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SISTEMA ECONOMICO

FATTORI FONDAMENTALI DEL SISTEMA ECONOMICO: RISORSE

L’economia dispone di risorse ripartite in un certo modo fra i membri della società,

utilizzate per produrre beni e servizi. I beni e servizi prodotti vengono in parte

consumati dalle famiglie che ne traggono un benessere economico presente. La parte

rimanente viene investita, per un benessere economico futuro. Il consumo e

l’investimento contribuiscono a mantenere ed incrementare le risorse future.

Costituiamo così il CIRCUITO DELLE RISORSE = risorse, consumo, investimento.

Siamo di fronte ad un sistema circolare. In economia si parla di una distruzione

creatrice le innovazioni distruggono ciò che vige prima, creano però il progresso.

Distinguiamo le risorse in tre fondamentali gruppi.

1) POPOLAZIONE

a) Può aumentare o diminuire attraverso la demografia naturale e sociale;

b) Bisogna considerare la sua composizione secondo l’età, la nazionalità, il

grado di istruzione;

c) Popolazione in età di lavoro= risorsa “pregiata”;

2) TERRA E RISORSE NATURALI

a) Rinnovabili e non rinnovabili;

b) Ambiente=risorsa naturale che cambia in seguito all’attività economica

dell’uomo;

c) Degrado ambientale= distruzione delle risorse;

d) La terra e le risorse naturali hanno un’importanza economica diversa nelle

diverse regioni del mondo.

3) IL CAPITALE

a) È interamente prodotto dall’uomo;

b) Si produce quando si impiegano risorse allo scopo di ottenere dei rendimenti

economici futuri;

c) Educazione, istruzione, cure sanitarie = CAPITALE UMANO;

d) Costruzioni, macchinari, attrezzature, mezzi di trasporto, scorte, contenuti

tecnologici= CAPITALE FISICO;

e) Condivisione di regole, clima di pace e di fiducia= CAPITALE SOCIALE.

Parliamo adesso di EVIDENZA EMPIRICA SULLE RISORSE. La popolazione varia nel

tempo e, con riguardo all’età e alla nazionalità, possiamo distinguere delle “piramidi”.

Stesso discorso vale per l’istruzione.

Alcune risorse importanti in Italia sono le superfici agricole, le foreste, i fiumi, il mare,

le fonti di energia rinnovabili. La dotazione di capitale viene sempre stimata in valore

monetario affinché il dato “monetario” rifletta un dato “reale”.

Le risorse di possono muovere da un’impresa all’altra e da un settore all’altro sulla

base di incentivi economici. Vi sono, quindi, vari modi per realizzare gli stessi livelli di

produzione. La ripartizione delle risorse date fra diverse imprese e settori si chiama

“allocazione delle risorse”.

ALLOCAZIONE = stabilisce chi fa cosa e come nel sistema economico (concetto

fondamentale).

Nome risorse 1, 2, …, n

Nome prodotti 1, 2, …, s

Quantità risorse R1, R2, …, Rn

Quantità prodotti Q1, Q2, …, Qs

L’allocazione è una tabella tale che la somma:

R11+R12+…+R1s= R1

L’allocazione è un processo totalmente spontaneo, non pianificato da un ordine

centrale. Questa può essere efficiente o inefficiente.

INEFFICIENZA= esiste un’altra allocazione che consente di aumentare la produzione

di tutti i beni.

EFFICIENZA= non esiste un’altra allocazione che consente di aumentare la

produzione di tutti i beni.

FRONTIERA DELLE POSSIBILITÀ

PRODUTTIVE

È un grafico nel quale si mostrano le possibili combinazioni di beni capitali e beni di

consumo che il sistema può produrre dati i fattori di produzione disponibili e lo stato

della tecnologia utilizzabile per trasformare le risorse in beni. La frontiera delle

possibilità produttive descrive il trade-off, ovvero la scelta tra opzioni alternative, che

la società deve affrontare. Una volta raggiunti i punti efficienti sulla frontiera, l’unico

modo per ottenere una maggiore quantità di un bene è ridurre la quantità di un altro.

Questa rinuncia è il COSTO OPPORTUNITÀ è il costo espresso nei termini della

migliore alternativa possibile a cui si deve rinunciare per ottenere qualcosa. Rapporto

tra quantità sacrificata di un bene e la quantità ottenuta di un altro.

La frontiera è sempre inclinata negativamente (causa scarsità risorse). Un punto al di

sopra della frontiera non è raggiungibile. L’economia può stare al di sotto della

frontiera se le risorse sono allocate in modo inefficiente e non sono produttive per

come dovrebbero.

