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Istituzioni di diritto pubblico

Appunti di istituzioni di diritto pubblico basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Scavone dell’università degli Studi di Bologna - Unibo, facoltà di Scienze politiche, Corso di laurea in servizio sociale. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Istituzioni di diritto pubblico docente Prof. A. Scavone

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ESTRATTO DOCUMENTO

- stabilisce i principi e i criteri direttivi;

- indica il termine di scadenza della delega.

Il decreto legislativo è l'atto che il governo adotta in attuazione della legge di delegazione; in genere prevede che il governo ,

prima di esercitare la delega, debba acquisire il parere delle competenti commissioni parlamentari.

Limiti = si ritengono esclusi alla legge di delega gli atti che presuppongono l'alterità politica (necessaria distinzione tra ruoli di

parlamento e governo).

Delega di poteri in caso di guerra = l'atto di conferimento attribuisce al governo potere di adottare atti con forza di legge.

∎ DECRETI LEGGE

Provvedimenti provvisori, con forza equiparata alla legge ordinaria, deliberati dal Consiglio dei ministri ed emanati dal

Presidente della Repubblica in situazioni d'urgenza; recano misure non astratte e generali ma concrete e immediatamente

applicabili.

Il decreto legge:

- è adottato solo in “casi straordinari di necessità e urgenza”;

- deve essere presentato alle camere per la conversione lo stesso giorno in cui è adottato, le camere si riuniscono entro i

seguenti 5 giorni e possono apportare modifiche al testo (efficaci solo pro futuro);

- dura 60 giorni e ha quindi efficacia provvisoria: se non è convertito in legge la perde fin dall'inizio.

Decreti non convertiti = se il decreto non viene convertito in legge, il Parlamento può adottare una legge regolatrice dei

rapporti giuridici.

Reiterazione dei decreti legge = fenomeno prodotto dall'abuso di decreti d'urgenza, consiste nella riproduzione delle norme di

un decreto legge, non convertito in legge, in un altro decreto legge adottato alla scadenza del precedente.

∎ FONTI LEGISLATIVE SPECIALIZZATE

Fonti tra loro diverse che non hanno nulla il comune se non l'atipicità rispetto a tutte le altre fonti primarie; sono

caratterizzate da procedimenti di formazione particolari e dalla dissociazione tra forma e forza dell'atto.

Tra le leggi specializzate rientrano i seguenti atti:

- leggi di esecuzione dei Patti Lateranensi;

- leggi che disciplinano i rapporti tra Stato e altre confessioni religiose;

- leggi che staccano una provincia o un comune da una regione per aggregarli ad un'altra;

- leggi di amnistia (che estingue il reato)e indulto (condona la pena o una parte di essa);

- leggi statali che stabiliscono forme e condizioni particolari di autonomia alle regioni ordinarie;

- decreti legislativi di attuazione degli statuti delle regioni speciali.

∎ FONTI ESPRESSIONE DI AUTONOMIA DEGLI ORGANI COSTITUZIONALI

Regolamenti parlamentari:

Atti fonte di rango primario a competenza materiale riservata e insindacabili; regolano i rapporti delle Camere con altri

organi.

I regolamenti delle due camere prevedono a loro volta l'adozione, sempre a maggioranza assoluta, di regolamenti parlamentari

speciali; distinti da questi sono i regolamenti di organizzazione che disciplinano la gestione amministrativa degli apparati dei due

rami del Parlamento.

∎ FONTI REGOLAMENTARI

I regolamenti sono fonti secondarie del diritto subordinate quindi alle primarie; le fonti regolamentari includono atti

normativi di competenza del governo, dei ministri, degli organi centrali e periferici della pubblica amministrazione, degli enti

regionali e locali.

Costituiscono al contrario delle fonti primarie, un sistema aperto.

Si distinguono in:

> Regolamenti governativi (devono essere sottoposti al visto e alla registrazione della Corte dei conti)

- regolamenti di esecuzione;

- regolamenti di attuazione e integrazione;

- regolamenti indipendenti;

- regolamenti di organizzazione;

- regolamenti di delegificazione (possono determinare l'abrogazione di una legge e servono a semplificare i processi

di produzione del diritto).

> Regolamenti ministeriali e interministeriali

per questi è necessaria un'apposita disposizione legislativa che autorizzi l'esercizio del potere regolamentare;

i primi sono adottati nelle materie di competenza di un ministro o autorità ad esso sotto-ordinate, i secondi sono

adottati in materie di competenza di più ministri.

