Istituzioni di economia
Due parti: microeconomia e macroeconomia
Libri: principi di economia (completo, si usa più per economia) oppure l’essenziale di economia (più semplice, ma bisogna integrare parti che la prof aggiunge), usano esempi differenti.
Prova d’esame: scritto. Domande a risposta multipla, vero o falso circa 16, 1 risposta aperta (strutturata cioè ci sono più domande in una e ogni domanda vale un punteggio). Si inizia alle 8.45 il 17/02/2020.
Capitolo 1 di entrambi i libri
Cos’è l’economia
Economia etimologicamente viene da due parole greche che sono ecos e nomos cioè fondamentalmente le regole della casa, andare a vedere quali sono le leggi che regolano la gestione delle risorse scarse in una famiglia per esempio ma si può estendere il concetto alla collettività. Va a studiare come i bisogni vengono soddisfatti e lo studia in maniera scientifica, è una scienza sociale perché studia i comportamenti degli individui e la loro interazione.
In ogni società ci sono agenti economici che sono individui, aziende, stato e gli stati. Le decisioni che ogni società deve prendere vengono studiate dall’economia perché è un problema economico cioè si deve decidere cosa produrre quali beni e servizi, come produrre dati i propri costi e poi per chi produrre, quindi il target. Risorse utilizzabili sono la terra cioè l’insieme delle risorse naturali, il lavoro ossia il capitale umano. Il capitale è costituito da attrezzature e strutture utili per produrre.
Alla base del problema economico c’è il fatto che tutto gira intorno alla scarsità delle risorse, a fronte dei bisogni individuali e dello stato, di risorse si hanno dei beni economici. Economici perché scarsi, non sono illimitati. L’aria non ha problemi di scarsità per esempio, l’acqua invece è un bene economico perché è scarsa.
Cosa significa scarsità?
A fronte di consumare qualcosa gli individui hanno aspirazioni illimitate mentre la società ha delle risorse limitate e non può produrre tutti i beni che le persone desidererebbero avere.
Sistema economico = tutte le attività di produzione e scambio. Tutte le interazioni, decisioni e interazioni tra gli individui economici (attività economica) è il volume globale di acquisti/vendite in un periodo.
I 10 principi dell’economia
Divisi in 3 parti.
Il comportamento del sistema economico
È determinato da decisioni individuali. Si tratta di microeconomia che riguarda cioè come gli individui prendono le loro decisioni le quali sono regolate anche se non sempre consapevolmente.
- 1. Gli individui si trovano davanti a trade-off o alternative: cioè per ottenere una cosa devo rinunciarne ad un’altra. L’economia si è trasformata da baratto a monetaria, se voglio ottenere un bene devo pagarlo, rinunciare quindi alla quantità di un altro bene. Anche lo stato deve decidere in che settore deve spendere dei soldi e investire. Alcune persone devono decidere se comprare vestiti o cibo. Un altro esempio è se scegliere tra lavoro e tempo libero. A livello di società contemporanea esistono dei trade-off importanti come per esempio salvaguardare l’ambiente oppure produrre cose di alto reddito. Si possono imporre in questo caso delle tasse alle imprese per impedire o ostacolare la produzione di beni e servizi. Si ha in questo modo un minor reddito ma maggiore equità. Efficienza vs equità. Efficienza è la proprietà attraverso la quale una società ottiene il massimo dalle sue risorse scarse, attraverso l’allocazione delle proprie risorse scarse. L’equità significa che i benefici che si sottraggono da queste risorse sono equamente distribuiti tra i membri della società secondo un certo criterio di giustizia. Il trade-off è che per perseguire il principio di equità si attuano dei provvedimenti di distribuzione andando a tassare i ricchi e ad aiutare i più poveri, però i più ricchi che lavorano di più potrebbero a questo punto iniziare a lavorare meno e quindi si avrà meno reddito.
- 2. Il costo di qualcosa è ciò a cui rinunci per ottenerla. Gli individui considerano il costo di ciò a cui devono rinunciare per ottenere qualcos’altro. Le decisioni economiche richiedono che si confrontino i costi ed i benefici delle diverse alternative. Per esempio:
- Andare all’università o lavorare?
