Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

SPECIFICAZIONE

consiste nel trarre nel proprio conto da una materia prima altrui un manufatto che, nella

coscienza economico-sociale, è considerato come una cosa nuova e diversa. Le due scuole

della giurisprudenza romana disputavano sull'appartenenza della nova species, ritenendo i

Sabiniani che essa appartenesse al proprietario della materia prima, e i Proculiani all'artefice

o specificatore. Una media sententia accolta da Giustiniano, ha definito che la nova species

dovesse appartenere rispettivamente al proprietario della materia o allo specificatore,

secondo che, caso per caso, il prodotto della trasformazione potesse, o non, ricondursi al

pristino stato. Qualore lo specificatore fosse anche comproprietario della materia, la cosa

trasformata apparteneva a lui in ogni caso.

ADIUDICATIO

Il giudice per effetto della adiudicatio inserita nella formula , ha il potere di attribuire ai

litiganti la proprietà delle parti risultanti dalla divisione. Tale proprietà deve considerarsi

come un diritto nuovo rispetto al condominio, prima esistente nei medesimi soggetti per

quote ideali ed indivisibili della cosa comune.

La adiudicatio si verifica nei tre giudizi divisori:

–actio communi dividundo ( fra condomini)

–actio familiae erciscundae (tra coeredi)

–actio finium regundorum ( per il regolamento dei confini tra proprietario di fondi limitrofi

ACQUISTO DEI FRUTTI

Finché il frutto è attaccato alla cosa madre, esso non ha esistenza autonoma. Al momento

della separazione, i frutti saranno di proprietà del dominus della cosa fruttifera, per effetto

della proiezione di quel diritto di proprietà su tutto ciò che della cosa costituisce reddito. Se

esiste un particolare diritto alla percezione dei frutti in titolare diverso dal proprietario della

cosa madre, la proprietà dei frutti si acquista con l'esercizio di tale diritto da parte del

relativo titolare, cioè con l'effettiva percezione. L'acquisto dei frutti mediante percezione,

può considerarsi a titolo originario, (solo se collegato ad un diritto reale)e a titolo derivativo

(l'acquisto da parte del conduttore, che avviene quasi in forza di una traditio del locatore che

ha consentito, con la consegna del bene, anche la percezione dei frutti.

A TITOLO DERIVATIVO:

MANCIPATIO

consiste in una forma solenne del ius civile. In epoca risalente, essa servì a realizzare anche

un espediente sostitutivo del testamento. Esso si svolgeva dinanzi ad almeno 5 testimoni,

cittadini romani e puri, e con l'intervento di un libripens, l'acquirente pronunciava

determinate parole solenni e compiva, contestualmente, alcuni gesti rituali: nella mancipatio

finalizzata all'acquisto della proprietà, afferrava la cosa e gettava sulla bilancia un pezzo di

rame grezzo. La controparte taceva e quindi approvava: in virtù di questo suo assenso, egli

restava esposto, in caso di evizione ad un'actio auctoritatis, che comportava una

responsabilità nei confronti dell'acquirente per il doppio del valore della cosa. Per eliminare

di fatto questa conseguenza, il valore dell'oggetto veniva simbolicamente stimato, al

momento dell'atto, ad un solo nummus. Con la decadenza delle forme, la mancipatio andò

gratamente perdendo di rilevanza. Il pretore tutelò l'acquisto di res mancipi anche per

semplice traditio e introdusse più in generale il riconoscimento di diritti patrimoniali

pervenuti al soggetto senza il rispetto della forma librale. Per tutta l'età classica, la

mancipatio fu importantissima per il conseguimento di risultanti giuridici altrimenti

impossibili. In età postclassica, la mancipatio si svuotò di contenuti e veniva applicata come

clausola di stile. Nel diritto Giustinianea fu abolita.

IN IURE CESSIO

consiste in un negozio di origine processuale, che si presenta nella forma come una finte

lite, che si inizia in iure ma non prosegue in iudicio. L'acquirente è l'alienante

sostanzialmente d'accordo, si presentano al magistrato e quivi il primo finge di rivendicare

la cosa come sua, con la forma della rei vindicatio della legis actio sacramenti in rem.

