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che nella Chiesa cattolica sono 7. Lutero ne accoglie solo 2, il battesimo e l’eucarestia. Gli altri non

hanno nessun valore: sono stati istituiti dalla Chiesa non da Cristo! Si hanno notizie del battesimo e

dell’ultima cena nel Vangelo, ma di tutti gli altri sacramenti no. Per di più Lutero in questa sua

profonda cristica demolitrice deglia spetti istituzionali della religione tradizionale ritiene di dover

rivedere la dottrina dell’eucarestia. Secondo la dottrina tradizionale nella Cena del Signore, nel

momento in cui il sacerdote celebra l’eucarestia, li si incarna il verbo. C’è la presenza reale di

Cristo! Per Lutero non è ammissibile che ci sia quest’operazione quasi magica dell’incarnamento

del verbo per opera del celebrante. Il verbo è già consustanzialmente nell’eucarestia, non ha un

effetto salvifico come se fosse una medicina, come pensano i cattolici. Al centro di tutto c’è solo la

fede. Tutta questa teologia e tutta questa revisione dogmatica e dottrinaria non nasce in un colpo

nella testa di Lutero, si sviluppa nel corso di una disputa teologica accesissima. Negli scritti di

Lutero si nota come il suo pensiero, da prima oscillante, vada poco a poco raddrizzandosi. Le 95

tesi sono scritta partendo da un moto di indignazione, sono scritte da uno che è molto arrabbiato

(diciamo incazzato, cit. Addobbati). Cos’è che aveva indignato Lutero? Era stata la questione delle

indulgenze. Per la dottrina tradizionale la chiesa apostolica romana deteneva il deposito dei meriti,

ovvero tutte le buone azioni dei santi, che vengono lasciate a disposizione della Chiesa, che se ne

avvale per poter rimettere le pene canoniche al peccatore che si è pentito. È in questa dottrina che si

vede il fondamento dell’autorità del pontefice di legare e sciogliere, ma anche di salvare. La cosa si

era andata poi evolvendo in una direzione che era quella della monetarizzazione della penitenza. Il

peccatore si pentiva, faceva atto di autentica confessione. Il confessore gli diceva di fare una

penitenza, che spesso era una mortificazione del corpo. Con il passare del tempo la penitenza viene

mutata con opere utili per la collettività, e con il tempo queste opere utili vengono cambiate con una

somma di denaro. A poco a poco nel cristiano comune, in un contesto in cui c’era un grande

degrado morale, entra l’idea che il paradiso ci si può comprare. Lo stesso sistema del deposito dei

meriti e delle indulgenze di cui disponeva la sede pontificia poteva servire per abbreviare i tempi di

permanenza delle anime dei defunti nel Purgatorio. Lutero non pensa che il papa abbia questi poteri,

può rimettere la penitenza, ma non può cancellare la colpa del peccato, questo spetta all’autorità

Divina. Si era arrivati al punto di un grande abuso di questo sistema per fare cassa. La circostanza in

cui Lutero decise di condannare questa pratica fu quella dell’acquisto da parte di Alberto di

Brandeburgo (arcivescovo di altre due sedi episcopali in Germania) di un terzo vescovado a

Magonza. Il fatto di essere titolari di più di una carica ecclesiastica aveva delle ripercussioni

negative. Dopo il Concilio di Trento sarà vietato il cumulo delle cariche e dei benefici. All’epoca

era una cosa comune che un Arcivescovo potesse essere arcivescovo in tre posti: di ciò risentiva al

cura pastorale delle anime. Erano ragioni di potere ma anche ragioni economiche: connesso a una

carica ecclesiastica c’era anche un beneficio, terre che garantivano reddito per sostenere la carica,

terre affittate da contadini che pagavano la decima ma anche il canone al vescovo. Nel caso

dell’arcivescovado di Magonza c’erano anche ragioni politiche che lo rendevano appetibile:

l’arcivescovado di Magonza è elettore. Acquistare la diocesi di Magonza significava avere voce alla

Dieta Imperiale, significava poter esprimere un voto, quindi la possibilità di arricchirsi le tasse di

tanti soldi (si pagavano gli elettori per il voto). Il papa Leone X glielo concede a patto che paghi a

Roma una tassa di entrata: sono 10.000 ducati. Alberto di Brandeburgo se li fa prestare dal più

grande banchiere dell’epoca: Jacopo Fuger. La sua famiglia si è vista riconoscere autorità dalle

miniere d’argento del Tirolo. Alberto di Brandeburgo chiede al papa di poter vendere indulgenze,

cosa che il papa approva con una bolla: metà del ricavato andrà al papa, l’altra metà ad Alberto per

ripagare il debito con Fuger. Sarà il predicatore domenicano John Tezel a girare la Germania

concedendo indulgenze (tranne in Sassonia, in cui gli era vietato entrare). Girava per la Germania

vendendo indulgenze ai cristiani. I fedeli accorrevano per buttare un soldino nella cassa. Secondo

uno slogan che aveva coniato Tezel è come il soldino cade nella cassa, subito l’anima in paradiso

vola. Il cristianesimo era una cosa molto diversa, ognuno se la intendeva come gli pareva. Lutero è

molto indignato e scrive le famose 95 tesi. Leggenda vuole che Lutero sia andato davanti alla porta

della cattedrale di Wittenberg (1517) e affigga le 95 tesi. Prima le scrisse in latino, poi le tradusse e

poi le fece circolare dai suoi colleghi: al fedele comune significavano poco quelle 95 tesi. Vi erano

accuse esplicite e pesanti. Leggiamo tesi 20, 21, 22, 23. La critica più importante è quella che porta

l’attenzione su una circostanza: non solo le indulgenze ma anche le buone opere a cui normalmente

è ricondotta l’idea di una ricompensa inducono nel fedele una falsa sicurezza, gli fanno credere di

essere padroni del proprio destino ultraterreno, cosa che non è, perché solo la grazia divina salva.

Questo è il potere corruttivo dell’indulgenza. Questi sono anche gli anni in cui il pericolo

musulmano si fa pressante sulla frontiera musulmana. Giovanni del Pio, un cardinale, chiede di

poter incontrare Lutero per poterlo far ricredere. Non ci riesce e la cosa per il momento viene

lasciata un po’ in sospeso, anche perché papa Leone ha altri interessi. Nel 1519, infatti, muore

Massimiliano d’Asburgo, quindi si aprono i giochi per la successione. Il papa è preoccupato che

possa essere eletto sia di nuovo un Asburgo (un candidato molto forte, significherebbe che gli Stati

pontifici siano chiusi in una morsa, quasi ostaggio dell’imperatore), ma è preoccupato anche della

candidatura del re di Francia. Leone X ha un suo candidato, Federico il Savio duca di Sassonia,

principe territoriale tedesco. Inizia dunque le sue trattative per portare a buon fine quest’elezione.

Non ci riesce perché gli Asburgo hanno fatto in modo di avere dalla loro tutti i suffragi della Chiesa.

Per comprarsi i voti dei 7 elettori sono stati messi in carico 850.000 fiorini. A prestare di nuovo i

soldi agli Asburgo per acquistare il titolo imperiale è di nuovo Furger, che ha interesse ad

appoggiare gli Asburgo perché loro hanno garantito di proteggere i suoi interessi nella piazza

finanziaria di Anversa e gli hanno garantito i diritti sulle miniere d’argento. Dissolta la questione

dell’elezione imperiale in Germania la discussione sulla proposta di Lutero si accende. Le 95 tesi

hanno circolato ampiamente e hanno trovato subito l’appoggio di Ulrich Von Utten e Franz Von ???,

un umanista letterato e un militare. Sono l’espressione dei piccoli cavalieri dell’impero, che

rivendicano una loro autonomia all’interno dell’Impero, non vogliono sottomettersi al potere di

moderazione che ha l’imperatore nelle contese interne all’impero ma che pretendono di poter agire

in tutta indipendenza sulla base di un rapporto di assoluta fedeltà di carattere vassallatico con

l’imperatore. Sono feroci avversari dei principi territoriali e sono anche fieri sostenitori del

sentimento anti-clericale che alberga nella società tedesca. Si immagina che la proposta di Riforma

possa essere una riforma di carattere politico per liberare la Germania del carattere politico che la

Chiesa ha. Si muove guerra all’arcivescovo di Treviri. Franz attacca l’arcivescovo di Treviri, ma

questi si sa difendere. In suo aiuto accorrono l’elettore Palatino e il ?? d’Austria. Le truppe dei

cavalieri vengono sconfitte. Questa ipotesi di alleanza politica tra la Riforma di Lutero e i cavalieri

non sembra che possa reggere. Nel 1520 Lutero si da un gran daffare per diffondere il verbo della

Riforma. Le opere che compone in solo quest’anno sono Alla nobiltà cristiana di nazione tedesca

sulla riforma della società tedesca; La cattività babilonese della Chiesa; della libertà del

Cristiano; contro l’esecrabile bolla dell’anticristo. L’ultima la compone dopo che arriva la

condanna ufficiale: Leone X risolta la questione dell’elezione di Carlo V manda avanti la

processione contro Lutero ed emette la Bolla di condanna contro di lui. Leone X viene quindi

definito l’anticristo. Leone X accusa Lutero di essere come il cinghiale della Bibbia del Signore,

cioè un vandalo dell’autorità religiosa. Viene condannato come eretico, il che portava alla condanna

di eresia e a un’esecuzione di cui si facevano carico i poteri secolari, ovvero la condanna al rogo.

