Istituzioni di diritto romano
Introduzione al diritto romano
Prof. Lorenzo Gagliardi
Diritto romano è la base del diritto moderno privato, è detto romano perché i romani sono coloro che hanno inventato la scienza giuridica, un sistema che mette le norme in relazione tra di loro (gli altri popoli avevano solo delle norme), i primi giuristi sono quelli romani, hanno inventato la trasmissione del sapere (scuole).
Giustiniano e l'impero romano
Giustiniano: Imperatore romano d’Oriente 527-565 d.C. (l’impero era stato diviso in due parti da Teodosio I). L’impero d’occidente termina nel 476 d.C. con la conquista da parte del barbaro Odoacre, mentre l’impero d’oriente continua ad esistere con capitale Bisanzio (odierna Istanbul); nel 527 sale al potere Giustiniano e ci rimarrà fino alla sua morte nel 565. Si ritiene che finisce il periodo romano e inizia il medioevo fino al 1492, però l’impero d’oriente continua ad esistere fino al 1453 con la conquista di Costantinopoli da parte degli Ottomani.
Storia romana e il Corpus Iuris Civilis
Quando Giustiniano sale al potere, il diritto romano già esisteva, c’erano norme risalenti ad avanti Cristo, e si pone due obbiettivi: riconquistare l’occidente e riportare il diritto romano in occidente. La riconquista la pone a termine nel giro di decenni e al contempo si pone l’obbiettivo di semplificare/riordinare il diritto romano realizzando un’opera: il Corpus Iuris Civilis composta da tre parti: Istituzioni (4 libri), Digesto (50 libri), Codex (12 libri). Partendo da migliaia di libri semplifica e riduce a 64 libri. Il diritto romano in vigore era solo quello che c’era nel Corpus, ciò che c’è al di fuori non è più diritto romano. Dopo la conquista dell’occidente nel 553 l’imperatore da una pragmatica sanzione (su richiesta del Papa) con cui invia ufficialmente il Corpus in occidente a Ravenna (nuova capitale).
Il diritto romano dopo Giustiniano
Dopo la sua morte in occidente i popoli barbari ristabiliscono i loro regni ribellandosi ai re d’oriente, quindi il diritto romano non viene più applicato, è completamente dimenticato, fino a quando nel 1088 a Bologna uno studioso di nome Irnesto non si imbatte in una copia del Digesto del VI secolo di un esemplare del IV secolo, un testo a lui sconosciuto. Irnerio rimane sorpreso e si accorge che quel diritto contenuto nel Digesto era di livello assolutamente superiore rispetto ad ogni diritto esistente in occidente; decide di tramandare questo suo sapere ai suoi allievi che a loro volta lo tramanderanno ai loro allievi.
Rinascita e diffusione del diritto romano
XI secolo: la riscoperta del Corpus porta alla rinascita del diritto romano in quanto viene riapplicato, anche persone da altri posti dell’occidente andavano a Bologna per copiarlo e applicarlo nelle loro terre. Dal 1492 il diritto verrà applicato anche nelle colonie. Nel 1088 nasce la prima università a Bologna, nata apposta per studiare diritto.
Le fasi del diritto romano
Dal 1200 al 1800 il diritto romano era applicato ancora in vigore, ha attraversato diverse fasi: umanesimo, razionalismo, giusnaturalismo, pandettistica (corrente di pensiero tedesca del 1700 che considera il Corpus diritto vigente fino 1900). Perché non viene più applicata? Napoleone nel 1804 decide di realizzare una nuova opera che versi il diritto romano in una nuova forma, riorganizzato in materia nuova; arrivando nel 1805 a Milano con l'incoronazione di Napoleone e diffonde il codice civile. Poi nel 1814 avviene la cacciata di Napoleone e con lui il suo codice ristabilendo il Corpus Iuris, vigente fino al 1865 con l'unità d' Italia si stabilisce il primo Codice Civile Italiano. 1942: secondo codice civile per iniziativa di Mussolini, ancora oggi è in vigore. Per questo il diritto romano privato è la base del nostro codice civile di oggi.
Sistemi giuridici nel mondo
Il diritto romano è diffuso nel continente europeo: sistema di Civil Law che si trova anche in Sud-Africa, Sud-America, Europa orientale ecc. Altro sistema che si trova in Inghilterra è il Common Law portato anche negli USA che non è basato sul diritto romano, altri sistemi non a base romanica sono: sistema islamico e sistema cinese.