Il costo opportunità di un bene si misura in termini di un altro bene e sempre sulla

frontiera. In termini geometrici, il costo opportunità corrisponde all’inclinazione della

FRONTIERA nelle vicinanze di un certo punto.

IL COSTO OPPORTUNITÀ DEL BENE a IN TERMINI DEL BENE b È LA QUANTITÀ

DEL BENE b A CUI BISOGNA RINUNCIARE PER AVERE UN’UNITÀ IN PIÙ DEL

BENE a.

In una società che progredisce, la frontiera si sposta verso l’alto nel corso del tempo, a

causa di:

Aumento della popolazione e della dotazione di capitale;

 Diffusione delle conoscenze tecnologiche;

 Diffusione delle nuove conoscenze e loro incorporazione nel capitale umano e in

 quello fisico.

IL MERCATO= insieme dei compratori e venditori di un determinato

bene o servizio.

Il gruppo dei compratori determina la domanda, quello dei venditori l’offerta. Il

modello di mercato rappresenta una visione neoclassica dell’allocazione delle risorse,

sviluppata a partire dal modello di Adam Smith e dal concetto della “mano invisibile”.

Nel mercato:

Ciascuno ha da vendere e da comprare;

 Si scambiano beni e servizi, inclusi servizi produttivi delle risorse;

 Si determinano i “termini” di questo scambio.

IDEALMENTE= nel mercato ciascuno è individualmente piccolo da dover accettare

questi termini di scambio. In pratica questo non è sempre vero (esistono importanti

concentrazioni industriali).

MERCATO CONCORRENZIALE ci conviene supporre che la concorrenza sia

abbastanza forte che nel mercato nessuno abbia un potere particolare ed esaminare i

meccanismi del mercato sotto il profilo dell’efficienza produttiva e dell’equità.

La CONCORRENZA ha diversi aspetti:

Trasparenza delle condizioni alle quali si compra e si vende in un mercato;

 La tendenza al prezzo unico è rafforzata dalla possibilità di passare da un

 offerente all’altro;

Libero ingresso nel mercato;

 Assenza di accordi collusivi (impossibilità di accordo fra aziende).

L’economia è organizzata in molti diversi mercati tra loro interdipendenti.

Mercato dei beni Mercato materie prime



Mercati finanziari Mercati reali

Ogni mercato mette in contatto delle persone e rende possibili gli scambi vantaggiosi.

TRANSAZIONE: acquisto-vendita. Il volume delle transazioni indica la quantità di beni

comprati e venduti.

Tuttavia, sarebbe troppo complicato studiare queste interdipendenze studieremo il

funzionamento di un singolo mercato, isolandolo dal resto dell’economia.

DOMANDA IN RELAZIONE AL PREZZO

Insieme di fattori che hanno effetto sulla domanda di un bene:

Il prezzo del bene stesso;

 Il prezzo degli altri beni;

 Il reddito;

 Una serie di fattori sociologici;

 I gusti.

La quantità domandata di un bene è la quantità di quel bene che i compratori vogliono

e possono acquistare a ogni determinato prezzo. La quantità domandata p

inversamente proporzionale al prezzo.

LEGGE DELLA DOMANDA= a parità di altre condizioni la quantità domandata di un

bene diminuisce all’aumentare del suo prezzo e aumenta al diminuire di esso.

Ci sono due fondamentali vincoli alla domanda:

Il tempo;

 Il reddito.

Reddito o VINCOLO DI BILANCIO relazione fra la quantità domandata e il prezzo

del bene stesso. Mostra le possibili combinazioni di beni che il consumatore può

permettersi di acquistare dato il proprio reddito.

Vincolo di bilancio, o retta di bilancio, è il trade off tra due beni e/o servizi.

L’inclinazione è pari a meno il PREZZO RELATIVO (rapporto fra prezzi) simile al

concetto di COSTO-OPPORTUNITÀ

Il PREZZO RELATIVO del bene 1 rispetto al bene 2 è il rapporto tra il prezzo del bene 1

e il prezzo del bene 2. Tale rapporto misura la quantità del bene 2 che si scambia con

un’unità del bene 1.

SCHEDA DI DOMANDA= tabella che descrive in forma numerica la relazione tra il

prezzo e la quantità domandata di un bene, tenendo costanti tutti gli altri elementi che

possono influenzare la quantità di bene che l’individuo desidera acquistare. La retta

con pendenza negativa che mette in rapporto prezzo e quantità domandata è detta

CURVA DI DOMANDA

DOMANDA IN RELAZIONE AL REDDITO

Supponiamo un aumento del reddito: ciò renderebbe possibile un aumento della

domanda di due beni, non è detto però che ciò avvenga:

Aumenta il consumo di entrambi i beni (poco plausibile);

 Aumenta il consumo di entrambi in proporzioni diverse;

 Aumenta il consumo di un bene, l’altro diminuisce.

