Le istituzioni di Roma monarchica
Tribù e curie
La tradizione affida a Romolo (oltre alla fondazione della città e all'unione con i Sabini) la ripartizione della popolazione in tre tribù:
- Ramnes (=romani) —> Romolo
- Tities (=sabini) —> Tito Tazio
- Luceres (=etruschi) —> Lucumone
I tre nomi avrebbero indicato le diverse componenti etniche che in tempi successivi si erano aggregate a comporre la città. Riconducibili all’onomastica etrusca sono i nomi ramnes e luceres. Le tre tribù furono a loro volta divise in 10 curie per ognuna, quindi 30 curie per ogni tribù e ogni curia in 10 decurie, per un totale di 300 (cum + viri = uomini maschi —> comunità che raccolgono gli uomini; etimologia supposta non attestata).
Romolo avrebbe poi diviso l’agro romano in tre parti: una destinata agli dei, una lasciata in uso comune a tutti i cittadini, una ripartita in trenta lotti assegnati uno per curia. Sulla base delle curie in Roma arcaica si organizzavano l’assemblea popolare e l’esercito. La popolazione venne suddivisa in curie per una motivazione militare, il reclutamento. L’istituzione della curia andrà avanti fino alla prima età imperiale ed era ereditaria, ma con il passare degli anni molti dimenticavano a quale curia appartenevano.
Nella legione del periodo repubblicano del IV secolo a.C. ogni curia forniva annualmente 100 fanti (i pedites) e 10 cavalieri (i celeres), in età arcaica questi numeri erano impossibili. I comandati dei contingenti dell’esercito, 3 tribuni militum e 3 tribuni celerum, afferma Varrone, derivavano il loro nome dalle tribù. Non conosciamo la loro funzione in età arcaica e non sappiamo se erano organizzate su base territoriale o gentilizia, questo perché in età monarchica erano state sostituite da altre ripartizioni.
Il termine “curia” indica:
- Struttura che raccoglieva i Quirites, cioè il corpo civico dei Romani su cui vegliava il dio Quirinus.
- Luogo di riunione non necessariamente collegato alle curie: Curia Hostilia è nel Foro, la sede del senato.
Ogni curia aveva i suoi culti: un suo capo, il curio; un proprio sacerdote, il flamen; e un littore, una sua sede, un suo nome, in alcuni casi derivato da quello di una gens. Del carattere arcaico pre-urbano delle curie sono testimonianza le feste (riti agrari) alle quali esse erano legate: Fornacalia (avveniva su convocazione del capo di tutte le curie, il curio maximus, che su tabellae rese pubbliche fissava giorno e posto particolare Foro in cui ciascuna curia doveva celebrare sacrifici) e Fordicidia. —> Carattere egualitario curie provato da rito feriae stultorum, feste che permettevano a tutti quelli che avevano dimenticato curia appartenenza di partecipare egualmente a festa finale 17 febbraio che chiudeva i Fornacalia.
Comizi curiati
Comizi Curiati —> curie sezioni elettorali, era riunita dal re e doveva probabilmente limitarsi ad ascoltare ed approvare (il re chiedeva pareri —> sententia uomini più facoltosi e anziani città —> 300 senes), popolo verosimilmente chiamato solo in dichiarazioni di guerra (all’inizio si riuniva fuori pomerio perché armato), campo azione specifico ancora in età repubblicana era rappresentato da decisioni assetto famiglie: adozioni, testamenti e culti gentilizi.
Il senato
- Dal latino senex= vecchio;
- Fianco del re;
- Consiglio formato da 100 senatori (i patres);
- Fatto risalire ad un atto di Romolo;
- Portatori di saggezza e capacità politica;
- Rappresentanti parte società più significativa su piano politico e sociale —> aristocrazia;
- Capi dei gruppi parentali —> asse portante società romana arcaica;
- Cooperazione con il re in età arcaica (no auctoritas patrum, facoltà del senato di ratificare le delibere comiziali —> senato repubblicano);
- Tarquinio Prisco da ducento a trecento, senatori perderanno carattere di anziani —> facto regia (partito del re) nuovo gruppo di patres minorum gentium entrato in senato x rafforzare potere re.
Prima forma di governo di Roma arcaica —> Monarchia
- Re con potere militare, politico e religioso;
- Elettiva da assemblea dei rappresentati famiglie più in vista;
- Re affiancato dai patres, di funzione consultiva (capi clan —> gruppi di famiglie antenati dei patrizi per la tradizione) —> nucleo futuro senato;
- Re supremo capo religioso e in celebrazione culto affiancato da collegi dei sacerdoti;
- Ceremonia elezione inauguratio —> lettura auspici (volo uccelli);
- Re figura eroica e salvifica in contatto con gli dei;
- Popolo convocato in assemblea per decisioni militari (comizi curiati);
- Potere, in teoria, proviene ed è delegato dal popolo;
- Meccanismo di successione —> no ereditarietà, periodo di interregno tra un re e l’altro (5 giorni) in cui il potere è in mano a 1 dei patres al giorno.
- Morto il re i poteri sacrali (auspicai) tornano ai patres, l’imperium (potere militare) torna al popolo —> designato poi nuovo re che detiene auspici ed imperium;
- Nei 5 giorni di interregnum convocati i comizi curiati ai quali viene presentato il nuovo re;
- Con lex de imperio il popolo conferisce al re il potere militare, imperium (capacità politica e sacrale di condurre il popolo in guerra) —> attribuzione personale.
Sacerdoti
- Pontefici —> depositari e interpreti norme giuridiche prima della redazione corpus leggi scritte;
- Auguri —> interpretare volontà divina a scopo di propiziarsela per garantire felice esito impresa;
- Vestali —> donne votate ad una castità trentennale che custodivano il fuoco sacro che ardeva perenne nel tempio della dea Vesta.
Due testimonianze in età successiva della realtà storica di una fase monarchica a Roma: 1. Rex sacrorum —> s
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Istituzioni di diritto romano
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