Tuttavia il duca di Sassonia, buon fedele di Roma, si sente in dovere di difendere questo suo suddito

da un’accusa tanto grave. Esige che a Lutero siano fatte contestazioni precise e gli sia data

l’occasione di ritrattare. La ritrattazione avrebbe comportato il perdono e Lutero avrebbe scampato

la condanna e il rogo. In queste circostante le pressioni erano tali e tante che una personalità un po’

meno forte di Lutero sarebbe stata ridotta a cedere (si pensi all’abiura di Galileo). Lutero tuttavia è

testardo. Il luogo della ritrattazione deve essere il più solenne possibile, durante la prima Dieta

imperiale convocata a Worms da Carlo V (1521), che era preoccupato di questa eresia che si sta

diffondendo in Germania, pensa che sia nei suoi compiti quello di salvaguardare l’unità della fede.

Lutero viene portato davanti Carlo V, ma non ritratta. Lutero dice a Carlo V che la sua coscienza gli

dice di non ritrattare. Gli apologeti in questo passaggio hanno visto la nascita di una nuova potenza,

la coscienza, l’unica in grado di motivare in maniera ferma gli individui. Prima si interpellava la

Chiesa per sapere la verità, non la coscienza. Lutero va incontro all’inevitabile condanna, lo

aspetterebbe il rogo, se non fosse che Federico il Savio lo fa rapire da dei cavalieri che lo portano di

nascosto in un castello in Sassonia. Qui, nascosto, compone il suo capolavoro, che diventerà l’opera

base della lingua e della letteratura tedesca, la Bibbia in tedesco. I fedeli in Germania non poteva

essere lasciato solo davanti a un libro difficile composto in una lingua antica. La lingua doveva

essere il tedesco, e il tedesco del popolo! Con Lutero alla macchia l’opera di evangelizzazione viene

portata avanti da dei suoi amici, dei suoi confratelli. Chi si da molto da fare è Andrea Bontempone

e Filippo Melantone (questi sono i nomi latinizzati). Il secondo sarà il vero cervello della riforma.

Lutero disse che l’ordine ecclesiastico non serviva più a nulla. Anche il voto di castità non aveva

senso. Per il momento tutto questo scontro era dentro alla Chiesa. Il partito luterano coincide con

quello ??, mentre quello degli anti luterani coincide al partito dei domenicani. I protestanti ancora

non esistono, è uno scontro all’interno della Chiesa per rinnovarla. Lutero è avvertito degli eccessi

che sono imputati a Carlo Stadio, abbandona il castello e interviene a Wittenberg, dove sconfessa

l’operato di Carlo Stadio, che aveva avvalorato una dottrina dell’eucarestia che Lutero non

condivideva, ovvero l’idea che l’eucarestia fosse un rito simbolico celebrativo ma che non avesse

un potere sacramentale. Era solo un ricordo dell’ultima cena che doveva invitare i confratelli alla

fraternità. Lutero non condivideva questo. Sulla dottrina dell’eucarestia si scontreranno. Il dibattito

si diffonde e i toni si accendono. Iniziano a circolare stampe di Lutero sul pulpito che divide i

peccatori dagli eletti. I primi sono cardinali e papi, i secondi sono persone che fanno l’eucarestia nei

due momenti, prima il pane e poi il vino. Questo dibattito vuole indebolire l’autorità tradizionale

della Chiesa. L’incoraggiamento a confrontarsi con la parola di Dio in maniera intima e personale,

in riferimento alla propria coscienza. Tutto questo induce a un estremo soggettivismo

all’interpretazione della parola di Dio. Nascono tante riforme, quante sono le anime inquiete che

sentono aperto un bisogno di rinnovamento spirituale. Alcuni di questi sono portati a portare che

questo rinnovamento spirituale debba corrispondere a un rinnovamento di carattere economico e

sociale. I contadini e gli operai delle manifatture delle città hanno delle guide spirituali che

insistono su questa necessità di uguaglianza e che, più di Lutero, fanno riferimento all’autorità della

coscienza e dell’adesione di cuore. La verità della religione non la insegna nessun sacerdote, ma

nemmeno la lettura del testo è una garanzia. Si deve sentire dentro, in maniera quasi sentimentale.

Ci sono tutte le correnti degli entusiasti, di quelli che sentono dentro questa verità. Che valore ha un

battesimo fatto su un infante, che non può avere idee e non può sentire? Questa corrente più estrema

della Riforma sarà detta Anabattista perché predica il battesimo degli adulti come adesione alla

comunità dei santi. Tra i predicatori di questa corrente c’è Thomas Muncer a cui fanno riferimento i

contadini tedeschi, che anche in passato si erano resi protagonisti di episodi di ribellione verso

l’ordine costituito. Questi contadini si univano in federazioni, come la Federazione degli Scarponi.

Questi diventano un esercito: Thomas Muncer diventa il loro generale. Cercano di creare in terra

l’uguaglianza fraterna dei cristiani,danno l’assalto ai castelli. Lutero non può approvare tutto

questo, non può approvare che la sua proposta di riforma religiosa, che deve investire la spiritualità

dell’uomo, possa riversarsi sull’ordine politico terreno, perché ha una concezione ben precisa

dell’autorità secolare, che non può essere messa in discussione perché se Dio ha voluto che esistesse

un’autorità del genere è perché spetta a questa autorità correggere le strutture morali e religiose

della cristianità. Non si può mettere in discussione il potere politico. Per Lutero religione e politica

sono due ordini diversi che vanno separati. Questa è una posizione che lo porta a condannare la

rivolta dei contadini. Pubblica un libretto che si intitola Contro le bande brigantesche dei contadini.

Il potere politico non si può mettere in discussione (questo punto di vista verrà ripreso nel ‘900 per

giustificare il fascismo). La guerra dei contadini del 1525 finirà male: si mettono insieme i cannoni

del duca di Sassonia e la cavalleria di Hessen, uno dei principi tedeschi. L’esercito dei contadini (si

dice fossero 300.000 in ribellione) viene sterminato a Frankenhousen.

ISTITUZIONI DI STORIA MODERNA 12-10-2015

La chiesa stava fa tempo attraverso una crisi come istituzione di legittimità e stava mirando a un

accentramento di potere della figura del pontefice intorno ai primi del 500. Sono decenni in cui si assiste

all’insediamento di papi e antipapi con spaccatura della fedeltà religiosa in diversi parti d'Europa. Ciò aveva

rafforzato ipotesi ecclesiologiche diverse e alternative incentrate non tanto sul l'autorità del pontefice ma

piuttosto sulla centralità dei concili dei vescovi. Questi concili spiegano anche la resistenza di molti pontefici

del 500 alla convocazione di concili richiesti dalla cristianità per la riforma della chiesa, che appariva agli

occhi dei fedeli secolarizzata e troppo mondana. Emblema di ciò fu ad es Giulio II della Rovere e le sue

manovre politiche durante le guerre d'Italia.

Passo di Erasmo da Rotterdam: è una delle figure più importanti della vita culturale e spirituale dei primi

500, uno dei massimi pensatori religiosi. Critica della teologia tradizionale + vita religiosa plasmata sul

modello di quella di Cristo. Per Erasmo le sottigliezze dei teologi erano responsabili quanto la

secolarizzazione della chiesa dell’allontanamento dei fedeli dalla autenticità della chiesa. Occorreva epurare

il messaggio cristiano da tutte quelle concrezioni derivate dalle deformazioni di teologi di quello che invece

doveva essere il messaggio originale, autentico di Gesù. Egli critica pertanto la corruzione della chiesa.

