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Copyright © 2002 - The McGraw-Hill Companies, srl

La discriminazione del prezzo

Supponete che un monopolista abbia due

■ diversi gruppi di clienti

con differenti elasticità della domanda

– esempio: chi viaggia in aereo per affari ha una

➡ diversa reattività al prezzo rispetto a chi viaggia per

turismo

Il monopolista potrebbe incrementare i propri

■ profitti vendendo ai viaggiatori per affari ad un

prezzo maggiore.

La discriminazione del prezzo è possibile solo

■ per quei beni che non possono essere rivenduti

esempio: fornitura energia elettrica

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 9.17

Edizione italiana a cura di: Luca Barbarito, Carlo Antonio Ricciardi Copyright © 2002 - The McGraw-Hill Companies, srl

La scelta del volume di produzione

Costi Ricavi

Curva di

Tecnologia e costi domanda

dei fattori produttivi AC AR

Costo totale CT ( )

BP e LP

(BP e LP)

Controlla: è opportuno produrre nel BP?

è opportuno chiudere nel LP? MR

MC Scelta del volume di produzione

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 8.1

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La funzione di produzione

La quantità di output prodotta dipende dalle

■ quantità di input impiegati nel processo

produttivo

Un fattore della produzione (“input”) è

■ qualsiasi bene o servizio impiegato nel

processo produttivo

La funzione di produzione indica la

■ massima quantità di output che può essere

prodotta, date certe quantità degli input

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 8.2

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Breve e lungo periodo

Il breve periodo è quell’orizzonte temporale

■ nel quale l’impresa può variare solo

parzialmente l’impiego degli input

esempio: l’impresa può variare la quantità di

➡ lavoro ma non i beni capitali

Il lungo periodo è quell’orizzonte temporale

■ nel quale l’impresa può variare le quantità

acquistate di tutti gli inputs

La curva del costo totale di lungo periodo

■ mostra il costo totale minimo che l’impresa

deve sostenere quando essa è libera di

variare le quantità di tutti i fattori.

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 8.3

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Il costo medio

E’ dato dal costo totale diviso la quantità prodotta.

Si ipotizza che il costo medio di lungo periodo

possa avere un andamento a forma di U:

medio LAC

Costo Quantità prodotta

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 8.4

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Economie di scala

Economie di scala – o rendimenti crescenti di

scala – si verificano quando il costo medio di

lungo periodo diminuisce all’aumentare della

quantità prodotta

medio

Costo LAC

Quantità prodotta

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 8.5

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Rendimenti decrescenti di

scala

– si verificano quando il costo medio di lungo

periodo aumenta all’aumentare della quantità

prodotta

medio LAC

Costo Quantità prodotta

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 8.6

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Rendimenti costanti di scala

– si verificano quando il costo medio di lungo

periodo non varia all’aumentare della

quantità prodotta

medio

Costo LAC

Quantità prodotta

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 8.7

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La decisione del livello di produzione,

nel lungo periodo La decisione:

■ Se il prezzo è maggiore

AC o uguale ad AC ,

1

MC l’impresa produce Q .

1

MR LMC Se il prezzo è inferiore

P ad AC , l’impresa esce

1

dal mercato

LAC

AC NB: LMC passa sempre

1 ■

LMC = MR per il punto di minimo

MR della LAC.

Q Quantità prodotta

1 (beni alla settimana)

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 8.8

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Il breve periodo

Un fattore della produzione fisso

■ è un fattore la cui quantità non può essere

– variata

Costi fissi

■ costi che non variano al variare della quantità

– prodotta

Costi variabili

■ costi che variano al variare della quantità

– prodotta

STC = SFC + SVC

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 8.9

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Il prodotto marginale del lavoro

Il prodotto marginale del lavoro è la

■ variazione del prodotto totale ottenuta

impiegando una unità addizionale del

fattore lavoro nel processo produttivo,

mantenendo costante l’impiego degli altri

fattori.

Il lavoro viene spesso considerato un

■ fattore variabile

dato un certo stock di capitale.