- Studiare o uscire con gli amici?
- Andare a lezione o andare al mare?
- 3. Pensare al margine. Una delle ipotesi dell’economia è che gli individui agiscono in modo razionale, cioè compiono delle scelte andando a valutare le risorse disponibili per ottimizzare una scelta, problema di massimizzazione. Le variazioni marginali sono piccoli aggiustamenti in un determinato corso di azione. Bisogna essere dunque perfettamente informati sulle strategie da utilizzare e che utilizzo al meglio le opportunità. Le decisioni vengono prese valutando i margini, cioè la convenienza di acquistare un’unità in più di un bene, confronto i benefici e i costi di un’unità in più. Si valuta di volta in volta il costo e il beneficio di una piccola variazione rispetto allo status quo.
- 4. Gli individui sono influenzati da costi e incentivi. Gli incentivi sono quella cosa che spinge un individuo a fare una cosa, sono influenzati dai costi. Se i benefici marginali sono maggiori di un costo marginale allora attuo una certa azione. Si chiamano benefici netti, cioè al netto dei costi. Scelgo una certa cosa se i benefici netti di una cosa sono maggiori dell’alternativa scartata. Le decisioni hanno impatti anche sugli altri.
- 5. Lo scambio può essere vantaggioso per tutti. Alla base dello scambio si ha la concorrenza o la competizione. All’interno della concorrenza ci sono degli aspetti che rendono la produzione più proficua. Attraverso lo scambio il benessere di entrambe le parti aumenta. Gli individui traggono vantaggio dalla loro capacità di effettuare scambi fra di loro.
- 6. I mercati sono di solito uno strumento efficace per organizzare l’attività economica. Un’economia di mercato è un’economia che distribuisce le risorse attraverso le decisioni individuali delle imprese e degli individui che interagiscono nel mercato per scambiarsi beni e servizi. Gli individui decidono cosa comprare e a chi offrire il proprio lavoro. Le imprese decidono cosa produrre e chi assumere per la produzione. Adam Smith, il padre delle scienze economiche afferma che famiglie ed imprese interagiscono nel mercato come se fossero guidati da una mano invisibile, attraverso di essa gli individui e le imprese massimizzano profitto, benefici. Quindi tutti traggono benefici. Se i prezzi di mercato tengono conto di tutti i costi e benefici (al margine) di un determinato bene, famiglie ed imprese decidono cosa acquistare e vendere sulla base dei prezzi di mercato, che li guidano verso allocazioni ottimali delle risorse ovvero massimizzano il benessere della società (date le risorse scarse). Azione della «mano invisibile» = vantaggiosità delle economie capitalistiche di mercato (sistemi di decisioni decentrate) rispetto alle economie centralizzate (decisioni prese dal centro).
- 7. A volte l’intervento dello stato può migliorare il risultato prodotto dal mercato. Quando il mercato lasciato a sé stesso non riesce ad allocare le risorse in modo efficace si parla di fallimento del mercato. I fallimenti del mercato possono essere generati da diverse cause, per esempio l’esternalità. L’ impatto non voluto da un altro agente economico è un esempio di esternalità può essere negativa e positiva (negativa il fumo, positiva un giardino in fiore per esempio). Un altro fallimento è il potere di mercato cioè la capacità di controllare il prezzo al quale vendere il proprio prodotto, esistono casi in cui le imprese fanno il prezzo loro come per esempio le imprese del petrolio.
Macroeconomia
Studia il funzionamento del sistema economico nel suo complesso. Tra gli obiettivi del governo c’è sempre la crescita e la massimizzazione del benessere dei cittadini.
- 8. Il tenore di vita di un paese dipende dalla sua capacità di produrre beni e servizi che una persona può acquistare con il suo reddito. Si misura a partire dal prodotto interno lordo PIL pro capite, valore di mercato di tutti i beni e servizi prodotti in un paese per un anno divisi per la popolazione. Serve pro capite per fare comparazioni con altri paesi. Il pil dipende dalla produttività, e grazie alla sua crescita si ha la crescita economica.
- 9. L’inflazione dipende dall’eccesso di quantità di moneta stampata. L’inflazione consiste nella crescita dei prezzi in un determinato periodo.