Scrive un libello intitolato: “Iulium exclusum”, il papa viene escluso dal Paradiso, nonostante egli sia l’erede

di Pietro e di conseguenza vicario di Gesù in terra.

È un atteggiamento di aperta condanna che è tipico di Erasmo.

Passo di Francesco Guicciardini : letterato e politico fiorentino, autore de “La storia d'Italia”, primo libro di

storia dopo una grande e lunga tradizione cronachista tipica del Medioevo; vuole essere un'opera coerente.

Passo di Niccolò’ Machiavelli: si disinteressa della missione spirituale del pontefice, egli si preoccupa di

come il mondo va e considera come possa essere un principe virtuoso. CAP XXV: si parla del concetto di

fortuna, concetto estraneo all’apologetica Cristiana, poiché esiste solo la provvidenza nella religione

Cristiana. Egli crede in una visione fatalistica del mondo, alla cui base vi è il concetto di fortuna, arbitra della

metà delle azioni nostre, ma l'uomo può intervenire se sa leggere gli avvenimenti. Per piegare la fortuna,

governarla occorre la virtù in senso etico, morale. La virtù va tradotta in senso tecnico, come abilità politica:

il virtuoso non è colui che aderisce al bene in ogni circostanza, ma è colui che sa valutare di volta in volta,

prendere decisioni utili per governare queste variazioni improvvise della realtà dovute alla fortuna mutevole.

Occorre la virtù per fronteggiare la fortuna. Un principe virtuoso non ottiene sempre quello che vuole: alcuni

ottengono ciò vogliono con astuzia e cautela altri con la violenza e impetuosità. Il vero principe è quello che

sa variare i suoi comportamenti. Es papa Iulio si comporto’ sempre impetuosamente ma fu comunque un

principe di successo perché quello che si era auspicato di raggiungere lo ha raggiunto, ha agito sempre in

modo deciso e fermo ed ha sempre avuto successo: a Machiavelli interessa il pontefice in quanto politico.

Machiavelli cerca poi di indicare delle massime di comportamento al principe virtuoso: la fortuna è donna,

cioè capricciosa, e deve essere sottomessa; il Principe è un libro anti cristiano ed è il fine stesso dell'opera

che è percepito come scandaloso e per questo condannato. Ci sono avvenimenti secondo Machiavelli che non

si possono facilmente prevedere + a lui interessa solo dare norme di condotta che possano orientare l'azione

politica, una condotta in cui la fortuna è come un qualcosa di oggettivo e che di fatto si pone al di là delle

nostre speculazioni.

Egli scrisse poi nel 1512 un lungo commentario sulla storia repubblicana di Tito Livio al fine di ricercare

delle regole universali della scienza politica. Bisogna poi scegliere gli esempi più eccellenti che contengono

la replica a cui attenersi. In questa età le guerre d'Italia non si sono ancora concluse e vi è una possibilità di

perseguire ancora una politica volta al raggiungimento dell'indipendenza dell'Italia, politicamente libera. La

politica ora è un'arte, una lusinga del signore principe, una lusinga servile del principe (come pensa

Guicciardini, a cui non serve pensare a norme di condotta universali, regole in grado di fondare una scienza

della politica, poiché ogni evento è diverso a causa delle varie circostanze; ciò che si deve insegnare e

comprendere è solo la discrezione, capacità di discernere di volta in volta quale è il comportamento più

opportuno da tenere per ottenere il proprio vantaggio personale + non c'è modo di fronteggiare la fortuna,

l’imprevedibilità degli avvenimenti e per questo occorre avere un atteggiamento fatalista + bisogna solo

essere pragmatici e non ideologici + non si possono trarre es dalla storia antica, poiché quello è un mondo

molto diverso e non corrisponde a quello moderno).

ISTITUZIONI DI STORIA MODERNA 9-11-2015

Deane: studiosa britannica sulla riv industriale, è la sintesi su un passaggio chiave della storia occidentale e

che ha sconvolto la vita delle persone e i modi stessi di vivere in società.

Il modello della monarchia assoluta nel suo emblema più celebre è quello francese del 600, specie la Francia

di Luigi XIV. Un epoca in cui un re poteva dir e lo stato sono io, è un re capace di accentrare tutte le forme

di potere nelle sue mani in vista di una forma di egemonia continentale. Fino ad allora era la Spagna degli

Asburgo di Filippo II ad essere il centro di tutti i poteri; ben presto si dimostrò però inadeguata per reggere

questo carico; è uno stato non ancora attrezzato per sostenere imprese belliche notevoli, subì ben due

bancarotte. Nel 600 è la Francia a diventare il paese egemone, che nonostante le ripetute crisi dell'istituto

monarchico, riesce a trovare una formula tale da far sì che La monarchia francese si candidasse alla guida

d'Europa + è anche l'epoca dell’egemonia della cultura francese. Il 600 era stato definito il secolo della

grandezza, e in seguito anche secolo dell’Ancient Regime, entrambe fanno riferimento agli aspetti negativi e

positivi di quella costruzione politica e sociale. La Francia dopo le guerre di religione si trovò nelle

condizioni per un processo di rafforzamento del potere monarchico e delle strutture statali facendo anche

leva sulla stanchezza dei francesi verso i dissidi interni che le guerre civili di fine 500 avevano procurato. La

Francia si affida alla monarchia desiderando un lungo periodo di pace; è anche impoverita per le guerre civili

e la monarchia di Enrico IV fu una monarchia di ricostruzione politica e materiale di un paese uscito molto

provato dalle guerre civili. Era necessario che i francesismi tornassero a vivere pacificamente e in prosperità.

La monarchia si candida a rappresentare l'insieme del paese di questa epoca. La Francia è attraversata

comunque da malesseri interni, specie tra l’aristocrazia, che non desiste dal rivendicare le antiche prerogative

di carattere politico e giurisdizionale. È un paese inoltre fortemente rurale, con un elevato tasso demografico,

tra i più alti in Europa. L'aristocrazia si sente minacciata dal crescente peso della monarchia; le classi

popolari vivono poi un periodo difficile, e le politiche interne riescono solo in parte ad alleviare i problemi

del popolo. Il vero provvedimento politico della monarchia di Enrico IV si ebbe con un funzionario del re,

Charpolette che suggerì una tassa, che consisteva nel tassare le cariche pubbliche, accordando in cambio il

diritto di trasmetterle per via ereditaria. I parlamenti in Francia sono corti di giustizia, dei tribunali e sono

diverso da quelli inglesi. Si poteva comprare una carica ricevendo un modesto stipendio, ma si garantiva a

chi la acquistava la possibilità di usufruire dei diritti connessi a quella carica. Si poteva acquistare la carica

ma si poteva disporne come un bene patrimoniale e quindi farla divenire ereditaria. È fondamentale nelle

definizione strutturale della Francia moderna poiché così si istituisce una nuova forma di nobiltà, che deve la

sua affermazione sociale interamente al re. È la nobiltà di toga che diventa uno dei puntelli fondamentali

della monarchia anche dal punto di vista politico. È importante anche per arginare le insubordinazioni e le

minacce della nobiltà di spada che immagina che il proprio potere derivò dal l'esercizio stesso dei poteri di

signoria e che sia un potere trasmesso con il sangue (la nobiltà di spada non si sente diversa dal re e quindi è

un potenziale nemico per il rafforzamento della monarchia assoluta). La mobilità sociale in Francia passa poi

attraverso il servizio allo stato e al re, e non si sviluppa una borghesia degli affari molto prospera con in

Olanda o Inghilterra. Tutto ciò rende conto di come lo stato in Francia sia una forma di religione e come sia

importante la burocrazia in Francia. La monarchia si accentra cime centri di unificazione politica della

nazione; permangono tuttavia le divisioni confessionali all’interno del paese: si ricorre spesso all'omicidio

politico sotto cui cadde lo stesso re per mano di un fanatico cattolico nel 1610. La Francia si ritrova così in

una situazione analoga a quella dopo la morte di Enrico II con un erede al trono bambino (Luigi XIII) e sotto

la guida di Anna Maria dei Medici. L’indebolimento dell'istituto monarchico rimette in moto le forze

centrifughe del paese che cercano di trarre dei vantaggi dalla situazione al punto che riescono a imporre alla

regina la convocazione degli Stati generali nel 1614. Le divisioni e le rivalità emergono così chiaramente: i

nobili di spada vogliono l'abrogazione della tassa della bolette, la tassa che aveva creato una nuova nobiltà;

non prevale però ne una posizione n'è un'altra e Maria dei Medici alla fine decide per un orientamento

diverso da quello del marito Enrico IV: Pensa utile di posizionare la Francia in un asse di alleanza con la

Spagna degli Asburgo, potenza cattolica promotrice della guerra contro il mondo protestante. Questa svolta

viene formalizzata con i MATRIMONI SPAGNOLI, Maria combina infatti un doppio matrimonio con gli

Asburgo, Luigi XIII sposa la figlia di Filippo III e Filippo IV si sposa la sorella di Luigi XII Elisabetta. I

francesi non vedono ciò di buon occhio + la regina non è molto amata dai francesi per il fatto di essere

italiana. Vi sono continui pregiudizi su di lei, la quale si era portata a Parigi un seguito di cortigiani.