Entrambi devono essere comunicati al presidente del Consiglio prima della loro emanazione.

∎ FONTI DEL DIRITTO REGIONALE

Statuti ordinari:

Necessitano di due fasi

- la fase necessaria riguarda l'approvazione dello statuto da parte del consiglio regionale;

- la fase eventuale riguarda l'intervento del corpo elettorale mediante referendum;

Leggi regionali:

Approvata nelle forme e nei modi previsti da ogni statuto regionale, ha gli stessi limiti della legge statale.

Regolamenti regionali:

La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega alle regioni, mentre per tutte le

altre materie essa spetta alle regioni.

Statuti speciali:

Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Valle d'Aosta dispongono di forme e condizioni particolari di

autonomia, secondo i rispettivi statuti adottati con legge costituzionale

∎ FONTI DEGLI ENTI LOCALI

Statuti:

Atto fondamentale dell'organizzazione dell'ente locale; è previsto un procedimento aggravato di approvazione degli statuti locali,

essi sono deliberati a maggioranza dei 2/3 dei consiglieri assegnati.

Limite = la sola legge dello Stato.

Regolamenti:

Ogni ente locale dispone di potestà regolamentare; la costituzione stabilisce che comuni, province e grandi città abbiano potestà

regolamentare in ordine alla disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni.

I regolamenti sono subordinati allo statuto.

Limite = legge statale e regionale.

∎ FONTI ESPRESSIONE DI AUTONOMIA COLLETTIVA

Fonti che contengono norme astratte e generali, sono abilitate a produrre atti ed efficacia, sono assistite da apparati dello

Stato e hanno il trattamento proprio delle fonti pubbliche.

Tra queste troviamo i contratti collettivi di lavoro, che regolano il rapporto tra datori di lavoro e lavoratori.

∎ FONTI ESTERNE RICONOSCIUTE

Fonti appartenenti ad un altro ordinamento cui il nostro fa rinvio; si parla in questo caso di rinvio alla fonte: rinvio a tutte

le norme che la fonte richiamata non è in grado di produrre nel tempo.

Rinvio alla disposizione = si ha quando il rinvio avviene nei confronti di una determinata disciplina storicamente individuabile.

Rinvio fisso = ordine di esecuzione.

Adattamento automatico = alle norme generalmente riconosciute dall'ordinamento giuridico.

Le fonti esterne richiamate sono vere e proprie fonti di produzione.

∎ FONTI FATTO

Subordinate alle fonti atto, le fonti fatto integrano le norme costituzionali scritte e si definiscono consuetudini

costituzionali, che a differenza delle consuetudini di diritto privato, hanno rango costituzionale in considerazione dei soggetti e

dei comportamenti che esse disciplinano.

Fonte fatto per eccellenza è la consuetudine: comportamento ripetuto nel tempo e la convinzione che ripetere quel

comportamento sia giuridicamente dovuto; per essere valida deve essere conforme alle norme giuridiche poste da fonti atto, o

al di fuori di qualsiasi norma, sono vietate le consuetudini in contrasto con le fonti atto.

∎ FONTI DI COGNIZIONE

Atti non aventi forza normativa volti esclusivamente a rendere conoscibile il diritto oggettivo; alcune hanno valore legale(la

Gazzetta Ufficiale), altre valore meramente conoscitivo.

Gazzetta Ufficiale, pubblica:

- leggi e regolamenti delle regioni e delle province autonome;

- regolamenti e direttive dell'Unione europea;

- il testo integrale delle sentenze e ordinanze della Corte costituzionale.

Testi unici: testi che raccolgono atti normativi preesistenti che disciplinano una medesima materia; essi sono destinati a

riordinare la legislazione vigente.

Si dividono in testi unici compilativi e testi unici normativi.

DIRITTI FONDAMENTALI

Il primo riconoscimento delle libertà fondamentali fu la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino,proclamata dai

cittadini francesi nel 1789.

Si affermarono man mano..

Diritti civili: o libertà dallo stato, fondate sulla rivendicazione per l'individuo di una sfera propria (libertà personale, di

● domicilio, economica, religiosa, di manifestazione e pensiero, diritto di proprietà).