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 8.10

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La legge dei rendimenti

decrescenti dei fattori variabili

La legge dei rendimenti decrescenti

■ afferma che, mantenendo costante

l’impiego di tutti gli altri fattori produttivi

oltre una certa quantità impiegata di un

■ fattore variabile, ulteriori unità addizionali

del fattore variabile comportano una

produttività marginale del fattore

decrescente.

esempio: aumenti del lavoro non

➡ accompagnati da aumenti del capitale

conducono a rendimenti decrescenti

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 8.11

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La decisione del livello di produzione,

nel breve periodo L’impresa sceglie il

■ livello di produzione Q

AC 1

per il quale SMC=MR

MC

MR ed osserva che:

SMC ■

P se il prezzo è maggiore di

– SATC essa produrrà Q

1 1

ottenendo profitti

SATC se il prezzo è compreso

SATC –

1 tra SATC and SAVC

1 1

SAVC

SAVC essa produrrà sempre Q

1 1

SMC = MR ma in perdita

se il prezzo è inferiore a

MR – SAVC , l’impresa sceglie

1

Q Quantità di chiudere

1

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 8.12

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La curva del costo medio di lungo

periodo LAC La dimensione di

SATC LAC

1 ogni impianto è

SATC

medio SATC 4

2 progettata per un

SATC 3 certo livello

Costo produttivo

Allora vi è una serie

di funzioni di SATC

ad ognuna delle

Quantità

Nel lungo periodo l’impresa può scegliere quali corrisponde

anche la dimensione (scala) dell’impianto. La un livello ottimale di

curva del costo medio di lungo periodo LAC Q prodotta.

si ricava dall’inviluppo di tutte le SATC

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 8.13

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La decisione del livello di produzione:

un riassunto

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 8.14

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La teoria dell’offerta

La decisione dell’impresa circa il quanto produrre

dipende sia dai costi di produzione sia dai ricavi che si

possono ottenere dalla vendita dei prodotti

Costi di Ricavi

produzione L’impresa sceglie

quanto produrre

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 7.1

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Forme giuridiche ed organizzative

delle imprese

Società individuali

■ possedute da un unico soggetto che ne ottiene i

– profitti ma è anche responsabile

Società di persone

■ posseduta da due o più persone

– responsabilità illimitata

Società di capitali

■ la proprietà è divisa tra i possessori delle quote

– (azionisti)

soggetto giuridico autonomo che ha la possibilità di

– produrre e commerciare

responsabilità limitata

– le azioni delle società quotate vengono scambiate in

– borsa

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 7.2

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Alcuni termini importanti

Ricavi

■ le entrate dell’impresa derivanti dalla vendita

– del bene o del servizio, durante un periodo

Costi

■ spese sostenute per produrre il bene o il

– servizio durante il periodo

Profitti

■ l’eccesso dei ricavi rispetto ai costi

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 7.3

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Il bilancio dell’impresa

Attività

■ ciò che l’impresa possiede

Passività

■ ciò che l’impresa deve

Bilancio

■ elenco delle attività e delle passività

– dell’impresa in un determinato

momento

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 7.4

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L’economista ed i costi

I costi contabili

■ spese effettivamente sostenute dall’impresa in

– un periodo

Il costo opportunità

■ ciò cui si è rinunciato (mancato guadagno) per

– il fatto di non avere utilizzato le risorse nel

migliore degli usi alternativi

Extra-profitto

■ profitto ricavato in eccedenza rispetto a ciò

– che si sarebbe ottenuto impiegando le risorse

al tasso di interesse del mercato

Gli economisti includono il costo opportunità

– tra i costi totali dell’impresa

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 7.5

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La scelta del volume di

produzione

Per qualsiasi livello di output, l’impresa cerca di

■ minimizzare i propri costi

Ipotizziamo che l’impresa cerchi di

■ massimizzare i profitti

I profitti dipendono sia dai COSTI sia dai RICAVI

■ ognuno dei due varia al variare dell’output

Il costo marginale (MC) è la variazione del costo

■ totale conseguente alla produzione di una unità

addizionale

Il ricavo marginale (MR) è la variazione del

■ ricavo totale conseguente alla vendita di una

unità addizionale

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 7.6

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La massimizzazione dei

profitti Se MR > MC, un aumento

dell’output comporta un

MR aumento dei profitti.