ISTITUZIONI DI STORIA MODERNA 28-9-2015

Mondo complesso della prima colonizzazione: la scoperta di una parte del mondo non conosciuta e dove il

Vangelo non era mai arrivato fu uno shock; ci furono intellettuali che tentarono di ricondurre anche queste

nella storia religiosa università Cristiana. Non si capiva chi fossero queste popolazioni indie e ci fu chi

pensava che fossero la 12 tribù smarrita di Israele. I moventi sono in gran parte economici, tra cui si

ricordano i grandi profitti che si ricava amo dal commercio delle spezie Già dal mondo medievale. Erano un

genere Molto richiesto per cui si arrivava anche a farsi la guerra (paragonabile al nostro petrolio industriale).

Sin dall'antichità le rotte delle spezie arrivavano in Europa o la rotta marittima o dalle vite carovaniere

interne. Si tratta di merce di lusso e non per uso quotidiano. Si rivolge a mercati di elite quello delle spezie.

Sono i nobili a rivolgersi soprattutto a questo tipo di mercato (acquisto di spezie, seta, che hanno un valore di

status simbol). Le grandi repubbliche marinare fondarono molto del loro potere e prestigio sul commercio di

questi prodotti. Un’altra rotta importante era quella tra l'Italia e le Fiandre; l’approvvigionamento di questi

prodotti comincia a incrinarsi con la conquista del medio oriente da parte dell’impero ottomano. Ciò

comporta delle difficoltà tali per cui si iniziava a pensare di raggirare l’intermediazione ottomana; non è

un’impresa semplice, e chi cerca di affrontare al meglio il problema è Enrico il Navigatore dell’impero

portoghese. Si tratta di intraprendere una navigazione attraverso il mare aperto mentre finora era

prevalentemente lungo costa. Egli cerca di mettere insieme e tutte le migliori intelligenze in una base

comune (a Capo San Vincent sulla punta meridionale del Portogallo) per affrontare ottimamente in modo

tecnico questa sfida. Gli strumenti a cui essi si affidano sono la bussola, il sestante serviva per calcolare la

latitudine ma non la longitudine) e l’astrolabio. Ci si vuole gettare nella navigazione astronomica ed usando

una nave diversa, non più la galera ma con un’ imbarcazione a vela, con un timone molto più manovrabile, la

caravella. Le prime esplorazioni sono esplorazioni che continuano ad essere basate sulla navigazione lungo

la costa, si fa fatica a prendervi le distanze ma è necessario comunque far ciò. Nel 1486 Bartolemeo Diaz

arriva alla punta estrema dell’Africa, ma questi muore negli anni 70 volendo arrivare alla regione delle

spezie. Anche la Spagna che fino al 1479 non esisteva si getta in queste esplorazioni marittime; finora

esisteva in tanti regni diversi, i principali sono quelli di Castiglia e di Aragona. Era contesa tra Ferdinando

d’Aragona e Alfonso del Portogallo-> si vuole unire le corone con un matrimonio. Alla fine con l’assenso di

Isabella si deduce con un matrimonio castiglio aragonese. Dopo una guerra con il Portogallo, si giunge al

trattato di pace con esso è si stipulano le rispettive aree di influenze marittime. L’esistenza di terre oltre

l’Atlantico era sicuramente conosciuta da pescatori, cacciatori di balene, dagli irlandesi...Nell’ottobre 1492

Cristoforo Colombo approda a Lisbona e undici giorni dopo a Palos si forma il Regno di Castiglia e Leon.

Presenta la sua impresa, molto più rischiosa di quella dei portoghesi, voleva abbandonare le coste e gettarsi

nell’Atlantico occidentale. Quando torna in Europa a Lisbona dopo aver scoperto le Americhe credendo

invece di esser giunto in oriente diventa un motivo di contrasto con i portoghesi, che rivendicano il diritto di

essere gli unici a battere le rotte marittime per l'Oriente. Si legittimano anche le guerre coloniali per condurre

alla cristianità queste nuove popolazioni. La Bolla Inter Coetera di papa Alessandro VI sancisce la prima

spartizione globale della terra: divideva la sfera di influenza della Spagna e quella delle zone di influenza del

Portogallo. Viene indicato per confine un confine appoggiato sulle stelle + e’ interessante non tanto per il

contenuto prescrittivo, ma piuttosto per le motivazioni. La parte geopolitica della bolla stabilisce che si

debba individuare un meridiano a cento miglia ad ovest delle isole Azzorre; ad est di tale linea spettera’ ai

portoghesi diffondere la parola di Dio, ad ovest spettera’ agli spagnoli. Primo atto politico di portata globale,

si rende per oggetto l’intero emisfero. Il papa stesso fu oggetto di infinite polemiche. Si ricorda poi la

circumnavigazione di Magellano che aveva circumnavigato il sud America attraverso il pacifico ed era

arrivato alle isole delle spezie. L’impero commerciale portoghese ebbe anche ulteriori rotte: Vasco da Gama

nel 1498 giunge a Calcutta in India e tempo dopo, Albuquerque s’impadronisce di Malacca, ed eliminando i

musulmani i portoghesi si impadroniscono delle rotte commerciali Indiane. Nel 1520 il re del Portogallo

invia la prima missione diplomatica a Pechino. I portoghesi dopo aver respinto i francesi si impadroniscono

del Brasile e danno il via al commercio della canna da zucchero in area atlantica, attuando una massiccia

colonizzazione. Molto diverso è l’impero coloniale costruito dagli spagnoli: le colonie castigliane in sud

America sono colonizzazioni agricole vere e proprie.

Conquista del continente latino americano colonizzato dagli spagnoli: l’America non era un continente

spopolato, vi erano civiltà anche molto sviluppato ma non abbastanza da un punto di vista tecnologico e

militare-> i conquistadores riuscivano con facilità a farsi padroni di paesi anche molti bellicosi come

l’impero azteco. È il caso della conquista del Messico tra il 1519 e il 1535. Questi popoli avevano strumenti

abbastanza rudimentali, ma avevano una economia con rese molto alte, come nel caso del mais. Economia

rudimentale ma con vantaggi decisivi. Hernan Cortes nella sua conquista degli Aztechi aveva solo 600

uomini, ma aveva il cavallo, le armi da fuoco e incutevano anche un certo timore verso gli Amerindi, che ne

rimasero intimiditi. Montezuma si arrende nonostante un accenno di reazione agli europei; Cortes cambia il

nome della città Tezcoco in Città del Messico. Egli compi’ questa impresa disobbedì agli ordini del

governatore di Cuba che glielo aveva impedito. Lo stesso accade per l’altra grande civiltà andina degli Inca

che un decennio e mezzo dopo viene attaccata da un’altra banda di conquistadores guidati da Francisco

Pizarro, che per soggiogare i nemici chiede di poter parlamentare con l’imperatore inca, che viene catturato e

tenuto per un ricco riscatto finché non viene condannato a morte con cui poi si impossessa dell’impero inca

nel Perù. Pizarro sarà ucciso poi da un altro conquistadores per la spartizione del bottino. In generale verso

gli amerindi gli spagnoli ebbero comunque grande facilità e progresso tecnico militare decisamente

superiore, elementi che facilitarono molto la conquista di questi popoli, su cui molto spesso si dibatte’ sulla

rispettiva legittimità. Quello che si ricorda come il primo appello ad una giustizia per gli inca fu un frate

domenicano, Anton de Montesinos, che constato’ il metodo brutale di conquista degli spagnoli e ne criticò il

metodo.

