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c) atti nel settore delle relazioni estere: delibera progetti e trattati internazionali;

d) atti di nomine: delibera i presidenti di istituti e/o agenzie di carattere nazionale;

e) atti in materia regionale: può impugnare le leggi regionali, esercita i poteri sostitutivi,

delibera lo scioglimento dei Consigli Regionali o la rimozione dei Presidenti delle Giunte;

f) atti in tema di rapporti con le confessioni religiose: delibera gli atti concernenti i

rapporti con la Chiesa;

g) atti relativi agli organi ausiliari: può chiedere la registrazione di un decreto negato

dalla Corte dei Conti; procede all‟annullamento degli atti

h) atti di tutela di costituzionalità e legalità:

amministrativi illegittimi per la tutela della legalità.

I Ministri

I Ministri sono componenti del Governo nominati dal Presidente del Consiglio dei Ministri,

autorizzati dal Presidente della Repubblica. Ad ognuno di loro è assegnato un Ministero

per competenza, ed è fissato il loro numero in 14.

Vi sono anche i Ministri senza portafoglio, coloro cioè che operano senza alcuno stato di

previsione di bilancio e non sono preposti a Ministeri e non hanno dunque garanzie in

materia economica. La nomina di questi Ministri è facoltativa e svolgono i compiti a loro

delegati dal Presidente del Consiglio.

Il Consiglio di Gabinetto ed i Comitati fra i Ministri

Il Consiglio di Gabinetto è nominato dal Presidente del Consiglio, la sua funzione è di

coadiuvare quest’ultimo nella fase istruttoria delle questioni da sottoporre al

Consiglio dei Ministri.

I Comitati tra Mnistri invece, vengono sempre nominati dal Presidente del Consiglio e

svolgono una funzione di stimolo verso il Governo e di precisa istruttoria.

sono creati per particolari leggi che richiedono l‟apporto di più

I Comitati interministeriali

Ministeri congiuntamente. Alcuni importanti comitati interministeriali sono il CIPE, il CICR,

CESIS.

Le norme speciali in tema di reati ministeriali

L’art.96 Cost. specifica che sui reati commessi dal Presidente del Consiglio o dai Ministri

(anche non più in carica), giudica la magistratura ordinaria, previa autorizzazione da

della Camera a cui l’inquisito appartiene o del Senato se sono coinvolti

parte

appartenenti ad entrambe le Camere o non parlamentari.

Oltre all‟autorizzazione a procedere, le Camere deliberano anche l‟autorizzazione a porre

eventuali misure limitative della libertà personale degli inquisiti.

Si può negare „autorizzazione alla continuazione del procedimento solo a maggioranza

e solo quando le Camere ritengano che l‟azione contestata all‟inquisito sia stata

assoluta

fatta per la tutela e l‟interesse dello Stato.

Tuttavia, una volta data l‟autorizzazione a procedere, il giudizio penale spetta al

Tribunale del Capoluogo del distretto della Corte d‟appello che è chiamata a giudicare.

Gli alti commissari ed i commissari straordinari

ammette l‟istituzione

art.11 legge 400/1988 di un Commissario straordinario del Governo,

che precedentemente veniva chiamato Alto Commissario, per alcuni particolari settori

amministrativi estranei alle attribuzioni ministeriali.

I Sottosegretari

I Sottosegretari collaborano con i Ministri o con il Presidente del Consiglio, e sono chiamati

a svolgere le funzioni a loro attribuiti tramite decreti ministeriali. La loro nomina spetta

al Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio, di concerto con il

Ministro con cui il Sottosegretario collaborerà.

La legge 81/2001 non consente più di 10 sottosegretari a cui sia garantito il titolo di

vice-ministro.

Poteri particolari sono attribuiti al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che è

Segretario del Consiglio dei Ministri, curala verbalizzazione e la conservazione del registro

delle deliberazioni del CdM.

Le funzioni amministrative

Spetta al Consiglio dei Ministri la nomina dei dirigenti generali dei Ministeri.

Il Consiglio dei Ministri nomina inoltre il numero dei componenti della Corte dei conti e

del Consiglio di Stato, nomina degli organi dei maggiori enti pubblici.

Circa invece la gestione del bilancio statale, il Governo dispone di poteri significativi

(come visto in precedenza).

Altri poteri importanti sono conferiti al Governo circa il settore finanziario e creditizio,

passante per un complesso rapporto tra Ministero dell‟Economia, Banca d‟Italia e CICR.

I decreti legislativi

Il decreto legislativo è il prodotto dell‟esercizio della funzione legislativa delegata dal

Parlamento al Governo. Questa delega può essere ritirata in qualsiasi momento dal

Parlamento.

Tra le materie non delegabili vi sono la modifica della Costituzione, oppure quelle leggi

che vadano verso un controllo del Parlamento.

E‟ possibile concedere al governo anche delegazioni plurime e cioè far sì che il Governo

utilizzi il decreto legislativo per accorpare più bisogni e rispondere a diverse esigenze di

legge.

La delega ha una durata definita, in caso di delega ultrabiennale, il Governo deve

sottoporre il suo decreto legislativo al parere delle Commissioni parlamentari permanenti

che stabiliscono entro sessanta giorni se il decreto va in direzione della delega oppure se

ha “superato” gli schemi inizialmente previsti.

Tuttavia, anche se il Governo è vincolato una volta ricevuta la delega legislativa, non

esistono sanzioni giuridiche previste nel caso esso non la eserciti.

Anche le norme di attuazione degli statuti speciali assumono la forma di decreti

legislativi.

I decreti legge decretazione d’urgenza prevista dall‟art.77

Il decreto legge è il frutto della Cost. per soli

Il Governo, nel giorno stesso dell‟approvazione del

straordinari casid i necessità.

decreto legge, dispone la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e quindi l‟immediata

efficacia.

La conversione in legge deve avvenire entro sessanta giorni dalla pubblicazione,

pena decadimento del decreto stesso.

Onde evitare che nel decreto legge vengano inseriti articoli che differiscono dal tema per

d‟urgenza, la

cui si ricorre alla decretazione legge 400/1988 impone che il contenuto del

decreto sia omogeneo e conforme al titolo.

Sono sottratte alla decretazione d‟urgenza: le discipline indicate dall‟art. 72.4 Cost.,

(materia costituzionale, elettorale, delegazione legislativa, autorizzazione a ratificare

trattati internazionali, approvazione di bilanci consuntivi).

