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Istituzioni di filosofia teoretica, Appunti - prof. Nicoletta Ghigi Appunti scolastici Premium

Gli appunti contengono l'intero corso Istituzioni di Filosofia Teoretica tenuto presso la facoltà di Filosofia da Nicoletta Ghigi per il secondo anno, nell'anno accademico 2015/2016. Argomento del corso: Genesi del trascendentale e Trascendentale della genesi in Hegel, Husserl e Derrida. Il percorso si propone dunque di confrontare i tre autori e in particolare opere quali: La scienza della... Vedi di più

Esame di Filosofia teoretica docente Prof. N. Ghigi

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ha creato, perché quel senso si struttura, sempre in maniera soggettiva, a partire dal

soggetto ma non da un soggetto particolare. Questo senso si è formato nella storia e

in un vissuto intersoggettivo, non soggettivo.

Nell’Appendice Husserl, compiendo un’archeologia del senso, considera l’animismo

come la prima fase della storia. Quando l’uomo comincia a trattenere i ricordi e li

trasmette alla società ha inizio un storia collettiva, si passa cioè dalla considerazione

di un tempo soggettivo alla formazione del tempo oggettivo. Dalla trasmissione

delle proprie esperienze, l’uomo comincia a condividere i miti (spiegazione razionale

degli eventi) e questo forma la tradizione: gli uomini possono condividere una stessa

visione del mondo, che Husserl definisce «umlebensewelt» (il vivere di tutti nel

medesimo mondo, che non è il mondo dell’empirico ma quello del vissuto, delle

formazioni culturali). Gli uomini greci comprendono che seppure i diversi miti danno

diverse spiegazioni del mondo, tutti hanno come unicum la medesima volontà di

spiegare, di capire, che nasce da una richiesta di un senso valido per tutti.

Diversamente da Hegel, per il quale la logica è ontologia, per Husserl il senso

precede la logica, che rimane aristotelicamente uno strumento per dare

strutturazione, forma al pre-logico, al pre-teoretico. Noi produciamo formazioni

spirituali pure se non siamo consapevoli del fatto che a fungere è un senso, una

passività che agisce ed influenza la donazione di senso.

Il mondo della vita ci dà la possibilità della significazione, tuttavia anch’esso è una

struttura di senso: non dà significato ma produce senso. Produce senso perché nel

momento in cui noi lo significhiamo, esso resta come orizzonte di ogni nostra

ulteriore significazione. È l’incontro tra cosa e coscienza, tra donazione di senso e

mondo della vita che dà la possibilità alla formazione del senso. Quando noi

formiamo il senso, esso si va a stratificare nel mondo della vita, ad iscrivere in

questo orizzonte che, a sua volta, ci restituisce la significatività come condizione del

nostro poter nuovamente formare.

Il senso, che è pre-logico, non ha alcuna determinazione, non ha logica e sta in una

necessità che non ci riguarda più. Secondo Husserl, bisogna mettere una parentesi a

quella necessità, a quel senso che non ci interessa, perché ci è utile unicamente

considerare come senso l’incontro tra mondo della vita e donazione di senso, la

presa d’atto di aver ricevuto un qualcosa.

Per Husserl l’errore hegeliano sta nell’aver considerato tutta la realtà come qualcosa

che viene a formarsi nella mente, cioè come uno sviluppo logico: infatti dà spazio al

pre-logico, al passivo, che ci deriva dalla cosa. Per Husserl la cosa non si riduce alla

mia esperienza, non è una mia donazione di senso, ma è portatrice di senso.

3. J. DERRIDA

Nell’opera Derrida sostiene che il problema di Husserl sorge

Il problema della genesi,

quand’egli si propone di parlare del telos e di una teleologia. Per entrambi i filosofi,

se vogliamo parlare della storia delle idee dobbiamo subito porci il problema della

generazione, del senso di questa storia. Infatti, le idee si sono formate in relazione

ad un telos: da dove ha origine questo senso? i filosofi

Nella storia, Derrida rintraccia questo telos in tutte le formazioni filosofiche:

hanno a suo avviso espresso l’idea teleologica della filosofia, cioè il suo essere l’idea

finale di ciò che è valido in sé. Ma com’è stato possibile che questo senso si

esprimesse inconsapevolmente?