Definizione di istituzioni di diritto romano
Istituzioni: insegnamento introduttivo, non è legato solo al diritto romano. Il diritto si dovette trasformare data la trasformazione dell'impero romano, ci sono differenze tra il diritto che si applicava a Roma e quello che si applicava nelle province. Il termine diritto deriva dalla parola dirigere > in senso oggettivo indica un insieme di norme giuridiche (LAW), in senso soggettivo indica uno specifico diritto di una persona a cui corrisponde un dovere (RIGHT).
Diritto oggettivo e norme
Diritto oggettivo: insieme di norme, ma specificamente cosa sono le norme? Enunciato verbale che ha la specifica funzione di permettere alle persone tra di loro di risolvere conflitti d'interesse intersoggettivi. Questo presuppone che esista una società (senza società non esistono norme). 2 tipi di norme: norme di qualificazione, che si trovano negli ordinamenti, danno delle definizioni di diritti-istituti-contratti ecc. esempio articolo 1321; norme di relazione: la loro struttura è Fattispecie ed effetto detta una conseguenza nel caso si verifichi una fattispecie (uno specifico fatto).
Fattispecie ed effetto
Se si verifica un fatto specifico si verificherà come sua conseguenza un effetto, esempio articolo n'575 codice penale (omicidio): fattispecie cioè cagionare la morte di un uomo, effetto cioè reclusione non inferiore a 21 anni. Può esserci la sanzione solo se c'è la coercibilità del fatto, chi infligge la sanzione? Gli organi dello stato. Distinzione fra le varie norme: morali (es. lasciare il posto del bus alla vecchia e più un criterio di comportamento senza sanzioni), norme religiose (dettano dei comandamenti con sanzioni che si verifica in una vita successiva, da non confondere con le norme giuridiche del diritto canonico), norme sociali (premettono modelli di comportamento positivo senza sanzioni, si hanno in società che ancora non hanno sviluppato il diritto: Prediritto).
Antica Roma e le leggi
Antica Roma: 451 A.C. leggi delle XII tavole: "Si membrum rupsit, ni cum eo pacit talio esto": se un soggetto ha fratturato un arto un altro soggetto, se non trovano accordo (economico) abbia luogo la legge del taglione (colui che ha subito la rottura dell'arto, può rompere all'altro un arto). La sanzione non è inflitta dagli organi dello stato ma dal soggetto leso è una norma giuridica arcaica. Uno studioso coniò la definizione "agente socialmente autorizzato" è come una vendetta ma è regolamentata da norme giuridiche: vendetta privata regolamentata che fa parte del diritto.
Origini di Roma
Romano: nel 753 a.c. venne fondata Roma da Romolo e Remo, l'Italia già da prima era abitata da popoli pre-indo-europei che erano primitivi. Tutti i popoli indo-europei hanno in comune la radice delle loro lingue per cui l'italiano ha la stessa radice della lingua indiana, si sono tutte sviluppate da un unico centro e poi i popoli si sono diffusi nel resto del pianeta. Allora i latini occuparono il Lazio, sono organizzati in tante diverse città indipendenti le une dalle altre e si chiamano città stato. A nord in Toscana ci sono gli Etruschi e anche loro erano organizzati in città stato. E in questo contesto che si sviluppa a Roma nasce come una colonia di Albalonga, viene fondata nella parte meridionale del Tevere perché era una posizione difensiva contro i nemici Etruschi, colonia militare composta interamente da maschi che si uniscono con le donne sabine. Roma = romano + sabino in effetti il primo re di Roma Romolo fu affiancato dal re sabino Tito Tazio, poi ci sarà sempre l'alternanza romano-sabino. Tarquinio (quinto re): solo il nome ci fa capire che è successo qualcosa perché non è un nome romano ne sabino, è etrusco ciò vuol dire che i romani non c'è l'hanno fatta a bloccare l'invasione etrusca che durerà fino all'anno 509. Sempre nel 509, si ha la fine della monarchia e l'inizio della repubblica.
Periodi storici di Roma
- 753-509 a.C.: Monarchia, un regno durato 244 anni nel quale Roma è ancora una piccola città agricola
- 509-27 a.C.: Fine della dominazione etrusca e inizio della Repubblica che durerà ben 482 anni, al potere salgono due consoli con al di sotto magistrati minori (eletti dal popolo)
- 27-565 d.C.: Impero durato 592 anni, a grande estensione territoriale (dalla Mesopotamia al Portogallo, dalla Scozia al Nilo)
La repubblica e l'impero
I magistrati eletti erano i detentori del potere esecutivo, amministravano tutte le funzioni dello stato, militari e giurisdizionali (il potere legislativo era del popolo). Nasce la figura di un magistrato nel regno che si evolverà in due figure durante la repubblica chiamate consoli, con una gerarchia al di sotto (censori, consoli, pretori, edili, questori). Nel 27 a.C. dopo una serie di fatti (guerre) Augusto prende il potere e fonda l'impero, i magistrati continuano ad esistere ma hanno meno potere e stanno al di sotto del re. L'impero di divide in due sotto periodi: il principato (fino al 235 con la fine della dinastia dei Severi tramite la morte di Alessandro il Severo) forma di governo in cui i poteri del sovrano sono meno forti, e il dominato in cui il sovrano ha poteri assoluti.
