Istituzioni di diritto romano
Cosa si intende per diritto romano privato?
Il diritto romano di cui ci occupiamo è il diritto romano privato, cioè il diritto civile romano, ovvero quell’insieme di regole giuridiche che disciplinano i rapporti tra privati in un ordinamento giuridico che va dall’ottavo secolo avanti Cristo al sesto secolo dopo Cristo. Il diritto romano viene creato e si espande attraverso uno studio che procede per casi. Il diritto privato è un insieme di regole che disciplina i rapporti tra privati in un determinato periodo storico. Non ci occuperemo di diritto pubblico ovvero di quelle regole che regolano gli istituti anche se un accenno all’organizzazione del diritto pubblico va fatta per contestualizzare alcuni istituti.
Il diritto romano privato non è più vigente, è un sistema giuridico storico, ciò significa che non possiamo studiare il diritto romano prescindendo dal contesto storico in cui le regole sono nate. Ci occupiamo di un ordinamento peculiare, è stato diritto vigente fino al 1900 in Germania.
Produzione del diritto romano
I giuristi romani non pensavano il diritto come una costruzione astratta. Quando e dove è stato prodotto? Tra l’ottavo/settimo secolo avanti Cristo fino al sesto secolo dopo Cristo. Il diritto romano nasce con la nascita di Roma. Le esigenze che aveva una piccola comunità di villaggio nell’ottavo secolo avanti Cristo non sono le stesse quando Roma ha iniziato ad espandersi.
Storia di Roma
- Età monarchica: VIII-VI secolo a.C.
- Repubblica: VI-I secolo a.C.
- Principato: I-III secolo d.C.
- Tarda antichità: IV-VI secolo d.C.
I romani avevano una mentalità tradizionalista: Augusto, quando fondò il suo impero, mantenne alcuni aspetti della Repubblica. In tutti questi periodi potremmo fare una storia "costituzionale", una storia della produzione normativa, una storia del diritto privato e una storia del diritto penale.
Nell’età monarchica, nella repubblica e nel principato ci occuperemo di storia costituzionale e storia della produzione normativa perché grazie a queste introduzioni potremo comprendere dove si colloca la nascita e l’evoluzione degli istituti privati. Quando si parla di diritto civile romano si intende non solo il diritto civile sostanziale, ma anche il diritto processuale civile perché i giuristi romani riflettono a partire dalla forma di tutela che viene concessa per una determinata situazione.
Da chi è stato prodotto?
È un sistema giuridico di tipo giurisprudenziale e ciò significa che i creatori di questo sistema sono giuristi. Essi sono degli esperti di diritto. A Roma nasce il giurista in senso professionale. Interpretano il diritto su regole preesistenti al loro intervento prestando delle consulenze a chiunque richieda loro questa consulenza, ma rispondendo appunto creano diritto perché i responsi dei giuristi vengono considerati le fonti del diritto romano. Il giurista rimarrà sempre la fonte principale del diritto, avrà la funzione di ridurre a coerenza normativa le leggi. I giuristi romani sono autori di una ricca letteratura tecnico-giuridica che nasce come corollario del fatto che esisteva in quell’esperienza giuridica un consulente.
Perché il corso si chiama istituzioni diritto romano?
Studiare i primi rudimenti degli istituti giuridici romani. Il primo manuale di insegnamento del diritto si intitola Istitutiones ed è il nome che si dava al genere letterario che introduce ai primi rudimenti di una determinata materia. Contengono una trattazione elementare del diritto civile e del diritto processuale civile.
Perché studiamo gli istituti del diritto romano?
La conoscenza storica del diritto distingue un giurista da un semplice conoscitore di una norma. Inoltre, il diritto romano, tramite il Corpus Iuris Civilis, ha condizionato la cultura giuridica europea.
Quali sono le fonti antiche di conoscenza di diritto romano?
Le fonti attraverso le quali conosciamo il diritto romano sono le istituzioni di Gaio e la compilazione giustinianea, in particolare il Digesto.
Moodle
Iscrizioni fino al 15 marzo, chiave d’iscrizione: O-Z2020
Manuale
A. Schiavone "Storia giuridica di Roma" + appunti + slide.
Date esami
- 04/06 ore 9:30
- 18/06 ore 9:30
- 02/07 ore 9:30
- 16/07 ore 9:30
- 03/03
Chi fu Gaio?
