INDICE:
ISTOLOGIA 9
9
DIFFERENZIAMENTO 9
CELLULE STAMINALI
C 9
ARATTERISTICHE 10
DINAMICA DEL DIFFERENZIAMENTO CELLULARE 10
REGOLAZIONE DEL DIFFERENZIAMENTO CELLULARE 11
ANATOMIA DEL MICROSCOPIO OTTICO 12
C ’
OME SI OTTIENE UN IMMAGINE ISTOLOGICA 14
ISTOCHIMICA 14
IMMUNOFLUORESCENZA (IF) IMMUNOISTOCHIMICA (IIC)
E
IL TESSUTO EPITELIALE 15
15
EPITELI DI RIVESTIMENTO 18
GIUNZIONI CELLULARI 18
GIUNZIONI OCCLUDENT 18
O
CCLUDINE E CLAUDINE TRANSMEMBRANA 19
GIUNZIONE ANCORANTE
Z 20
ONA ADHAERENS
C 20
ADERINE 21
GIUNZIONE COMUNICANTE
I CONNNESSONI 22
23
LAMINA BASALE 24
MICROVILLI 24
STEREOCIGLIA 24
CIGLIA 26
EPITELIO PAVIMENTOSO SEMPLICE
ENDOTELIO 26
26
EPITELIO CILINDRICO SEMPLICE INTESTINALE 26
MICROVILLI 27
EPITELIO PSEUDOSRATIFICATO CIGLIATO 28
EPITELIO DI TRANSIZIONE 28
EPITELIO PAVIMENTOSO COMPOSTO CHERATINIZZATO 29
EPITELIO PAVIMENTOSO COMPOSTO NON CHERATINIZZATO 30
EPITELI GHIANDOLARI
CLASSIFICAZIONE GHIANDOLE ESOCRINE 31
C 32
ARATTERISTICHE CITOLOGICHE IN BASE AL TIPO DI SECRETO
TESSUNTO CONNETTIVO 35
35
CARATTERISTICHE 35
STRUTTURA 36
IN BASE ALLA COMPOSIZIONE DELLA MATRICE POSSIAMO CLASSIFICARE I TESSUTI CONNETTIVI 37
FUNZIONI 37
FIBRE DEL TESSUTO CONNETTIVO 38
COLLAGENE 39
FIBRILLOGENESI 40
TIPOLOGIE DI COLLAGENE 43
LA FIBRONECTINA 43
LE LAMININE 43
P
ROTEOGLICANI 44
G
LICOSAMINOGLICANI 44
A
CIDO IALURONICO 45
C
LASSIFICAZIONE PROTEOGLICANI 45
M
EMBRANA BASALE 46
C
ELLLULE DEL TESSUTO CONNETTIVO
F 46
IBROBLASTI
A 47
DIIPOCITI
M 47
ACROFAGI O ISTIOCITI
M1 48
M2 48
49
M
EDIATORI PREFORMANTI 49
M
EDIATORI NEOSINTETIZZANTI 50
P
LASMACELLULE
TESSUTO CONNETTIVO PROPRIAMENTE DETTO 51
51
T
ESSUTO CONNETTIVO LASSO 52
T
ESSUNTO CONNETTIVO DENSO 53
C
OLLAGONOPATIE 53
O
STEOGENESI IMPERFETTA 54
S H -D
INDROME DI HLERS ANLOS 54
M B
IOPATIA DI ETHLEM 54
D U
ISTROFIA MUSCOLARE CONGENITA DI LLRICH 54
E
LASTINOPATIE 54
M
ARFAN 54
A
NOMALIE DEL TESSUTO ELASTICO 55
MPS-I
IL SANGUE 56
56
F
UNZIONI 56
S
TUDIO SANGUE 56
C
OMPOSIZIONE DEL SANGUE 57
P
LASMA 57
E
LETTROFORESI DI PROTEINE 57
E
RITROCITI 58
G
RUPPI SANGUIGNI 59
E
MOGLOBINA 59
C