I regolamenti

Sono un‟ulteriore strumento di esercizio della potestà legislativa del Governo. Sono

deliberati dal CdM, previo parere del Consiglio di Stato ed emanati con D.P.R., registrati

presso la Corte dei Conti e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. Distinguiamo:

sono emanati per l‟esplicita attuazione di

a) regolamenti di attuazione e integrazione:

una legge o decreti legislativi;

b) regolamenti indipendenti: emanati nelle materie in cui manca la disciplina da parte di

legge;

c) regolamenti di esecuzione: sono emanati dal Governo affinchè una legge diventi

effettivamente operativa;

d) regolamenti delegati: sono finalizzati ad una delega al governo affinchè applichi una

delegificazione (nelle materie in cui si verifichi un‟inflazione legislativa);

e) regolamenti di organizzazione e recepimento degli accordi sindacali: i primi sono

destinati a regolare il funzionamento e l‟organizzazione dei pubblici uffici, i secondi,

in disuso, a recepire nell‟ordinamento statale il risultato della contrattazione

ormai

collettiva nel pubblico impiego.

f) regolamenti ministeriali: rappresentano il potere regolamentare dei Ministri. Sono dei

normali regolamenti deliberati però dai ministri;

L’organizzazione degli apparati amministrativi statali

8.

Costituzione e amministrazione

La nostra Costituzione oltre ad intendere l‟amministrazione come potere tende a

configurare in essa una serie di servizi e prestazioni fruibili dal cittadino e rivolti verso il

perseguimento dell’interesse generale.

Troviamo espliciti riferimenti alla pubblica amministrazione nella Costituzione negli artt. 97

e 98 che fissano la pubblica amministrazione come apparato e attività, art. 28 in tema

di responsabilità del funzionario, artt. 5 e 114 in tema di amministrazioni regionali e

locali ed artt. 103 e 113 in tema di tutela del privato nei confronti della P.A. Le seguenti

disposizioni sono contenute tutte all‟interno della II sezione del titolo III “La pubblica

amministrazione”.

Principi in tema di amministrazione pubblica

La Costituzione fissa alcuni principi in tema di pubblica amministrazione. Ogni organo

della P.A. deve far capo ad organi politici, che ne rispondono dinanzi agli organi

l’organizzazione

rappresentativi della volontà popolare. Circa dei pubblici uffici, questo

è oggetto di una riserva di legge e quindi competenza della Presidenza del Consiglio che

attraverso regolamenti organizzativi ne delinea il funzionamento interno.

I pubblici dipendenti sono assunti tramite regolare concorso e, per quanto concerne il

loro status giuridico, essi sono al servizio della nazione, non possono trarre vantaggi

dalle loro cariche politiche e possono, in determinati casi subire limitazioni dalle leggi circa

l‟iscrizione a partiti politici ecc. configura l‟Amministrazione pubblica

Il Titolo V della seconda parte della Costituzione

italiana come un‟amministrazione policentrica ed articolata sul territorio.

Agli enti della Pubblica Amministrazione è data dalla Costituzione la personalità

giuridica, e dunque anche una capacità di agire. Non è infatti il dipendente della P.A. a

rispondere di eventuali reati davanti alla giustizia ma l‟ente in se, in quanto l‟impiegato è

agente per l‟ente ed ente

parte della persona giuridica. Questo rapporto tra soggetto

stesso è chiamato rapporto organico.

La disciplina che intercorre tra un ente ed un suo funzionario è detta rapporto di servizio.

Tra i rapporti di servizi distinguiamo anche dei particolari tipi:

a) servizio onorario (designazioni elettiva ad una carica);

b) servizio coattivo (servizi militare o funzione pubblica alla quale si può essere obbligati).

Il rapporto di servizio consta comunque nella prestazione di una vera e propria attività

professionale retribuita.

APPARATI STATALI

Disegno generale dell’assetto ministeriale

Presidenza del Consiglio dei Ministri e Ministeri sono le due strutture a cui sono affidate

gran parte delle funzioni amministrativa statali. Queste due strutture hanno compito di

amministrare i settori anche attraverso iniziative di impulso politico.

Tuttavia, i compiti dei Ministeri sono ripartiti anche tra agenzie ed enti esterni facenti capo

ai Ministeri stessi ma non necessariamente situati nella stessa struttura fisica. Questo è il

decentramento funzionale.

Attualmente i Ministeri sono: Affari Esteri, Difesa, Ambiente, Economia e Finanze,

Politiche agricole e forestali, Salute, Istruzione, università e ricerca, Beni culturali,

Infrastrutture e trasporti, Giustizia, Attività produttive, Comunicazioni.

11 ministeri => articolati in Dipartimenti

3 ministeri (Esteri, Difesa, Comunicazioni) => articolati in Direzioni generali

I Dipartimenti operano in grandi aree di materie omogenee, le Direzioni generali

operano in settori specifici.

Tuttavia, l‟organizzazione ministeriale è affidata al potere regolamentare del governo.

Ogni Ministero dispone di:

a) organi consultivi: sono organi formati da personale tecnico esperto spesso esterno

all‟amministrazione, come ad esempio i Consigli nazionali e i Consigli superiori;

es. l‟Ufficio svolge attività di controllo sull‟attività del

b) organi di controllo: di bilancio,

Ministero ponendo attenzione alla politica adottata dallo stesso in tema di spese, se

questa rispecchia gli obiettivi prefissati;

c) organi di consulenza giuridica: sono organi appunto che servono alla consulenza

l’Avvocatura di stato.

giuridica per i ministeri, come ad esempio

Alcune caratteristiche della Presidenza del Consiglio

La Presidenza del Consiglio è un organo fondamentalmente concepito per coadiuvare il

Presidente del Consiglio nello svolgimento delle sue funzioni. Alcune delle fondamentali

funzioni perseguite dalla Presidenza sono:

- comunicazione istituzionale;

- coordinamento delle politiche di settori strategici;

- attività normative e amministrative del Governo;

- promozione di politiche di pari opportunità;

- controllo sullo stato di attuazione del programma.

E‟ il Presidente del Consiglio che configura secondo i suoi bisogni la Presidenza del

Consiglio. Le necessarie strutture della Presidenza sono:

- Segretario generale: sovrintende tutte le strutture del Segretariato, impartisce le

direttive per l‟azione amministrativa;

Dipartimenti per la partecipazione all’UE;

- Dipartimenti per il coordinamento dell’attività normativa del Governo;

-

- Dipartimenti per gli affari regionali.

Il decentramento dell’amministrazione statale

Parliamo di mera deconcentrazione quando gli organi ministeriali decentrati non hanno

potere decisionale nelle sedi periferiche, al contrario, parliamo di decentramento quando

le sedi periferiche sono veri e propri organi ministeriali dotati di potere decisionale e

organizzativo.

A livello locale, ci sono i Prefetti che sono i rappresentanti del Governo nei Comuni ed

operano negli Uffici territoriali del Governo, assolvendo ai compiti ad esso conferitigli

dal governo.