Gaio fu un giurista a lavoro nel II secolo d.C. di cui non sappiamo molto. Egli non viene citato nei frammenti di altri giuristi, motivo in più per il quale il mistero che ruota attorno alla sua figura è molto.
Cos'è il Corpus Iuris Civilis?
Si tratta del manuale istituzionale più utilizzato nella storia della letteratura giuridica di Roma e dell’unica opera di un giurista romano pervenuta fino a noi.
Nel 1816 Niehbur, un diplomatico tedesco, nella biblioteca capitolare di Verona, rubò un codice pergamenaceo contenente le lettere di S. Girolamo accorgendosi del fatto che fosse un palinsesto, utilizzato due volte. Ebbe la sensazione che la scrittura inferiore potesse essere importante per la storia della letteratura, tanto che cancellò le lettere di S. Girolamo per far emergere la scrittura inferiore rappresentata dalle Istituzioni di Gaio.
Il lavoro che fece sul palinsesto comportò la perdita di alcune parti (anche della parte inferiore), tanto che il codice di Niehbur risulta in parte danneggiato. Nel 1900 uno studioso di diritto romano, Vincenzo Arangiorui, mentre si trovava in Egitto, ad un mercato trovò un codice pergamenaceo, ed osservandolo comprese che contenesse alcune parti delle istituzioni di Gaio, molte parti che andavano ad integrare il codice di Niehbur.
Qual è la struttura dell’opera?
L’opera si articola in 4 libri:
- Personae-comm.I (regole relative allo status delle persone)
- Res-comm. II e III (rapporti giuridici patrimoniali: diritti reali, rapporti obbligatori, successioni)
- Actiones-comm. IV (processo)
Egli utilizza una prosa asciutta.
Il Digesto
L’altra fonte di conoscenza del diritto romano, attraverso la quale è giunto il pensiero frammentato di molti giuristi romani, è rappresentata dal Digesto, opera che deve il suo nome agli studiosi che la studiarono in epoca rinascimentale.
Cos'è?
Si tratta di una raccolta in 4 opere che contiene materiale normativo di varia provenienza, più un manuale istituzionale. È un’opera composta nella prima metà del VI sec. da un gruppo di esperti su incarico dell’imperatore Giustiniano (imperatore dal 527 e 585 d.C). Lo scopo di Giustiniano, imperatore d’Oriente, era quello di compiere un ampio progetto politico e culturale, riconquistare l’Italia e riunificare l’impero.
Egli aveva l’obiettivo di ricreare le basi di legittimazione culturale dell’Impero Romano: il diritto romano.
Perché Giustiniano voleva ricostruire il diritto umano?
Giustiniano voleva ricostruire il diritto umano poiché, nella sostanza, il diritto era stato l’elemento unificatore dell’impero. Egli aveva a disposizione, da un lato, materiale normativo di provenienza legislativa (codici di redazione privata) e, dall’altro, materiale giurisprudenziale. Egli era in grado di poter contare su esperti che fossero in grado di maneggiare tali opere, seppur non avesse a disposizione tutte le opere giuridiche del passato dal momento in cui non tutte furono copiate. A capo del progetto vi fu Triboniano, ministro di Giustiniano.
Letteratura giurisprudenziale
Va dal II sec. a.C fino al III secolo d.C, in seguito gli studi giuridici ebbero un rallentamento, salvo poi rifiorire intorno al V d.C, quando molte opere di giuristi cominciarono ad essere nuovamente copiate.
Com'è strutturato il Digesto?
- Codex o Novus codex Iustinianus (528 d.C): raccolta di costituzioni (materiale normativo di provenienza imperiale) da Adriano (117-138 d.C) fino a Giustiniano stesso.
- Digesta Pandectae (530 d.C): raccolta di frammenti delle opere giurisprudenziali da Quinto Scevola (I sec. a.C) a Ergemogeniano e Arcadio Carisio (fine III sec. d.C)
Egli chiese ai commissari di prendere tutte le opere dei giuristi romani conosciute e copiate fino a quel momento (era stata creata una griglia di tipo codicistico) e leggerle, prendendo i passi delle opere che ritenevano più rilevanti collocandoli all’interno dei titoli. I frammenti fungono, quindi, da articoli del codice, ma dal momento in cui Giustiniano non voleva che fossero frammenti senza nome, chiese di mantenere al loro inizio luogo e autore che li aveva composti. È una modalità di conservazione di questi frammenti che se da un lato ci ha consentito di conservare la conoscenza di questa tradizione giurisprudenziale, dall’altro l’ha assolutamente falsata (abbiamo dei frammenti decontestualizzati). Fino al 900’ non si è fatta una storia del pensiero giuridico romano.
