Concetti generali
Il giurista è uno scienziato che utilizza un linguaggio tecnico.
Istituzioni di diritto romano
Significato di diritto: "Avere il diritto di fare qualcosa" (diritto in senso oggettivo) e "agire per diritto" (diritto in senso soggettivo). Il diritto in senso oggettivo è l'insieme delle norme, il complesso delle regole giuridiche che è destinato a disciplinare la vita di una comunità. La norma è ciò che disciplina l'agire dei singoli compatibile con quello degli altri. La violazione del singolo crea un disagio sociale (esempio del semaforo: l'alternanza di diritti e doveri se c'è il rosso è dovere del conducente fermarsi e dare la precedenza poiché sarà verde dall'altra parte ed i conducenti avranno quindi il diritto di passare. Questo piccolo esempio ci spiega come l'alternanza dei diritti e dei doveri sia vitale).
Diritto romano
Il complesso delle norme che disciplinano l'agire dei singoli nella Roma antica. Sono 13 secoli: esperienza del diritto romano dalla sua fondazione nel 754/753 a.C. fino al 565 d.C. con la deposizione di Giustiniano. È un sistema che ha mantenuto la sua identità, un unicum nella storia.
Data della fondazione di Roma
754 a.C. con il primo insediamento sul colle Palatino "le capanne di Romolo"; il dato leggendario ha uno straordinario significato che consente di comprendere la cultura del passato; non è importante la veridicità della storia di Romolo e Remo, piuttosto è importante quello che i romani credevano, la loro spiegazione (mito) che va oltre la veridicità. È fondamentale vedere come la tradizione antica abbia attribuito alla sua storia le fondamenta.
Istituzioni
È un vocabolo con pluralità di significato, indica: gli organi del sistema vigente, i corsi di prima formazione, linguaggio della didattica universitaria, il corso di base. Recupera il termine genere letterario romano che è quello dei manuali di insegnamento e di studio, i testi base; questo genere letterario fu fiorente nell'insegnamento giuridico. Le istituzioni come genere letterario devono rispettare necessariamente un determinato canone.
Fonti nel Codice Civile
La fonte nel Codice Civile è qualunque atto o fatto talora complesso proceduralmente, dal quale scaturisce una regola di diritto.
- Fonti di cognizione: tutto ciò che ci dà conoscenza, ci fa sapere e da informazioni sul sistema antico (individuano il diritto nel passato).
- Fonti di produzione: derivano dalle fonti di cognizione, poiché fanno parte del sapere.
Fonti di cognizione di Roma antica
Le nostre fonti di cognizione portano la Roma antica ad una suddivisione in 4 fasi che comprendono i 13 secoli:
- Fase arcaica
- Fase pre-classica
- Fase classica (crisi)
- Fase post-classica
Età arcaica
Confini cronologici: 754/753 a.C. nascita di Roma (termine iniziale): Dies a quo 264 a.C. inizio delle guerre con Cartagine (guerre puniche) (termine finale): Dies ad quem.
- Piano economico: prevalentemente agricolo-pastorale; all'inizio rudimentale con colture molto semplici (farro, frumento) per poi arrivare all'ulivo ed alla vite. Connotata da esiguità e chiusura di contatti con l'esterno. Tipico di un carattere agricolo è la chiusura culturale; non ha rete di relazioni che verranno in futuro, nemmeno con la Magna Grecia.
- Piano costituzionale: dal regime monarchico (7 re) passaggio violento alla Repubblica con la cacciata di Tarquinio il Superbo (storia di Lucrezia). La costituzione repubblicana è tripolare: assemblea del popolo (comizio), senato, magistrati.
Il diritto privato nell'età arcaica
Si connota per 2 caratteri essenziali:
- Formalismo giuridico: significa che la validità e l’efficacia di un determinato atto discendono necessariamente dall’impiego di una determinata forma, cioè di una determinata modalità di manifestazione della volontà (in ordine al compito di quell'atto). Gli istituti giuridici hanno una precisa identità sul piano formale. Il ritualismo dell’atto dà sicurezza poiché il risultato è certo. Un connotato ricorrente è il formalismo dell’atto religioso come il giuramento in cui si chiama in causa la divinità con il sacramentum.