Le aziende, le agenzie, gli enti pubblici

Aziende ed Amministrazioni autonome sono fondate per la necessità che si presenta nella

P.A. di erogare beni e servizi.

L‟Azienda resta un organo ministeriale, con una struttura di tipo societario, il cui

Presidente è il Ministro del Ministero presso cui è istituita l‟azienda stessa. I suoi organi

sono nominati dal ministero. Essa ha un proprio bilancio che viene allegato a quello

ministeriale. E‟ soggetta a controlli interni ed esterni.

L‟Agenzia è un organo dotato di propria autonomia di spesa e organizzazione,

riconosciuto come una persona giuridica ed avente un proprio statuto, i suoi organi sono

rappresentati da un Direttore generale. La Corte dei Conti esercita su di esse un compito

di controllo e indirizzo.

hanno invece un‟apposita organizzazione e sono persone giuridiche

Gli enti pubblici

separate dallo Stato. Nessun ente pubblico può essere fondato se non mediante leggi

apposite. Vi è una vasta categoria di enti pubblici che svolgono le funzioni più eterogenee.

Ogni ente pubblico, ai sensi del D.Lgs. 419/1999 deve dotarsi di un proprio statuto,

approvati poi dal Ministero competente.

Vi sono poi gli enti pubblici economici, appositamente creati per erogare beni e servizi.

Essi operano mediante atti di diritto privato ed instaurano con i loro dipendenti rapporti di

diritto privato. Tali enti non possono fallire.

Il personale e la dirigenza statale

I rapporti tra amministrazione pubblica e dipendenti sono disciplinati dal rapporto di

Vi è un‟apposita agenzia

servizio sopracitato e sono stretti mediante la contrattazione.

che stipula i contratti a livello nazionale con i sindacati confederali. Si tratta dell‟Agenzia

per la Rappresentanza Negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN). I contratti

della P.A. sono disciplinati dal codice civile.

Perchè la contrattazione dell‟ARAN abbia buon fine, vi deve essere avvallata dal comitato

del settore interessato e conseguire una certificazione da parte della Corte dei conti.

Le controversie in tema di P.A. vengono gestite da giudici ordinari, eccetto alcune

categorie particolari di lavoratori della P.A. che sono invece soggetti a leggi e normative

statali.

I Ministeri inoltre dispongono di numerosi apparati burocratici che “dividono” i compiti e il

potere col Ministro stesso. A tal fine individuiamo le figure dei dirigenti statali. I dirigenti

statali gestiscono l‟attività amministrativa, hanno poteri di spesa e sono responsabili

dell‟attività amministrativa. Le loro decisioni non sono soggette ai pareri del Ministro ne‟

sindacabili.

I beni della pubblica amministrazione

Al fine di svolgere il suo ruolo di soddisfazione del pubblico interesse, la P.A. dispone di

beni.

L‟art.53.1 Cost., innanzitutto, dichiara che tutti sono tenuti a concorrere alle spese

pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Tutti i soggetti giuridici e fisici

dunque, possedenti un reddito, sono soggette a prelievo fiscale per sostenere le spese

della P.A. A questi principi si rifà il sistema tributario.

Questi sono gli strumenti di attuazione del sistema tributario:

a) imposte: tributi che si è tenuti a versare in una situazione patrimoniale ritenuta dalla

legge idonea alla capacità contributiva; si distinguono in:

- dirette: si riferiscono a redditi o patrimoni del soggetto;

- indirette: si riferiscono ad un fenomeno economico/trasferimento di ricchezza (es. IVA)

b) tasse: tributi pagati da soggetti che usufruiscono di determinati servizi; da un‟attività

c) contributi speciali: pagati da alcuni soggetti che ricevono vantaggi

amministrativa avente fini generali.

Le imposte garantiscono una base sicura per il prelievo fiscale.

Stato, Regioni, Province e Comuni, possono disporre di beni demaniali, beni

patrimoniali indisponibili, beni patrimoniali disponibili. Tutti gli altri enti pubblici

possono avere beni della terza categoria e un primo della seconda.

previsto dall‟art.822

Un demanio necessario, c.c. ,è formato da beni immobili (es.

demanio marittimo, militare, idrico). da infrastrutture, immobili d‟interesse storico e

Un demanio eventuale invece è formato

archeologico, musei ecc.

I beni del patrimonio indisponibile sono beni la cui destinazione non è modificabile (es.

le foreste del demanio forestale, beni destinati al pubblico servizio, edifici destinati ad enti,

fauna selvatica). sono tutti gli altri beni di cui l‟amministrazione dispone

I beni patrimoniali disponibili

attraverso strumenti giuridici di diritto privato.

Le partecipazioni statali e l’utilizzazione di altri strumenti privatistici

Alcune volte lo Stato può con il suo intervento presso aziende private intervenire

nell‟interesse della collettività Si parla di partecipazione statale. La partecipazione statale

dell‟azienda

consiste principalmente nel trasferire il pacchetto di controllo azionario

privata presso un ente di gestione pubblico. Si tratta chiaramente di un ente pubblico

economico (es. IRI).

Dal 1991 è possibile la trasformazione in S.p.A. degli enti di gestione delle partecipazioni

statali e degli altri enti pubblici economici, riservando a queste SpA i diritti e le concessioni

vent’anni.

degli enti pubblicistici per (almeno) altri

Le autorità amministrative indipendenti

Per svolgere alcune funzioni per le quali si richiede imparzialità e terzietà, sono stati

creati alcuni organi amministrativi indipendenti dagli organi governativi. Fra queste

ricordiamo la Commissione nazionale per la società e la borsa (CONSOB), Autorità

per le garanzie sulle comunicazioni ecc.

Il Consiglio di Stato

E‟ un organo di tutela giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia

nell’amministrazione, composto, come previsto da discipline costituzionali, da magistrati

amministrativi.

La struttura del Consiglio di Stato:

Composto di sette sezioni. Quattro sezioni sono di natura consultiva, tre di natura

In sede consultiva si riunisce l‟Adunanza

giurisdizionale. generale, composta da tutti i

Consiglieri di Stato.

In sede giurisdizionale si riunisce l‟Adunanza plenaria, composta da dodici Consiglieri +

il Presidente.

Il Consiglio di Stato è organo di appello rispetto ai TAR.

Il Governo nomina il Presidente del Consiglio di Stato e 1/4 dei nuovi Consiglieri.