- Institutiones Iustiniani o elementa (530 d.C): Giustiniano chiede di redigere un manuale istituzionale (manuale di insegnamento dello studio del diritto).
- Codex repetittae praelectionis (534 d.C): la commissione sostituisce il codice precedente, aggiungendo le costituzioni ed il materiale legislativo prodotto nel frattempo.
La parte più importante per noi è quella del digesto. I passi, dal momento in cui potevano essere più o meno lunghi, erano a loro volta suddivisi in paragrafi. Slide sulla struttura del libro VII: littera fiorentina, databile, forse, al VII sec. a.C, e la quale, nel 1406, è stata consegnata come bottino di guerra a Firenze.
Qual è la storia dopo la redazione del Corpus?
Il Corpus Iuris Civilis, dal momento in cui rappresentava il diritto vigente (della gente), rimase in vigore anche tre secoli dopo la morte di Giustiniano (fu un’opera redatta non soltanto con scopo culturale). L’impero d’Oriente, in seguito, con la radicazione del greco come lingua ufficiale, vide la comparsa di un’opera di Basilici, un riassunto commentato del Corpus Iuris Civilis.
In occidente, invece, il Corpus rimase in vigore per il brevissimo periodo in cui Giustiniano riconquistò i territori occidentali, per poi rimanere studiato nelle scuole e nelle chiese. Lo studio del Corpus riprende nel XI secolo proprio nelle prime università, a Bologna, in cui vi era Irnerio, personaggi che iniziò ad insegnare il diritto commentando le parti contenute nel digesto. Dal momento in cui a Bologna affluivano studenti di tutta Europa, divenne patrimonio di insegnamento anche negli altri paesi. Nella simbolica notte del 800’, notte in cui venne incoronato Alessandro Magno, il diritto romano divenne il diritto ufficiale del Sacro Romano Impero.
L’età monarchica
Ci occuperemo della forma costituzionale e delle fonti di produzione del diritto. Il diritto nasce con la nascita della comunità romana, acquisendo immediatamente alcuni caratteri che la tipologia di aggregazione originaria aveva impresso a questa comunità. Non abbiamo notizie sicure sulla fondazione di Roma e sulle istituzioni di tipo monarchico, quelle che, con il tempo, abbiamo acquisito e che ci sono pervenute attraverso miti e tradizioni. Nei racconti in questione la fondazione di Roma risale a secoli molto lontani ed il punto di vista degli autori è un punto di vista parziale, con un intento ben preciso, che può essere, ad esempio, propagandistico (come opera di sostegno alla politica, come quella di Livio rispetto al potere Augusteo). La storiografia può essere considerata tutto sommato attendibile, questo poiché ci è venuto in contro anche lo studio interdisciplinare (come quello antropologico). Nel Palatino, ad esempio, vi fu una scoperta molto importante: furono ritrovati i resti di un palazzo, resti risalenti all’VIII sec.), scoperta che mostra come la fondazione di Roma sia collegata ad un’esperienza di tipo monarchico, dal momento in cui il palazzo in questione sarebbe dovuto essere quello dell’ipotetico guidatore della città.
Come può essere suddiviso il periodo monarchico di Roma?
Il periodo monarchico di Roma può essere diviso in due fasi:
- Fase prepolitica dell’organizzazione della monarchia (VIII sec. a.C fino agli anni 30 del VII sec. a.C), monarchia sabino-latina, con l’organizzazione della città che non è di tipo politico.
- Monarchia etrusca (VIII, organizzazione di tipo politico), nasce dall’aggregazione di comunità di villaggio che vivevano nella zona e che decisero di riunirsi in un’unica comunità.