Contemporaneamente tocca la cosa, che deve essere presente in iure, con una festuca.

L'alienante non si oppone e consente o tace. Con ciò finge di riconoscere vera l'affermazione

dell'attore e perciò perde la lite e si ritira. La in iure cessio non attua un passaggio di

proprietà , ma il riconoscimento giudiziale di una preesistente proprietà dell'acquirente. Con

la decadenza del formalismo civile, la in iure cessio diviene semplicemente cessio, cioè la

cessione di una cosa o di un diritto.

TRADITIO

consiste nella materiale consegna della cosa dall'alienante all'acquirente, accompagna da

una iusta causa traditionis abile a trasferire la proprietà. Originariamente essa aveva effetto

traslativo solo per le res nec mancipi; ma con la scomparsa della contrapposizione tra res

mancipi e res nec mancipi e la scomparsa della in iure cessio, divenne sostanzialmente

l'unico modo del trasferimento della proprietà. Nella traditio il passaggio della proprietà

richiede la trasmissione del possesso della cosa, questa trasmissione in età più antica era

concepita in modo del tutto materialistico. Occorre ancora perchè passi la proprietà che il

tradens e l'accipiens intendano rispettivamente trasferire e acquistare tale diritto, e che tale

intenzione sia fondata su una iusta causa traditionis, e cioè su un titolo che il diritto

riconosce idoneo a trasferire la proprietà.

LITIS AESTIMATIO

Nella rei vindicatio del processo formulare, la condanna non ha mai per oggetto la

restituzione della cosa, ma il pagamento di una somma di denaro (condanna pecuniaria).

L'attore in revindica non può ottenere la restituzione della cosa sua, ma potrà solo, ove il

convenuti si rifiuti all'ordine del giudice di restituire, procedere egli stesso alla valutazione

della cosa, mediante speciale giuramento, così il convenuto che paga la aestimatio, acquista

la proprietà della cosa litigiosa. Il giuramento dell'attore e la scelta del convenuto di non

restituire spontaneamente la cosa, ma di pagarne il valore pecuniario, integrano un accordo

che consente di parlare di acquisto a titolo derivativo.

LEGATO PER VINDICATIONEM

Questo modo di acquisto della proprietà appartiene al diritto ereditario. Esso è un negozio

mortis causa, consiste nella solenne disposizione del testatore, il quale ordina che un singolo

bene o un complesso di beni, che gli appartengono ex iure quirintium, siano detratti dopo la

sua morte, dall'asse ereditario e passino alla persona da lui indicata(legatario).

L'ACQUISTO DELLA PROPRIETA' PER USUCAPIONE

L'usucapione fu introdotta per pubblica utilità, affinchè, di alcune cose non restasse a lungo

e quasi sempre incerta la proprietà, essendo sufficiente al proprietario per richiedere le

proprie cose il decorso di un tempo stabilito. L'usucapione si applicava in origine anche

all'acquisto di diritti diversi dalla proprietà. Con riferimento alla proprietà, i requistiti perchè

l'usucapione erano, al tempo delle XII tavole, il godimento di fatto della cosa o possesso e la

durata del possesso medesimo, che era fissata in due anni per i fondi e in un anno per tutte le

altre cose. Ma ben presto si richiese che l'oggetto dell'usucapione non fosse una cosa rubata

o acquistata con violenza, ed in seguito da questo requisito obbiettivo la giurisprudenza

dedusse un requisito subbiettivo, cioè in ogni caso il possessore doveva essere al momento

dell'acquisto in buona fede. La giurisprudenza inoltre elaborò il principio che il possessore

vantasse anche un fondamento dell'acquisto idoneo.

L'usucapio si applicava solo ai cives e ai fondi siti sul suolo Italico. Per le provincie sorge in

seguito un istituto analogo la longi temporis praescriptio. Si trattava non di un modo di

acquisto della proprietà, ma consentiva una sorta di eccezione a colui che avesse mantenuto

il possesso di una cosa per un certo tempo di difenderlo nei confronti di un'eventuale rei

vindicatio, ma non lo legittimava ad agire per recuperare il possesso eventualmente perduto.

