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alla sua facoltà di possesso. 156-QUASI POSSESSO E POSSESSO DEI

DIRITTI:Giustiniano con il termine quasi possessio,indicava la detenzione o la utilizzazione continuata di una

cosa corporale a titolo di usufrutto,superficie o servitù.All’epoca giustinianea infatti chi si comportava di fatto

nei confronti di una cosa altrui come usufruttuario,o esercitava su di essa l’attività corrispondente al

contenuto di una servitù,viene considerato possessore del diritto di usufrutto,o di servitù e viene tutelato

come qualsiasi altro possessore.

157-DIRITTI REALI SU COSA ALTRUI:essi hanno per caratteristica la facoltà di svolgere attività sulla cosa

di altri,o esigendo che altri si astengano di esercitare determinate attività sulla cosa propria.Le servitù

prediali,l’usufrutto sono un esempio di due figure di diritti reali su cosa altrui.

158-SERVITU’ PREDIALI:Le servitù prediali consistono in determinate e tipiche limitazioni alla proprietà su

un fondo vicino.Il proprietario del fondo dominante ha la facoltà di esercitare sul fondo del vicino

servente,una data attività qualora ci sia una utilità oggettiva(es. attingere acqua dal fondo vicino per irrigare il

mio)e qualora ci sia vicinanza tra il fondo servente e quello dominante.Il fondo dominante e quello servente

devono appartenere a proprietari diversi e il proprietario servente deve osservare un comportamento

passivo(es. sopportare che il proprietario del fondo dominante attraversi il suo fondo).

159-LE SINGOLE SERVITU’PREDIALI:I romani distinguevano fra servitù rustiche e servitù urbane.

Tra le servitù rustiche ricordiamo il sentiero,la via,l’actus,ossia il passaggio con greggi e

mandrie;l’acqueductus,ossia la condotta dell’acqua.

Tra le servitù urbane ricordiamo quella relativa al regime delle acque di scarico,quella riguardante le

costruzioni e quella concernente la luce o il prospetto dei vari immobili.

160-COSTITUZIONE,DIFESA ED ESTINZIONE DELLE SERVITU’:Le quattro più antiche servitù rustiche si

costituirono originariamente tramite la mancipatio,la iure in cessio,l’usucapione e la deductio(sottrazione).

Nel caso in cui se di due fondi vicini ne alienava uno,si tratteneva una servitù sopra di esso a vantaggio di

quello rimastogli(destinazione del padre di famiglia).

Pactiones et stipulationes:consisteva nell’accordo,in qualunque forma raggiunto,tra proprietario del futuro

fondo dominante e proprietario del futuro fondo servente.

Vindicatio servitutis:era un’azione data al titolare del fondo dominante con il cui esercizio era possibile

affermare l’esistenza di una servitù.

Actio negatoria:era finalizzata a contestare l’esistenza di tale diritto(di servitù)e ad affermare la piena libertà

della cosa da ogni vincolo estraneo al potere illimitato del proprietario.

L’estinzione delle servitù può intervenire per rinunzia esplicita del titolare;per non uso durante il periodo

corrispondente;per modificazione dello stato dei fondi,tale da far venire meno l’utilità della servitù;per

confusione, ossia per concentrazione in una stessa persona dei titolari dei due fondi.

161-USUFRUTTO:Per usufrutto i giuristi romani classici intendono il diritto conferito temporaneamente a un

soggetto di usare una cosa inconsumabile altrui e di percepirne i frutti,senza alterare la struttura e la

destinazione economico sociale della cosa stessa.L’usufruttuario non poteva compiere trasformazioni sul

bene,compresi anche i miglioramenti e aveva l’obbligo di provvedere alla sua conservazione

integrale.L’usufruttuario garantiva al proprietario tramite la cautio usufructuària,la conservazione della cosa e

la sua restituzione,oltre ad un uso della cosa tale da non mutarne la destinazione economica.Per quanto

riguarda la persona dell’usufruttuario il diritto si estingueva con la morte o con la càpitis deminùtio (perdita

capacità giuridiche) dello stesso;

162-USUFRUTTO COSTITUZIONE,TUTELA,ESTINZIONE:Molti sono i modi di costituzione dell’usufrutto:in

iure cessio,la deductio,traditio.Gli accordi per ottenere l’usufrutto su di una cosa potevano anche essere

tacitamente conclusi.Per quanto riguarda la difesa giudiziaria dell’usufrutto,ricordiamo un’azione civile a

tutela dei diritti dell’usufruttuario; A tale azione si contrappone l’actio negativa ossia un’azione concessa al

dominus contro chiunque reclamasse illecitamente la titolarità di un usufructus sulla cosa sua.L’usufrutto si

estingueva per rinunzia,per morte,per non uso,per modificazione della cosa o per scadenza del termine.

163-ALTRI DIRITTI AFFINI ALL’USUFRUTTO:

-Quasi usufrutto:si trattava di un diritto di usufrutto avente ad oggetto cose consumabili.