Diritti politici: o libertà nello stato, si affermano da metà 800 con la progressiva partecipazione alla vita dello stato e

● l'evoluzione di quest'ultimo in liberal-democratico (diritto di voto, di associazione in partiti e sindacati).

Diritti sociali: o libertà attraverso lo stato (diritto all'istruzione, alla salute, alla previdenza sociale,al lavoro e

● all'abitazione).

SITUAZIONI GIURIDICHE

Situazioni f avorevoli :

- potere giuridico = situazione astratta che consiste nella possibilità di ottenere determinati effetti giuridici;

- diritto soggettivo = situazione e tutela di un interesse attuale e concreto;il titolare lo esercita immediatamente.

> diritto assoluto (obbliga tutti i soggetti dell'ordinamento a non essere d'intralcio; es. diritti fondam.);

> diritto relativo (la cui soddisfazione dipende da un comportamento prescritto ad un soggetto determinato);

- interesse legittimo = designa una situazione soggettiva di vantaggio il cui titolare gode di poteri strumentali in vista

della tutela di un proprio interesse.

Situazioni sfavorevoli:

- obblighi = comportamenti che un soggetto deve tenere per rispettare un diritto altrui ;

- doveri = comportamenti dovuti indipendentemente dall'esistenza di un corrispettivo diritto altrui, in funzione di uno

specifico interesse (doveri costituzionali previsti dalla Costituzione per l'interesse collettivo);

- soggezioni = situazione di chi è soggetto ad un potere giuridico.

CONDIZIONE GIURIDICA DELLO STRANIERO

Con la rivoluzione francese nasce un nuovo concetto di cittadino: lo è non solo chi appartiene alla comunità ma chi è titolare

di diritti e doveri civili e politici.

Acquisto della cittadinanza:

· per nascita (figlio di cittadino italiano o chi nasce nella Repubblica da cittadini non italiani);

· per estensione o trasmissione (chi è adottato da un cittadino italiano);

· per concessione (un cittadino con determinati requisiti);

· è sempre ammessa la doppia cittadinanza.

Perdita della cittadinanza:

· per espressa rinuncia (per residenza all'estero);

· di diritto (solo se si ignora le intimazioni del governo).

· sono previste forme di agevolazione per riacquistare la cittadinanza.

La Costituzione stabilisce che:

· nessun cittadino può essere privato della cittadinanza per motivi politici;

· il cittadino italiano può essere estradato (consegnato ad uno stato straniero dove ha compiuto reato per essere sottoposto alla

giustizia di tale paese);

[straniero = colui che non è cittadino italiano ma di un altro stato

extracomunitario = colui che non è cittadino italiano o di nessun altro stato europeo]

· lo straniero presente nel territorio gode ugualmente dei diritti fondamentali della persona umana;

· agli stranieri con permesso o carta di soggiorno sono riconosciuti i diritti del cittadino italiano;

· a tutti i lavoratori che soggiornano regolarmente parità di trattamento rispetto ai lavoratori italiani;

· lo straniero che non può esercitare le libertà democratiche ha diritto di asilo/rifugio politico.

Espulsione: prevista in caso di

- ingresso o soggiorno illegale nel territorio;

- motivi di sicurezza su ordine del giudice;

- motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato.

L'espulsione è seguita dal questore tramite accompagnamento alla frontiera tramite forza pubblica; lo straniero può essere

trattenuto in un centro di identificazione ed espulsione per massimo 18 mesi.

DIRITTI INVIOLABILI

La Repubblica garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, riconosciuti come tale dai poteri pubblici e privati e caratterizzati da:

- assolutezza (possono essere fatti valere nei confronti di tutti);

- inalienabilità e indisponibilità (non possono essere trasferiti per atto di volontà del titolare);

- imprescrittibilità (il mancato esercizio di essi non ne comporta la perdita da parte del titolare);

- irrinunciabilità (il titolare non vi può rinunciare, neppure volendo).

DIRITTO ALLA PERSONALITÀ

Diritto alla vita e all'integrità fisica (vietata la pena di morte e l'aborto);

• diritto all'onore (tutela dell'integrità morale, del decoro e della reputazione della persona);

• diritto all'identità personale;

• diritto alla libertà sessuale (disporre liberamente della propria sessualità, e così dell'orientamento);

• diritto alla riservatezza (segretezza e intimità della vita privata – diritto alla privacy).