- Personalismo giuridico: significa che le norme e gli istituti giuridici che nascono in questo periodo sono riferibili in via esclusiva ai cittadini romani, hanno come destinatari esclusivi i cittadini. Questo diritto privato riflette la cultura chiusa del ius civile (diritto dei cittadini romani).
Fonti di produzione dell'età arcaica
Dualità delle fonti di produzione dell’età arcaica:
- Lex: nasce in questo periodo ed essa cambia nel passaggio dall’età monarchica a quella repubblicana: il modello legislativo di età monarchica è monocratico, autoritario; mentre quello di età repubblicana è un modello contrattuale.
- Epigrafe con leggi regie, comandi, prescrizioni autoritarie.
- Repubblica: modello che si fonda su un accordo, partecipato, contrattuale.
I magistrati nella Repubblica attuale italiana sono un complesso di organi che svolgono la funzione giudiziaria; sono soggetti che amministrano la giustizia dai tribunali, dalla corte di appello fino alla corte costituzionale e di cassazione. I magistrati a Roma sono invece gli organi elettivi titolari di una funzione di governo (sono approssimativamente i nostri ministri). Ci sono: il questore, gli edili, un pretore (amministrava la giustizia) ed infine il console (figura apicale del cursus honorum, in tempo di guerra comanda l’esercito ed in tempo di pace gestisce il comizio).
Nel procedimento legislativo è rilevante il ruolo del console. Il comizio è l’assemblea dei cittadini che conosce una sua trasformazione: quella di età repubblicana ha 193 centurie in base al reddito (centurie: unità votanti; 80 erano assegnate al reddito più alto). È un sistema democratico, ma anche timocratico, poiché il ricco pesa più del povero.
Lex regia e lex rogata
Legge di età monarchica: lex regia è un ordine, un comando, una qualifica che ha in sé l’evidenza della natura di questa legge e del procedimento che sta alla base: la sua natura di comando ordinativo che parte da un singolo ed è rivolto ad una pluralità.
Legge di età repubblicana: lex rogata significa “richiesta”, quindi è una legge che nasce da una richiesta: legge che è il frutto di una proposta e di una accettazione. In epoca romana la proposta era fatta dal magistrato (console, di solito) e la stessa veniva approvata dall’assemblea popolare che a Roma era il comizio.
La tecnica di denominazione delle leggi in epoca romana è la stessa utilizzata adesso: la legge contiene l’anno, il nome di chi l’ha proposta e accanto al nome c’è la denominazione che indica brevemente di cosa tratta la legge (es. 286 a.C. lex aquilia de damno – legge aquilia in materia di danno).
Iter legislativo
La proposta di legge, che viene presentata dal console, avviene in 2 fasi:
- Informale: il magistrato proponente illustra la proposta di legge ai concittadini in riunioni informali (incontri che vengono convocati ma senza la procedura di carattere formale, sono momenti di comunicazione reciproca): cioè il magistrato spiega ai suoi concittadini quale è il contenuto della proposta, quale è la ratio che la sostiene e quali sono gli obiettivi che persegue; essendo un momento di comunicazione reciproca il magistrato può capire se i concittadini lo appoggiano o se vorrebbero delle modifiche.
- Formale: si ha nel momento in cui il magistrato decide di presentare il testo al voto: si ha una convocazione formale con una precisa modalità di comunicazione; la convocazione formale dà il via alla convocazione di voto formale. La proposta viene presentata nel suo testo definitivo e i cittadini sono chiamati a votare con voto segreto attraverso disposizioni che cercano di garantire la segretezza del voto stesso: ogni cittadino vota su una tavoletta cerata ed il voto si esprime in lettere: A = antiquus (rifiuto la proposta nuova perché voglio il contesto normativo precedente, rifiuto); UR = uti rogas (mi pronuncio per come tu chiedi, risposta positiva).
Discriminazioni nel comizio
Vi sono due tipologie di discriminazioni che caratterizzano il comizio:
- Discriminazione di genere: al comizio partecipano tutti i cittadini ma solo di sesso maschile, all’attività politica non possono partecipare le donne: modello politico che si radica su una discriminazione di genere assoluta, non hanno elettorato né attivo né passivo. Anche allo spazio fisico del comizio è vietato l’accesso alle donne. Le donne non votano ma sono destinatarie di ciò che il comizio decide.