Bartolome de Las Casas fu quello che più tenacemente si batte’ per far riconoscere agli amerindi dei diritti

elementari, come quello di tutti gli europei. Andò in Spagna per chieder l’encomienda: gli spagnoli

avrebbero ottenuto terra e manodopera gratuita purché gli spagnoli encomenderos si fossero assunti la

responsabilità di educarli e convertirli al cristianesimo. Egli si rende conto che tutto ciò è un ladrocinio ai

danni di queste popolazioni e si converte al domenicanesimo e diventa poi un vescovo nel Messico del sud.

Nel primo 500 ci furono diversi consigli nel corso dei quali si dibatte’ il discorso della legittimità della

conquista: il problema da infatti quello se era giusto usare la violenza per convertire questi popoli amerindi o

meno. Quando in Spagna il re riconobbe che non si poteva aggredire a freddo queste popolazioni lui fa

convinto della santità della sua missione e Credeva che le armi fossero state necessarie solo qualora non

avessero voluto accettare la parola di Dio. Il metodo preferibile era dunque quello della persuasione-> ciò si

traduce l'ero in una pratica ipocrita che è quella del requierimento, verificando la verità del mondo di questi

popoli lontani dalla fonte della verità.

ISTITUZIONI DI STORIA MODERNA 20-10-2015

In Calvino vi è una radicalizzazione del concetto di provvidenza che diventa una concezione cui ave

nella dottrina della predestinazione + rapporto chiesa e stato: in Lutero è un rapporto di

fondamentale subordinazione della chiesa allo stato, mentre per Calvino l'autorità politica è soggetta

a censura da parte dell'autorità relazione religione per cui si teorizza anche una teoria della

resistenza (il potere politico per essere legittimato deve essere coerente ai dettami della religione

tramite le magistrature intermedie). Elimina la gerarchia, la funzione sacerdotale.. La riforma per

Calvino non è solo religiosa, ma deve coinvolgere anche società e istituzioni politiche. Per questo la

riforma di Ginevra contempla anche la riforma della costituzione ginevrina: in particolare a Ginevra

è prevista una magistratura della repubblica, la Venerabile confraternita dei pastori, organismo

propulsore della predicazione dei calvinisti + a Ginevra si formano predicatori che iniziano a

spargere il verbo calvinista in tutta Europa. Vi è poi il CONCISTORO, formato in parte da

predicatori e in parte da deputati laici scelti dal consiglio comunale-> è demandata al concistoro la

polizia dei costumi corrotti e moralmente scorretti. Anche a Ginevra la libertà di coscienza era

perseguitata così come lo era nel mondo cattolico dove fu di nuovo istituito il tribunale

dell'inquisizione. Un emblema di questa situazione di intolleranza è data dal processo e condanna di

Michele Serveto nel 1553, propugnatore di una dottrina antitrinitaria, che fu condannata e lo portò

a subire il martirio. Tutto ciò pose il problema dell'intolleranza delle religioni riformate e quelle

tradizionali. In questo contesto si deve ricordare anche la vicenda della storia politica: si

riaccendono le ostilità tra Francia e Carlo V, quando questi ha appena subito una cocente delusione

nel tentativo della spedizione ad Algeri. La Francia di Francesco I si allea con il Solimano, e con il

duca di Cleve in Svezia, con la Danimarca e la Svezia. Con Carlo V si allea Enrico VIII: si

combatte sul fronte italiano e nei Paesi Bassi ma non produce nulla di nuovo e si arriva a una pace

che stabilisce l’egemonia spagnola in Italia. Francesco I acconsente per la prima volta poi

all'apertura del CONCILIO per risanare i problemi interni al dibattito religioso: CONCILIO DI

TRENTO (1545): è un principato vescovile e a metà strada tra Roma e la Germania e non è

soggetto ne al pontefice ne all’imperatore. Non vi erano però più i presupposti per incontrare le

chiese riformate, vi era stato un irrigidimento per cui questo concilio più che un luogo di

discussione rispetto a questi problemi fu un modo per ribadire i principi telogico religiosi della

chiesa di Roma. Vi parteciparono vescovi italiani e spagnoli, mentre i protestanti rifiutarono di

partecipare a un confronto con gli uomini della chiesa di Roma. Nella seconda fase ci fu un

tentativo capeggiato da Carlo V di far presenziare anche esponenti delle chiese riformate che

chiesero di mettere in discussione questioni di carattere dogmatico che il concilio riteneva già

superate. È un concilio che condizionò molto la società italiana e non solo per ben 3 secoli: dato che

la questione dell’eresia non poteva risolversi pacificamente, Carlo V decide di passare all'azione:

prevale facilmente sulla lega dei principi protestanti e che si era formata a Smalcalda e che viene

battuta nella battaglia di Muhlberg: Carlo V sbaraglia facilmente i suoi avversari protestanti ma non

il protestantesimo ormai radicato nella società. Francesco I muore intanto a metà secolo, e sul trono

di Francia succede il figlio, ENRICO II, il quale eredita anche la politica del padre e dopo la

grande contro i protestanti la Francia occupa i tre vescovadi di Breton, Tours e Metz sul confine. Vi

è poi un'alleanza tra Spagna e Inghilterra in chiave anti francese-> la guerra si combatte in nord

Europa intorno a Calais e poi vi è anche un episodio in Italia con la guerra di Siena che nel 1555 si

ribella (era un protettorato spagnolo, i senesi si ribellano e ciò porta anche al definitivo

assoggettamento agli spagnoli e entrerà a far parte del granducato di Toscana). Queste ultime fasi

della guerra si avviano alla fine: con la lega protestante ci furono spiragli per una pacificazione con

il fratello di Carlo V, ma poi si ebbe un trattato vero e proprio tramite la PACE DI AUGUSTA nel

1555-> si basa su due principi: la chiesa riformata è riconosciuta all'interno dell'impero ma non

ovunque, solo laddove il principe sovrano aderisce alla riforma (“cuius regio eius religio”). Non vi

è uniformità religiosa che deve essere però ritagliata sui principi politici affinché ci sia omogeneità

all'interno dei vari stati territoriali dell'impero. L'altro termine dell'accordo è il “reservatum

ecclesiasticum” che riguarda il destino dei beni della chiesa: si stabilì che qualsiasi passaggio dalla

confessione cattolica a quella protestante dal 1552 in avanti quel vescovo o ecclesiastico che

deteneva il beneficio e decideva di passare alla chiesa riformata avrebbe dovuto restituire i beni alla

chiesa di Roma. Soluzione di compromesso che sembra garantire la pace religiosa ma non è così: si

sta per aprire uno dei più grandi periodi delle guerre di religione. La pace di Augusta riguarda solo

la chiesa riformata luterana.

Carlo V ha fallito il suo progetto di restaurazione dell'impero per cui decide di abdicare nel 1556->

lascia il trono e i suoi possedimenti spagnoli (con quelli italiani e borgognoni e dei Paesi Bassi al

figlio), gli altri invece vengono lasciati al fratello Ferdinando-> i possedimenti della famiglia

vengono scissi e assegnati a questi due membri della famiglia + si riaccende in breve il conflitto con

la Francia per causa del pontefice. Paolo IV sposa una politica filo francese perché si sente ostaggio

della preponderanza degli Asburgo di Spagna in Italia-> reazione miliare degli spagnoli che

giungono a minacciare Roma. Intervengono i francesi, battaglia a San Quintino nel 1557 in Olanda

ma anche questo riaccendersi del conflitto non comporta modifiche degli equilibri in Europa. Si

arriva così a una vera pacificazione: PACE DI CATEAU-CAMBRESIS nel 1559 che conclude

questo lungo duello Franco imperiale. Fu una pace rafforzata anche dal matrimonio fra Filippo II e

Isabella di Valois nel 1559.

Concilio di Trento: lascia un'impronta duratura sulla storia successiva, è importantissimo nella

storia della chiesa. Si vede l'origine di un processo definito contro riforma o in altri casi riforma

cattolica dalla storiografia: sono due valutazioni che non si escludono l'un l'altro in realtà. Vi è una

ferma rivendicazione della verità di fede Cristiana tradizionale ma anche una serie di provvedimenti

che modificano la vita interna della chiesa in modo sostanziale. Il concilio si svolse in tre diverse

fasi, in cui si discussero questioni diverse. La prima fase si ha con Paolo III e si ebbe a Trento poi

spostata a Bologna tra il 1547-1549: segna la condanna delle dottrine riformate, centralità del

sacerdozio e gerarchia ecclesiastica, lingua liturgia è il latino e uso della Bibbia Vulgata + tutti i

dogmi contestati da Lutero e dagli altri riformatori ribaditi come verità di fede.