DOVERI COSTITUZIONALI

- dovere di svolgere un lavoro utile alla società;

- dovere dei genitori di mantenimento, istruzione ed educazione dei figli;

- dovere del cittadino di difendere la patria;

- dovere di concorrere alle spese pubbliche;

- dovere di osservare Costituzione e leggi.

DIRITTI SULLA LIBERTÀ PERSONALE

∎ Libertà personale:

- Libertà inviolabile, non ammette atti di coercizione fisica da parte di nessun, essa non include la libertà morale.

- La Costituzione ammette restrizioni della libertà personale ma solo in casi e modi previsti dalla legge.

- Riserva di restrizione (la restrizione è consentita solo se motivata dall'autorità giudiziaria, o in casi eccezionali d'urgenza

(arresto in flagranza di reato e fermo di indiziati di reato).

- Misure di sicurezza (per neutralizzare la pericolosità del soggetto, funzione di difesa sociale) e prevenzione(per impedire la

commissione di reato).

- Custodia cautelare (carcerazione preventiva, prima che la responsabilità penale sia definitiva).

- Trattamento del detenuto e funzioni della pena (vietata la violenza fisica e morale; la pena ha fine di prevenzione generale,

speciale e di rieducazione).

∎ Libertà di circolazione, soggiorno ed espatrio:

Libertà del cittadino di muoversi sul territorio e scegliere la propria dimora o residenza, vige il divieto di ogni restrizione per

ragioni politiche.

Il rilascio del passaporto è un diritto soggettivo.

- Libertà di emigrazione.

∎ Libertà di domicilio

∎ Libertà e segretezza di comunicazione

Garantisce la libertà di comunicare con uno o più individui escludendo altri (intercettazioni consentite in caso di gravi indizi di

reato).

∎ Libertà di manifestazione del pensiero(con qualsiasi mezzo, con limite il buon costume) e diritto all'informazione (diritto

ad informare, ad informarsi e ad essere informati)

I principali strumenti di diffusione di pensiero e informazione sono la stampa, sottoposta ad una rigida disciplina,è il sistema

radiotelevisivo.

∎ Libertà di religione (a partire dallo Statuto Albertino che riconosceva il cattolicesimo come religione di stato, si passa alla

libertà di fede e pratica religiosa sia individuale che collettiva) e di coscienza (dei non credenti).

∎ Libertà della ricerca scientifica (promozione dello sviluppo della ricerca, molte scoperte in campo della biotecnologia:

procreazione assistita, ogm, clonazione e ricerca di embrioni)

∎ Libertà di insegnamento; (attività finalizzata alla diffusione della cultura e all'educazione; i limiti sono il buon costume e la

delicatezza dovuta per un compito così importante)

∎ Libertà di istituire le scuole; (per tutti gli ordini)

∎ Libertà di scegliere fra le scuole (pubblica o privata; la scuola deve essere aperta a tutti e obbligatoria per 8 anni);

∎ Diritto ad istruzione, studio e università.

DIRITTI ASSOCIATIVI

∎ Libertà di riunione (riunione o corteo pacifico e senza armi, private, aperte al pubblico o pubbliche);

∎ Libertà di associazione (organizzazione stabile di individui con fine comune; vietate associazioni segrete e di carattere

militari).

FORMAZIONI SOCIALI A RILEVANZA COSTITUZIONALE

∎ Famiglia (società naturale fondata sul matrimonio civile e concordatario – uguaglianza morale e giuridica dei coniugi);

∎ Minoranze linguistiche (misure di tutela: utilizzo e insegnamento nelle scuole e uso pubblico);

∎ Comunità religiose (la Chiesa come ordinamento giuridico originario; le altre confessioni religiose hanno autonomia

organizzativa; principio di laicità).

DIRITTI SUI RAPPORTI ECONOMICI

∎ Diritto di proprietà privata

∎ Diritto di iniziativa economica privata

∎ Libertà sindacali;

∎ Diritto di sciopero(sciopero economico e politico per lavoratori subordinati e autonomi).