Costituzione romana
- 753-242 età arcaica: contiene l'età del regno più un pezzo di repubblica
- 242 a.c.-235 d.c. età classica: repubblica più una parte dell'impero
- 235-565 età post-classica: solo impero
Il diritto romano privato
Il diritto romano privato ne risente nei cambiamenti delle forme di governo, ma nel 242 (fine della prima guerra punica contro Cartagine), la vincita di Roma si espande in Sicilia e Corsica (chiamate province), e perciò cambia il diritto privato, perché nelle province gli abitanti non diventano romani rimangono stranieri che possono girare per tutto il regno. A questo scopo viene creato il magistrato preteore peregrino che si occupa del rapporto tra romani e stranieri. Numerosi istituti vengono creati con l'espansione dell'economia, è il periodo del massimo splendore (coincidente con la dinastia dei Severi) che finisce nel 235 con la morte di Alessandro il Severo. Dopo la sua morte inizia il periodo di crisi dell'impero e del diritto romano, si ha un impoverimento della cultura giuridica con l'inizio del dominato.
Fonti del diritto: età arcaica
Il ius quiritium era un nucleo base del diritto dove all'interno si tratta di: proprietà, potestà paterna, famiglia, matrimonio, successione. Ben presto il diritto di età arcaica si sviluppa e si denomina ius civile che conteneva il ius quiritium e altri diritti. Il ius civile era riservato ai civili cioè a cittadini romani, gli stranieri a Roma erano pochi quasi nulli, solo nei mercati si incontravano romani e stranieri che usavano il ius gentium nato dalla prassi (negoziazione tra romani e stranieri tipo etruschi, fenici, cartaginesi), ogni popolo aveva un suo diritto ma quando negoziavano tra di loro il loro unico diritto era il ius gentium.
Fonti del diritto: età classica
Aumentano i rapporti tra romani e stranieri con l'espansione territoriale, sono rapporti che avvengono non più solo nei mercati ma anche nel territorio romano; continua ad esistere la figura del preteore peregrino e quella del preteore urbano: il magistrato che si occupa dei rapporti tra romani/romani. Si sentiva il bisogno di un diritto interno per questo si istituisce il ius honorarium (honos= carica del magistrato). Il preteore peregrino inizia a mettere per iscritto il ius honorarium in un atto che lui stesso pubblica all'inizio della propria carica che durava un anno. L'editto per preteore peregrino era un documento che l'editore pubblicava nel foro e alla fine dell'anno l'editto cessava e andava in carica quello nuovo, perciò l'editto era sempre aggiornato e recepiva le novità necessarie. I romani invece tra di loro usavano il ius civile, un diritto non scritto, basato sulla consuetudine e diventato norma giuridica, per cambiare aveva bisogno di una nuova consuetudine (comportamenti o fenomeni che si protraggono nel tempo tanto da diventare norme, come degli usi di rapporti giuridici dei soggetti) e ciò avveniva ogni 100 anni circa. Con il tempo il ius honorarium risultava sempre più aggiornato, comodo ed evoluto del ius civile e da cui nasce la novità (340 circa) del preteore urbano di scrivere un atto: l'Editto del Pretore Urbano prendendo a modello l'editto del preteore peregrino. Quindi i romani potevano usare tra di loro sia il ius civile che il ius honorarium; anche il preteore urbano pubblica l'editto ogni anno in modo che sia sempre aggiornato (come se noi avessimo due codici civili). Il ius civile copriva tutte le materie mentre il ius honorarium no (il matrimonio ad esempio). Il ius honorarium aveva tre funzioni: adiuvandi (aiutare), supplendi (supplire) e corrigendi (correggere) il ius civile; se per esempio c'era la necessità di un nuovo contratto, il preteore peregrino inseriva il diritto nell'honorarium in modo che passasse per il ius civile. Tutto questo continua fino al 130 d.c. dove c'era il Principato, gli imperatori non videro mai di buon occhio i magistrati e preteori, vogliono controllare il diritto privato; pertanto nel 130 l'imperatore Adriano stabilisce la cristallizzazione dell'editto, compito affidato al giurista Salvio Giuliano, quindi si fissa l'editto in maniera definitiva e non lo si può più aggiornare: Editto Perpetuo. Così gli istituti dell'honorarium passano al ius civile che assorbe il tutto, ciò vuol dire che in età post-classica non esiste più il ius honorarium ma solo il ius civile.