Più tardi fu introdotta anche una praescriptio quarantennale in favore del possessore senza i

requisiti del titolo e della buona fede. Nell'età post-classica, usucapione e longi temporis

praescriptio tendono a fondersi in un unico istituto per effetto dell'abolizione della

distinzione tra cives e peregrinis e tra suolo Italico e provinciale. Ne deriva la disciplina

giustinianea della usucapione o prescrizione acquistata che richiede i seguenti requisiti:

–res habilis: idoneità dell'oggetto ad essere usucapito. Sono escluse le cose fuori commercio

–titulus: la causa dell'acquisto non viziata. Tale causa continua ad essere indicata con la

particella pro.

–Bona fides: il convincimento del possessore di non ledere l'altrui diritto

–possessio: materiale detenzione della cosa , accompagnata dall'intenzione di tenerla a sé

–tempus: durata interotta del possesso, che è fissata 3 anni per le cose mobili e immobili, 10

anni per inter praesentes (residenti nella stessa provincia) e 20 per inter absentes.

L'erede può sommare il tempo del suo possesso con quello del suo dante causa(successio

possessionis) . Si ammette anche che l'acquirente a titolo particolare possa sommare il

tempo del suo possesso con quello del suo attore (accessio possessionis). Il decorso del

tempo può essere interotto non solo da una causa che materialmente interrompa il possesso

(interuzzione naturale) ma anche da un'azione giudiziaria esperita contro il possessore

(interuzzione civile). Dopo l'interruzione comincerà a decorrere un nuovo termine.

PERDITA DELLA PROPRIETA'

Tutti i modi di acquisto a titolo derivativo della proprietà costituiscono, rispetto all'alienante,

altrettanti casi di perdita del suo diritto. La proprietà può estinguersi per altre cause, relative

all'oggetto o al soggetto del diritto.

E' causa oggettiva di estinzione della proprietà il perimento totale della cosa. Può trattarsi di

distinzione materiale dell'oggetto o di una sopravvenuta inidoneità giuridica a formare

oggetto di dominio.

Le cause soggettive di estinzione della proprietà possono essere volontarie (abbandono della

cosa) o involontarie (incapacità del soggetto di essere titolare di diritto).

TUTELA DELLA PROPRIETA'

REI VINDICATIO

serve a tutelare il proprietario contro la violazione più grave del suo diritto e cioè contro il

fatto di un altro soggetto che illegittimamente detenga la cosa. Nella più antica procedura la

rei vindicatio si svolgeva con la legis actio sacrameto in rem; nella procedura formulare per

mezzo di una formula detta petitoria. La differenza stava che mentre nel primo

procedimento, sia l'attore che il convenuto avevano una posizione di parità processuale,

perché entrambi proclamavano il proprio diritto sulla cosa, nel secondo procedimento,

invece, conservava la posizione di possessore colui che lo era al momento in cui era insorta

la lite con conseguenze onere della prova a carico dell'attore. In entrambi i procedimenti

vige il principio della peculiarità della condanna, per cui, qualora il convenuto avesse

resistito, l'attore non avrebbe potuto ottenere la restituzione della cosa. Il perimento e il

danneggiamento della cosa dopo la litis contestatio gravano sul convenuto soccombente,

salvo forza maggiore o caso fortuito. Con rei vindicatio si mira ad ottenere la restituzione

della cosa e tutti i vantaggi connessi con la cosa, che il proprietario avrebbe avuto se la cosa

gli fosse stata restituita al momento della litis contestatio.

Per quanto riguarda i frutti , fino all'età classica, il possessore di buona fede è condannato a

restituire solo quelli percepiti dopo la litis contestatio, invece, il possessore di mala fede, è

condannato a restituire anche i frutti percepiti prima della litis contestatio. Nell'età

