Sistema economico
Il sistema economico è un flusso circolare tra attività di produzione di beni e servizi, generazione di reddito connesso a tale attività e spesa per beni e servizi finali.
Operatori economici
Insieme di unità economiche individuali accomunate da una certa funzione svolta nel sistema economico:
- Famiglie
- Imprese
- Amministrazioni pubbliche
- Settore finanziario
- Settore estero
Tipologie di beni
Beni e servizi finali: uso immediato o durevole, non entrano nella produzione di altri beni o servizi.
Beni intermedi: impiegati nel processo produttivo, si esauriscono in esso.
Beni di investimento o beni durevoli: impianti, macchinari, ecc.
Consumi pubblici: beni e servizi acquistati dalle amministrazioni pubbliche.
Prodotto Interno Lordo - PIL (Y)
Il PIL è il valore dei beni e servizi finali prodotti da un'economia in un certo periodo di tempo, corrisponde all'insieme del reddito prodotto. Il modo corretto per calcolare il PIL è quello di sommare i valori aggiunti delle singole imprese, e non i valori di produzione, poiché all'interno della produzione è incluso il valore dei prodotti intermedi utilizzati. Il PIL ai prezzi di mercato e la somma dei valori aggiunti comprendono le imposte indirette.
C = spesa finale per consumi
G = consumi pubblici
I = investimenti
X = esportazioni
M = importazioni
PIL + M = C + I + G + X
Vale a dire: la spesa finale per consumi, gli investimenti, la spesa pubblica e le esportazioni sono soddisfatte dalla somma di prodotto interno lordo e importazioni.
Identità contabile
Il PIL è uguale alla somma dei valori aggiunti, è uguale al valore della spesa per beni e servizi finali nell'anno corrente.
Analisi delle voci che compongono il PIL
C = spesa per consumi privati: spesa per beni finali e servizi effettuata dalle famiglie.
I = spesa per investimenti: spesa effettuata dalle imprese e dalle amministrazioni pubbliche. Si divide in:
- Investimenti fissi lordi: macchine, mezzi di trasporto, costruzioni, investimenti pubblici (tutte attrezzature nuove, al lordo degli ammortamenti)
- Investimenti in scorte: giacenze di beni intermedi e finali
G = spesa per consumi pubblici: spesa per beni e servizi finali effettuata dalle amministrazioni pubbliche, corrisponde alla spesa pubblica.
X e M = esportazioni e importazioni. Sia le esportazioni che le importazioni sono sempre da considerarsi come beni e servizi finali, anche quando si tratta di materie prime o beni intermedi. La differenza tra esportazioni ed importazioni è definita esportazioni nette (X-M).
Il conto economico delle risorse e degli impieghi
La formula vista in precedenza:
PIL = C + G + I + X - M
Può diventare:
PIL + M = C + G + I + X
In grafica:
| Risorse | Impieghi |
|---|---|
| PIL (Y) 1166 | Consumi privati (C) 699 |
| Importazioni (M) 317 | Consumi collettivi (G) 215 |
| Investimenti fissi lordi (I) 229 | |
| Esportazioni (X) 331 | |
| Variazione scorte 9 | |
| Totale 1483 | Totale 1483 |
Conto economico della distribuzione del reddito
Il PIL può essere anche visto come somma dei redditi generati nella produzione interna. In grafica:
Redditi da lavoro dipendente 473
Risultato lordo di gestione 529 (PIL-redditi da lavoro dipendente - imposte indirette)
Imposte indirette 164
PIL 1166
Definizione di risparmio
Il risparmio nazionale lordo (S) è la parte del PIL non consumata. È composto da risparmio pubblico e privato.
Il risparmio privato (Spriv) è la parte di reddito non consumato dalle famiglie, al quale vanno aggiunti i profitti non distribuiti (risparmio d'impresa).
Reddito personale disponibile (Yd)
Il reddito personale disponibile non coincide col reddito prodotto, poiché una parte del reddito viene trattenuta dalle imprese (profitti non distribuiti), e perché un'altra parte viene utilizzata per pagare le imposte. Pertanto, il reddito personale disponibile si ottiene sottraendo al reddito prodotto le imposte sul reddito (T), i profitti non distribuiti (pnd) e aggiungendo i trasferimenti (Tr).
Yd = Y - pnd - T + Tr
Y-pnd rappresenta il reddito effettivamente distribuito.
Risparmio delle famiglie
È dato dal reddito personale disponibile meno i consumi privati (C):
Risparmio delle famiglie = Yd - C = Y - pnd - T + Tr - C
Risparmio privato (Spriv)
Spriv = Y - T + Tr - C
Include il risparmio delle famiglie e quello di impresa (profitti non distribuiti).