MC, MC Se MR < MC, una diminuzione

dell’output comporta un

aumento dei profitti

E I profitti sono allora massimi

MR in Q , dove MR = MC

1

(se l’impresa copre i propri

0 Q

1 costi variabili)

Quantità prodotta ed offerta

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 7.7

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Le imprese cercano di massimizzare i

profitti?

Le grandi imprese sono guidate da manager

■ che non sono i proprietari

separazione tra proprietà e controllo

I manager potrebbero avere differenti obiettivi

■ ad esempio: la dimensione o la crescita

Ma le imprese che non massimizzano i profitti

■ sono più facili da scalare

oppure si potrebbero dare ai manager delle quote

– azionarie ai fini di incentivarli al profitto

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 7.8

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Quattro elementi chiave per la scelta

del consumatore

il reddito del consumatore

■ i prezzi dei beni

■ le preferenze del consumatore

■ l’ipotesi che il consumatore

■ massimizzi la propria utilità

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 6.1

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La linea di bilancio

Supponiamo che uno studente 6

abbia a disposizione 50 euro alla A

5

settimana da spendere per pasti o G

B

film 4 C

Il reddito ed i prezzi Film 3

■ D

determinano le 2

combinazioni dei due E

1

beni che il consumatore F

0

può acquistare. 0 2 4 6 8 10 12

La linea di bilancio

■ Pasti

separa ciò che si può Il prezzo di un pasto è 5 euro.

acquistare da ciò che Il prezzo di un film10 euro.

non si può acquistare.

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 6.2

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Un modello delle preferenze del

consumatore Ipotizziamo che un

■ consumatore preferisca

avere di più che avere di

film meno

di Immaginate che un

Quantità consumatore si trovi nel

punto “a”:

c il consumatore

a preferirebbe trovarsi in un

punto più a nord-est, ad

b esempio “c”

allo stesso modo

– preferirebbe stare in “a”

rispetto a tutti i punti a

Quantità di pasti sud-ovest come“b”

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 6.3

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Un modello delle preferenze del

consumatore (2) “a” è preferito rispetto a

■ tutti i punti nella regione

dominata

film regione ma il consumatore

di ■

preferita

Quantità preferirà qualsiasi punto

d nella regione preferita

c rispetto ad ad “a”

a punti come “d” o “e”

■ implicano una maggior

b quantità consumata di un

regione e

dominata bene ma minore dell’altro,

rispetto al paniere “a”.

Quantità di pasti

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 6.4

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Un modello delle preferenze del

consumatore (3) Una curva di indifferenza

■ come U U mostra tutti i

2 2

panieri dei due beni che

film U danno al consumatore una

2

di stessa utilità totale

Quantità la pendenza della curva è

– negativa (date le precedenti

ipotesi)

la curva diventa sempre più

– piatta sul lato destro del

grafico

U 2 le curve di indifferenza non

– possono intersecarsi

Quantità di pasti

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 6.5

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La scelta del consumatore

Il punto in cui il consumatore massimizza la propria utilità si ottiene

utilizzando le curve di indifferenza e la linea di bilancio

U

film Il punto di ottimo è C, punto

3

U ■

2

U

di in cui la linea di bilancio è

1

Quantità B tangente alla più esterna tra le

curve di indifferenza

C I panieri B ed E si potrebbero

U acquistare, ma darebbero una

3

E minore utilità in quanto

U

U 2

BL appartengono ad una più

1 bassa curva di indifferenza

Quantità di pasti

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 6.6

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L’effetto di una variazione del

reddito del consumatore

Una variazione del reddito del

■ consumatore sposta la linea di bilancio

senza cambiarne la pendenza.