Al variare del reddito varia il consumo dei beni ma in proporzioni diverse= LEGGE DI

ENGELEMPIRICA

La domanda può variare nella stessa direzione del reddito (positiva) o in direzione

opposta (negativa), in quest’ultimo caso i beni saranno definiti beni inferiori

Beni inferiori = Si dice inferiore un bene la cui domanda varia in direzione inversa

rispetto al reddito, a parità di ogni altra circostanza. La inferiorità può essere un

attributo soggettivo; cioè un bene può essere inferiore per un soggetto e normale per

un altro. La inferiorità di un bene per un consumatore può dipendere dal livello del suo

reddito; in particolare, un bene percepito come normale per livelli di reddito bassi può

essere percepito come inferiore per redditi più elevati

Beni normali = Si dice normale un bene la cui domanda varia nella stessa direzione

del reddito (o al limite rimane costante), a parità di ogni altra circostanza.

BENI SOSTITUTI (se la domanda di un bene aumenta all’aumentare del prezzo di un

altro) E BENI COMPLEMENTARI (se all’aumentare del prezzo di un bene, l’altro

diminuisce)determinati da interazioni tra mercati.

OFFERTA E CAPACITÀ PRODUTTIVA

L’offerta proviene dalle imprese che investono in vista di ricavi per massimizzare i

PROFITTI (differenza tra costi e ricavi)

La quantità di offerta aumenta e diminuisce in proporzione al prezzo offerta

direttamente correlata al prezzo= LEGGE DELL’OFFERTA

Offerta limitata dalla capacità produttiva= livello di produzione normale in previsione

del quale gli impianti sono stati messi in opera tramite gli investimenti

Quantità di un certo bene che le imprese portano al mercato in un certo periodo di

tempo dipende da molti fattori:

Il prezzo del bene;

 I prezzi dei servizi produttivi;

 Il numero di imprese presenti sul mercato (mercato di libera concorrenza);

 La quantità e la qualità delle risorse di cui le imprese dispongono (CAPACITÀ

 PRODUTTIVA);

Conoscenze tecnologiche e organizzative incorporate in queste risorse.

Per analizzare questi fattori dobbiamo distinguere fra diversi orizzonti temporali nei

quali le imprese operano. Questi non sono rigidamente definiti in senso naturale ma in

senso puramente logico e sono variabili.

TRE ORIZZONTI TEMPORALI:

Il brevissimo periodo (reazioni alle circostanze transitorie e occasionali che

 probabilmente non si ripeteranno), (flussi di produzione non sono modificabili),

(unica variabile sono le scorte, usate come una spugna: si gonfia se il prezzo è

inferiore alle attese e si spreme se è superiore)

* la detenzione di scorte di prodotto serve ad assicurare un flusso continuo di

offerta sul mercato anche se i flussi di fornitura sono discontinui… non sarebbe

possibile effettuare la produzione senza una detenzione di scorte= rifornimenti

discontinui con un andamento a sega nel rifornimento accumulo e decumulo

di scorte.

Il valore medio delle scorte può variare volontariamente in seguito a particolari

circostanze di mercato (se i prezzi aumentano c’è un decumulo di scorte, al

contrario ci sarà un accumulo) … importante nei mercati delle materie prime …

la variazione può anche essere involontaria.

Il breve periodo= riguarda la reazione a circostanze meglio prevedibili. C’è

 abbastanza tempo per regolare i flussi di produzione attraverso la regolazione

della produzione (sovra o sotto utilizzarla)…

CAPACITÀ PRODUTTIVA= flusso di produzione “normale” in previsione del

quale gli impianti sono stati progettati e costruiti. Il grado di utilizzo della

capacità produttiva viene normalmente espresso in numero indice.

Il lungo periodo= reazioni a circostanze molto permanenti, attese. Non conviene

 più sovra o sotto utilizzare la capacità produttiva perché significa esercitare

sugli impianti una pressione non prevista e non giustificata. Ci vuole una

reazione più radicale= INVESTIMENTI. Ingresso o uscite di imprese dal mercato.

La capacità produttiva, la tecnologia da utilizzare e la stessa presenza nel

mercato sono oggetto di scelta.