- 10. Trade-off tra disoccupazione e inflazione: nei periodi di crescita economica bisogna decidere se ridurre la produzione di moneta per ridurre la disoccupazione.
Temi e problemi dell’economia
- Microeconomia
- Funzionamento della mano invisibile: il modo in cui la ricerca individuale dell’interesse personale porta a buoni risultati per la società nel suo complesso.
- Fallimenti del mercato: quando la ricerca dell’interesse individuale porta a cattivi risultati per la società nel suo complesso.
- Macroeconomia
- Crescita economica: la capacità crescente di un sistema economico di produrre beni e servizi.
- Cicli economici: alti e bassi del sistema economico complessivo.
Test a scelta multipla
- Le risorse sono scarse. Ciò implica che: occorre decidere come allocare le risorse, destinandole ai vari usi produttivi.
- Quale delle seguenti decisioni comporta una scelta tra alternative? Decidere se spendere il 10% del proprio reddito mensile per l’acquisto di libri o di cd.
- Il costo-opportunità di un bene è dato da: tutto ciò a cui si rinuncia per ottenerlo.
- Quale delle seguenti situazioni comporta una decisione al margine? Decidere quanto spendere nell’acquisto di un nuovo paio di jeans.
- Un individuo razionale decide di compiere un’azione se e solo se: il beneficio marginale è maggiore del costo marginale.
18/02/2020
Capitolo 2
L’economia è una scienza, ha un metodo che è accomunabile al metodo scientifico delle scienze dure.
Problemi da affrontare nello studio dell’economia
a) Acquistare concetti specifici dell’economia: gergo specifico, termini usati nel linguaggio quotidiano che spesso non è compreso nella sua interezza, bisogna capire i concetti nel campo economico. L’economista si basa su dei concetti astratti, fa uso dei concetti soglia cioè quelli che ci permettono di organizzare la conoscenza in una certa direzione e dei concetti anche controintuitivi da cui arriva la conoscenza problematica, questi sono i concetti che poi l’economista va a testare.
b) Il metodo usato si basa su un pensare analitico e obiettivo. Secondo i neoclassici, cioè coloro che studiamo oggi e che è la teoria dominante, l’economista debba essere obiettivo e usare lo strumento matematico per testare le idee senza pregiudizi o giudizi di valore ma siccome lo scienziato economico è umano, spesso parte già con una risposta ad una domanda anche se pensa di non averla.
L’economista come scienziato
Grazie al metodo scientifico si formano e verificano teorie sul funzionamento di un determinato fenomeno. Generalmente nella testa dello scienziato si ha un pregiudizio, un’aspettativa sulla risposta che si troverà anche se secondo il metodo scientifico non si dovrebbe.
Esistono due metodi principali:
- Empirismo cioè la produzione di generalizzazione a partire dall’osservazione ed è detto anche metodo induttivo. Dal particolare al generale.
- Razionalismo cioè la formulazione di principi astratti generali e grazie al ragionamento logico deduttivo formulo delle ipotesi che testo con i dati. Dal generale al particolare.
Il metodo scientifico
Procedimento:
- Osservazione e individuazione di un problema.
- Formula delle ipotesi, si possono avere delle ipotesi diverse a seconda delle domande che mi pongo.
- Verifica delle ipotesi tramite esperimenti di laboratorio spesso chiamati randomizzati, ormai l’economia contemporanea va a fare degli esperimenti in laboratorio, basati su questionari dati a persone, si chiama economia comportamentale e attraverso essa si possono fare microesperimenti ad esempio gli esperimenti che riguardano i tratti della personalità, il comportamento economico ed economia di genere cioè divisioni tra maschi e femmine. Si possono fare esperimenti naturali perché ci sono al giorno d’oggi individui differenti che pensano, si comportano in modo differente in seguito a diversi fenomeni (dati statistici, fatti storici, eventi spontanei del mondo).
- Valutare le ipotesi, dal particolare al generale tramite il ragionamento deduttivo si traggono delle leggi universali, ma non è sempre vero perché se una cosa succede in Italia non vuol dire che succede anche in America o in Cina ad esempio.
- Oppure si passa alla falsificabilità delle teorie cioè si prendono altri dati per testare la veridicità della teoria precedentemente affermata.