■ La variazione delle quantità consumate

■ dipenderà dalla natura dei due beni

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 6.7

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Beni normali

Quando entrambi I beni sono

U

BL NORMALI, un aumento del reddito

2

1

Film U comporta la scelta di un nuovo

1 paniere nel punto C':

BL

0 C' La quantità scelta di ognuno

dei beni aumenta

C U 2

U 1

Pasti

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 6.8

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Un bene inferiore ed un bene normale

Se I pasti fossero un bene inferiore, un

aumento del reddito comporterebbe uno

BL U

1 2 spostamento da C a C'.

U 1

Film La quantità di film

BL C' aumenta ma quella di

0 pasti diminuisce

U 2

C U 1

Pasti

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 6.9

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L’effetto di una variazione del

prezzo di un bene

Un aumento del prezzo di un bene

■ sposta la linea di bilancio

variandone la pendenza

– che dipende dal prezzo relativo.

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 6.10

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Un aumento del prezzo dei pasti (1)

Un aumento del prezzo dei pasti sposta la

linea di bilancio da BL to BL

0 1

Film BL

BL 0

1 Pasti

L’aumento del prezzo riduce il potere d’acquisto.

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 6.11

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Un aumento del prezzo dei pasti (2)

U 2 Il consumatore si sposta

U

Film 1 dal punto C al punto E

diminuendo la quantità

acquistata di pasti.

C U

E 2

U 1

BL

1 BL

0 Pasti

Replicando questo esercizio con diversi livelli del

prezzo dei pasti siamo in grado di individuare la curva

di domanda.

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 6.12

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Approfondiamo ancora le ragioni di

una variazione del prezzo di un bene

La reazione alla variazione del prezzo

■ comprende due effetti:

L’EFFETTO SOSTITUZIONE

■ è la variazione della Qd dovuta ad una

– variazione del prezzo relativo.

L’EFFETTO REDDITO

■ è la variazione della Qd dovuta ad un

– aumento del reddito reale.

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 6.13

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Effetto reddito ed effetto sostituzione

H Il consumatore si

U 2 sposta dal punto C al

Film U 1 punto E

D L’ipotetica linea di

C ■ bilancio HH ha la

U

E 2 stessa pendenza del

U

H 1 NUOVO prezzo

BL BL

1 0 relativo ed è tangente

Pasti alla VECCHIA curva di

indifferenza

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 6.14

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L’effetto sostituzione

H L’EFFETTO SOSTITUZIONE

U è quello tra C e D lungo la

2

Film U U U .

1 2 2

D E’ sempre negativo

C Un aumento del prezzo

U –

E 2 dei pasti comporta una

U

H diminuzione della

1 quantità domandata di

BL BL

1 0 Pasti pasti

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 6.15

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L’effetto reddito

L’EFFETTO REDDITO è

H associato allo spostamento

U da D a E

2

Film U riflette la riduzione del

1 – reddito reale, a parità di

D prezzo relativo

C U

E 2 e può essere positivo

U (aumento Qd) o negativo

H 1 a seconda che il bene sia

BL BL inferiore o normale

1 0 Pasti

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 6.16

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L’elasticità della domanda al

prezzo

…misura la reattività della quantità domandata

a cambiamenti del prezzo del bene stesso

è definita come:

% della quantità domandata

Δ % prezzo del bene

Δ

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 5.1

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Domande elastiche

Domande ELASTICHE

■ quando il valore dell’elasticità è e < -1

– Qi,Pi

ossia quando la variazione % della quantità

– domandata è maggiore rispetto alla

variazione % del prezzo

esempio: la quantità domandata si riduce del 7%

➡ a seguito di un aumento del 5% del prezzo

l’elasticità è…. e = -7 5 = -1.4

÷

➡ Qi,Pi

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 5.2

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Domande inelastiche

Domande INELASTICHE

■ se il valore del coefficiente di elasticità

– è -1<e <0

Qi,Pi

ossia quando la variazione % della

– quantità domandata è minore rispetto

alla variazione % del prezzo

esempio: se la quantità domandata si riduce

➡ del 3.5% a seguito di un aumento del prezzo

del 5%

l’elasticità è e = - 3.5 5 = - 0.7

÷

➡ Qi,Pi

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 5.3

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Domanda con elasticità unitaria

