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8-I DIRITTI REALI

143-LA PROPRIETA’:Diritto reale per eccellenza è il diritto di proprietà,nel quale vi è obbligo assoluto di non

ingerenza,per chi non sia proprietario.Se un bene mi appartiene,io potrò goderlo e disporne a mio

piacimento, tenendo conto comunque che ad esso possano essere apportati dei limiti.I Romani ponevano

limiti all’esercizio del diritto a quei proprietari i cui fondi si trovassero in prossimità di corsi d’acqua pubblici o

pubblici edifici e inoltre si passava all’esproprio forzato qualora il bene di un proprietario privato ostacolasse

la costruzione di un’opera pubblica.

144-CENNI SULL’ORIGINE DELLA PROPRIETA’:Anticamente la proprietà fu concepita come un bene

collettivo appartenente a gruppi politici come familiae o gentes.Successivamente ci sarebbe passati da

questa forma di proprietà collettiva alla proprietà individuale incentrata sul pater familias.Poi,poiché davanti

alla civitas era necessaria la determinazione dell’appartenenza della cosa a un determinato titolare,si passò

alla proprietà esclusiva del singolo.

145-ACQUISTO DELLA PROPRIETA’,ACQUISTO A TITOLO ORIGINARIO:L’acquisto della proprietà

poteva avvenire o a titolo originario,cioè quando c’era un rapporto diretto con la cosa;o a titolo derivativo cioè

quando derivava da un rapporto con una determinata persona,precedente titolare della cosa.

L’occupazione è il più tipico modo di acquisto della proprietà a titolo originario.Con occupazione si intende il

concreto impossessamento di cosa con l’intenzione di renderla propria(es. gli animali selvatici).

-Accèssione si verificava quando una cosa si univa ad un’altra,in modo da costituire una cosa sola.Il

proprietario della cosa principale acquistava la proprietà della cosa accessoria.

-Specificàzione:si aveva nei casi in cui una cosa,a seguito di lavorazione,perdeva la sua connotazione e

struttura iniziale,trasformandosi in una res diversa,avente una diversa funzione.Giustiniano stabilì

che,laddove la cosa poteva ritornare allo stato primitivo,la proprietà spettasse al proprietario della

materia;nel caso inverso allo specificatore.

-Confusione e commistione:si aveva quando più quantità di materie,come grano,farine o liquidi appartenenti

a proprietari diversi,si mescolano tra loro fondendosi in una unica massa.Si ha quindi un regime di

comunione,in cui le quote sono date dall’ammontare dei rispettivi apporti.

146-ACQUISTO A TITOLO DERIVATIVO,MANCIPATIO:La mancipatio si svolgeva nel modo seguente:alla

presenza di cinque testimoni e di un pesatore pubblico,l’acquirente,tenendo tra le mani alcuni pezzi di

bronzo,dichiarava solennemente che la cosa oggetto della mancipatio gli apparteneva.Successivamente

colpiva la bilancia del pesatore con il bronzo che poi veniva consegnato,quale prezzo,all’alienante.La

mancipatio comportava l’obbligo di prestare una sorta di garanzia per l’evizione.

147-IN IURE CESSIO:L’acquirente e l’alienante fingevano di voler instaurare una lite sulla proprietà della

cosa,comparendo davanti al magistrato con la cosa.

L’acquirente pronunciava la formula “dico solennemente che questa cosa è mia”e toccava la cosa con la

bacchetta. L’alienante taceva,concretando una confèssio in iure; il magistrato dava causa vinta al

rivendicante,che in tal modo acquistava la proprietà.È bene tener presente che nella pratica,si usava

ricorrere alla in iure cessio quando il ricorso alla mancipàtio risultava difficoltoso.

Successivamente la tradìtio fu considerata la forma più idonea a trasferire qualsiasi cosa corporale.

148-TRADITIO:Era la forma più semplice di trasferimento della proprietà in quanto consisteva nella materiale

consegna di una cosa.

149-ALTRI MODI DI ACQUISTO DELLA PROPRIETA’,USOCAPIONE E PRESCRIZIONE ESTINTIVA:

Adiudicatio:Provvedimento del giudice,grazie al quale veniva assegnata in proprietà,ad un singolo

soggetto,una cosa che prima apparteneva ad un patrimonio in comunione.

Litis aestimatio:quando un soggetto dichiarato colpevole di furto non voleva o non poteva dare esecuzione

all’invito del giudice a restituire la cosa,veniva condannato a corrispondere il valore pecuniario e in tal modo

la cosa stessa diventava di sua proprietà.

Usucapio:L’usucapio era definita come “l’annessione di una cosa al proprio dominium attraverso il possesso

continuativo,per un periodo di tempo stabilito dalla legge”;Il termine fissato dalla legge delle XII Tavole fu di

due anni per i fondi e di un anno per tutte le altre res.L’usucapione non poteva verificarsi,per le cose

rubate,o per quelle sottratte con la violenza.

