Lezione del 25/02/19: Istituzioni di storia della lingua italiana
Introduzione alla lezione
La professoressa informa che il programma si trova sulla pagina docenti ma anche sulla piattaforma e-learning, scandito per incontri, e chiede quanti hanno studiato latino e quanti parlano un dialetto (dialettofoni), da non confondere con una cadenza. Circa un 20% dei presenti usa ancora correntemente il dialetto; in alcuni casi, l'uso è più frequente, in altri stanno sparendo, così come nelle generazioni più vecchie (i dialetti stanno recedendo). È una fotografia sociologica abbastanza corretta: la varietà linguistica dell'Italia è un tratto caratteristico della cultura linguistica italiana.
Definizione dell'italiano
La prima preoccupazione è definire l'ambito della materia: cos'è l'italiano, cosa sono i suoi confini. La lingua è uno straordinario patrimonio culturale con la caratteristica di essere democratico e socialista: appartiene a tutti, non c'è né nessuno che non possegga una lingua e che non la usi in modo individuale, creativo, suo senza bisogno di chiedere il permesso a nessuno. La letteratura per esempio è anche patrimonio culturale ma ci sono milioni di persone che non hanno mai letto un libro, ma non si dà essere umano che non usi la lingua. È un tratto distintivo che caratterizza la lingua come un oggetto immateriale, diffuso, democratico.
La lingua madre
Uno dei concetti fondamentali da cui partiamo nell'occuparci di lingue, è definire la lingua madre: la prima lingua che mia madre mi ha insegnato. Generalmente le lingue si passano per via materna, perché il primo rapporto che si instaura è del bambino con sua madre. Uno dei tratti caratteristici dell'umano, lo diceva anche Dante, è la capacità di parlare. Possedere una lingua naturale è il nostro modo di relazionarci al mondo. Parlando comunichiamo, definiamo il nostro spazio, la nostra personalità.
Discussione sull'italiano
Chi è che ritiene di avere nella propria cultura linguistica, un po' più dell'italiano? Per parentela, amicizia, ecc. Cos'è l'italiano? Dove inizia, dove finisce, quale è il suo contenuto? Quanti lo parlano? Un terzo dell'aula riconosce di avere più lingue rispetto all'italiano (dialetto, anche come lingua materna se si è dialettofoni; chi ha nonni e genitori che parlano un'altra lingua; chi studia lingue; …).
Origini dell'italiano
L'italiano è una lingua latina, cioè deriva dal latino. Da quale momento comincia? Non c'è un momento preciso, perché i volgari si sviluppano nel medioevo, e anche il latino non è stato sempre lo stesso, c'è anche un latino volgare.
Il volgare e il popolo
Uno studente Il termine volgare cosa significa, in riferimento all'italiano dell'origine? risponde che si tratta la lingua utilizzata dal popolo o la lingua parlata. "Il volgare come lingua parlata dal popolo", se usiamo le categorie "la lingua del popolo" e "la lingua non del popolo", allora la domanda è "chi è il popolo"? Studente: chi non era colto. Sì, ma il concetto di non colto è un concetto molto scivoloso. I ministri Toninelli o Bonafede, o il Vice Presidente Di Maio (appartenenti a forze politiche populiste), sono popolo? Uno studente dice che stiamo parlando della lingua letteraria e non letteraria, il volgare è la lingua comunemente usata. Lo stesso si pone il problema dell'uso quotidiano. Io e Di Maio non facciamo lo stesso uso della lingua. Se parlo di lingua del popolo intendo la gente, verso gli intellettuali. Nel medioevo la quotidiana esperienza della lingua è la stessa che abbiamo oggi: parliamo tutti.
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