 2022
Camilla Cilluffo
A. ORGANI CAVI VISCERALI
Presentano una cavità interna detta lume.
Negli organi cavi viscerali la parete è organizzata in quattro tonache disposte concentricamente.
1. LA TONACA MUCOSA:
Formata da un epitelio di rivestimento che poggia su un connettivo lasso a fasci intrecciati, detto
- lamina propria o tonaca propria, che, come nell’intestino, può sollevarsi, accompagnando l’epitelio
sovrastante nella formazione di villi intestinali
gli epiteli di rivestimento danno origine anche a ghiandole esocrine, che possono avere localizzazione
- diversa: Quelle confinate nell’epitelio vengono dette ghiandole intraepiteliali (es. cellule caliciformi
o mucipare)
Quelle che si sviluppano all’esterno dell’epitelio, ma rimangono nella
o parete dell’organo vengono dette ghiandole intraparietali (es. ghiandole
gastriche dello stomaco, che si sviluppano nella lamina propria della
tonaca mucosa, e ghiandole del Brunner dell’intestino tenue, che
raggiungono la tonaca sottomucosa);
Quelle che si sviluppano al di fuori della parete dell’organo vengono
o dette ghiandole extraparietali, ma queste, tramite un dotto, riversano
comunque nel lume dell’organo il loro secreto (es. fegato e pancreas, che
riversano il loro secreto nel duodeno).
Negli organi cavi dell’apparato digerente, la tonaca mucosa presenta la
- muscularis mucosae, indispensabile per rendere indipendenti alcuni movimenti
della tonaca mucosa rispetto alle restanti tonache
2. LA TONACA SOTTOMUCOSA
- Formata da tessuto connettivo lasso
- La sottomucosa può alloggiare ghiandole esocrine, come le ghiandole del Brunner
dell’intestino
- È sede di vasi e nervi a sostegno della mucosa sovrastante.
- Può sollevarsi, come si può osservare nell’intestino, dove forma le pliche intestinali, con lo scopo di
aumentare la superficie di assorbimento Eccezioni: faringe, esofagi e gli
3. LA TONACA MUSCOLARE sfinteri dove la muscolatura è striata
- Formata da cellule muscolari lisce che si organizzano in due strati:
nello strato interno hanno un orientamento circolare
o nello strato esterno hanno un orientamento longitudinale.
o
- Questa diversa disposizione favorisce due tipi di movimenti:
PERISTOLICI che permettono all’organo di modificare il proprio volume
o adattandosi al contenuto presente nel suo lume
PERISTALTICI che permettono la progressione del contenuto nel lume
o dell’organo.
4. TONACA SIEROSA O TONACA AVVENTIZIA
la tonaca sierosa (se l’organo è alloggiato nella cavità celomatica)
- Gli organi situati nella pelvi e nell’addome sono rivestiti da una tonaca sierosa (peritoneo, pleura
o pericardio).
- È costituita a sua volta da tre sottili strati che, dall’interno verso l’esterno, si dispongono nel
seguente ordine:
§ lo strato sottosieroso, non sempre presente, costituito da tessuto adiposo che si
dispone tra le tonache muscolare e sierosa;
§ lo strato sottomesoteliale, formato da tessuto connettivo denso;
§ il mesotelio. Epitelio pavimentoso semplice
la tonaca avventizia (se l’organo è al di fuori della cavità celomatica)
- gli organi cavi localizzati al di fuori della pelvi e dell’addome
- costituita da tessuto connettivo denso.
Camilla Cilluffo Appunti di Istologia 2022
Camilla Cilluffo
B. ORGANI CAVI VASCOLARI
Gli organi cavi vascolari sono costituiti da tre tonache
- la tonaca intima: è formata da un endotelio, a sua volta
costituito da un epitelio pavimentoso di natura mesenchimale,
adeso a un sottile strato di tessuto connettivo sottoendoteliale.
- In questa tonaca le cellule presentano un decorso per lo più
longitudinale, seguendo così il flusso del sangue.
- la tonaca media generalmente ha uno spessore più cospicuo, è
formata da cellule muscolari lisce e fibre connettivali, elastiche
e reticolari, presenti in diversa percentuale a seconda della
posizione del vaso.
- la tonaca avventizia formata da connettivo fibrillare elastico con
cellule di origine mesenchimale che presentano una disposizione
longitudinale. Questa tonaca riveste esternamente i vasi e li
collega al connettivo perivascolare.
- Nelle arterie si osservano due membrane elastiche: la membrana
elastica interna, localizzata tra le tonache intima e media, e la membrana elastica esterna,
localizzata tra le tonache media e avventizia
Sezione trasversale di esofago di topo. (A) Già a piccolo ingrandimento si può apprezzare la disposizione concentrica
delle tonache che costituiscono la parete di questo organo cavo. Il tessuto connettivo della tonaca mucosa (M) e della
tonaca sottomucosa (SM) sono messi in evidenza dalla colorazione di Azon-Mallory, mentre l’epitelio della mucosa (M)
e la tonaca muscolare (MC, ML) sono colorati in rosso. (B) A maggior ingrandimento è possibile osservare il sottile strato
della muscularis mucosae (MM) e la disposizione circolare (MC) (strato interno) e longitudinale (ML) (strato esterno)
delle cellule muscolari della tonaca muscolare.
