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Istituzioni di diritto romano - il processo arcaico

Appunti di Istituzioni di diritto romano sul processo arcaico. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: l’attore, il convenuto, il sacramentum in personam, Legis actio sacramenti, Legis actio per iudicis arbitrive postulationem.

Esame di Diritto romano docente Prof. P. Scienze giuridiche

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IL PROCESSO ARCAICO

Per tutelare le posizioni giuridiche soggettive si faceva ricorso ad un mezzo di tutela chiamato

sacramentum, quasi a ricordare che sull’onorabilità della propria parola ci si impegna nella sfera

sacra, assumendosi le conseguenze che ne possano derivare in caso di perdita.

Sacramentum perché chi non lo avesse rispettato sarebbe stato spergiuro.

La sua struttura merita di essere analizzata.

L’attore, cioè colui che agisce in giudizio perché vanta un diritto (in rem, se reale; ovvero in

personam, se di obbligazione) nei confronti di chi gliene impedisce il pacifico godimento o

addirittura glielo nega.

Nel caso in cui un soggetto non fosse riuscito a dimostrare che quanto aveva asserito era vero,

rischiava la multa sacramenti.

Il convenuto cioè colui che è stato chiamato in giudizio per contraddire fa altrettanto. Per

contraddire intendiamo dicere contra, cioè affermare in positivo una cosa uguale e contraria alla

prima.

La precisazione va fatta perché il sacramentum per molti secoli fu l’unico mezzo di tutela per

difendere ogni tipo di posizione soggettiva. Risulta naturale che tanto l’attore quanto il convenuto,

si impegnino a dimostrare la propria asserzione. L’azione di entrambi deve essere allo stesso tempo

attiva e passiva, ossia di attacco e di difesa, per vincere.

Per i diritti di obbligazione esisteva il sacramentum in personam. In questo caso il creditore

avanzava la sua pretesa e il debitore la negava, con quanto ne seguiva nel caso in cui l’affermazione

del creditore fosse stata dimostrata come vera.

Abbiamo notato che nel sacramentum in rem le due parti pronunciavano frasi contrarie ed

uguali, quindi questo ci fa supporre che il sacramentum in personam sia nato dopo. Ancora

successivo sembra essere il ricorso alla tutela giudiziaria per le obbligazioni nate da atto illecito, per

le quali si sarebbe tollerato, per un certo tempo, un componimento totalmente privato, compreso tra

il fare pace ed il ricorso alla vendetta.

Durante questa celebrazione vi è uno scambio di affermazioni, il conserere manus,

l’individuazione dell’oggetto della controversia, la verifica dei sacramenta e quindi la pronuncia

definitiva dello stato del diritto. Il tutto non davanti ad un re o a un suo delegato ma davanti ad una

autorità in grado di prendere atto della perdita della promessa e di pronunciare solennemente

l’atto conclusivo. La parte vittoriosa aveva “scommesso” col cielo che era così come lui diceva,

cioè il fatto è proposto in giudizio già qualificato giuridicamente, e chi giudica, senza creare nulla

ex auctoritate sua, deve semplicemente verificare se ciò che è stato detto è così o no. Si ritiene che

per un certo tempo il cittadino in cui favore si è risolta la lite sia stato legittimato a riprendersi da sé

quanto era suo o quanto era stato detto che gli spettava; così come avrà proceduto anche da solo

contro la persona (in personam) che era stata indicata come garanzia del suo credito oppure come

valore intrinseco del danno che doveva essergli risarcito.

Rimane ancora da esaminare chi dava la qualificazione giuridica ai fatti dedotti in giudizio, e chi

suggeriva alle parti il modo di esporre quanto accaduto nel modo più corretto per ottenere una

efficace istruttoria ed arrivare così alla pronuncia finale.

In Gaio troviamo scritto che prima che si usassero le formulae, i processi si svolgevano utilizzando

le cosiddette legis actiones.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Novadelia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze giuridiche Prof.

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