-Usus:diritti di usare una cosa(una biblioteca,un gregge…)senza percepirne i frutti.

-Fructus sine usu:l’uso di un bene veniva lasciato a un soggetto mentre il godimento dei frutti a un altro.

-Habitatio:diritto conferito a una data persona di abitare una casa non sua e di darla a terzi in locazione.

-Opere di servi e di animali:il diritto di usare degli schiavi e degli animali altrui.

164-ENFITEUSI,NOZIONI E PRECEDENTI STORICI.L'enfiteusi è un diritto reale di godimento su una

proprietà altrui. Non era previsto in capo al concessionario l’obbligo del miglioramento del

fondo,quanto piuttosto l’obbligo di pagare un modesto canone(vectìgal).Il contractus emphyteuseos,V secolo

d.C.,presentava i seguenti caratteri:la concessione era data in perpetuo;il canone era considerato

invariabile;concedente nella prassi divenne anche il privato e non più solo la comunità pubblica o

l’imperatore.

165-L’ENFITEUSI GIUSTINIANA

Nel diritto giustinianeo venne imposto all’enfiteuta l’obbligo di comunicare al proprietario ogni trasferimento

che egli volesse fare del suo diritto e fu accordato al proprietario un diritto di prelazione,grazie al quale

egli,offrendo pari condizioni economiche,doveva esser preferito,nel riscatto del fondo enfiteuticario,a un terzo

acquirente.Se il proprietario non esercitava tale diritto,gli spettava una sorta di indennità pari al due per cento

del prezzo pagato dal nuovo enfiteuta.Il concedente poteva risolvere il rapporto,con la devoluzione,qualora

l’enfiteuta per tre anni consecutivi non avesse pagato il canone o le imposte gravanti sul fondo,non avesse

fatto la comunicazione dell’alienazione o non avesse pagato il laudemio,oppure avesse gravemente

deteriorato il fondo.

166-LA SUPERFICIE:Un soggetto,diverso dal proprietario del fondo,poteva costruire e mantenere in

proprietà una costruzione su un suolo altrui.

Fin dall’età repubblicana i magistrati concedevano ai privati,mediante corrispettivo (solàrium),il diritto,di

costruire sul foro o sulle strade.Pur in presenza della concessione,il suolo restava pubblico,ma il costruttore

aveva la piena disponibilità della bottega,che poteva anche alienare o distruggere.L’uso di concedere il diritto

di edificare sull’altrui suoli si affermò anche nei rapporti tra privati.

In diritto giustinianeo,si iniziò a configurare la superficie quale diritto reale e il diritto di superficie assunse le

caratteristiche di rapporto giuridico assoluto in senso improprio,tutelato da un’àctio in rem superficiària.

167-DIRITTI REALI DI GARANZIA.FIDUCIA E PEGNO:

- Fiducia col creditore:si realizzava quando la proprietà della cosa era trasmessa a garanzia di un credito;In

epoca classica la fiducia cum creditore fu sostituita dalle figure del pegno e dalla ipoteca.

-Pignus:attraverso il pegno,debitore e creditore convenivano,senza particolari formalità e al di fuori del ius

civile,che al creditore fosse affidata la disponibilità di fatto di una cosa mobile di proprietà del debitore.

-Lex commissoria:il creditore pignoratizio,in attesa che il debitore adempia l’obbligazione,ha la facoltà di

divenire proprietario della cosa data in pegno se l’altra parte non soddisfa l’obbligazione entro un dato

termine,oppure può vendere a terzi la cosa pignorata soddisfacendosi sul prezzo fino all’ammontare del

credito. -Àctio pigneratìcia:Azione personale esperibile dal debitore

pignorato nei confronti del creditore pignoratizio al fine di ottenere,una volta adempiuta l’obbligazione,la

restituzione della cosa pignorata. -Estinzione:il pegno si

poteva estinguere o col verificarsi della lex commissoria o per rinuncia del titolare.

168-IPOTECA:L’ipoteca è un diritto reale di garanzia,simile al pegno.Per costituirla,basta una semplice

convenzione tra le parti,senza il passaggio della cosa dall’una all’altra.Sembra che l’ipoteca abbia trovato

origine nell’esigenza che il locatore di un fondo rustico aveva di garantirsi il pagamento del canone d’affitto

da parte del conduttore.Ciò veniva accompagnato da una convenzione in forza della quale al creditore del

canone era attribuito un diritto di pegno sugli animali e gli attrezzi di proprietà del conduttore. In caso di

inadempienza del pagamento del canone,il locatore venne tutelato attraverso:Interdictum Salviànum che

veniva concesso dal pretore al locatore per consentirgli di immettersi nel possesso delle cose prestate in

garanzia dal conduttore,qualora si trovassero ancora presso di lui e nel caso di mancato pagamento del


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Novadelia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Gnoli Franco.

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