ORRELAZIONI CLINICHE 60
L
EUCOCITI 60
G
RANULOCITI
G 61
RANULOCITI NEUTROFILI
G 63
RANULOCITI EOSINOFILI
G 63
RANULOCITI BASOFILI 63
L
INFOCITI 65
M
ONOCITI 65
P
IASTRINE 66
T ’
APPE DELLA FASE CENTRALE DELL EMOSTASI 69
I SINUSOIDI 69
L
E CELLULE RETICOLARI 71
E
RITROPOIESI 73
G
RANULOCITOPOIESI 75
T
ROMBOCITOPOIESI 75
L
INFOCITOPOIESI
ISTOLOGIA MICROSCOPICA 77
77
P
ASSAGGI PER ALLESTIMENTO PREPARATI ISTOLOGICI PERMANENTI
OSSERVAZIONE PREPARATO AL MICROSCOPIO 81
LA CARTILAGINE 88
88
C
ARATTERISTICHE GENERALI 88
I CONDROCITI 88
I VASI 89
C
ONDROBLASTO 90
C
ARTILAGINE IALINA
L 92
A CARTILAGINE IALINA ARTICOLARE 93
C
ARTILAGINE ELASTICA 93
C
ARTILAGINE FIBROSA
IL TESSUTO OSSEO 96
97
T
ESSUTO OSSEO SECONDARIO O MATURO 99
I
L TESSUTO OSSEO LAMELLARE 101
C H
ANALE DI AVERS 102
O
SSO SPUGNOSO 102
T
ESSUTO OSSEO PRIMARIO 103
P
ERIOSTIO 103
E
NDOSTIO 105
C
ELLULE OSTEOPROGENITRICI 105
O
STEOBLASTI 105
O
STEOCITI 106
O
STEOCLASTI
OSTEOGENESI 107
107
O
SSIFICAZIONE DIRETTA 108
M
INERALIZZAZIONE DELLA MATRICE 111
O
SSIFICAZIONE INDIRETTA O ENDOCONDRALE 113
C
ARTILAGINE DI CONIUGAZIONE 114
E
PIFISI 115
R
IMODELLAMENTO OSSEO 117
F
ASE DI RIPARAZIONE DI FRATTURE
ISTOFIOSIOLOGIA DELL’OSSO 118
118
F
ATTORI LOCALI 118
F
ATTORI ENDOCRINI 118
F
ATTORI NUTRIZIONALI
SISTEMA NERVOSO 119
119
C
ELLULE NERVOSE O NEURONI
D 121
ENDRITI
A 121
SSONE 122
T
RASPORTO VELOCE 123
I NEURONI 123
I
L POTENZIALE DI RIPOSO 124
IL VALORE DI DEPOLARIZZAZIONE 128
L
E SINAPSI
L S 130
A INAPTOTAGMINA 132
G
LI ASTROCITI 136
I NERVI
IL TESSUTO MUSCOLARE SCHELETRICO 139
139
M
USCOLO SCHELETRICO 140
A
TTIVITÀ CONTRATTILE 141
S
ARCOMERI 145
R
IGIDITÀ MUSCOLARE 149
F
IBRE MUSCOLARI DANNEGGIATE 149
E
PIIMISIO 149
P
ERIMISIO 149
E
NDOMISIO 150
L
A PARETE DEL CUORE 150
M
IOCARDIOCITI 151
DISCHI INTERCALARIE 151
L
A CONTRAZIONE DEL MUSCOLO CARDIACO 151
M
IOCARDIOCITI SPECIALIZZATI
D 152
EPOLARIZZAZIONE 153
I
L CUORE È INNERVATO 153
I NEUROTRASMETTITORI 153
LE CELLULE STAMINALI CARDIACHE
IL TESSUTO MUSCOLARE LISCIO 154
154
C
ELLULE MUSCOLARI LISCE 156
I CORPI DENSI E LE PLACCHE DENSE 158
I .
