Gender e media
Introduzione
È dalla scuola di Palo Alto che abbiamo imparato: ci sono parole che fanno ammalare, ascoltarle a lungo in determinate condizioni (quelle del doppio vincolo, ad esempio) può condurre a disordini gravi della personalità, come nel caso dei governi autoritari. Per questo non è soltanto vero che siamo ciò che vediamo, ma anche che vediamo ciò che siamo.
Per immaginario sostenibile ne indichiamo uno costituito da collezioni di immagini tali da non contribuire né alla ristrutturazione né alla conservazioni di formazioni ideologiche discriminanti. Conformando e uniformando le loro azioni ai loro pensieri, le immagini attraverso profezie che si auto avverano, quando pensano che qualcosa sia reale finiscono per farla veramente divenire tale.
L'influenza di cui spesso scriviamo dei media sul pubblico è tale che è per 'merito-colpa' loro se attribuiamo il significato di essere uomini e donne, appartenenti a una certa etnia o generazione, secondo le rappresentazioni sociali diffuse.
Il nuovo razzismo
Teun van Dijk, applicando l'analisi del discorso con la struttura delle notizie, ne documenta l'emergere come nuova formazione ideologica che si alimenta di pratiche sociali; è attraverso testi o parlati nel quotidiano che possiamo disimpararlo.
Culture jamming
Vera e propria forma di sabotaggio mediale che trova la sua espressione più efficace nella pubblicità. I jammer prendono una pubblicità famosa e ne sovvertono completamente il significato-senso, dando luogo a nuovi testi, totalmente esilaranti o con un grande impatto simbolico e culturale.
Inquinamento visuale e sostenibilità dell'immaginario
San Paolo, Brasile. Nel 2006 è stata votata la legge città pulita o 'lei cidade limpa'. La città no-global per eccellenza si candida a divenire una metropoli senza cartelloni pubblicitari. Le immagini sono capaci di inquinare le nostre menti e le rappresentazioni sociali di certi fenomeni che noi stessi elaboriamo (anche se questo è relativo perché può essere vero per alcuni e non esserlo affatto per altri). Ciò nonostante esistono soglie entro le quali non è possibile andare-superare senza suscitare una reazione sociale e costantemente messi in discussione dai codici e dalle pratiche artistiche: si pensi alla sottile differenza tra erotismo soft e pornografia.
È il verso, rispetto alla linea, ad essere frainteso e maggiormente minacciato dalla chiacchiera delle possibili interpretazioni (G. Grass). Pertanto la definizione del reale è oggi negoziata attraverso le immagini che sono risorse. Alla soggettività non rimane altro se non quello di competere. L'immaginario è ciò che istituisce l'ordine del possibile e del probabile, strutturando materialmente i confini di ciò che siamo o meno in grado di pensare.
Ogni forma di disuguaglianza sociale richiede repertori di immagini consolidate attraverso cui legittimarsi. Le opportunità diseguali sono perciò espresse da immagini impari. Le immagini mediali inquinano nella maniera in cui sono in grado di rendere normali le disuguaglianze, anche quelle culturalmente e politicamente determinate. L'egemonia culturale (in parte da Gramsci) si forma e si trasforma nei tesi visuali e in un processo di naturalizzazione.
È Thompson a dire: "oltre ad aver modificato il nostro senso del passato, i mezzi di comunicazione di massa hanno creato un mondo mediato le cui forme simboliche plasmano sempre più le nostre conoscenze". Incoerentemente, l'immaginario appare come un magazzino simbolico da cui attingere per dare senso alle identità, per elaborare le rappresentazioni sociali con cui misurarsi nella quotidianità. Per essere così potenti ed efficaci, i media conservano con la realtà un rapporto meno arbitrario.
Nuovi razzismi
Un approccio basato sull'analisi del discorso. Il nuovo razzismo nega la sua stessa natura, poiché esiste solo una destra estrema (quindi non vecchia e nuova). Il cambiamento che si legge, avviene quando il primo afferma non l'inferiorità biologica di determinate etnie, quanto la loro diversità. Concetto di affirmative action: azione positiva, designa il sistema anglosassone che tutela le pari opportunità di educazione e lavoro per gli appartenenti a minoranze etniche.
Anche se soggettivamente deplorevole, il razzismo è un sistema sociale basato sulla disuguaglianza, le sue pratiche quotidiane consistono sono basate sulla discriminazione singola o di massa. Queste pratiche sociali sono composte di una dimensione cognitiva, ossia delle particolari convinzioni che le persone hanno sull'argomento e che derivano dal livello discorsivo (e mantengono l'assenza di coerenza critica). Questo perché il discorso come pratica sociale è la principale fonte delle convinzioni razziste delle persone stesse. Di fatto, impariamo o meno il razzismo attraverso il discorso.
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