Fonti di produzione del ius in età arcaica
- More Maiorum: fenomeni consuetudinari antichi non scritti
- Leges Regiae: leggi fatte dai re, sono poche e anch'esse non scritte
- Interpretatio pontificium: interpretazione dei pontefici o giurisprudenza pontificale. I romani non avevano niente di scritto, quindi l'unica cosa che potevano fare per conoscere il diritto era rivolgersi ai pontefici, cioè a sacerdoti che conoscevano il diritto (gli unici). L'interpretatio pontificium è molto forte perché i pontefici nell'esercitare la loro funzione dei mores, senza dichiarare facevano nascere nuovi mores cioè leggi nuove, un’interpretazione di mores esistenti che erano ampliate ed estese. I pontefici sono tutti patrizi, mentre i plebei erano esclusi dalla vita politica, e se c'era qualche controversia tra patrizio e plebeo le due parti andavano a chiedere cosa dicessero i mores in quel contesto e i pontefici il più delle volte davano risposte favorevoli al patrizio. Il diritto che pronunciava il pontefice mancava di certezza di parola e questa contrapposizione patrizio/plebeo durò per tutta l'età regia.
- Leggi delle XII tavole 451-450 a.c.: sono la prima redazione scritta dei principali mores (lotta dei plebei per retingere i mores per iscritto), il collegio incaricato di iscriverli era chiamato i Decemberi (10 patrizi), che iscrivono 10 tavole, l'anno successivo il collegio cambiò con 7 patrizi e 3 plebei che aggiunsero 2 tavole. Queste tavole non ci giunsero perché furono bruciate nell'incendio provocato dai Galli, ma conosciamo alcuni versetti del testo attraverso le citazioni di alcuni scrittori (la poligenesi delle XII tavole); hanno rappresentato un punto importante nella storia del Ius.
- Leggi comiziali 4 secolo: sono degli atti normativi approvati dai comizi centuriati e tributi che sono le riunioni del popolo, i comizi votano le leggi proposte dai magistrati sugli ambiti del diritto pubblico-costituzionale (dall'età arcaica a quella classica hanno scarso impatto). Nei comizi c'erano tutti i cittadini ma il voto non aveva valenza uguale per tutti, infatti i patrizi avevano il voto con valenza piena (esempio 1) mentre i plebei avevano voti che valevano di meno (esempio 0.75). Da cui scoppia la lotta tra plebei e patrizi che finisce nel 287-286 a.c. con la stabilizzazione degli atti vincolanti per tutti > equiparazione della legge per tutti.
Fonti di produzione del ius in età classica
Nasce la scienza giuridica, i mores continuano ad esistere, vengono aggiornati e sono la base del ius civile, le leggi delle XII tavole e le leggi comiziali continuano ad esistere fino alla fine della repubblica. I mores provocarono scontro tra patrizi e plebei, intorno al 300 a.c. accade una violazione da parte di alcuni privati (patrizi + plebei) nel tempio dei pontefici, si impadroniscono degli scritti dove i pontefici tenevano i mores più vari commenti e gli pubblicano. Queste persone stesse diventano giuristi (si dedicarono allo studio del ius); rendono noto per iscritto i mores privando i pontefici del loro monopolio.
- Interpretatium prudentum: interpretazione dei giuristi o giurisprudenza laica, pubblicano due raccolte di opere (esempio contratti, fatti illeciti ecc.) e davano pareri gratuitamente. Così avviene la laicizzazione della giurisprudenza con merito principale di aver sviluppato un’interpretazione del ius che fosse uguale per tutti; i giuristi usarono l'interpretazione analogica (norma applicata a un caso per cui quella norma non è stata pensata) e l'interpretazione creativa (creavano nuovi mores anche se erano dei privati). I giuristi più importanti sono quelli vissuti nel principato (età dei Severi), nell'età di Augusto nascono le prime scuole di giuristi, e all'epoca le due figure più influenti in quest'ambito erano Abeone e Capitone che ebbero due allievi Sabino (da cui la scuola dei sabiniani) e Proculo (scuola dei proculiani). Nel II secolo ci sono Gaio e Salvio Giuliano, nel III secolo abbiamo Papiniano Paolo e Ulpiano. Ciascuno di questi è autore di opere che saranno la base del Digesto di Giustiniano. In età imperiale gli imperatori si oppongono alle leggi comiziali e al
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