Derrida, poggiandosi alla dialettica hegeliana, sostiene che il cominciamento

dev’essere dialettico, ma non inteso come continuo superamento. Egli vuole

conciliare la validità del trascendentale husserliano con la dialettica hegeliana,

riportare il primum su un piano mondano, esistenziale (→Heidegger) e non ricadere

nell’esito metafisico della fenomenologia. Per Derrida, il guadagno da salvare delle

esperienza reale,

filosofie di Hegel e Husserl è l’aver capito che la genesi è sintesi,

che cioè tiene conto dell’incontro intenzionale e storico tra cosa e coscienza.

La genesi non è costituita dall’ego in quanto anteriore ad ogni costituzione attiva;

possiamo parlare di una genesi passiva in quanto abbiamo la presentazione di un

senso che ci permette la sua significazione, cioè di poter dire cos’è questo senso.

Nell’opera Derrida vuole far convivere il

Introduzione all’origine della geometria

e il «tempo del suo riempimento». Il tempo della forma non è

«tempo della forma»

altro che la storia del senso, mentre l’altro è costituito dai riempimenti di tipo

storico-soggettivo. Ma da dove ha origine la forma? Qual è la sua generazione?

Derrida risponderà parlando di una contaminazione tra oggettivo e soggettivo, che

convivono all’interno di una stessa dimensione e quindi in due tempi che si

confondono.

Come per il suo maestro Jean Hyppolite, anche per Derrida il fine è quello di

individuare un «campo trascendentale», della forma, in cui la scrittura (il segno

grafico) si manifesta.

È nella scrittura, in quanto luogo della permanenza delle idealità (della parola

“idea”), che la parola permane, al di là della mia significazione, in un suo tempo.

Il punto di partenza de è la considerazione che il segno può

La voce e il fenomeno

essere «espressione», cioè uno strumento linguistico che permette al soggetto di

esprimersi, o «indice», cioè indicare esso stesso qualcosa, avente una funzione

simbolica.

A suo avviso, Husserl si è concentrato sull’espressione, sul significato, perdendo così

molto della potenza del segno; non ha cioè colto il valore del segno come simbolo:

restando dietro alla significazione, il segno grafico può avere una vita propria

rispetto alla logica, in quanto può essere detto in modi diversi indipendentemente

dal soggetto che lo significa.

Nel segno grafico ritroviamo qualcosa che ha un corpo proprio: c’è una «differenza»

radicale, interna al linguaggio, tra ciò che vogliamo esprimere e ciò che premette la

facoltà dell’esprimersi. Ciò che si presenta come unità rinvia a qualcosa che presente

non è, ma che è la condizione della dicibilità della presenza.

In Husserl c’è un primato della voce, perché è il linguaggio soggettivo che dice il

senso, ma per Derrida solo se prescindiamo dal significato abbiamo l’espressione del

senso.

Per cercare il cominciamento dobbiamo «decostruire» l’identità della significazione

e cercare il senso nella differenza.

La percezione stessa non è identità, presenza, ma è insieme di non-presenze. Perciò

la coscienza non può essere il primum, perché quando va a costituire oggetti si basa

su cose che coscienti non sono, che non ha ancora percepito o che non percepisce

più. La non-presenza è l’«inevidenza» nel batter d’occhio dell’istante.


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pexolo

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DESCRIZIONE APPUNTO

Gli appunti contengono l'intero corso Istituzioni di Filosofia Teoretica tenuto presso la facoltà di Filosofia da Nicoletta Ghigi per il secondo anno, nell'anno accademico 2015/2016. Argomento del corso: Genesi del trascendentale e Trascendentale della genesi in Hegel, Husserl e Derrida. Il percorso si propone dunque di confrontare i tre autori e in particolare opere quali: La scienza della logica (Hegel), Filosofia dell'aritmetica, Ricerche Logiche, Filosofia prima e Crisi delle scienze europee (Husserl), Il problema della genesi in Husserl e La voce e il fenomeno (Derrida)


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Filosofia e scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pexolo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia teoretica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Ghigi Nicoletta.

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