Sezioni longitudinali dell’intestino. Colorazione di Masson. (A) Porzione di villo intestinale in cui, tra gli enterociti, cellule
cilindriche che formano l’epitelio intestinale, si osservano cellule caliciformi mucipare. (B) Epitelio intestinale a maggiore
ingrandimento. È possibile apprezzare la morfologia di una cellula caliciforme mucipara (frecce nere) con il suo nucleo
(asterisco bianco) confinato nella parte basale della cellula dall’abbondante secreto (asterisco nero).
Camilla Cilluffo Appunti di Istologia 2022
Camilla Cilluffo
Esofago. (A-B) Morfologia dell’epitelio pluristratificato non corneificato dell’esofago, in cui è possibile osservare la
presenza dei nuclei anche nelle cellule degli strati superficiali. Colorazione
ematossilina-eosina
.
Sezione istologica di una plica intestinale. La tonaca mucosa si solleva a formare i
villi intestinali (V), mentre il sollevamento della sottostante tonaca sottomucosa
forma le pliche intestinali (P). Alla base dei villi si osservano le cripte del Lieberkühn
(frecce). Colorazione ematossilina-eosina.
CARATTERISTICHE GENERALI DEGLI EPITELI
TESSUTO EPITELIALE
Definizione: Tessuto formato da cellule poste a mutuo contatto che poggiano sulla membrana basale
- Riceve per diffusione le sostanze nutritive e l’ossigeno di cui necessita
assenza di vascolarizzazione, però presenza di terminazioni nervose che intercorrono tra le 5 cellule
- epiteliali
dotato di intensa attività mitotica, gli epiteli sono, infatti, dei tessuti le cui cellule vanno incontro a
- frequente ricambio e per tale motivo dovranno dividersi molto frequentemente per andare a
sostituire le eventuali cellule morte, che si staccano dal tessuto.
Presenza di numerose giunzioni intercellulari come barriera e resistenza meccanica all’ingresso di
- sostanze anomale oppure come punti di unione tra le cellule così da conferirle una certa resistenza
al tessuto
Funzioni dei tessuti epiteliali
Rivestimento superficie esterna (cute) e cavità interne (strato più esterno della mucosa, quello a
- contatto con l’organo cavo)
Scambi metabolici (secrezione ghiandolare, escrezione, assorbimento intestinale)
- Scambi gassosi (alveoli polmonari)
- Ricezione di stimoli
- Protezione da disidratazione, danni meccanici e fisici (callosità nei gomiti e nelle ginocchia)
-
Classificazione degli epiteli
in base alla FUNZIONE:
§
EPITELI DI RIVESTIMENTO: della cute, delle tonache mucose (a rivestire la parte più interna
- dell’organo cavo), delle membrane sierose e dei vasi sanguigni e linfatici (endoteliali)
EPITELI GHIANDOLARI O SECERNENTI: costituiscono il parenchima delle ghiandole esocrine ed
- endocrine
EPITELI SENSORIALI: sono costituiti da cellule specializzate nella ricezione degli stimoli gustativi,
- sonori, variazione di accelerazione e gravità
in base alla FORMA DELLE CELLULE
§ il nucleo riflette di
solito la forma della
cellula
Camilla Cilluffo Appunti di Istologia 2022
Camilla Cilluffo
PAVIMENTOSO: schiacciate ed appiattite con le piastrelle del pavimento. Nucleo schiacciato e appiattito
CUBICO: (isoprismatiche) ricordano dei cubi, nucleo al centro della cellula
CILINDRICO: (batiprismatiche) più allungate con il nucleo ovale ad 1/3 dalla base
in base al NUMERO DI STRATI di cellule
§
SEMPLICE o MONOSTRATIFICATO un singolo strato di cellule
- COMPOSTO o PLURISTRATIFICATO 2 o più strati di cellule
- PSEUDOSTRATIFICATO (modificazione di un epitelio semplice)
- DI TRANSIZIONE (modificazione di un epitelio pluristratificato)
-
CORRELAZIONE MORFOLOGIA-FUNZIONE
- Gli epiteli che svolgono funzioni di assorbimento o secrezione sono in genere epiteli semplici oppure
pseudostratificati.
- L’altezza delle cellule che li formano è proporzionale all’intensità dell’attività svolta.
- Gli epiteli che svolgono funzioni di trasporto transepiteliale di ossigeno, anidride carbonica, ioni, piccole
molecole, ecc., sono in genere pavimentosi semplici.
- L’aumento del numero degli strati cellulari negli epiteli pluristratificati si correla alla necessità di creare
una ba
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