Risparmio pubblico (SG)
SG = T - G - Tr
È pari alla differenza tra le entrate e le uscite delle amministrazioni pubbliche. Ovviamente in questo caso le imposte (T) rappresentano le entrate.
Risparmio nazionale (S)
S = Spriv + SG = Y - T + Tr - C + T - Tr - G = Y - C - G
È la somma di risparmio privato e pubblico, la parte del PIL non consumata.
Riscrivendo l'identità della contabilità nazionale:
Y = C + I + G + (X-M)
Otteniamo:
Y - C - G = I + (X-M)
Vale a dire: la parte di PIL non consumata dalle famiglie, amministrazioni pubbliche e imprese è pari, per definizione, alla somma degli investimenti e delle esportazioni nette.
Essendo il risparmio nazionale S = Y - C - G otteniamo S = I + (X-M).
Reddito nazionale lordo
Il reddito nazionale lordo si ottiene sottraendo al PIL il reddito prodotto all'interno da non residenti, e aggiungendo il reddito prodotto all'estero da residenti. Sia il PIL sia il reddito nazionale lordo sono espressi a prezzi di mercato.
PIL nominale e PIL reale
PIL nominale: valore dei beni e servizi finali prodotti all'interno, ai prezzi dell'anno corrente. Nell'ipotesi di 2 beni aventi prezzo e quantità determinate, nell'anno 2001:
PIL01nom = p011 q011 2X q012 = X + p01
Ne deriva che un aumento del PIL nominale potrebbe essere dato sia da un aumento di quantità sia da un aumento di prezzo, o da entrambi. Non è chiara pertanto la quantità di beni prodotti nel tempo.
PIL reale (o a prezzi costanti): valore di beni e servizi finali prodotti all'interno, misurato ai prezzi di un anno base. Es. PIL anno 2001 a prezzi anno 1995:
PIL01reale = p951 q011 2X q012 = X + p95
Così calcolato, un aumento del PIL tra il 1995 e il 2001 esprime un aumento della quantità prodotta a prezzi mantenuti costanti.
Deflatore implicito del PIL
Dividendo PIL Nominale e PIL reale si ottiene il deflatore implicito del PIL: esso è un indice di livello dei prezzi. Viene definito "a pesi variabili" perché usa le quantità correnti, cioè le quantità di ciascun anno per il quale si calcola l'indice, e quindi confronta il costo dei beni e servizi prodotti nel periodo corrente, con il costo degli stessi beni e servizi misurato ai prezzi dell'anno base.
PIL01nom = p011 q011 2X q012 = X + p01
PIL01reale = p951 q011 2X q012 = X + p95
Deflatore = (PIL Nominale / PIL Reale) x 100
Inflazione e tasso di inflazione
Inflazione: aumento del livello dei prezzi.
Tasso di inflazione: aumento percentuale del livello dei prezzi, ne esprime la velocità di aumento (perciò velocità di aumento del deflatore del PIL).
Tasso di inflazione (Pt) = ((Pt - Pt-1) / Pt-1) x 100
Può essere calcolato utilizzando Pt = deflatore PIL o Pt = indice prezzi al consumo.
Indice dei prezzi al consumo
L'indice dei prezzi al consumo è un indicatore della variazione dei prezzi di un insieme di beni e servizi rispetto ai prezzi di un determinato anno base. L'indice dei prezzi viene costruito sulla base di un insieme di beni e servizi (un paniere) rappresentativi del consumo.
Indice dei prezzi al consumo = (p011 q951 2X q952) / (p951 q951 2X q952) x 100
La differenza sostanziale fra il deflatore del PIL e l'indice dei prezzi al consumo sta nell'utilizzo delle quantità dei prodotti: se per il deflatore utilizzo sempre le quantità dell'anno corrente, per l'indice dei prezzi al consumo si utilizzano le quantità dell'anno base.
- Deflatore: indice a pesi variabili, indice di Paasche
- Prezzi al consumo: indice a pesi fissi, indice di Laspeyeres
Indice nazionale dei prezzi al consumo della collettività (NIC) è l'indice dei prezzi al consumo utilizzato in Italia, ed è legato ad un paniere di prodotti che l'Istat aggiorna annualmente in base al cambiamento nei consumi (960 prodotti).
PIL pro capite e benessere
Perché il PIL pro capite (PIL reale diviso per numero di abitanti) non può essere un indicatore attendibile per il benessere collettivo?
- I servizi sono difficilmente misurabili in termini di quantità, perciò sono esclusi dal calcolo.