È un’aggregazione, dal momento in cui parliamo di comunità che fanno riferimento ad un’ascendenza comune (progenitore eroico) ed hanno in comune usi analoghi o identici, a base familiare. Tale modalità di aggregazione è una modalità che ha portato alla nascita di molte comunità arcaiche. Tali comunità danno origine a quelle che, in seguito, verranno chiamate “gentes”, soggetti subordinati alla famiglia da vincoli di obblighi. Si tratta di un’organizzazione di tipo prepolitico in quanto, nella monarchia sabino-latina, l’elemento di dominio appartiene alle “gentes” stesse, riunite in un consesso (consiglio) che prende le decisioni per la comunità. Le “gentes” designano il re, il quale ha un potere meramente esecutivo riguardo alle decisioni prese dai più importanti membri delle gentes. Egli doveva rappresentare, inoltre, la comunità.
Quando il re moriva, non designava il suo successore, bensì il potere, secondo un meccanismo chiamato “inter-regnus”, tornava ai momenti più importanti delle gentes, i quali, attraverso un complesso meccanismo che comprende anche i sacerdoti (gli auguri in particolare), individuavano un soggetto ritenuto idoneo a guidare la comunità (il re, per la propria legittimazione, passerà al vaglio degli auguri) il diritto è contiguo alla religione.
Chi fu il primo re di Roma?
Il primo re fu per molti, probabilmente, Romolo, ma secondo Pomponio egli non fu il primo re in assoluto, bensì il primo re a governare secondo regole certe, a differenza dei re precedenti. L’etimologia del termine “rex” sembra sostenere l’opinione, dal momento in cui il re “regola”.
Come si forma Roma?
Roma si fonda pensando che il solco tracciato da Romolo delimiti il territorio in cui vivono i cittadini, coloro che condividono lo stesso status, con gli estranei che venivano uccisi. Il soggetto, in quell’epoca, non aveva valore come soggetto, bensì come soggetto appartenente alla comunità. Si forma così un precoce collegamento tra potere civile e potere religioso (tra rex e augures).
Che tipo di impronta ha l’ordinamento prepolitico?
L’ordinamento prepolitico ha quindi un’impronta religiosa. Si ha una prima organizzazione culturale in cui vengono creati i primi sacerdozi, tra cui i pontefici (primi giuristi). Rispetto a quest’organizzazione della prima monarchia, con l’inizio della seconda fase si passa ad un’organizzazione di tipo prepolitico, cambiamento che deriva dall’avvento dei re etruschi (Tarquinio Prisco e Tullio, al quale dobbiamo una riunione dell’esercito e del popolo riunito in assemblea, di fronte alla quale avvenivano le riunioni del diritto privato). Si impone un nuovo modello di appartenenza alla città, dal momento in cui, nel VII secolo, Roma era diventata una città attraente, in cui affluivano ricchezze ed in cui era possibile, per ogni soggetto che avesse l’obiettivo di fare fortuna, scalare le gerarchie sociali. Era una città dotata di una posizione strategica ed in espansione.
Chi è Tarquinio Prisco?
Tarquinio Prisco è un soggetto che viene dall’Etruria e che aumenta il proprio prestigio fino ad essere designato come re dalle “gentes”. In questa realtà, in cui il soggetto può beneficiare di un riconoscimento diretto da parte di grandi gruppi sociali, si incrina il rapporto tra il re designato e le “gentes”, poiché il re può contare sulla legittimazione diretta che deriva dal suo proprio bacino di consensi. Dunque, i re iniziano a governare autonomamente prescindendo dalle decisioni delle “gentes” riunite. Con il passare del tempo aumenta la tensione tra i due, tensione che sfocia poi con l’uccisione dell’ultimo re, Tarquinio il superbo, il quale, secondo la storiografia, è stato deposto in quanto esercitava il potere in modo tirannico, ma probabilmente fu ucciso anche a causa dell’inclinazione tra “rex” e “gentes”.
Chi fu Servio Tullio?
Nel frattempo vi fu un’esperienza politica importante, quella di Servio Tullio, il quale riformò il cosiddetto “esercito di bande”, esercito nel quale i membri delle “gentes” conferivano un certo numero di uomini che andavano a costituire un esercito della comunità, un esercito non organizzato secondo regole razionali. Grazie alla riforma della popolazione di forma censitaria (divide la comunità in censi), da ognuna di queste classi di censo vengono reclutati gli uomini che andranno a far parte gli uomini delle varie centurie dell’esercito.
Questo fa comprendere una serie di istituti: una delle prime forme di testamento è un testamento che si conclude di fronte all’esercito schierato, in quanto tutti gli altri membri dell’esercito fanno da testimoni alle volontà testimoniarie espresse dall’esercito. Dal punto di vista dell’assetto del potere, si passa da...
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