N GENERALE LA CONTRAZIONE 158
’
IL SISTEMA NERVOSO L ORTOSIMPATICO E IL PARASIMPATICO 159
T
ESSUTO CARTILAGINEO 159
O
SSERVAZIONE PREPARATI
INTRODUZIONE ALLE ESERCITAZIONI PRATICHE DI ISTOLOGIA MICROSCOPICA 165
165
OSSERVAZIONE PREPARATI
EMBRIOLOGIA 172
172
I PROCESSI FONDAMENTI DELLO SVILUPPO INCLUDONO 173
C
ICLO VITALE DEI MAMMIFERI 175
O
OGENESI O OVOGENESI
I 176
L CICLO OVARICO
C ’ 180
ORRELAZIONI CLINICHE DELL OVOGENESI 181
S
PERMATOGENESI
P (16-20 ) 183
ROLIFERAZIONE GG
M ( 24 ) 183
EIOSI GG
S ( 24-30 ) 183
PERMIOGENESI GG 185
F
ECONDAZIONE
A 185
VVICINAMENTO DEI GAMETI
P 186
ENETRAZIONE DELLE BARRIERE UOVO
R ’ 186
EAZIONI DELL UOVO
U 186
NIONE DEI CROMOSOMI
F 187
ECONDAZIONE ASSISTITA 188
P
RIMA SETTIMANA DELLO SVILUPPO 189
S ’
ECONDA SETTIMANA D IMPIANTO 191
T
ERZA SETTIMANA DI SVILUPPO 196
Q
UARTA SETTIMANA DI SVILUPPO 200
R , 3
ASSEGNA DELLO SVILUPPO UMANO I PERIODI DELLO SVILUPPO
IV 200
SETTIMANA
IV -2° 200
SETTIMANA MESE
3° 200
MESE
3-6 200
MESI
6-9 201
MESI 201
L
A MALFORMAZIONE CONGENITA
ISTOLOGIA: studio della morfologia organizzazione e funzione dei tessuti, ovvero dell’associazione fra cellule.
Le cellule sono strutture di dimensioni ridotte (10.30 um).
Dalla cellula all’organismo: ZIGOTE (1 cellula) ADULTO (oltre 30.000 miliardi di cellule)
à
Questo processo avviene tramite proliferazione e al differenziamento delle cellule che si organizzeranno in tessuti e
quindi in organi.
DIFFERENZIAMENTO: Il differenziamento è l’acquisizione delle caratteristiche specifiche di una cellula specializzata a
svolgere una precisa funzione (FENOTIPO).
- caratteristiche morfologiche
- caratteristiche biochimiche
- caratteristiche funzionali
CELLULE STAMINALI: cellule dalle quali hanno origine gli elementi differenziati
La generazione di cellule differenziate avviene a partire da cellule non differenziate.
Caratteristiche: cellula non differenziata di origine embrionale, fetale o adulta in grado di dividersi e autorinnovarsi e
che può originare cellule che si differenziano andando a costituire diversi tipi di cellule differenziati dei tessuti (cellula
progenitrice). Le cellule staminali negli adulti continuano ad autorinnovarsi.
Questa riserva di cellula staminali servono a due processi:
- naturale rinnovamenti di elementi cellulari con durata breve
- riparazione dei tessuti (danni e ferite).
RINNOVAMENTO NEI TESSUTI ADULTI\ CLASSIFICAZIONE DEI TESSUTI DI BIZZOZERO (1894):
- Tessuti in rinnovamento continuo (labile): sono continuamente prodotte nuove cellule che si differenziano.
Es. cellule dell’epidermide, cellule del tessuto emopoietico
- Tessuti potenzialmente rinnovabili (stabili): si rinnovano solo in particolari condizioni, cioè in mancanza critica di cellule.
Es. cellule epatiche, cellula degli epiteli ghiandolari, endoteliali.
- Tessuti che non si rinnovano (perenni): limitato numero e attività staminali
Es. cellule nervose, muscolo cardiaco
DINAMICA DEL DIFFERENZIAMENTO CELLULARE:
il differenziamento è un processo graduale che avviene per
stadi (step).
Il primo stadio è la DETERMINAZIONE CELLULARE in cui la cellula
non ancora differenziata diventa destinata solo ad alcuni tipi di
differenziamento (COMMITTED CELL).
Negli stadi successivi la cellula acquisisce le cellule
morfologiche e biochimiche della cellula differenziata, questo
processo si realizza tramite modificazioni successive
nell’espressione genica.
REGOLAZIONE DEL DIFFERENZIAMENTO CELLULARE: viene regolato da una serie di segnali che la cellula riceve e
recepisce tramite proteine prevalentemente poste sulla membrana cellulare: RECETTORI (TGF).
Molecole segnale:
- prodotte all’interno delle cellule che si differenziano: AUTODIFFERENZIAMENTO
- prodotte e trasmesse da cellula di un altro tessuto: INDUZIONE
È il processo attraverso il quale un tessuto (induttore) agisce su un altro (ricevente) per modificarne il suo destino. La
capacità di un tessuto di rispondere è chiamata COMPETENZA.