- I beni e servizi non scambiati sul mercato non rientrano nel PIL (es. lavoro domestico non retribuito).
- Problema attività illegali, non dichiarate.
- Nelle piccole realtà produttive (artigiani) è difficile rilevare i dati necessari al calcolo del PIL.
Indice di sviluppo umano (ISU)
L'indice di sviluppo umano è un indicatore multidimensionale di benessere. Combinazione di tre indicatori:
- Speranza di vita alla nascita
- Tasso di alfabetizzazione adulta e tasso di iscrizione al 1°, 2°, 3° livello di istruzione
- PIL reale pro capite
A parità di PIL pro capite, possono esistere situazioni di elevato o esiguo benessere. Questo sta a significare che il PIL reale pro capite è più un mezzo per migliorare il benessere collettivo, che il fine stesso del benessere.
Popolazione e forza lavoro
Forza lavoro = tutti gli occupati e le persone in cerca di lavoro.
Non forza lavoro = giovani fino a 14 anni, adulti oltre 65 anni, persone in età lavorativa che non cercano lavoro (studenti, casalinghe, inabili, ecc.).
Tasso di attività
Rapporto tra forze lavoro e popolazione maggiore di 15 anni. Esprime il grado in cui la popolazione adulta partecipa all'attività produttiva.
Tasso di attività = (Forza Lavoro / Popolazione adulta) x 100
Tasso di disoccupazione
Rapporto tra persone in cerca di lavoro (disoccupati) e la forza lavoro.
Tasso di disoccupazione = (Disoccupati / Forza Lavoro) x 100
Considerazioni su occupazione e settori di attività in Italia
I settori di attività si dividono in: agricoltura, industria, servizi. Negli anni '70 l'agricoltura impiegava il 20% della forza lavoro, negli anni '80 impiegava l'8%. Il settore dei servizi è cresciuto molto negli anni '70-'80.
UD 2: Moneta e funzioni della moneta
Funzioni della moneta: come mezzo di pagamento, opera da intermediario nello scambio e lo risolve; come riserva di valore, attività finanziaria volta a mantenere la ricchezza costituita, nel tempo; come unità di conto (prezzi e contratti) e misura dei pagamenti differiti (rimborso prestiti a diversa scadenza).
Definizione degli aggregati monetari
Quantità di moneta: consistenze degli aggregati monetari presenti nell'economia in un certo momento. La quantità di moneta è uno stock.
Istituzioni finanziarie monetarie
- Banca centrale
- Istituti di credito
- Altre (es. fondi di investimento monetario)
Funzioni della banca centrale
È l'unico ente autorizzato a creare ed immettere in circolazione banconote e monete; decide ed attua la politica monetaria, esercita cioè il controllo sulla moneta; svolge anche la funzione di prestatore di ultima istanza, è perciò l'ente al quale si rivolgono gli istituti di credito per chiedere prestiti o finanziamenti; vigila sul risparmio controllando sia gli intermediari finanziari, sia il rispetto delle regole di mercato.
La Banca Centrale Europea
La sua nascita viene decisa dal trattato di Maastricht (1992) ed è legata alla creazione di una moneta unica europea: l'Euro (1999, attiva dal 2002).
Struttura della banca centrale europea
SEBC = Sistema Europeo Banche Centrali, formato da BCE + banche centrali dell'UE
Bilancio del SEBC
Attivo:
- Attività sull'estero: acquisto e vendita di mezzi di pagamento universalmente accettati.
- Prestiti in € agli istituti di credito: rappresentano la funzione di prestatore di ultima istanza.
- Crediti v/ AAPP
- Titoli: di stato, azioni e obbligazioni detenute dalla BC
Passivo:
- Circolante: i biglietti e le monete emessi dalla BC e in mano al pubblico.
- Depositi a vista degli istituti di credito
- Depositi AAPP
- Passività in valuta
Funzioni istituti di credito
- Raccolta di fondi a breve termine (depositi)
- Erogazione di prestiti
- Gestione attività reale e finanziaria, compravendita di titoli e valute
- Ricevitoria/esattoria enti pubblici
Bilancio degli istituti di credito
Attivo:
- Cassa
- Prestiti: voce principale attivo
- Titoli diversi da azioni
- Azioni
- Altre
Passivo:
- Depositi: voce principale passivo
- Obbligazioni
- Capitale e riserve
- Altre
Offerta di moneta (M)
Offerta di moneta = quantità di moneta in circolazione. M = DEP + CIRC. L'offerta di moneta è rappresentata dalla somma tra il circolante della banca centrale e i depositi degli istituti di credito. Queste voci possono essere immediatamente utilizzate come mezzi di pagamento.