Il Consiglio di Stato può svolgere funzioni consultive ed i suoi pareri possono essere:

non vincolano l‟amministrazione e sono

a) facoltativi: di mera collaborazione col governo;

b) obbligatori: il governo è tenuto ad ascoltare il parere del Consiglio di Stato, salvo poi

deliberare in maniera diversa dalla deliberazione di quest‟ultimo - motivando però la

risposta;

c) vincolanti: vincolano il governo ad agire in un determinato modo. Si tratta di rari casi.

La Corte dei conti

La Corte dei conti ha una duplice funzione:

- esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo e partecipa ai

controlli finanziari sugli enti controllati dallo Stato, riferendo alle Camere;

- ha il potere giurisdizionale in materia di contabilità pubblica.

E‟ composto da magistrati amministrativi. Questa la sua struttura:

a) tre Sezioni di controllo centrali: atti del Governo e amministrazioni statali, gestione

finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce, conti consuntivi di Province e comuni;

funzioni di giudice d‟appello, giudicano sui conflitti di

b) Sezioni giurisdizionali centrali:

competenza;

c) Sezioni giurisdizionali regionali: sono collocati in n. 1 unità per ogni Regione;

d) Sezione di controllo regionali e Collegi di controllo: presenti solo per Regioni a

statuto speciale;

e) Presidente della Corte dei conti;

f) Procuratore generale della Corte dei conti;

g) Consiglio di Presidenza della Corte dei conti: formato dal Presidente, dal Procuratore

generale e dal Presidente di sezione più anziano, 10 magistrati eletti e 4 esperti

designati dalle Camere tra persone con specifici requisiti (es. professori universitari).

I magistrati della Corte si dividono in:

a) referendari: si accede tramite concorso pubblico;

b) primi referendari: si accede tramite promozione;

c) consiglieri: si accede tramite promozione.

Il Consiglio dei Ministri nomina la metà dei consiglieri della Corte.

La Corte esegue: controlli preventivi di legittimità sugli atti del Governo, controlli

successivi sugli atti delle aziende pubbliche, enti pubblici e sul patrimonio delle

amministrazioni pubbliche e regionali.

Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL)

E‟ un organo composto di esperti e rappresentanti delle categorie produttive.

E‟ composto da 122 componenti, che restano in carica 5 anni:

- il Presidente, nominato dal Governo;

- dodici esperti: 8 nominati dal Presidente della Repubblica, 4 nominati dal Governo.

- 99 rappresentanti delle categorie produttrici di beni e servizi designati dalle

rispettive organizzazioni.

Il CNEL è un importante organo ausiliario nel settore economico e sociale del

governo ed ha poteri di iniziativa legislativa a livello nazionale. Le sue deliberazioni

non hanno potere vincolante sui destinatari.

9. Regioni ed enti locali

La nostra Costituzione, pur riconoscendo la Repubblica come una e indivisibile, presenta

un dettato che stabilisce e promuove il decentramento amministrativo. Questa scelta,

contenuta nell‟art.114 Cost. va a favore del riconoscimento di autonomie locali e

territoriali.

L‟art.114 della Costituzione stabilisce che la Repubblica si riparte in Regioni, Province

e Comuni e, nella recente modifica, si inseriscono anche Città metropolitane. A questi

organismi è riconosciuta autonomia (il potere cioè di auto-organizzarsi) e autarchia

(poteri amministrativi e regolamentari).

Distinguiamo le Regioni ad autonomia speciale da quelle ad autonomia ordinaria. Le

prime sono disciplinate da statuti speciali approvati mediante legge costituzionale, le

seconde sono disciplinate dalla Costituzione.

l‟art.

Circa il potere legislativo delle Regioni, 117 Cost. stabilisce diciassette materie

nelle quali è competente lo Stato, e diciannove materie in cui vi è legislazione

Nelle materie non specificate nell‟articolo, la potestà

concorrente Stato-Regioni.

legislativa spetta alle Regioni.

L’art.118 Cost. Comuni la titolarità dell’esercizio della funzione

assegna ai

amministrativa.

Nello stesso articolo si fa rifermiento al principio di sussidiarietà orizzontale secondo

quale spetta agli organi menzionati nell‟art.114 curarsi delle condizioni necessarie allo

sviluppo del singolo e al favorimento di attività di interesse generale.

L‟art. 119 Cost. garantisce invece autonomia finanziaria di entrata e di spesa ad enti

locali e Regioni.

Gli statuti delle Regioni ad autonomia speciale

La necessità di garantire speciali autonomie ad alcune Regioni è frutto di particolari

condizioni geografiche o sociali, come nel caso delle cinque regioni italiane che

possiedono statuto speciale. Ad esempio, in Trentino e Friuli si tutelano le minoranze

linguistiche, Sicilia e Sardegna invece hanno bisogno di un particolare sostegno a causa

delle condizioni economico-sociali. Per questo a queste regioni viene garantita una più

ampia autonomia statutaria.

Le disposizioni statutarie prevalgono su quelle costituzionali (tranne per i principi

fondamentali della Costituzione).

Dopo la modifica al Titolo V, le differenze a livello di potere legislativo tra regioni ad

autonomia speciale ed autonomia ordinaria si sono assottigliate, in quanto l‟elenco di

materie cui la competenza spetta alla Regione si è molto allungato anche per le regioni ad

aut. ordinaria.

Un vantaggio particolare delle regioni ad autonomia speciale sta in una maggiore

garanzia di finanziamento che proviene anche da canali alternativi (es. Piano di

Rinascita della Sardegna, Fondo di solidarietà nazionale per la Sicilia).

Gli statuti e l’ordinamento interno delle Regioni ad autonomia ordinaria

Attraverso gli statuti, le Regioni possono decretare la loro organizzazione interna.

Tuttavia, questo potere è subordinato alla Costituzione.

La l. cost. 1/1999 ha introdotto importanti novità in tema di attività amministrativa

regionale fissandone tre punti cardine:

a) motivazione;

b) contraddittorio;

c) pubblicità.

inserendo nel quadro delle istituzioni regionali anche particolari strumenti di tutela del

cittadino e di partecipazione dei singoli all‟attività amministrativa.

Circa i rapporti con gli enti locali, la Regione garantisce loro libertà di iniziativa

legislativa e di poter richiedere referendum alla Regione, o ancor più specificamente di

rivolgere interrogazioni.

La Costituzione lascia libera scelta agli statuti regionali sulla forma del sistema elettorale e

sugli istituti di partecipazione popolare.

l’approvazione dello statuto,

Per quanto concerne questo è una legge regionale

particolare, e viene approvato due volte a maggioranza assoluta dal Consiglio

regionale nell’arco di due mesi.

Il Governo può solamente impugnare la legge dinanzi alla Corte costituzionale per alzare

dubbi di legittimità.