Bona fides:consisteva nella convinzione dell’usucapione di non ledere con il suo possesso un diritto altrui.

Possessio:Equivale all’antico usus e consiste nelle signoria di fatto sulla cosa.

Tempus:La praesctiptio longi temporis tutelava quindi il possessore contro l’azione del proprietario effettivo,il

quale non esercitava da molti anni la sua signoria sulla proprietà.

Longìssimi tèmporis præscrìptio:fu un modo di acquisto a titolo originario del domìnium unificato.

L’acquisto poteva avere ad oggetto qualsiasi res e richiedeva:bòna fìdes e un possesso ininterrotto della

cosa per la durata di 30 anni (40 anni per i beni dello Stato,della Chiesa,o di comunità minori od opere pie).

Usucapio pro herede:Il possesso di una sola cosa appartenente alla eredità giacente protratto per un

anno,avrebbe fatto acquistare non solo la proprietà della cosa posseduta,ma anche tutta l’eredità.

Usurecèptio:nei casi in cui una cosa era stata trasferita a titolo fiduciario da un soggetto ad un altro e

quest’ultimo non avesse restituito la cosa,il garante aveva il diritto di impossessarsi della cosa e ne

acquistava la proprietà quiritiana attraverso una sorta di “usucapione di favore”,detta appunto usureceptio.

150-PERDITA DELLA PROPRIETA’:La proprietà si perde quando il soggetto titolare è privo della capacità

giuridica, quando la res,cosa,è distrutta,quando viene trasferita o quando è volontariamente

abbandonata,cioè derelicta. Si perde infine la proprietà del servo quando questi diventa soggetto

di diritto con la manomissione.

151-TIPI DI PROPRIETA’ E LORO TUTELA GIURIDICA:

-Proprietà quiritaria:La titolarità del dominium ex iure Quiritium su una res poteva appartenere soltanto a

cittadini romani.

-Proprietà provinciale:Aveva ad oggetto le terre conquistate al di fuori della penisola italica che proprio in

virtù di ciò, non potevano essere oggetto di proprietà quiritiana;tali fondi erano in proprietà dello Stato,ma

venivano assegnati in godimento ai privati.

A seguito della divisione creata da una costituzione augustea,si distinse tra:

-province senatorie nelle quali erano situati i fundi stipendiàrii ,così denominati perché dati in utilizzazione a

privati dietro il pagamento di un tributo corrispettivo,detto stipendium;

-province imperiali nelle quali erano situati i fundi tributàrii ,così denominati perché dati in utilizzazione a

privati contro il pagamento di un tributo corrispettivo detto tributum.

-Proprietà pretoria(In bònis habère): per tutti quegli atti in cui mancavano le forme solenni richieste dal ius

civile che però il pretore considerava comunque valide

-Rèi vindicàtio:azione a tutela della proprietà,esperibile dal proprietario contro chi possedesse

illegittimamente la cosa,al fine di ottenerne la restituzione.

-Àctio Publiciàna:azione posta a tutela del soggetto che,avendo acquistato una res màncipi a seguito di

mera traditio e non avendone,quindi,conseguito la proprietà quiritiana,ne fosse stato spossessato prima di

averla usucapita.

In tale caso,l’acquirente-spoliatus poteva,attraverso l’actio publiciana,chiedere la restituzione della res nei

confronti di chi gliela aveva sottratta.

-Exceptio rèi vènditæ et tràditæ(Eccezione di cosa venduta e consegnata):Exceptio originariamente non

autonoma, concessa al titolare dell’in bònis habère contro il dòminus che agiva con l’azione di rivendica.

Il pretore concedeva l’ exceptio rèi vènditæ et tràditæ se gli risultava che la cosa rivendicata era stata

oggetto di una compravendita ed era stata consegnata al compratore mediante tradìtio :quest’ultima non

trasferiva il domìnium ex iùre Quirìtium ,ma solo il possesso,per cui sulla res gravavano,insieme,il dominium

del cedente e l’in bonis habere dell’acquirente.

-L’iudicium fìnium regundòrum,(giudizio di regolazione dei confini)era, in particolare,esperibile dal

proprietario di un immobile nei confronti del proprietario di un immobile confinante,per ottenere la

determinazione dei confini. -Àctio negatoria:era concessa al dominus,ossia il proprietario, contro

chiunque reclamasse illecitamente la titolarità sulla cosa di diritti di usufrutto,servitù...Essa era finalizzata a

contestare l’esistenza di tale diritto e ad affermare la piena libertà della cosa da ogni vincolo estraneo al

potere illimitato del proprietario. -Àctio aquæ pluviæ arcèndæ

(Azione per trattenere l’acqua piovana):una delle azioni poste a tutela della proprietà immobiliare,nei rapporti

di vicinato;era esperibile nei confronti del proprietario di un fondo sovrastante,che avesse modificato,in


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Novadelia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Gnoli Franco.

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