Giustinianeo il possessore di buona fede deve restituire i frutti percepiendi dopo la litis

contestatio e i frutti percepti prima della litis contestatio se ancora extantes, invece il

possessore di mala fede deve restituire tutti i frutti, percepti e percepiendi, extantes e

comsumpti, prima e dopo la litis contestatio. Se il possessore ha fatto delle spese in

relazione alla cosa , nell'età classica non può pretendere un rimborso, se non ricorrendo

all'ausilio del pretore, che gli concede una exceptio doli generalis, con cui paralizza la

domanda dell'attore in revindica. Nel diritto Giustinianeo, si riconosce al possessore un vero

e proprio diritto al rimborso che è regolato a secondo che il possesso sia in buona o mala

fede. Il convenuto di una rei vindicatio è tenuto a garantire con l'intervento di garanti

l'esecuzione della eventuale condanna: se si rifiuta il pretore trasferisce all'attore il possesso

della cosa, col che si invertono le parti e quindi, l'onore della prova. La rei vindicatio

tutelava solo il dominium ex iure quirintium. Per la proprietà provinciale si adoperava

un'azione analoga mediante adattamento della formula della rei vindicatio. Per la proprietà

pretoria fu introdotta l'actio Publiciana. In caso di condominio la vindicatio spettava al

singolo condomino pro quota.

ACTIONES NEGATIVE

Sono azioni in rem , servono a respingere chiunque pretenda di esercitare un ius in re aliena

senza contestare la proprietà dell'attore. Il convenuto soccombente in tali azioni è invitato

dal giudice ad assumere l'impegno di evitare per l'avvenire altri atti di turbativa.

Il nome di tali azioni deriva dalla struttura negativa della formula, rivolta all'accertamento

non dell'esistenza di un diritto dell'attore, ma dell'inesistenza di un diritto del convenuto.

Quando si tratta di negare diritti altrui di contenuto negativo, l'intentio si esprimeva

attraverso un'affermazione contraria.

TUTELA DELLA PROPRIETA' IMMOBILIARE NEI RAPPORTI DI VICINATO.

ACTIO FINIUM REGUNDORUM

Per gli agri arcifinii, privi cioè di limes, potevano sorgere incertezze sulla collocazione dei

segni di confine o sull'appartenenza di determinate zone al confine fra due fondi. Per porre

fine a questa incertezza si applicò l'actio finium regundorum che, contenendo nella formula

una adiudicatio, consentiva al giudice anche di modificare l'assetto dei confini.

ACTIO AQUAE PLUVIAE ARCENDAE

Quest'azione si esperiva contro il proprietario del fondo sovrastante che avesse modificato,

in danno del fondo sottostante, il deflusso naturale delle acque.

INTERDICTUM DE GLANDE LEGENDA

Al proprietario di un fondo era consentito entrare a giorni alterni nel fondo limitrofo, per

raccogliere i frutti ivi caduti dagli alberi sorgenti presso il confine. Tale diritto è protetto dal

pretore attraverso l'interdictum de glande legenda.

CAUTIO DAMNI INFECTI

Se si teme un danno dall'immobile vicino, il proprietario può richiedere o far richiedere dal

pretore, al proprietario dell'immobile minacciante, la prestazione di una cautio damni infecti

, cioè di una promessa di risarcire il danno che eventualmente potrà verificarsi. Se

quest'ultimo si rifiuta a prestare la cautio o non procede alle riparazioni necessarie, il pretore

può autorizzare il proprietario minacciato al possesso dell'immobile pericolante,

autorizzandolo in un primo momento a possederlo in concorso col proprietario di esso , in

un secondo momento il pretore immette il minacciato nel possesso esclusivo dell'immobile

pericolante, possesso abile a condurre all'usucapione.

OPERIS NOVI NUNTIATIO

Chi teme un danno da una nuova opera intrapresa dal vicino, può intimargli di sospendere

l'opera. Il vicino può chiedere al pretore un decreto di autorizzazione a proseguire i lavori,

ma se li prosegue di sua iniziativa il denunciante può ottenere dal pretore un interdictum

demolitorium, con cui si obbliga l'intimato a rimettere ogni cosa nel pristino stato.

INTERDICTUM QUOD VI AUT CLAM

è un ordine emesso dal pretore su richiesta dell'interessato, di sospendere un'opera intrapesa

da vicino contro il divieto dell'interessato o all'insaputa di lui, che sia lesiva del diritto del

richiedente.

INTERDICTUM DE ARBORIBUS CAEDENDIS

E' un ordine pretorio che autorizza il proprietario di un immobile a recidere da sé i rami

degli alberi che, sorgenti nel terreno limitrofo, sporgano sul suo fondo ad un'altezza

inferiore a 15 piedi. Si applica anche nel caso in cui il vicino si rifiuti di recidere egli stesso

i rami.