1/50 di elettori oppure 1/5 dei consiglieri possono chiedere il referendum sul testo

statutario entro 3 mesi dalla sua pubblicazione.

Gli art.121 e 126 Cost. determinano alcune caratteristiche della forma di governo della

Regione: il Presidente della Regione dirige la politica della giunta e ne è

responsabile, può essere sfiduciato dal Consiglio mediante una mozione di sfiducia

votata a maggioranza assoluta.

L’autonomia legislativa delle Regioni ad autonomia speciale

Questi i diversi tipi di potestà legislativa: incontra limiti “esterni” alle materie

- potestà legislativa primaria esclusiva:

espressamente elencate dagli statuti speciali; presenta limiti anche “interni” alle materie

- potestà legislativa ripartita o concorrente:

elencate negli statuti speciali, ed è la stessa delle Regioni ad autonomia ordinaria.

I limiti alla potestà legislativa delle Regioni possono essere:

a) limiti di legittimità: relativi al rispetto dei confini delle materie di competenza regionale;

b) limiti territoriali: la legge regionale deve riferirsi a fenomeni che si svolgono entro il

proprio territorio;

c) limiti costituzionali: la legge non può derogare alcuna disposizione costituzionale.

d) limite dei principi delle grandi riforme: il legislatore nazionale può riformare

nell‟ambito delle materie di competenza regionale;

limite dei principi generali dell’ordinamento giuridico dello Stato:

e) le leggi regionali

non devono contraddire gli elementi di fondo del sistema giuridico.

L‟art.117 Cost. subordina la potestà legislativa regionale al rispetto delle prerogative

costituzionali rimettendo allo Stato centrale la legislazione in alcune specifiche aree

tematiche.

Tuttavia lo stesso articolo riserva alla potestà legislativa regionale ogni materia non

espressamente riservata alle leggi dello Stato.

L‟art.127 Cost. esplicita il sistema di controllo sulle leggi regionali, dando al Governo al

sola possibilità di impugnazione davanti alla Corte costituzionale del testo contestato.

Il finanziamento delle Regioni

Le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa in armonia con la

Costituzione e secondo i principi di coordinamento del sistema tributario, secondo

quanto sancito dall‟art.119 Cost.

Il D.Lgs. 56/2000 prevede che il finanziamento delle Regioni debba essere assicurato da

un‟ampia compartecipazione regionale alle entrate dell’IVA, da una limitata

addizionale regionale all’IRPEF e da un’aliquota delle imposte sulla benzina.

E‟ inoltre previsto un fondo perequativo nazionale suddiviso tra le Regioni in base a dei

particolari parametri perequativi.

Gli organi di raccordo fra Stato e Regioni

Gli organismi di raccordo fra Stato e Regioni erano essenzialmente due, sono collegiali ed

hanno deboli poteri di delibera su accordi generali. Trattasi di:

a) Conferenza Stato-Regioni: composta dai Presidenti delle Giunte regionali e provinciali

e presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri o da un Ministro da lui delegato;

b) Conferenza Stato, città ed autonomie locali: costituita anche dai rappresentanti di

quest‟ultime.

Questi due organi oggi sono accorpati ai sensi del D.Lgs. 281/1997.

Le trasformazioni dell’amministrazione locale

La disciplina dell‟amministrazione locale è stata modificata in base al Testo Unico delle

leggi sull’ordinamento degli enti locale (D.Lgs. 267/2000).

Questo testo identifica come enti locali: i Comuni, le Province, le Città metropolitane, le

Comunità montane, le Comunità isolane, le Unioni di Comuni, Consorzi fra enti locali.

numero minimo per l’istituzione di nuovi comuni a 10.000 abitanti

Fissa il ed agevole

la fusione tra comuni.

Vengono individuate:

a) Le Unioni di Comuni: enti locali costituiti da due o più Comuni che esercitano una

pluralità di funzioni di loro competenza;

b) Le Comunità montane: speciali tipi di unioni, con poteri relativi agli interventi speciali

per la montagna;

c) Le convenzioni: strumenti per permettere la collaborazione tra Comuni e Province;

d) I consorzi: enti dotati di personalità giuridica per la gestione associata tra diversi enti di

alcuni servizi.

Nei Comuni con più di 100.000 abitanti sono obbligatorie le circoscrizioni di

decentramento, in quelli con più di 300.000 abitanti si prevede più autonomia.

Le Città metropolitane sono un particolare tipo di Provincia, dotate di poteri maggiori

rispetto a queste ultime.

Le Province hanno funzioni amministrative di interesse provinciale ed in particolare su

alcuni settori quali l‟ambiente e il territorio, l‟istruzione secondaria, smaltimento dei rifiuti,

inquinamento acustico e urbano ecc.

Comuni e Province devono dotarsi di uno statuto, che contiene la loro organizzazione e le

forme di collaborazione previste con gli altri enti, oltre che l‟organizzazione più meramente

organizzativa. Lo statuto va approvato due volte con maggioranza assoluta entro

trenta giorni.

L’organizzazione politica ed amministrativa degli enti locali

La struttura degli enti locali comprende questi organi:

a) Il Consiglio comunale o provinciale: organo di indirizzo e controllo politico-

amministrativo, titolare dei poteri regolamentari, può sfiduciare la Giunta portando allo

scioglimento del Consiglio stesso fino a nuove elezioni;

b) la Giunta: formata dal Sindaco o dal Presidente della Provincia, compie gli atti

amministrativi non riservati dalla legge al Consiglio, è formata da un numero di membri

determinati dallo statuto (max 1/3 dei componenti del Consiglio), i suoi componenti

possono essere nominati anche tra cittadini esterni. Riferisce annualmente al Consiglio

sul suo operato;

c) Sindaco e Presidente della Provincia: eletti direttamente dal popolo, formano la

Giunta e sono tenuti ad informare i Consigli della nomina delle Giunte ed a presentare il

loro programma entro 60 giorni prima della prima seduta di consiglio.

d) Presidente del Consiglio comunale: presente nei comuni sopra i 15.000 abitanti.

Presiede e convoca il Consiglio Comunale, eletto dal Consiglio stesso;

e) Il Segretario comunale o provinciale: scelto dal Sindaco, la sua carica dura quanto

quella del Sindaco;

f) Direttore generale: presente solo nei comuni sopra i 15.000 abitanti, nominato dal

Sindaco o presidente della Provincia, svolge compiti di attuazione di indirizzi e

perseguimento obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell‟ente, secondo le direttive

impartite da Sindaco o Presidente della Provincia;M

g) Dirigenti: nominati dal Sindaco, provvedono a svolgere tutti gli incarichi amministrativi

verso l‟esterno, che non siano specificati espressamente nello statuto.