- Livello della ricchezza: è un procedimento legislativo la cui democrazia diretta trova un forte correttivo nella sua connotazione censitaria: democrazia diretta ma censitaria. Ogni 5 anni a Roma si svolgeva il censimento, alle quali operazioni provvedevano due magistrati appositamente eletti che si chiamano censori e che erano incaricati di compiere il censimento. Il censimento a Roma era il procedimento che consentiva di conoscere la consistenza numerica della popolazione, ma anche il livello di reddito di ciascuno (una specie di dichiarazione dei redditi); in base al reddito dichiarato i censori distribuivano i cittadini maschi in 5 classi individuate per fasce di reddito:
- Cittadini pari o superiori a 100000 assi
- Cittadini tra 75000 e 99999 assi
- Cittadini tra 50000 e 74999 assi
- Cittadini tra 25000 e 49999 assi
- Cittadini tra 0 e 24999 assi
La suddivisione in classi dei cittadini romani veniva riprodotta automaticamente all’interno del comizio: le 5 classi del comizio erano formate ciascuna da un certo numero di centurie, il cui numero era fisso, e ogni classe aveva certamente quel certo numero di centurie (centuria: distretto votante, al quale i singoli cittadini vengono assegnati (come i seggi elettorali)); ogni centuria esprimeva un solo voto che era quello della maggioranza dei voti espressi dai cittadini collocati in quella centuria. Il numero delle centurie è fisso (totale 193 centurie) divise tra le 5 classi, distribuite in base al criterio della ricchezza: la prima classe (che ha in termini numerici il minor numero di partecipanti essendo quella con il reddito più alto) ha 80 centurie, la seconda classe ha 20 centurie, e così via; si desume che se la prima e la seconda classe si mettono d’accordo già si ha una maggioranza e non si procede nemmeno allo spoglio delle classi successive.
Siccome i cittadini romani non pagavano le tasse, essi tendevano a dichiarare più di quanto realmente avevano (le tasse le pagano solo i territori conquistati). Questo iter legislativo si ha per votare le leggi ed eleggere i magistrati.
Seconda fonte di produzione arcaica: i mores
La categoria dei mores si identifica in base a 2 criteri:
- Oggettivo: comportamenti ripetuti lungamente nel tempo, continua osservanza.
- Soggettivo: quando i comportamenti ripetuti sono accompagnati dalla consapevolezza, dalla convinzione dei consociati in ordine alla necessità di quel comportamento, nel senso che il rispetto di questi comportamenti viene ritenuto equivalente al rispetto di una norma giuridica.
Il concetto di mores è un’anticipazione della consuetudine.
La legge delle 12 tavole
La prima legge di cui abbiamo evidenza: legge che segnerà di sé l’esperienza romana. Tito Livio, 5 secoli dopo la loro approvazione, disse che essa è la fonte di tutto il diritto vigente. La legge delle 12 tavole venne approvata negli anni 451-450 a.C. per venire incontro alla plebe; per approvare questo corpo di norme si arrivò con un procedimento straordinario: le magistrature ordinarie vennero sospese e venne nominata una commissione (di 10 commissari) che doveva redigere entro un 1 anno un corpo di norme; la commissione redisse prima 10 tavole, poi chiese una proroga di mandato di 1 altro anno e ne fece altre 2. Redisse in totale 12 tavole: le quali non prevedono radicali disposizioni ma trascrivono consuetudini vigenti. Queste norme vennero incise su tavole di bronzo ed esposte pubblicamente (fu espressamente chiesto dalla plebe). L’importanza di questa opera sta nella sua pubblicità: l’esposizione delle stesse nel foro romano (che è la piazza); nel momento in cui la norma trova la sua evidenza in un contenuto scritto e resa pubblica, questa norma diventa certa, in quanto non può essere presentata da qualcuno in termini diversi da quelli scritti e chiunque può avvalersi di queste norme. Roma elabora la certezza del diritto, cioè la possibilità di richiamare ognuno al rispetto di un dispositivo che tutti possiamo leggere.