Seconda fase con GIULIO III CIOCCHI DEL MONTE di nuovo a Trento (1551-1555). Alla morte

di Giulio III si ha un periodo di stasi: nuovo pontefice è Marcello II, a cui succede 20 giorni dopo

PAOLO IV CARAFA il quale persegue una politica di persecuzione di tutte le forme di eterodossia

religiosa, con persecuzione di tutti gli eretici (1555-1559) + istituisce anche l'indice dei Libri

Proibiti, censurando alcuni libri pubblicati. Il concilio si riapre alla sua morte quando sale al

Pontificato PIO IV Medici molto legato a Carlo Borromeo riformatore della diocesi di Milano. In

questa terza fase, oltre a precisazioni di carattere dogmatico e dottrinario (es definizione del

matrimonio che diventa sacramento), si definiscono le linee interne della chiesa con effetto

duraturo: si stabilisce che è vietato il cumulo dei benefici per ragioni di carattere morale e assicurare

così una pastorale più efficace + il clero non può più essere ignorante, deve essere educato con dei

seminari + viene ribadito l'obbligo del celibato + viene istituita la pratica della tenuta dei libri delle

parrocchie (anagrafe sacramentale su battesimi, matrimoni e sepolture)-> forte controllo del parroco

sulla vita dei parrocchiani, rafforzata anche da un altro tipo di scrittura, gli Stati d’anime, e con la

confessione che viene perfezionata. Nascono poi nuovi ordini regolari come i Gesuiti, i Somasti, i

Cappuccini... Ci anno infine strumenti di persecuzione come il tribunale del sant’Uffizio, l'indice

dei libri proibiti...

La censura che colpisce i libri colpisce anche le varie forme artistiche e di espressione (es pittura,

musica, teatro...).

ISTITUZIONI DI STORIA MODERNA 26-10-2015

Il secolo di ferro: 1559-1648

Le guerre di religione in Germania sembrano aver trovato fine con la pace di Augusta e la monarchia

francese pare aver trovato assestamento con quella di Cateau Cambresis. In re,ara si aprono in Europa

molteplici questioni politiche e religiose e l'epoca seguente a Cateau Cambresis fu tutt'altro che pacifica per

ragioni dinastiche e confessionali. Epica contraddistinta dallo strapotere della monarchia in Spagna con il

figlio di Carlo V a cui vanno l'Italia del sud, i possedimenti americani, i beni dinastici iberici ed ex

borgognoni: la Spagna è una grande potenza ma con grandi problemi di governo. Con Filippo II cambia il

modo di governo, comincia a nascere una struttura amministrativa più stabile ed efficace, fonda la sua

capitale a Madrid da cui proclama in tutto l'impero le sue decisioni. Istituisce dei consigli dei ministri, dei

misteri embrionali per poter governare meglio il suo vasto impero (modello è quello della chiesa cattolica). È

una burocrazia mastodontica, gestita da un re molto attento, detto “il re che governa con le Carte”. L'età di

Filippo II è anche l'età in cui comincia a manifestarsi uno spostamento del baricentro politico ed economico

d'Europa; i poteri politici che si affacciavano sull’Atlantico si garantiscono un peso maggiore per le vicende

extra continentali. L'area mediterranea comincia a diventare una periferia da un punto di vista economico,

mentre nell'antichità era il centro economico per eccellenza. Ciò non toglie che l'accesso alle economie

coloniali costituiscono una risorsa in più per i paesi atlantici; Filippo II in ragione della posizione egemone

della monarchia spagnola è costretto a giocare la sua politica estera su vari scacchieri, ma nei primi anni del

suo regno questo rimane il Mediterraneo dove aveva contenuto l'espansione turca fino alla grande battaglia

di Levanto. La sua attività nel Mediterraneo inizia con una sconfitta vicino Tunisi per cercare di

impossessarsi di una importante città musulmana marittima. È affiancato da Venezia inizia a vedersi erodere i

suoi possedimenti nel Levante, ma poi anche dagli ordini monastici militari. L'impero ottomano è in stato di

offensiva in questa fase come si vede nell’assedio di Malta (1565), per più di anno è tenuto da tutta l'Europa

Cristiana. I cavalieri di Malta resisterono e alla fine gli assedianti abbandonarono la presa della città. Anche

in Spagna si fecero più dure e insistenti le persecuzioni ai danni dei moriscos, discendenti dei musulmani che

da generazioni vivevano in Spagna ed erano stati convertiti a forza al cristianesimo (molto rimasero alla loro

confessione religiosa, praticavano la loro cultura tradizionale ed erano concepiti come falsi cristiani e nemici

interni) + stessa situazione vale per gli ebrei convertiti. Molto importante era mantenere omogeneità

confessionale. Si incomincia così a Perseguitare in maniera sistematica queste comunità; ciò favori’ una

rivolta a Granada, repressa però rapidamente dall'esercito guidato dal fratellastro di Filippo II (don Giovanni

d’Austria). Dopo questa sconfitta dei moriscos, le persecuzioni continuarono e molti furono condannati

dall’Inquisizione. Erano condanne dal carattere estremamente spettacolarizzato pubblicamente. Furono

deportati i superstiti in giro per la Spagna specie a nord, nel regno di Castiglia, dividendoli ed eliminandone

la pericolosità. Sul confine esterno a mobilitare il conflitto, fu l'occupazione ottomana di Cipro, che era stata

a lungo un regno cristiano passato sotto la Serenissima. Cipro cadde in mani ottomane in questa fase; la

caduta di Cipro favorisce l'alleanza crociata promossa soprattutto da Pio V e di ci Fanno parte Filippo II e la

Rep di Venezia, che avevano interessi in parte divergenti. Questa allenata riesce a infliggere una sconfitta

eclatante nella battaglia navale di Lepanto nel 1571. Ebbe esiti politici nulli di fatto, poiché l'estate

successiva il sultano era riuscito ad allestire una nuova flotta che rimase però inoperante. Fu l'ultima grande

battaglia navale combattuta tra flotte di galere a remi-> non ci saranno più battaglie di questo tipo, poiché i

due contendenti sono distratti da altre preoccupazioni. Vi è una tregua tra Filippo II e il Sultano, le

preoccupazioni di Filippo II venivano dal nord Europa, dai protestanti dei Paesi Bassi dove era scoppiata una

rivolta da sedare; il Sultano deponeva contenere l'espansine del regno persiano sabatide sulla sua frontiera

orientale. La galera era molto veloce e ricadeva degli equipaggi molto numerosi e flotte costose. Questa

esigenza dei rematori alimentava il mercato degli schiavi come rematori. Questo tipo di guerra era però

ormai al tramonto. Nel 700 serviva per trasportare le truppe. Vi è uno spostamento del baricentro economico

verso l'Atlantico, e si aggiudicano la supremazia economica le marine inglese e olandesi(?). Le loro sono

navi da commercio ma anche potenzialmente armate, sono dei veri castelli galleggianti.

Sono i famosi “MASTINI DI ELISABETTA I”, corsari che avevano la patente di navigazione assegnata

dalla regina d'Inghilterra. All'epoca l'Inghilterra era un paese marginale ma in via di sviluppo, contava poco

negli equilibri europei; entra a far parte del fronte protestante poiché anche lì era stata riformata in maniera

inglese con Enrico VIII, con il suo atto di supremazia. Era una riforma senza eresia, ma con Edoardo

VI,figlio di Enrico VIII, si introdusse un culto, il Libro della Preghiera comune, un Messale anglicano che

avvicina alla dottrina protestante più che a quella cattolica. Alla morte di Edoardo ci fu un periodo di breve

ma violenta restaurazione cattolica con Maria d’Aragona, sposata con Filippo II di Spagna. Dal 1554-1558 ci

fu questa fase di persecuzione degli ortodossi, e lei fu chiamata Maria la “Sanguinaria”, ma morì senza eredi.