10. La Corte Costituzionale

E‟ un organo di giustizia costituzionale che vigila sul rispetto della Costituzione da parte

degli atti normativi e delle leggi del Governo e delle Regioni. Assicura la garanzia della

rigidità costituzionale.

E‟ composto da 15 membri ai sensi dell’art.135 Cost.

Cinque giudici della Corte vengono nominati rispettivamente dal Parlamento, Presidente

della Repubblica, Consiglio di Stato, Corte di Cassazione, Corte dei Conti.

durata in carica dei componenti e’ fissata a 9 anni.

La I membri non possono essere

rieletti.

I requisiti di eleggibilità sono: il soggetto deve essere un magistrato, anche in pausa, un

avvocato iscritto all‟albo da oltre vent‟anni o un professore universitario.

Per quanto riguarda la ripartizione dei cinque membri eleggibili dalle supreme

magistrature, 3 giudici vengono eletti dalla Corte di cassazione, un giudice dal

Consiglio di Stato e uno dalla Corte dei conti.

Qualora la Corte venisse chiamata ad esercitare la sua competenza penale, si

aggiungono alla normale composizione 16 giudici non togati, estratti a sorte da una lista

di persone nominate dal Parlamento in seduta comune.

Garanzie poste a favore della Corte, sono:

a) potere di procedere alla verifica dei poteri (e cioè dei requisiti di eleggibilità) dei

membri della Corte stessa;

b) potere di rimozione dalla carica di componenti della Corte in caso di gravi infrazioni;

c) autonomia finanziaria di spesa, nei limiti dei fondi concessi dal Parlamento;

d) autonomia amministrativa;

per ciò che concerne l‟organizzazione interna;

e) autonomia regolamentare

f) potere di polizia interna affidato al Presidente della Corte;

Le garanzie concesse invece ai membri sono:

a) inamovibilità dei membri, salvo i casi di gravi intemperanze;

b) insindacabilità e non perseguibilità delle opinioni e dei voti espressi dai membri

nell‟esercizio delle loro funzioni;

c) non sottoponibilità a limitazioni della libertà personale, salva autorizzazione della

stessa Corte;

d) assegnazione di una retribuzione.

Il controllo di legittimità: l’oggetto

La Corte Costituzionale può porre in esame di legittimità una legge solo dopo la sua

approvazione ed entrata in vigore.

Sono esclusi dall‟esame della corte i regolamenti parlamentari, ma tutti gli altri atti

normativi, leggi regionali, parlamentari, decreti legislativi ecc. sono sottoponibili a controllo

di legittimità.

I vizi sindacabili e le norme parametro

La Corte può trovare durante i suoi controlli sia vizi formali che vizi sostanziali. Per ciò

che concerne i vizi formali, questi sono rintracciabili nell‟iter che la legge ha seguito fino

alla sua approvazione. La Corte può quindi sindacare sul rispetto o meno delle regole

che scandiscono il percorso di una legge.

I vizi sostanziali sono invece attinenti a ciò che riguarda il contenuto della legge e

possono essere di tre tipi:

a) violazione della Costituzione: contrasto tra il contenuto di una legge e le disposizioni

costituzionali;

b) incompetenza: violazione dei criteri di riparto della funzione legislativa;

c) eccesso di potere legislativo: contenuto della legge che non risponde alle necessità

disposte nel titolo ma nasconde finalità di altro tipo.

L’accesso alla Corte in via incidentale giudice “a quo”,

Premessa: la Corte costituzionale ha individuato la nozione di e cioè il

soggetto abilitato a ricorrere alla Corte costituzionale. Con il tempo questa nozione è stata

estesa il più possibile per porre la Corte in contatto con una moltitudine di figure giudiziarie

e per tenere ancora più saldo il controllo sulla legittimità costituzionale.

E‟ il tipo di ricorso alla Corte che avviene in via del tutto casuale, ad esempio nel corso di

un processo un giudice può trovarsi ad applicare una determinata legge del quale

contenuto però non è convinto. A quel punto, egli, invia un‟istanza di esame alla Corte

costituzionale, mediante un ordinanza di rinvio sul processo in corso, informando le parti

interessate e motivando il suo dubbio di legittimità.

L’accesso alla Corte in via principale

L‟unica ipotesi di accesso alla Corte in via principale è quella dell‟impugnazione da parte

del Governo di leggi regionali, o viceversa.

L’esame della questione da parte della Corte

è tenuta a valutare l‟ammissibilità

La Corte in un primo esame preliminare del ricorso.

Essa lo fa analizzando la rilevanza della questione posta.

In caso di parere positivo, comincerà il processo con relativa conclusione e sentenza.

gli atti saranno reinviati al giudice “a quo” con l‟ordinanza

In caso negativo, di

inammissibilità.

La conclusione del processo costituzionale

La sentenza della Corte si articola in tre parti: in fatto, in diritto, dispositivo. Nella prima

parte vi è una sintesi dell‟accaduto che ha portato al processo costituzionale, nella

seconda parte vi sono esposte le posizioni della Corte stessa, e nella terza parte vi è la

sintesi della decisione della Corte.

a) La conclusione del processo in via incidentale

La Corte emette una sentenza che può essere di accoglimento o di rigetto. Nel primo

caso, la Corte accetta il dubbio di legittimità e ordina l‟annullamento delle leggi dichiarate

incostituzionali. La portata di tali effetti riguarda i processi in corso su quella norma e quelli

passati, oltre che, ovviamente quelli futuri.

invece, gli atti tornano al giudice “a quo” che dovrà applicare la legge

In caso di rigetto

discussa nel processo che stava portando avanti. Tuttavia, una sentenza di rigetto non

esclude un altro ricorso sulla stessa legge.

b) La conclusione del processo in via principale

Consiste nell‟annullamento dell‟atto normativo sottoposto a giudizio.

11. Il potere giudiziario

Il sistema giudiziario italiano ha un doppio binario di giurisdizione, ed è cioè composto

da giudici ordinari (civili e penali) e giudici amministrativi (Tar, consiglio di stato).

Affianco al sistema “a doppio binario” vi è poi la giustizia costituzionale.

La Costituzione delinea due fondamentali principi:

art. 25 Cost. : nessuno può essere distolto dal giudice naturale.

art.102 Cost. : non possono essere istituiti giudici speciali o giudici straordinari.

Caratteristica che la Costituzione imprime al sistema dopo il ventennio fascista è la

completa indipendenza dei giudici sia interna che esterna.

Si parla di indipendenza esterna nei rapporti dei giudici con lo Stato e le forze politiche.

Essa è garantita dall‟istituzione del Consiglio Superiore della Magistratura.