Questi segnali molecolari possono essere classificati in:
- Interazioni PARACRINE proteine sintetizzate da una cellula che si diffondono a breve distanza per interagire con
à
altre cellule, i fattori attivano le vie di trasduzione del segnale.
- Interazioni IUXTACRINE non prevedono fatto diffusibili
à
1- LIGANDO: è presente nella matrice extracellulare (tutto ciò che è al di fuori della cellula) e interagisce con i
recettori posti sulle membrane cellulari.
2- PROTEINA DI SUPERFICIE: interagisce con i recettori di una cellula adiacente (via di notch).
3- MOLECOLE SEGNALE: diffondono tra una cellula e l’altra attraverso GIUNZIONI cellula del tipo GAP.
Molecole che possono determinare e differenziare un tipo cellulare possono essere definite MOLECOLE INDUTTRICI O
MORFOGENI.
CLASSIFICAZIONE DEI TESSUTI- 4 GRANDI CATEGORIE:
- Tessuto Epiteliale
- Tessuto Connettivo
- Tessuto Muscolare
- Tessuto Nervoso
Anche se un organo non è quasi mai costituito da un solo tessuto, esso può essere però costituito prevalentemente da
un tessuto solo.
La cellula in media ha un diametro intorno a 10-20 um, i singoli tessuti possono essere studiati solo tramite microscopio
ottico.
L’occhio umano ha un suo potere risolutivo ovvero
la capacità di vedere due punti distinti di distanza,
quindi tutte le strutture che hanno strutture più
piccole non possono essere viste.
ANATOMIA DEL MICROSCOPIO OTTICO:
formato da un supporto chiamato STATIVO, una
lampada in luce bianca che origina raggi
proiettati sul campione accolto su un vetrino.
Le lenti vengono chiamati obiettivi, un'altra lente
(vicina al nostro occhio) viene chiamata LENTE
OCULARE.
Il potere risolutivo di uno strumento determina il
massimo livello di dettaglio che si può ottenere.
LIMITE DI RISOLUZIONE:
NA= apertura numerica della lente che dipende dalla sua
capacità di raccogliere luce.
n= indice di rifrazione del mezzo tra campione obiettivo.
a= metà della larghezza angolare del cono di raggi raccolto
dall’obiettivo.
L’ingrandimento massimo che di solito si ottiene è di MAX
1500X.
Come si ottiene un’immagine istologica?
1) PREPARAZIONE DEI TESSUTI:
- Prelievo dell’organo
- Fissazione: il tessuto vivo deve essere fissato con mezzi chimici o fisici.
Lo scopo della fissazione è evitare che il tessuto si degeneri e che quindi si preservi la struttura e composizione, per
ottenere la fissazione il prelievo si mette in bagno in una soluzione che porta alla precipitazione di proteine in modo da
non alterare il campione; oppure si usa il congelamento rapido. Si ottiene quindi una rapida interruzione dei processi
vitali della cellula con inattivazione di enzimi litici.
Fissativi soluzioni acquosa di aldeidi, alcool, cloruro mercurico, tetrossido di osmio, miscela di bouin (contenete
à
formalina), miscela di zenker.
- Inclusione (paraffina): prima del taglio il tessuto deve essere indurito con inclusione di paraffina o
congelamento.
La paraffina è una miscela solida a temperatura ambiente e liquida ad alte temperature.
- Taglio (microtomo): il tessuto deve essere sezionato mediante speciali apparecchi detti microtomi.
Il tessuto viene congelato e tagliato CRIOSTATO: microtomo posto in un frigorifero.
à
- Montaggio su vetrino
- Bagni in soluzioni coIoranti: tessuti sono di norma privi di colorazione quindi prima dell’osservazioni questi tessuti
devono essere colorati.
- Disidratazione e converslipping.
In alcuni casi si possono trovare strutture morfologiche alterate ARTEFATTI.
à
Questi cambiamenti possono essere dovuti a fissativi sbagliati, accesso calore della paraffina, taglio effettuato in
maniera sbagliata o orientamento scorretto del taglio.
Lo striscio di sangue: è una delle tecniche istologiche più diffuse, consente lo studio microscopico delle cellule e si
distingue dal protocollo generico perché non richiede il taglio del tessuto.