Domanda con ELASTICITA’ UNITARIA

■ quando e = -1

– Qi,Pi

ossia quando la variazione % della quantità

– domandata è uguale alla variazione % del

prezzo

esempio: se la quantità domandata si riduce del 5% a

➡ seguito di un aumento del prezzo del 5%

l’elasticità è e = - 5 5 = - 1

÷

➡ Qi,Pi

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 5.4

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L’elasticità della domanda al prezzo

in una curva di domanda lineare

L’elasticità della domanda al prezzo varia lungo la

funzione di domanda.

Prezzo Elastica Elasticità unitaria

Inelastica

Domanda

Quantità

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 5.5

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Da che cosa dipende l’elasticità della

domanda al prezzo?

Dalla facilità con cui i consumatori

■ possono sostituire il bene

Esempio:

■ i consumatori possono facilmente sostituire

– un detersivo con un altro se il prezzo del primo

sale

allora ci aspettiamo che la domanda del primo

– detersivo sia elastica

ma se il prezzo di tutti i detersivi aumentasse

– ecco che la domanda sarebbe inelastica

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 5.6

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L’elasticità è maggiore nel lungo

periodo

Nel breve periodo, i consumatori possono

■ non essere in grado (o pronti) a modificare

le proprie quantità domandate

Se il cambiamento del prezzo si mantiene

■ più a lungo è più probabile che i

consumatori cambino le proprie modalità

di acquisto.

La domanda allora tende ad essere

■ più elastica nel lungo periodo

– ma relativamente inelastica nel breve.

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 5.7

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Elasticità e ricavi

Quando il prezzo di un bene varia, l’effetto sui ricavi

totali (RT) dipenderà dall’elasticità della domanda

rispetto al prezzo

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 5.8

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L’elasticità ed i biglietti del metrò

Come variare il prezzo del biglietto per aumentare i ricavi?

Se i passeggeri hanno la posibilità di usare

■ anche autobus, taxi, automobili, ecc.

allora al domanda sarà elastica (ad esempio - 1.4)

– un aumento del P ridurrebbe più che

– proporzionalmente la Qd

e i ricavi diminuiranno.

Se i passeggeri non hanno possibilità alternative

■ allora la domanda potrebbe essere inelastica (ad

– esempio - 0.7)

un aumento del P ridurrebbe meno che

– proporzionalmente la Qd

e i ricavi aumenteranno

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 5.9

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L’elasticità incrociata della domanda

L’elasticità incrociata della domanda del bene

i rispetto al prezzo del bene j è:

% della Qd del bene i

e =

% del P del bene j

Qdi, Pj

e può essere positiva o negativa

E’ positiva se i due beni sono sostituti: ad esempio tè

e caffè

E’ negativa se i due beni sono complementari: ad

esempio tè e zucchero

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 5.10

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L’elasticità della domanda al

prezzo nel Regno Unito

rispetto ad una variazione % nel P dei:

Beni Prodotti di Servizi di

Variazione % della Qd di alimentari abbigliamento trasporto

0 0.1

–0.4

Beni alimentari 0.1 –0.1

–0.5

Prodotti di abbigliamento 0.3 –0.1 –0.5

Servizi di trasporto

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 5.11

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L’elasticità della domanda al reddito

L’elasticità della domanda al reddito misura

la reattività della Qd rispetto ad una

variazione del reddito:

della Qd di un bene

Δ%

e = % del reddito dei consumatori

Qd,Ya Δ

L’elasticità della domanda al reddito può

essere positiva o negativa

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 5.12

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Beni normali ed inferiori

Un BENE NORMALE ha un’elasticità della

■ domanda al reddito positiva

un aumento del reddito comporta un aumento della Qd

– esempio: CD musicali

Un BENE INFERIORE ha un’elasticità della

■ domanda al reddito negativa

un aumento del reddito comporta una diminuzione della

– Qd

esempio: carbone

Un BENE DI LUSSO ha un’elasticità della

■ domanda al reddito maggiore di 1

un aumento del reddito comporta un aumento più che

– proporzionale della Qd

esempio: ristoranti, taxi

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 5.13

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Reddito e curva di domanda

per un aumento del reddito

BENI NORMALI BENI INFERIORI

Prezzo Prezzo

D D

D D

0 0

1 1

Quantità Quantità

La curva di domanda si La curva di domanda si

sposta a destra sposta a sinistra

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 5.14

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Cosa fa il governo?