Si parla di indipendenza interna nei rapporti tra i giudici e la struttura organizzativa della

quale fanno parte. E‟ garantita dai principi di inamovibilità, e cioè la garanzia di non poter

essere soggetto a procedimenti disciplinari se non ad opera del CSM, e il divieto di

operare distinzioni tra magistrati se non in ragione alle funzioni che essi svolgono.

art. 101.2 Cost. : i giudici sono soggetti soltanto alla legge.

LA STRUTTURA DELL’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO

ORGANI GIUDICANTI SECONDO GRADO TERZO GRADO

(in materia civile)

Giudice di pace Tribunale Corte di Cassazione

Corte d‟Appello

Tribunale Corte di Cassazione

Tribunale regionale delle - -

acque pubbliche

ORGANI GIUDICANTI SECONDO GRADO TERZO GRADO

(in materia penale) Corte d‟Appello

Giudice di pace Corte di Cassazione

Corte d‟Appello

Tribunale Corte di Cassazione

Corte d‟Assise Corte d‟Assise d‟Appello Corte di Cassazione

Va precisato che il Giudice di pace è un giudice onorario, ed opera come giudice di

primo grado con una limitata competenza sia civile che penale.

Anche il Tribunale regionale delle acque pubbliche è un giudice onorario e può

giudicare anche in unico grado.

Circa gli organi requirenti invece, sono quegli organi che svolgono la funzione propria

del Pubblico Ministero (PM), e cioè preparatorie o di stimolo rispetto alla decisione della

controversia.

ORGANI REQUIRENTI ISTITUITO PRESSO...

Procura della Repubblica Tribunali / Tribunale dei

minorenni

Corte d‟Appello

Procura generale

Procura generale Corte di Cassazione

In materia contabile abbiamo la Corte dei Conti, contro le quali sentenze delle Sezioni

giurisdizionali regionali si può ricorrere presso le Sezioni centrali. Le Sezioni riunite della

Corte decidono su conflitti di competenza e su questioni di massima.

In materia tributaria a giudicare sono le Commissioni tributarie che si dividono in:

a) Commissione provinciale: ha sede nel capoluogo di provincia, primo grado;

b) Commissione regionale: ha sede nel capoluogo di regione, secondo grado;

c) Corte di Cassazione: è il terzo grado.

che tutela l‟indipendenza dei giudici tributari è il

Il corpo superiore Consiglio di

presidenza della giustizia tributaria.

In materia militare,esistono i tribunali militari (art. 103.3 Cost.). La giustizia militare ha

Corte d’appello militare

lo stesso ordine della giustizia ordinaria, con istituite un e come

terzo grado, si ricorre sempre in Corte di Cassazione.

La Corte di Cassazione

E‟ la chiusura del sistema giudiziario ed opera in Sezioni (civile, penale, del lavoro).

Giudica anche in conflitti di competenza, di giurisdizione e di attribuzione. Le

sentenze della Cassazione rappresentano un‟interpretazione della legge che sarà poi

quella su cui si baseranno i giudici nelle sentenze future.

Contro i provvedimenti inerenti la limitazione delle libertà personali è stato istituito il

Tribunale delle libertà.

L’arbitrato

E‟ un mezzo alternativo per le soluzioni delle controversie. Abbiamo:

l’arbitro rituale:

a) la sua sentenza ha gli stessi effetti di una sentenza del giudice ed è

soggetta agli stessi controlli;

l’arbitro

b) irrituale: la sentenza ha valori immediatamente vincolanti ed è soggetta ai

controlli dei contratti.

Le due parti decidono assieme un numero (dispari) di arbitri, procedono alla loro nomina e

dettano loro le regole da seguire per arrivare alla decisione. La decisione degli arbitri,

detta lodo, deve arrivare entro 180 giorni.

L’accesso alla magistratura

Si accede alla magistratura mediante concorso pubblico il cui requisito è la laurea in

giurisprudenza. Delle eccezioni però, fanno sì che vi sia accesso alla magistratura anche

(es. nomina per meriti insigni all‟ufficio di

mediante nomine onorarie, per meriti

consigliere di Cassazione).

Il Giudice di Pace, giudice onorario, è nominato per decreto del Presidente della

Repubblica, previa deliberazione del CSM su proposta del Consiglio giudiziario

competente per territorio.

Un Giudice di Pace resta in carica quattro anni ed è rinnovabile allo stesso soggetto

solo per una volta. i magistrati “passano” di grado automaticamente per

Circa la mobilità interna, anzianità

di servizio.

Il Consiglio superiore della magistratura (CSM)

del CSM, questa è stabilita dall‟art.104

Circa la composizione Cost. che ne prevede una

composizione mista: membri elettivi (di nomina in parte politica e in parte di

rappresentanza dei giudici) e membri di diritto (Presidente della Repubblica, Primo

Presidente della Corte di Cassazione, Procuratore generale presso la stessa Corte di

Cassazione). Il vice-Presidente è uno dei membri designato dal Parlamento.

24 membri elettivi, di cui 8 nominati dal Parlamento in seduta comune, 16 eletti dai

magistrati delle varie categoria, 3 membri di diritto. Totale = 27 membri.

Durata in carica: 4 anni

Accanto al “Plenum”, nel CSM vi sono diverse Commissioni che lavorano a determinate

Il numero e le funzioni delle Commissioni sono stabilite all‟inizio di ogni danno

attribuzioni.

dal Presidente del CSM.

Le funzioni del CSM sono più che altro di natura amministrativa:

a) assunzioni e provvedimenti sullo status dei magistrati;

b) nomina e revoca dei magistrati onorari;

c) concessione di sussidi ai magistrati che esercitano funzioni giudiziarie e alle loro

famiglie;

d) nomine a magistrato di Cassazione per merito;

e) pareri sui disegni di legge inerenti il sistema giudiziario;

f) proposte al Ministro della Giustizia circa il funzionamento del sistema giudiziario

e dei servizi ad esso correlati.

Inoltre il CSM, su proposta del Ministro della Giustizia, giudica in materia di disciplina

dei magistrati e prende provvedimenti disciplinari su magistrati che tengano

comportamenti tali da renderli immeritevoli della fiducia di cui godono.

Giudici amministrativi, contabili e militari hanno organi analoghi al CSM che tutelano la

loro indipendenza come il Consiglio di presidenza della Corte dei conti, Consiglio

della magistratura militare e Consiglio di presidenza della giustizia tributaria.