COLORAZIONI ISTOLOGICHE TRADIZIONALI: Ematossilina-eosina (H & E)à COLORAZIONI Più COMUNI
COLORAZIONE AZAN-MALLORY
Esistono diverse tecniche che consentono di capire quale ruolo svolge la cellula ISTOCHIMICA,
à
IMMUNOISTOCHIMICA, IMMUNOFLUORESCENZA.
ISTOCHIMICAà utilizzo di coloranti di legare
componenti molecolari specifici e fare colorazioni
selettive.
• Lipidi – Sudan Nero, Sudan III.
• Carboidrati- Reazione Acide.Periodico di shiff (PAS)
che colore di rosso amido, glicogeno,
mucopolisaccaridi.
• DNA- Reazione di Feulgen che colora di rosso in
modo selettivo di DNA. IMMUNOFLUORESCENZA (IF) e IMMUNOISTOCHIMICA (IIC) utilizzano entrambe il
à
riconoscimento molecolare tra due molecole chiamate antigene-anticorpo.
IF: anticorpi coniugati con sostanza fluorescenti (microscopio a fluorescenza).
All’anticorpo è legato un FLUOROCROMO
IIC: anticorpi con enzima perossidasi (microscopio ottico).
All’anticorpo è legato un ENZIMA (perossidasi, fosfotasi)
COLORAZIONE IIC: le sezioni vengono immerse in una soluzione contente l’anticorpo primario-enzima, le sezioni
vengono poi immerse in una soluzione contente il substrato.
IL TESSUTO EPITELIALE:
comprende diverse tipologie di epiteli che svolgono funzioni distinte e sono localizzati in punti diversi:
• epiteli di rivestimento: localizzati a rivestire superfici del nostro corpo
• epiteli ghiandolari: specializzati nel produrre e secernere molecole
• epiteli sensoriali: contengono cellule specializzate a percepire e ricevere stimoli; es. cellule acustiche.
EPITELI DI RIVESTIMENTO:
il tessuto epiteliale ha come origine embrionale 3 diversi strati di cellule:
• ectoderma: cornea, rivestimento della cute, del naso, della bocca e dell’ano.
• mesoderma: rivestimento dei vasi e delle sierose.
• endoderma: rivestimento del canale respiratorio e digerente.
Localizzazione: superficie esterna del corpo, è la porzione più superficiale della nostra cute di cui fa parte anche
l’epidermide quindi organi cavi.
Questo tessuto riveste anche tutte le cavità interne del nostro corpo che comunicano con l’ambiente esterno e non
come i vasi sanguigni, mesoteli delle cavità pleuriche etc…
Caratteristiche tipiche: le cellule sono strettamente ravvicinate fra di loro e sono adese le uno rispetto alle altre, nei
punti in cui le cellule si avvicinano sono presenti delle strutture chiamate giunzioni intercellulari.
In questo tessuto la matrice extracellulare è molto scarsa ed è privo di vasi.
Inoltre questo tessuto è a contatto con un tessuto connettivo sottostante vascolarizzato che consente il nutrimento
delle cellule epiteliali, tramite la membrana vasale.
Ad una specifica funzione corrispondono diverse caratteristiche del tessuto che andiamo ad analizzare, caratteristiche
evidenziabili attraverso la microscopia ottica, queste caratteristiche sono:
- organizzazione delle cellule
- forma e dimensione delle cellule
- caratteristiche citologiche
Funzioni:
• protezione dei tessuti sottostanti di cute ed intestino
• assorbimento e trasporto di sostante
• secrezione di muco e enzimi
• epitelio semplice: funzione trasporto o assorbimento
• epitelio composto: adatto a svolgere funzione protettiva
Organizzazione delle cellule:
L’organizzazione delle cellule si differenzia in epitelio semplice o
monostratificato costituito da un unico strato di cellule strettamente adese
fra loto oppure epitelio composto che hanno più strati di cellule
strettamente ravvicinate.
Un epitelio stratificato svolgerà funzione protettiva mentre quello semplice
sarà più adatto a svolgere una funzione di trasporto.
Quando le cellule hanno una forma appiattita parliamo di epitelio squamoso o pavimentato, quando hanno una
forma cubica e il nucleo è al centro l’epitelio è chiamato cubico o isoprismatico, quando le cellule hanno una forma
cilindrica l’epitelio è chiamato cilindrico e in questo caso il nucleo è posto nella porzione basale delle cellule.
Gli epiteli
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