Il trono va così all'ultima figlia di Enrico VIII, Elisabetta la figlia che aveva avuto da Anna Bolena. Il

problema è che a contendere il trono inglese c'è una contendente, che è la regina di Scozia, Maria Stuart, che

discende anch'essa dai Tudor (sua nonna era Margherita Tudor, sorella di Enrico VIII). Maria di Scozia era

legata a doppio filo alla casa reale francese, sposando Francesco II, figlio di?. Era una pretendente pericolosa

al trono anche perché era cattolica; quando Elisabetta sale al trono Maria è ancora molto giovane appena

sposa di Francesco II. Resta a governare la Scozia con la madre cattolica, mal vista anche dalla nobiltà

scozzese. In Scozia si era diffusa una riforma di impianto più calvinista con John Knox(?). Vi è un grande

conflitto religioso che invece in Inghilterra Elisabetta è riuscita ad evitare poiché ha introdotto di nuovo il

Common Book è l'atto di supremazia ma ha fatto prevalere ai vertici della chiesa dei prelati che hanno

sposato l’attitudine per cui ci possano essere anche altre confessioni (cattolici ma anche i calvinisti). In

Scozia lo scontro è forte così come in Francia (Filippo II non prende parte a questo conflitto in Scozia e anzi

in questa fase cerca di mantenere buoni rapporti con Elisabetta per ragioni di carattere dinastico. L'unione tra

Francia e Inghilterra potrebbe costituire un avversario formidabile per la monarchia iberica). Le situazioni di

maggior tensione sono in Scozia e Francia dove si è diffusa molto anche la religione calvinista. C'è un colpo

di stato fallimentare ma poi Francesco II muore. In Scozia gli avversari della reggente insorgono, cacciano il

presidio militare francese in Scozia e impongono a Maria Stuart di tornare in patria. Maria Stuarda torna in

Scozia e sposa un cugino, un pazzo tra l'altro. Gli scozzesi protestanti fecero una rivolta per deporla , dovette

lasciare il trono al figlio Giacomo. Elisabetta ritenne che non si poteva processore una regina, la tenne

segregata in prigionia e così Maria Stuart divenne il centro di un numero infinito di cospirazioni cattoliche

per far saltare il regno di Elisabetta e la presa del regno protestante inglese.

L'altra parte d'Europa turbolente da un punto di vista religioso e politico è la Francia: una monarchia che si

trova in una posizione in continua debolezza e a governare vi è la regina madre Caterina dei Medici. Lo

scontro confessionale qui è cruento, specie tra cattolici e predicatori calvinisti (o ugonotti). Questa

predicazione aveva conquistato gran parte del sud della Francia, dove era penetrato in ogni ambito sociale;

questa diffusione aveva coinvolto anche le classi aristocratiche-> ebbe un forte potere di contrattazione

politica. La crisi precipita nel 1559 quando muore Enrico II re di Francia (in un torneo) che aveva avuto

diversi figli dalla moglie Caterina dei Medici, ma tutti ancora tropo giovani. Il re di Francia diventa

Francesco marito di Maria Stuart. Si deve però consolidare il consenso dell'aristocrazia francese.

Nel 1559 le chiese calviniste di Francia vengono allo scoperto: si convoca il sinodo nazionale delle chiese

francesi a Parigi dove si decide che quelle calviniste non avrebbero avuto una gerarchia, e si pensa a come

organizzare questa chiesa: si ha una confederazione delle diocesi dei calvinisti detti ugonotti-> la chiesa

calvinista si organizza e la conflittualità tra le due confessioni si accentua subito anche con un colpo di stato

(CONGIURA DI AMBOIS nel 1560: si tenta di rapire il re di Francia ma fu sventato. Lascio’ comunque

degli stralcichi-> Caterina convoca così gli Stati Generali per porre rimedio a questa instabilità dell'istituto

monarchico). Essa cerca consenso presso gli Stati generali e promuove dei colloqui di conciliazione tra

cattolici francesi e calvinisti francesi. Caterina avrà una politica oscillante tra tolleranza e appoggio al partito

cattolico. Vuole infatti pacificare il regno di Francia mantenendo la monarchia. Primo editto di tolleranza

nel 1562: il primo ministro è il Marchese de l’Hopital, primo dei politiques, primi teorici che sostengono la

dottrina della supremazia dello stato sui diversi corpi del regno e sulla chiesa anche (dottrina regalista che

pone le basi anche all’assolutismo monarchico). Si arriva così all’editto di Saint Germain dove si riconosce

ai calvinisti di praticare la loro religione purché in privato; concessione che i cattolici più intransigenti non

sono disposti a concedere. A Wassy ci fu un vero e proprio Massacro: i fedeli calvinisti si erano radunati in

un granaio per celebrare la messa ma qui furono massacrati dal duca dei Guisa’, a capo della lega cattolica.

Fu l'occasione per l’esplodere della lunga guerra di religione in Francia che si dipana in più fasi e si

concluderà con il famoso compromesso di...

ISTITUZIONI DI STORIA MODERNA 27-10-2015

L'altro paese caratterizzato da scontri confessionali sono i Paesi Bassi: sono un paese particolare con una

struttura sociale differenziata e a intensa urbanizzazione; è una delle aree più sviluppate d'Europa

economicamente. Garantisce grande ricchezza ai ceti mercantili, tessili e industriali, e ha una nobiltà

importante e piuttosto potente nelle province meridionali. Da un punto di vista politico vede una

differenziazione di forme di autonomia delle città, e forme di privilegi concessi dal re ai ceti dirigenti.

Filippo II risiedette qui fino alla pace di Cateau Cambresis; il governo del spese fu affidato a una sua

sorellastra MARGHERITA D’ASBURGO, una delle figlie naturali di Carlo V. I Paesi Bassi son anche una

di quelle zone d'Europa ricettive verso la predicazione calvinista e sono un paese piuttosto tollerante

tradizionalmente. Filippo II al contrario teme questa penetrazione calvinista vista come fuorilegge e

clandestina, benché diffusa; per arginare ciò ottiene dal pontefice la facoltà di istituire 18 nuove diocesi e il

diritto di insediare i vescovi (riorganizzazione complessiva della chiesa dei Paesi Bassi che va però a ledere i

privilegi dei Capitoli, delle Categdrali, dei Monasteri, di quegli organismi di governo della chiesa che erano

egemonizzati dall'aristocrazia locale. Nasce il sospetto che egli voglia aumentare la pressione sugli eretici,

specie con l’introduzione dell’Inquisizione spagnola anche nei Paesi Bassi. Incaricato a fianco di Margherita

per la realizzazione di questa politica è posto un uomo di chiesa, il cardinale di Brandel: si manifesta

un’opposizione nell’alta aristocrazia e gli Stati generali incaricano un altro aristocratico, il conte di Egmond

di recarsi al Madrid volgendo al re una supplica al fine di moderare la persecuzione verso gli eterodossi.

Questi viene rassicurato dai segretari di Filippo II, e torna a Bruxelles ma presto fu smentito: il re in realtà

esigeva che la persecuzione degli eterodossi non fosse allentata. Si è chiuso il concilio di Trento intanto, in

un clima di rivincita verso il capo protestante + vi era stato un episodio che aveva allarmato l'Europa

protestante, una ipotetica alleanza tra la Spagna cattolica di filippo II e la Francia allora governata dalla

reggente Caterina dei Medici per conto del figlio Carlo IX, succeduto a Francesco II. Questo episodio si ha a

Baiona sul confine tra Francia e Spagna dove si incontrano Caterina dei Medici e sua figlia Isabella dei

Valois. La regina di Spagna Isabella è accompagnata dal duca d’Alba, più importante generale del re di

Spagna mentre Caterina è accompagnata dal figlio. Questo avvicinamento venne interpretato come alleanza

Cristiana in chiave anti protestante. Ciò da luogo a manifestazioni di aperto dissenso a Bruxelles; sotto la

pressione dell'aristocrazia dei Paesi Bassi, Margherita deve allontanare il cardinale di Granbel(?) ma

soprattutto l'episodio che fa capire che qualcosa sta per accadere è il corteo noto come “LA

RIMOSTRANZA DEI GUEUX” nel 1566. Sono degli straccioni, nobili di basso rango e quando apparvero

a corte furono giudicati per la poca referenza verso Margherita come villani, pezzenti e straccioni che

vogliono ottenere la tolleranza dei culti protestanti; scoppia una vera rivolta popolare che prende di mira gli

appalti liturgici delle chiese, fu una rivolta iconoclasta. Si invadono le chiese, si atterrano le statue dei santi e

fu una rivolta popolare che riguardava soprattutto la parte settentrionale del paese. Fu sedata militarmente

dall'aristocrazia delle province meridionali ma in generale fu percepita come un'espressione di estremismo

religioso anche dai più moderati aristocratici. Margherita scrive al fratello Filippo II rassicurandolo ma

questi pensa che sia buona cosa inviare un consistente presidio miliare per impedire altre forme di ribellione.