IL POSSESSO

si intende lo stato di fatto per cui un soggetto ha la materiale detenzione di una cosa,

indipendentemente dalla questione se egli abbia anche il diritto a tale detenzione.

Si distinguono varie figure del possesso:

–possesso di chi si trova in un rapporto con la cosa che permetta la riferibilità oggettiva a lui

dell'apparenza di essa e abbia l'intenzione di tenere la cosa, in buona o mala fede, per conto

proprio. Quando ci sono questi due elementi, vi è un possesso perfetto degno di tutela

giuridica. Poiché tale tutela si attua mediante interdetti pretorii, questo possesso è detto

possessio ad interdictia.

– Naturalis possessio: consiste in una mera detenzione della cosa, senza intenzione di tenerla

per sé, in quanto si ha invece l'intenzione di detenere la cosa non per conto proprio, ma per

conto di un altro, che ne è considerato vero possessore. Qui si ha l'elemento del corpore

possidere, ma non l'animus possidenti e perciò al semplice detentore per conto altrui non

compete la protezione interdittale.

–Possessio civilis: il possessore oltre alla detenzione e all'aniumus possidenti, ha anche un

titolo su cui il possesso è fondato. In tal caso il possesso può condurre all'acquisto della

proprietà mediante usucapione, concorrendo i requisiti via via richiesti nelle varie epoche,

primo fra tutti il decorso di un dato periodo di tempo.

ACQUISTO DEL POSSESSO

Il possesso si acquista quando il soggetto attua entrambi requisiti:

–quello obbiettivo della detenzione

–quello psicologico dell'animus possidenti.

Uno solo dei due non è sufficiente, ma non è necessario che sorgano contemporaneamente.

L'oggetto del possesso può acquistarsi tanto a titolo originario quanto a titolo derivativo.

Per l'acquisto originario occorre che l'acquirente faccia la materiale apprensione della cosa,

se si tratta di mobili o, se si tratta di immobili, che s'introduca nel fondo o nell'edificio, in

modo che abbia l'effettiva disposizione di fatto dell'intera cosa. Per l'acquisto derivativo

occorre che il precedente possessore consegni la cosa mobile all'acquirente ovvero lo

immetta nell'esclusiva disposizione di fatto dell'immobile, lasciandoglielo libero e sgombro.

L'acquisto derivativo del possesso si attua mediante la traditio. Questa stessa traditio, se è

accompagnato dalla giusta causa traditionis e dall'animus dominii trasferendi, trasferisce la

proprietà per le res nec mancipi. Abbiamo diverse figure della traditio:

–traditio oculis et adfecrum: a colui che prende in consegna materiali pesanti accatastati in

un magazzino oppure monete che gli vengono contante, ma senza toccarli

–traditio clavium: la consegna delle chiavi di un magazzino, sufficienti a trasferire il

possesso delle merci in esso contenute

–traditio mediante consenso: all'opposizione di un custode o di un segno di riconoscimento

sulla respingere

–traditio longa manu: a colui al quale vengono indicati i confini di un fondo dall'alto di un

terrazzo

In altri casi la traditio si realizza addirittura attraverso il consenso espresso in occasione del

negozio o del fatto giuridico che la giustifica. Es nella traditio brevi manu chi ha presso di

sé la cosa a titolo di mera detenzione, acquista l'animus possidendi, in quanto aggiunge

l'animus al corpore possidere che aveva già. Nell'età Giustinianea si giunse alla pure

finzione della consegna della cosa, con la consegna del documento contenente menzione

del trasferimento del possesso, senza che esso fosse praticamente avvenuto.

L'animus possidenti si acquista quando sorge nel soggetto l'intenzione di tenere la cosa per

sé. Ciò può avvenire in conseguenza di una traditio o in consegna di altri fatti.

CONSERVAZIONE E PERDITA DEL POSSESSO

La conservazione del possesso dura fino a che, sussistono i due requisiti essenziali del

corpore possidere e dell'animus. Il venir meno di uno dei due estingue il possesso. Il

possesso inoltre si può estinguere sia per la sopravvenuta incommerciabilità della cosa, sia

per la capitis deminutio maxima del possessore che, che divenuto schiavo non può

possedere suo nomine.