Coefficiente circolante/depositi (cd)
Esprime la quantità di circolante che il pubblico desidera rispetto ai depositi. Essa è influenzata dalla facilità o meno di effettuare pagamenti.
Cd = CIRC/DEP cd<1
Dato il cd, l'ammontare di circolante in mano al pubblico sarà CIRC = cd x DEP e la quantità di moneta M = cdxDEP+DEP che diventa M=(1+cd)x DEP (raccolgo DEP). Risulta evidente che la creazione o distruzione di moneta dipende dalla creazione o distruzione di depositi.
Effetti di un acquisto di titoli da parte della BCE
Solo circolante
Supponiamo che la BCE acquisti titoli da un soggetto esterno per 100 pagandoli con un assegno su se stessa. Se il pubblico detenesse solo circolante: aumentano attività BCE 100 voce titoli, aumentano passività BCE 100 voce circolante.
Solo depositi
Supponiamo che la BCE acquisti titoli da un soggetto esterno per 100 pagandoli con un assegno su se stessa. Supponiamo che il soggetto utilizzi i depositi per effettuare tutte le sue operazioni, e perciò non detenga circolante: aumento attività banca soggetto esterno 100 voce riserve, aumento passività BCE 100 voce depositi.
Coefficiente riserve/depositi (rb)
Riserve bancarie (RIS) = sono costituite dai depositi a vista detenuti dagli istituti di credito. Le banche devono tenere fondi sotto forma di riserve bancarie per tre motivi:
- Soddisfare le richieste di circolante del pubblico
- Effettuare pagamenti su altre banche
- La BC impone un obbligo di riserva (riserva obbligatoria).
Il coefficiente di riserva è il rapporto tra le riserve bancarie e i depositi:
rb = RIS/DEP
Base monetaria (H)
È la moneta creata dalla BC, costituita dal circolante in mano al pubblico e dalle riserve bancarie che gli istituti di credito detengono sotto forma di c/c presso la BC.
H = CIRC+RIS
Moltiplicatore dei depositi
Ogni volta che la base monetaria varia, l'ammontare di depositi varia di un multiplo che dipende dal coefficiente circolante/depositi e dal coefficiente riserve/depositi.
Se il pubblico non detiene circolante -> il moltiplicatore sarà 1/rb
Se il pubblico detiene circolante -> il moltiplicatore sarà 1/(cd+rb)
Relazione tra variazione dei depositi e variazione della base monetaria
ΔDEP = (1/(cd+rb)) x ΔH
Relazione tra variazione del circolante e variazione della base monetaria
ΔCIRC = (1/(cd+rb)) x ΔH
Relazione tra variazione delle riserve e variazione della base monetaria
rbΔRIS = (1/(cd+rb)) x ΔH
Moltiplicatore della moneta
Il moltiplicatore della moneta esprime il fatto che ogni volta che varia la Base monetaria, i depositi variano di un multiplo, e il circolante varia in proporzione ai depositi.
(cd+1)/(cd+rb) è > 1 offerta di moneta = M = ((cd+1)/(cd+rb)) x H
Creazione/distruzione di base monetaria della banca centrale
Base monetaria = circolante + depositi a vista degli istituti di credito = passività. La BC crea o distrugge base monetaria ogni volta che acquista o vende un'attività, creando o distruggendo passività, attraverso le seguenti operazioni:
- Operazioni di mercato aperto: la BC acquista o vende titoli sul mercato dei titoli già esistenti.
- Rifinanziamento degli istituti di credito: la BC aumenta o diminuisce i prestiti a breve termine concessi agli istituti di credito.
- Acquisto/vendita netta di attività sull'estero: riguarda oro e valute estere, che rappresentano le attività sull'estero che la BC può incrementare o decrementare.
Domanda di moneta
La domanda di moneta ha due tipi di ragioni alla sua base: la moneta è il mezzo di pagamento per finanziare le transazioni (domanda di moneta a scopo transattivo); la quantità di moneta domandata dipende dal livello del reddito nazionale. Il risparmio (che genera ricchezza) può essere impiegato come attività finanziaria, attraverso moneta o obbligazioni. Le obbligazioni sono titoli di debito emessi dal pubblico e dalle imprese. Sono negoziabili, acquistate e vendute al prezzo di mercato. I rimborsi avvengono attraverso l'emissione di cedole ai loro acquirenti, e col rimborso dell'obbligazione a scadenza. La moneta e le obbligazioni sono confrontabili secondo 5 parametri: liquidità, costo, certezza del valore monetario/reddito/valore reale.
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