FATTORI CHE INFLUISCONO SULL’OFFERTA DI UN BENE

Prezzo del bene nel “giorno” di mercato (brevissimo periodo);

 Prezzo tendenziale del bene (prevedibile; breve e lungo periodo);

 Prezzo dei servizi produttivi (prezzi relativi, proporzioni fra i prezzi; influiscono

 sia nel breve che nel lungo periodo);

Conoscenze tecnologiche e organizzative (lungo periodo: ci vuole tempo per

 comprendere delle innovazioni, per recepirle).

Importanza del prezzo del bene distinguendo tre i tre

periodi

Brevissimo periodo= la curva è molto ripida perché la quantità offerta può variare

molto poco Sovrautilizzo di capacità

Breve periodo=

capacità produttiva prezzo atteso nel

momento di investire

aspettativa di prezzo Sottoutilizzo di

capacità

Lungo periodo= tutto è variabile, si guarda ai fondamentali del mercato

TRE CURVE DI OFFERTE DIVERSE

Poca reattività nel brevissimo periodo;

 Reattività intermedia nel breve periodo;

 Massima reattività nel lungo periodo.

DALLA CURVA DI OFFERTA DELL’IMPRESA ALLA CURVA DI

OFFERTA DELL’INTERO MERCATO

Nel lungo periodo noi non sappiamo quante sono le imprese nel mercato. Lo sappiamo

nel breve e brevissimo periodo è semplice passare nel breve periodo dalla curva di

offerta della singola impresa a quella dell’intero mercato= bisogna sommare le offerte

di tutte le imprese presenti nel mercato.

Diverso è il caso della curva di offerta del lungo periodo perché c’è abbastanza tempo

per decidere se entrare o uscire dal mercato. Non è prefissato il numero di imprese.

Viene in aiuto l’idea di concorrenza intesa come libertà di entrata e uscita dal

mercato un prezzo permanentemente alto nel mercato, fase di espansione, è

attrattivo di capitali, il capitale finanziario cerca rendimenti elevati, quindi ciò farebbe

entrare nuove imprese nel mercato. Un prezzo permanentemente basso farebbe uscire

molte imprese esistenti dal mercato.

Per formulare la curva di offerta del mercato a lungo periodo dovremmo intanto

trovare un “prezzo critico”, un valore di “soglia”, che non dà né un incentivo ad

entrare, né un incentivo ad uscire. Questo prezzo è pari la costi unitario di produzione

sostenuto dalle imprese che sfruttano al meglio le conoscenze tecnologiche.

Per ottenere prestiti, le imprese devono pagare gli interessi… questo rientra nel costo

di produzione.

C/Q= c= costo medio

Costo unitario di produzione che dobbiamo confrontare con il PREZZO DI VENDITA.

Questo costo unitario di produzione può essere diverso tra le varie imprese ma il

nostro punto di riferimento sono sempre quelle che sfruttano al meglio le loro risorse.

Se il prezzo salisse sopra c ci sarebbe un ingresso continuo di imprese e il prezzo

continuerebbe a salire. Sotto c l’offerta è pari a 0. Finché ci sarà una differenza

positiva tra prezzo e costo medio, comunque ci sarà un incremento della curva di

offerta. Quindi la curva tende ad essere una linea orizzontale. Idealmente nella curva

di offerta del lungo periodo avremmo tante imprese più o meno uguali all’altra e il

prezzo di mercato tenderà ad essere uguale al costo medio di produzione.

L’OFFERTA IN RELAZIONE AL PREZZO DEI SERVIZI

PRODUTTIVI E ALLA TECNOLOGIA

BREVE PERIODO (curva di offerta) se aumenta il salario si fanno meno profitti e le

imprese ridurranno l’offerta. Oppure aumenta il prezzo del bene prodotto. La curva di

offerta trasla verso l’alto, verso sinistra

Ci sono mercati più concorrenziali e altri meno. Serve un punto di riferimento ideale

per definire la concorrenza. Poi potremo interrogarci su cosa accade quando la

concorrenza non corrisponde più a questo grado ideale. Potremmo poi interrogarci su

quanto lontani sono i mercati da questo modello.

CONCORRENZA PERFETTA

Quattro aspetti della concorrenza:

Trasparenza;

 Assenza di costi nel passare da un offerente all’altro;

 Niente accordi tra venditori o compratori;

 Libero ingresso/uscita dal mercato.

Nel lungo periodo conta principalmente l’ultimo aspetto. Inoltre, le imprese non

possono contare sull’opacità dei prezzi, né sulla capacità di vincolare i consumatori.

Nel brevissimo e breve periodo abbiamo bisogno di un altro concetto ideale di

concorrenza ne

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fashionthoughtblog di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Opocher Arrigo.
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