CASI ANOMALI DI POSSESSO

Il pretore ritenne utile, considerare la relazione tra soggetto e la cosa, non come mera

detenzione ma come possessio ad interdicta. Esse sono :

–il possesso del creditore pignoratio: detentore che detiene il pegno consegnatoli dal

debitore

–possesso del precarista: ha la detenzione di una cosa concessagli graziosamente da altri e

revocabile a richiesta del concede

–possesso del sequestratario: ha la detenzione della cosa a lui affidata a titolo di sequestro,

affinché la riconsegni al momento dovuto

Questi possessori non nutrono né potrebbero nutrire l'animus possidenti, tuttavia il pretore li

considerò come possessori ad interdicta.

DIFESA DEL POSSESSO

L'editto pretorio tutela il possesso mediante due categorie di interdetti:

–retinendae possessionis:proteggono il possesso da molestie e turbative

–reciperandae possessionis: tendono a far recuperare il possesso a chi ne sia stato spogliato.

Nella prima categoria rientrano

–l'interdictum uti possidentis: applicabile agli immobili. Fra i due contendenti ha il

sopravvento il possessore attuale

–l 'interdictum utrubi: applicabile ai mobili, ha il sopravvento colui che, nel cordo

dell'ultimo anno, ha posseduto per maggior tempo rispetto all'avversario

Nella seconda categoria rientrano:

–l'interdictum de vi: assicura il recupero della cosa a colui che sia stato spogliato

violentemente del possesso

–l'interdictum de vi armata: spoglio compiuto attraverso una violenza esercitata con le armi

Questi interdetti vengono concessi solo a colui che possa vantare un possesso non affetto da

vizi, e cioè:

–non acquistato violentemente

–clandestinamente

–a titolo precario

rispetto all'avversario.

In età tarda, l'interdictum utrubi assicura la tutela del possesso attuale. La funzione

recuperatoria è attribuita al de vi.

QUASI POSSESSO E POSSESSIO IURIS

Al titolare del diritto limitato spettava una possessio corrispondentemente limitata sulla res

oggetto del suo diritto. Nel diritti giustinianeo si parlò di quasi possesso alludendo non più

al possesso più limitato di una cosa corporale, bensì al possesso avente ad oggetto una cosa

incorporale, cioè all'esercizio di fatto di un diritto di servitù o di usufrutto. Tale possesso

viene definito possessio iuris, in contrapposizione alla possessio rei. Successivamente si

ammise la possessio status che consiste nel godimento di fatto di uno status personale.

SERVITU'

sono diritti reali di godimento su cosa altrui, che conferiscono al titolare un diritto su un

immobile altrui a favore del proprio. Si viene a creare così un vincolo di subordinazione

giuridica di un immobili, che si dice fondo servente, a favore di un altro che si dice

dominante, subordinazione che è indipendente dalle vicende che possono colpire gli attuali

proprietari degli immobili e che inerisce agli immobili stessi, investendoli nella loro

incertezza e costituendone una qualitas. La materia della servitù è regolata in età classica da

taluni principi fondamentali:

–nulli res sua servitù: può sussistere solo in fondi non appartenenti a proprietari diversi

–servitus in facviendo consistere nequit: il contenuto della servitù non può consistere in un


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

17

PESO

80.48 KB

AUTORE

flaviael

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Istituzioni di diritto romano sui Diritti reali. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: La Proprietà, Oggetto Della Proprietà, Il Condominio, Modi Di Acquisto Della Proprietà, Invenzione Del Tesoro, Accessione, Incrementi Fluviali, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (CATANIA e RAGUSA)
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof La Rosa Renato.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Istituzioni di diritto romano

Diritto Romano - Domande d'esame
Appunto
Riassunto esame Istituzioni di diritto romano, prof. La Rosa, libro consigliato Problemi possessori nell'esperienza giuridica romana, Nicosia
Appunto
Lezioni di diritto del lavoro, Del Punta
Appunto
Diritto del lavoro e dell'Unione Europea, Roccella, Treu
Dispensa