propone leggi al parlamento, emana

■ regolamenti

compra e vende beni o servizi

■ effettua trasferimenti

■ impone tasse

■ cerca di stabilizzare l’economia

■ influenza l’allocazione delle risorse

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 4.1

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La spesa pubblica

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 4.2

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Che cosa dovrebbe fare il

governo?

Sarebbe opportuno che il governo

■ intervenisse ogniqualvolta si verifica

un fallimento del mercato

Sei modi in cui un intervento

■ potrebbe migliorare l’allocazione

delle risorse :

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 4.3

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Che cosa dovrebbe fare il

governo?

(1) Il ciclo economico

■ la tassazione e la spesa pubblica sono in

– grado di influenzare il ciclo economico

non sempre in modo positivo

(2) I beni pubblici

■ beni per i quali il consumo di un individuo non

– esclude il consumo di altri - ad esempio l’aria

pulita

il problema dei free-rider impedisce al mercato

– di raggiungere la quantità “ottimale” di

produzione (efficienza allocativa)

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 4.4

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Che cosa dovrebbe fare il

governo?

(3) Esternalità

■ i costi ed i benefici sociali non sono compresi

– nel prezzo di scambio del bene

esempio: inquinamento, traffico.

(4) Imperfetta informazione

■ il mercato non produce una corretta tipologia e

– quantità di informazioni

esempio: etichette su prodotti alimentari, foglio

➡ illustrativo per medicine.

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 4.5

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Che cosa dovrebbe fare il

governo?

(5) Monopoli e potere di mercato

■ l’allocazione delle risorse potrebbe essere

– migliorata limitando o regolamentando il potere di

mercato dei monopolisti

(6) Redistribuzione del reddito e beni di

■ merito

ragioni di equità

– esempio. proteggere i gruppi più deboli

i beni di merito sono quei beni che la società pensa

– debbano essere consumati indipendentemente dal

reddito disponibile

esempio: salute, istruzione

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 4.6

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Chi paga una imposta sulla

quantità prodotta?

Senza una imposta, il

S' mercato è in equilibrio in

Prezzo P , Q

0 0

S Con una tassa la curva di

P offerta diventa S'S'

1 e l’equilibrio P Q

P 1 1

0 S' …ma chi paga questa

S imposta?

D

Q Q Quantità

1 0

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 4.7

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Chi paga una imposta sulla

quantità prodotta? (2)

L’imposta rappresenta un

aumento di costo per ogni

S' unità prodotta (distanza

verticale SS’=AP )

1

S

E Il prezzo di scambio

2 aumenta da P a P

P

imposta 0 1

1 La parte di imposta che si

P E

0 trasferisce sui consumatori

1

A è P P , mentre AP rimane a

S' 0 1 0

carico dei produttori

La quota di imposta che si

S D trasferisce sui consumatori

dipende dalla reattività della

Q Q

1 0 domanda e dell’offerta

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 4.8

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Alcuni termini chiave

Mercato

■ sistema di strumenti istituzionali attraverso i quali

– acquirenti e venditori entrano in contatto al fine di

scambiare beni o servizi

Domanda

■ quantità di un bene che i consumatori desiderano

– acquistare per ogni livello del prezzo

Offerta

■ quantità di un bene che i produttori desiderano

– vendere per ogni livello del prezzo

Prezzo di equilibrio

■ prezzo per il quale la quantità offerta è uguale alla

– quantità domandata

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 3.1

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La curva di domanda mostra la relazione tra

prezzo e quantità domandata, a parità di

altre condizioni “Altre condizioni”

■ comprendono:

Prezzo i prezzi dei beni

– correlati

il reddito dei

– consumatori

le preferenze dei

– consumatori

D variazioni di queste

■ “altre condizioni”

influenzano la

Quantità posizione della curva

di domanda

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 3.2

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La curva di offerta mostra la relazione tra

prezzo e quantità offerta, a parità di altre

condizioni “Altre condizioni”

■ comprendono:

Prezzo S la tecnologia

– i prezzi dei fattori

– produttivi

la regolamentazione

– pubblica

variazioni di queste

■ “altre condizioni”

influenzano la

posizione della curva di

Quantità offerta

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 3.3

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L’equilibrio di mercato

L’equilibrio di mercato

S

Prezzo si ottiene nel punto

D 0 E , punto in cui la

0

quantità domandata

eguaglia la quantità

P E offerta

0 0 per un prezzo P e

– 0

una quantità Q 0

S D 0

Quantità

Q

0

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 3.4

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L’equilibrio di mercato

Se il prezzo fosse

Prezzo S superiore a P vi

D 0

0 sarebbe un eccesso di

offerta

i produttori offrono

P E

0 di più di ciò che i

0 consumatori

domandano

S D 0

Q Quantità

0

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 3.5

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Uno spostamento della

domanda Se il prezzo di un bene

sostituto aumenta ...

D

Prezzo S

1

D per ogni livello del

0 prezzo aumenterà la

P quantità domandata

E

1 1

P E La curva di domanda si

0 0 sposterà dalla D D alla

0 0

D D

1 1.

S D

D 1

0 Il mercato raggiungerà

Q Q un nuovo equilibrio nel

Quantità

0 1 punto E .

1

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 3.6

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Uno spostamento dell’offerta

Norme di sicurezza sul

S prodotto che sono più

1

Prezzo rigorose aumentano i costi

S

0

D di produzione.

E La curva di offerta si

2

P sposta fino alla S S

1 1 1

P E Se il prezzo fosse ancora

0 0 P vi sarebbe un eccesso di

0

S domanda

1

S D

0 Perciò il mercato si muove

verso un nuovo equilibrio

Quantità

Q Q

1 0 in E .

2

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 3.7

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Due modi in cui la domanda può aumentare

(1) Un movimento

■ lungo la curva di

Prezzo domanda da A a B

è dovuto ad una

■ reazione dei

consumatori ad un

P A

0 cambiamento nel

P prezzo

1 B quest’ultimo potrebbe

D essere dovuto ad uno

spostamento della

curva di offerta

Q Q Quantità

0 1

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 3.8

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Due modi in cui la domanda può aumentare

(2) Uno spostamento

Prezzo della curva di

domanda da D a D

0 1

provoca un aumento

■ della quantità

C

P A domandata per ogni

0 livello del prezzo

B ad esempio, per P la

■ 0

D quantità domandata

1

D 0 aumenta da Q a Q

0 1

Q Q Quantità

0 1

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 3.9

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Un mercato non in equilibrio

Prezzo Supponete che una

S carestia sposti la curva

di offerta fino alla SS

P il governo potrebbe

2 volere difendere i più

E

P poveri, fissando un

0 prezzo massimo P 1

A B

P che è inferiore a P , che

■ 0

1 sarebbe il prezzo di

equilibrio

D E’ necessario un

S razionamento per fare

fronte all’eccesso di

Q Q Quantità

1 0 domanda

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 3.10

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Cosa, quanto e per chi

Il mercato:

■ decide cosa deve essere prodotto

– ci potrebbero essere beni per i quali nessun

■ consumatore è disposto a pagare il prezzo richiesto

dai produttori

decide quanto, di ciascuna merce, deve essere

– prodotto

trovando, per ogni mercato, quel prezzo per il quale

■ la quantità domandata eguaglia quella offerta

mostra per chi sono prodotti i beni ed i servizi

– per quei consumatori che possono e desiderano

■ pagare il prezzo di equilibrio

Economia - David Begg, Stanley Fischer, Rudiger Dornbusch 3.11

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luca d.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Docente: Non --
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di economia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Non --.

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