Aspetti problematici del metodo scientifico
- Difficoltà nel distinguere cause ed effetti nei fenomeni economici, cioè io mi aspetto che a provochi b ma non è detto può accadere anche il contrario.
- Complessità dei fenomeni economici, sono molto complessi spesso non possono essere ridotti all’interazione fra due variabili ma si utilizza un’ipotesi coeteris paribus cioè a parità di condizioni per ottenere modelli semplici. Io quando cerco di valutare un fenomeno lo faccio andando a isolare la relazione funzionale tra a e b, isolando il resto e considerandolo non variabili, fisso. Si va a ridurre il sistema di complessità sempre di più nel sistema economico, in generale un modello è tanto più potente quanto semplice, se si complicano i modelli non si riescono a riconoscere le relazioni sottostanti quindi accade che per ogni domanda di ricerca un economista ha un modello.
- L’economista essendo un individuo ha già dei pregiudizi, ha già un elemento ideologico che si esplicita già nella scelta delle problematiche e domande da porsi, problema dell’agenda setting.
- Le conclusioni raggiunte hanno un carattere probabilistico cioè c’è solo una minima probabilità che i risultati accadano di nuovo, non c’è certezza che ciò che è successo, risucceda.
- Effetto farfalla: anche una piccola variazione iniziale può avere una variazione anche a chilometri di distanza, ciò significa che il comportamento del modello è imprevedibile a lungo periodo.
I modelli economici: cosa sono?
I modelli sono dunque una riproduzione semplificata e stilizzata che rappresentano una realtà complessa da studiare ma sono anche un esercizio di analisi logica di un problema fatto a partire dall’osservazione dalla realtà.
Si basano sulla formulazione di ipotesi formate da:
- Variabili endogene che sono quelle determinate dal mio modello.
- Variabili esogene che sono esterne al modello spesso allontanate e date per non variabili.
- Relazioni funzionali tra le variabili (riproducono un comportamento).
Il diagramma di flusso circolare
È un modello schematico del sistema economico che descrive il flusso di moneta e quello corrispondente di beni e servizi che intercorre tra individui e imprese attraverso i mercati.
È formato da:
- Due tipi di soggetti (imprese/famiglie). Gli individui sono sia coloro che consumano i beni e servizi ma anche coloro che posseggono i fattori di produzione, loro dunque offrono terra, lavoro e capitale nel mercato di produzione che vengono usati dalle imprese. Le imprese immettono sul mercato dei beni e servizi i propri beni, in questo mercato individui e famiglie si incontrano perché imprese vendono e individui comprano.
- Due tipi di mercati (beni/fattori produttivi).
- Due tipi di flussi (reali/monetari). Nella compra-vendita si ha un flusso di denaro che va al contrario, ottengo un flusso di denaro che dipende dall’interazione.
L’efficacia del modello dipende dalla semplicità del modello = mancanza di altri soggetti, altri mercati ecc.
Frontiera delle possibilità di produzione
Grafico che descrive le combinazioni di produzione che un sistema economico può raggiungere, date le risorse disponibili e lo stato della tecnologia.
Es. si guarda il mercato dei pc e delle automobili, tutte le risorse disponibili vengono usate in questa produzione, grafico semplificato. Si possono produrre entrambi i beni, diverse combinazioni di entrambi i beni se gestisco al meglio le mie risorse. Si possono produrre combinazioni all’interno dell’area cambia il costo-opportunità, se ci si trova nella frontiera ci troviamo in un punto di efficienza produttiva. Non si possono produrre beni al di fuori dell’area perché ci si trova al di fuori delle risorse disponibili.
Ci può essere una crescita economica, si sposta la curva delle capacità produttive in alto, ciò significa che si aumenta la possibilità di produzione di computer per esempio grazie ad un’innovazione tecnologica.
L’economista come consigliere politico
L’economista spiega la realtà ma può anche suggerire provvedimenti.
Analisi positiva = descrizione del funzionamento dei sistemi economici e del mondo così com’è → differenze di interpretazione scientifica cioè differenza tra quali sono le variabili endogene più importanti.
Analisi normativa = opinioni che tentano di spiegare il mondo come dovrebbe essere.
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