Diritti del cittadino di fronte alla giustizia

a) diritto alla difesa: art 24.1 Cost., assicura a tutti il diritto di agire in giudizio a tutela dei

propri interessi. L‟articolo inoltre delega al legislatore il dovere di mettere il cittadino in

condizione di avere i mezzi per agire e difendersi dinanzi ad ogni giurisdizione;

la riparazione dell’errore giudiziario:

b) il cittadino vittima di un errore giudiziario è

tenuto ad essere risarcito per i danni subiti;

c) principio del giudice naturale precostituito per legge;

l‟azione repressiva dello Stato è legittima

d) irretroattività della legge penale di sfavore:

solo nel momento in cui esso si impegna a disciplinare con previa legge i

comportamenti passibili di sanzioni penali;

e) personalità della responsabilità penale: impedisce che il cittadino risponda di reati

commessi da terzi;

f) presunzione di non colpevolezza: fino alla sentenza definitiva, il cittadino può

dichiararsi non colpevole;

g) principio del giusto processo: è la somma di tutti i principi sopra elencati.

12. I diritti di libertà

La nostra Costituzione accanto ai diritti di libertà individuali pone anche i diritti di libertà

collettivi ed i diritti sociali (diritto alla salute, allo studio ecc.)

Come pilastro fondamentale dei diritti di libertà ricordiamo la Dichiarazione universale

dei diritti dell’uomo del 1948, ed altre carte internazionali che sono applicate in Italia al

livello delle fonti primarie, quindi con legge ordinaria.

Nonostante essi non alterino la disciplina costituzionale, rappresentano un punto di

riferimento per l‟interpretazione della Costituzione in materia.

Caratteri generali della disciplina dei diritti di libertà nella Costituzione italiana

La Costituzione accoglie i diritti di libertà come libertà positive, per realizzare la

partecipazione di tutti i cittadini alla vita politica, sociale ed economica. (art 3.2 cost.).

Circa la limitazione dei diritti di libertà, il costituente ha lasciato una riserva di legge,

che tenga conto tuttavia dei principi fondamentali stabiliti dalla carta costituzionale.

Abbiamo limiti particolari (riferito ai singoli diritti di libertà) e limiti generali (riferito a tutti

i diritti di libertà).

La Costituzione sancisce inoltre che solamente il giudice ha il potere di imporre la

limitazione del diritto di libertà.

Le sezioni afferenti i diritti di libertà sono sottratte al processo di revisione

costituzionale.

DIRITTO DI LIBERTA’ Contenuto

L‟eguaglianza

Eguaglianza formale e sostanziale ha una natura

sostanziale programmatica ed è un compito delegato al legislatore

affinchè rimuova tutti gli ostacoli che impediscano la

libertà e l‟eguaglianza tra i cittadini.

L‟eguaglianza formale è invece un divieto nei

confronti del legislatore di adottare trattamenti

irragionevolmente differenziati tra i cittadini.

Sempre in tema di eguaglianza, la Costituzione

sancisce l‟eguaglianza tra sessi, tra razze, vieta la

discriminazione dell‟utilizzo di una lingua diversa da

quella nazionale, la discriminazione religiosa, delle

opinioni politiche, delle diverse condizioni personali e

sociali.

Vi è dedicato l‟art.13.

Libertà personale Sono diversi i diritti che

appartengono alla persona, e circa la limitazione di

questi da parte dell‟autorità giudiziaria vi sono

altrettante garanzie: per il fermo di polizia, questo

dura 48 ore salvo convalida e prolungamento della

misura cautelare nei confronti dell‟indagato. E‟

garantito al cittadino il rispetto sotto ogni forma

durante la detenzione. L‟Italia ripudia la pena di

morte, credendo invece nel valore rieducativo della

pena.

Afferente a questa sfera di libertà è anche il diritto di

tutela della privacy (legge 675/1996, poi unica

normativa D.Lgs. 196/2003). Con questa normativa il

cittadino viene tutelato circa la raccolta e il trattamento

dei suoi dati personali. Solo alla stampa è permesso

raccogliere e diffondere i dati personali, pur nel

rispetto della persona e secondo un preciso codice

deontologico proprio dell’Ordine dei giornalisti.

Libertà di domicilio L'art.14 della Costituzione tutela la libertà di domicilio

vietando la violazione di questo da parte di terzi salvo

con mandati dell‟autorità giudiziaria.

L‟art.16

Libertà di circolazione e di Cost. garantisce la libertà di circolazione sul

soggiorno proprio territorio e la libertà di espatrio e ritorno in

qualsiasi momento. Queste libertà sono soggette solo

ad eventuali misure restrittive per cause legate alla

sanità o alla pubblica scurezza.

DIRITTO DI LIBERTA’ Contenuto

Tutelata dall‟art.

Libertà di segretezza della 15 su ogni forma di corrispondenza.

corrispondenza L‟art.21

Libertà di manifestazione Cost. si dedica a questo tipo di

del pensiero manifestazione, entrando nello specifico poi per

stampa e radiotelevisioni.

Tre sono i principi fondamentali:

a) divieto di sottoporre la stampa ad autorizzazioni

e censure;

b) divieto di sottoporre la stampa a sequestro;

c) possibilità del legislatore di imporre alle case

editrici che rendano noti i loro mezzi di

finanziamento.

L‟unico limite realmente imposto alla stampa è quello

del buon costume. Per quanto riguarda la stampa,

resta confermato l‟Ordine l’Albo dei

dei giornalisti e

giornalisti, a cui un giornalista deve essere iscritto per

poter esercitare la professione ed essere tutelato. In

materia di stampa vi sono inoltre normative vigenti che

evitano la concentrazione della proprietà editoriale

cercando di favorire un pluralismo

dell‟informazione.Ciò avviene anche nel settore delle

dove vi è un‟emittente pubblica, la

radiotelevisioni,

RAI, gestita dallo Stato, e spazio per emittenti private.

I soggetti privati che però vogliano accedere alle

telecomunicazioni sono soggetti comunque a limiti

nell‟acquisto di frequenze sanciti dalla legge.

Regolamentati sotto questo filone delle libertà sono

anche il cinema e teatro, unici due settori sottoposti a

censura preventiva: una commissione ministeriale

infatti si occupa di esaminare il materiale che verrà poi

presentato un pubblico per apporre eventuali censure

per minori e per verificare i principi del buon costume.

In caso di pareri negativi, gli editori possono ricorrere

presso il Consiglio di Stato.

Libertà di arte, scienza e insegnamento sono

garantiti da apposite istituzioni messe in piedi dallo

Stato. Circa la libertà di insegnamento questa è legata

a dei principi di imparzialità e di oggettività.


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti diIstituzioni di diritto pubblico. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: i caratteri del fenomeno giuridico, caratteristiche del fenomeno giuridico, il contenuto delle norme giuridiche, i soggetti giuridici, il concetto di ordinamento giuridico e le pluralità degli ordinamenti giuridici.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze giuridiche Prof.

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