Spedisce 30/40.000 uomini sotto il comando del duca d’Alba, che arriva a Bruxelles quando la rivolta era

stata sedata e si occupa di organizzare la repressione degli eterodossi partecipanti alla rivolta. Viene allestito

il Consiglio dei Torbidi, un tribunale speciale che giudica i ribelli in una vera e propria repressione

sistematica. È uno scontro a tutto campo tra le forze schierate a favore della religione cattolica e

l’internazionale calvinista. L'Inghilterra fungerà da retrovia logistica dei ribelli dei Paesi Bassi e degli

ugonotti francesi; l'esercito del duca d'Alba rappresenta una minaccia anche per gli ugonotti francesi:

Caterina dei Medici spinge il figlio a rompere la politica della concordia e ciò indice gli ugonotti a rompere

la tregua e segue una seconda fase delle guerre di religione in Francia: una fase che è favorevole al ramo

cattolico. Caterina affida le sue truppe all'altro figlio Enrico che vince in battaglia anche sostenuto dalle

truppe del duca d'Alba; non si ottiene però mai una vittoria definita sugli ugonotti che si asserragliano nel

porto della Rochelle, roccaforte della Francia protestante. Interviene poi un elemento di carattere personale:

il re Carlo IX è geloso per i successi del fratello, così apre una trattativa e stringe un accordo politico con il

capo dei protestanti Coligny. Elaborano una politica di contrasto alla presenza spagnola in nord Europa

specie al duca d'Alba: la monarchia oscilla tra varie posizioni, filo cattoliche, protestanti... Si vuol traghettare

la monarchia verso una fase di consolidamento e di salvaguardia dell'indipendenza. Si pensa poi di fare un

atto di pacificazione del paese, pensato come un matrimonio tra Margherita di Valois, sorella del re, e il capo

politico del campo protestante che Enrico di Navarra Borbone. Si ebbero grandi preparativi a Parigi per

accogliere il promesso sposo, ma alla vigilia delle nozze a corte cominciano a esserci dei dubbi sul nuovo

corso politico inaugurato da Carlo IX, specie Caterina dei medici che pensa che questa strategia del figlio sia

troppo pericolosa: cerca di dividere il re da questa intensa con Coligny. Durante i festeggiamenti fu ordito un

complotto, e un sicario spara a Coligny, uccidendolo. Ciò fu un fatto gravissimo, e si temette una reazione

dei protestanti convenuti a Parigi. Il duca di Guisa ordina la strage di tutti i calvinisti presenti a Parigi->

STRAGE DI SAN BARTOLOMEO, evento enorme e drammatico che all'epoca fu celebrato come un

avvenimento Fausto dal campo cattolico per risolvere il problema dell'eresia in Europa. Nei Paesi Bassi lo

scontro si era riaperto, ma le forze protestanti e calviniste guidate da Guglielmo d’Orange furono battute più

volte dall'esercito del duca d’Alba: si può solo tentare di tagliare i rifornimenti a questo grande esercito di

occupazione spagnolo e mal sopportato. I ribelli possono solo cercare di impedire i rifornimenti spagnoli via

mare e in questo trovano collaborazione con Elisabetta di Inghilterra-> si rischia una guerra tra la Marina

inglese e quella spagnola. Attivissimi sono i corsari sulla Manica, i “pezzenti del mare” che cercano di

ostacolare l'occupazione, e ci riescono specie quando occupano la città di Gheerd(?) in Zelanda, da cui

riparta la riscossa del partito protestante. L'elemento che favorirà la riscossa dipende dal fatto che il

mantenimento dell'esercito nei Paesi Bassi è troppo gravoso per Filippo II che è costretto ad indebitarsi. Nel

1575 Filippo II va in bancarotta, i suoi banchieri non lo finanziano più (i banchieri di Anversa); il fallimento

segna la catastrofe anche militare (il suo esercito è costituito da mercenari che diventano così ingestibili e si

danno al saccheggio: il loro obiettivo diventa la città di Anversa, che viene distrutta e saccheggiata. Questa

tragedia ebbe un effetto immediato: tutti gli abitanti delle 17 province si uniscono-> nel 1577 si giunge alla

pacificazione di Genk a cui capo si pone Guglielmo d’Orange; è la vittoria del partito dei politiques, del

partito moderato, vogliono una sovranità basata sulla subordinazione delle chiese. La Spagna è in difficoltà e

Filippo II cerca di recuperare la situazione inviando a Bruxelles il fratellastro, ma nemmeno Don Giovanni

D’Austria combina granché; avrà successo la politica di Alessandro Farnese, principe italiano mandato

come governatore dei Paesi Bassi. Egli riesce a staccare delle province cattoliche dalla pacificazione di Genk

e formano una loro unione politica, quella di Arras; (da cui nascerà il Belgi); a nord si avrà l'unione delle

province di Utrecht, l'unione di tutte le province a maggioranza protestante. Resta il problema della

monarchia: prevale tra le classi dirigenti dell'Unione protestante l'idea di una separazione dalla monarchia

iberica ma ci significa trovare un nuovo monarca. Alla fine si conviene che la persona giusta per la carica di

re può esser Francesco Ercole, duca d’Angio’, ultimo figlio di Caterina dei Medici. Sembra la persona che

può farsi promotrice di una politica di unificazione delle province; in realtà, il duca d’Angio’ accetta questa

offerta ma trova limitazioni alla sua autorità regia dagli Stati generali: le limitazioni non sono accettate e

giura fedeltà alla province ma cerca poi di occupare Anversa con un colpo di stato. Fallisce il colpo di stato,

e il progetti di costituire una nuova dinastia per le province dei Paesi Bassi va in fumo; nel frattempo nel

1581 vi è una solenne dichiarazione di indipendenza delle Province Unite (concetti di natura giusnaturalista),

nasce l’Olanda. Si contrappongono i diritti del sovrano a quelli dei sudditi + vi è un rapporto contrattuale tra

popolo e sovrano + si ammette il diritto di resistenza dei sudditi contro il sovrano quando questi si comporti

come un tiranno. Il tentativo di installare una monarchia nei Paesi Bassi fu fallimentare e si arriva alla

decisione di gestire le 17 province mediante una diarchia di poteri.

Vi è grande incertezza politica in queste province unite e tutta la situazione sembra favorire un’offensiva per

Filippo II, che aveva incorporato il Portogallo senza colpo ferire nel 1580 (nonostante l’opposizione della

nobiltà portoghese). Tutto ciò significa anche incorporare tutti i domini coloniali del Portogallo, che entra a

far parte dei nemici delle Province Unite: le colonie portoghesi diventano preda della Marina olandese. In

Francia nel frattempo, si era presentato il problema della successione al re Enrico III che non aveva figli. La

possibilità era che il trono finisse nelle mani del capo della fazione dei protestanti (possibilità che i cattolici

vedono di malgrado). Filippo II pensa che sia giunto il momento di appoggiare la lega cattolica francese:

accordo con il duca di Guisa, Enrico di Guisa e si apre una lunga fase di guerra di religione francese, detta

“GUERRA DEI TRE ENRICHI”: Enrico III, Enrico di Borbone e Enrico di Guisa. Il più debole dei tre è il

re stesso. Filippo II sta preparando il colpo decisivo ma dove colpire i protestanti? Questi avevano resistito

grazie al sostegno degli inglesi di Elisabetta. Bisogna colpire dunque l'Inghilterra, che si trova in questa

situazione di avere sul territorio due regine, Elisabetta e la prigioniera Maria Stuart. Questa non aveva perso

la speranza di recuperare il trono e diventa il centro di tutte le cospirazioni cattoliche contro la regina vergine

Elisabetta. Una di queste è quella di Baddington. Fu facile però sventare tutte queste cospirazioni da parte di

Elisabetta, e eliminare una volta per tutte la rivale-> occasione per sferrare l’attacco decisivo da parte di

Filippo. 130 velieri per 24.000 uomini che devono fornire la possibilità ai terzios spagnoli si sbarcare in

Inghilterra. Il progetto fu ritardato per un breve tempo ma alla fine la flotta parte (1588), l’INVINCIBILE

ARMATA. Gli spagnoli erano però poco abili come marinai e la spedizione fu una catastrofe sia per il

maltempo lungo la Manica sia per l'efficacia dei corsari di Elisabetta. Non riuscirono ad approdare nelle

province unite per imbarcare l'esercito, e alla fine riuscirono a tornare in patria solo una quarantina di navi.


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fred10

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Corso di laurea: Corso di laurea in storia
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fred10 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Addobbati Andrea.

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