Età preclassica
Confini cronologici: 264 a.C. inizio guerre con Cartagine (durano 62 anni) Dies a quo: 23 a.C. avvento al potere di Ottaviano Augusto (con lui i 5 secoli di Repubblica romani si concluderanno per non tornare mai più, perché da lui in poi sarà impero).
L’età preclassica è un periodo più breve (250 anni) ma densissimo di trasformazioni che trova il suo momento di avvio nel conflitto con Cartagine: le guerre segnano un cambiamento radicale per quello che rappresentano e per quello che lasciano. Le guerre puniche occuparono per decenni lo scenario di Roma; la sconfitta definitiva di Cartagine si ebbe nella battaglia di Zama con la vittoria di Scipione l’Africano nel 202 a.C.
Guerre puniche
Scoppiò per il controllo della Sicilia, vittoria di Roma.
- Prima guerra punica: Cartagine si espandeva attraverso il mare, mentre Roma scendeva verso il sud via terra; la presenza cartaginese si avvertiva, quindi, vicina e non più distante dal mare. Il ruolo che ebbe il mare e la sua percezione culturale e politica furono decisivi: Roma, infatti, ignorava politicamente e militarmente (conquistavano solo via terra) il mare fino a questo momento e, di conseguenza, l’economia che si legava alla guerra era un'economia di terra (agricola, pastorale, imprenditoriale e artigianale, per quanto possibile), radicata sulla terra; Cartagine aveva invece la dimensione della potenza che si sviluppa sul mare: aveva un'economia mercantile che si sviluppava dai traffici. Con la conquista della Sicilia, Cartagine portò Roma alla guerra via mare: Roma, che non era preparata, non aveva né flotte né esperienza di edilizia navale né esperienza di tecnica militare marittima. Roma, però, si ingegnò costruendo navi con una specie di ponte che si ancorava alla nave nemica e su cui si sarebbe svolto il conflitto: divenne, quindi, un conflitto terrestre sulla piattaforma marittima. La prima guerra punica si concluse con la vittoria di Roma su Cartagine con grandi difficoltà e una tassazione enorme sui cittadini per ricostruire le imbarcazioni.
- Seconda guerra punica: si batté inizialmente su tutta in Italia, con la sconfitta di Roma; si spostò, poi, in Africa, con la conseguente vittoria di Roma. Annibale portò la guerra africana in Italia. La seconda guerra punica vide il momento più drammatico per Roma con due sconfitte drammatiche (battaglia del Trasimeno e battaglia di Canne); e Roma, allora, inaugurò la tattica del terrorismo militare che impegnava il nemico con piccoli conflitti nel territorio (strategia temporeggiatrice), non essendoci un grande esercito, essendo distrutto. Il risultato di questo secondo conflitto, però, arrivò quando Roma portò a sua volta la guerra in Africa.
Alle elezioni del consolato del 203 a.C. venne candidato al consolato un esponente della famiglia degli Scipioni, che era troppo giovane (23 anni) per candidarsi al consolato, sostenuto dal senato perché percepito come carismatico; venne eletto console e Scipione portò la guerra in Africa con la celeberrima battaglia di Zama che vide la vittoria di Roma su un nemico che era alla sua altezza (due potenze con due generali con straordinaria capacità), quindi fu un conflitto incerto fino all’ultimo minuto. La vittoria di Roma spostò l’asse del futuro profilo dei territori europei, con uno spostamento culturale nei territori europei: l’asse politico si spostò sul centro Italia, anziché sui territori africani.
Significato politico delle guerre contro Cartagine
Significato economico - culturale: scoperta del mare: l’essere portati a combattere per mare e scoprire, quindi, le tecniche di navigazione e tutto, trasformò l’antropologia dei romani: i romani da contadini diventarono marinai. Dal 202 a.C. Roma ebbe il controllo del Mediterraneo, con la conseguente esplosione della ricchezza mercantile e dell’economia mercantile. Si creò un nuovo modello di fare ricchezza attraverso il commercio marittimo (scambio tra popoli diversi che si affacciano sul Mediterraneo), che creò relazioni internazionali. Reciprocamente questa dilatazione dell’economia mercantile e l’accentuazione dell’interesse...
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