DIRITTI SOCIALI

∎ Diritto al lavoro (attività che concorre al progresso materiale o spirituale)

- libertà di scegliere il proprio lavoro,

- diritto a non essere licenziato in modo arbitrario,

- diritto ad una giusta retribuzione,

- diritto a riposo settimanale e ferie;

∎ Diritto all'assistenza sociale (nei confronti di ogni cittadino sprovvisto di mezzi necessari per vivere);

∎ Diritto alla previdenza in caso di infortunio;

∎ Diritto alla tutela della salute (Servizio sanitario nazionale – diritto a ricevere trattamenti sanitari);

∎ Diritto all'istruzione e allo studio;

∎ Diritto all'abitazione (esigenza di carattere primario per una vita dignitosa).

Conflitti tra diritti: possono esserci conflitti tra diritti fondamentali o tra diritti ed esigenze collettive; i limiti alle libertà non

sono espressi nella Costituzione ma sono affidate al legislatore.

Avviene perciò il bilanciamento dei diritti.

∎ PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA

E guaglianza formale = tutti i cittadini hanno pari dignità e sono uguali di fronte alla legge, senza alcune distinzione; riconosce

la condizione di uguaglianza nei punti di partenza, ovvero pari opportunità per tutti.

E guaglianza sostanziale = la Repubblica deve rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano libertà e uguaglianza dei

cittadini; essa riconosce la condizione di uguaglianza dei risultati e richiama la promozione di questa.

Il principio di eguaglianza ha diversi significati:

- eguaglianza davanti alla legge (principio di generalità della legge, che ne riguarda l'efficacia, e riguarda tutti, cittadini e

stranieri);

- eguaglianza come divieto di discriminazioni (di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni personali e

sociali);

- eguaglianza come divieto di distinzioni o parificazioni irragionevoli (la legge deve trattare in modo uguale situazioni

ragionevolmente eguali e in modo diverso situazioni ragionevolmente diverse).

Promozione eguaglianza:

compito – Repubblica;

fine -pieno sviluppo della persona umana.

ESERCITO E ORGANIZZAZIONE DEL POTERE POLITICO

Per evitare l'eccessiva concentrazione di potere tipica dello stato assoluto si ricorre alla separazione dei poteri, grazie a

Locke e Montesquieu.

Forma di governo = modo in cui, in un ordinamento, viene organizzato ed esercitato il potere politico e vengono distribuisce il

resto del potere per i fii generali.

Evoluzione delle forme:

- Monarchia costituzionale: il primo modello è quello inglese tra Sei e Settecento dopo la Gloriosa Rivoluzione.

→ Governo presidenziale: Stati Uniti

→ Governo parlamentare:(monista) nasce in Inghilterra , in cui emerge la figura del primo ministro e si sviluppa un

rapporto di fiducia tra governo e parlamento; infine la Camera dei Comuni si organizza progressivamente in due parti

contrapposte.

→ Monarchia orleanista: Francia, caratterizzata da dualismo(il governo rispondeva sia al re sia al parlamento).

→ Governo semi-presidenziale: Germania e Francia.

FORME DI GOVERNO

Governo presidenziale :

● [Stati Uniti] il presidente ha potere esecutivo e di nomina, è scelto direttamente dal corpo elettorale; in campo di leggi

egli ha poteri limitati e può solo porre il veto al Congresso.

Governo parlamentare :

● [Inghilterra] il potere esecutivo è espressione del parlamento; esso può, votando sfiducia al governo, obbligare

quest'ultimo a dimettersi (→ possibilità di scioglimento anticipato del parlamento da parte del capo del governo).

Emerge la figura del primo ministro ed è caratterizzata da tendenza monocratica poiché quest'ultimo stesso è il vero

leader del governo.

Governo semi-presidenziale :

● [Francia] unisce caratteristiche del governo presidenziale e di quello parlamentare; presidente e parlamento sono eletti

separatamente dal corpo elettorale.

L'esecutivo è a direzione duale.

Governo direttoriale :

● [Svizzera] il titolare del potere esecutivo è l'organo collegiale, esso è eletto non dai cittadini ma dal parlamento; non vi è

rapporto di fiducia.

In Italia:

- la forma di governo passa da direzione plurima dissociata alla formula elettorale;

- sistema maggioritario → sistema proporzionale;

- rafforzamento del presidente del Consiglio;

- legittimazione diretta dei governi. SOVRANITÀ POPOLARE

La Costituzione afferma che il popolo ha possesso della sovranità e lo mantiene senza potervi rinunciare ne trasferirla ad altri.

Popolo = insieme di cittadini; parte di popolazione.

Popolazione = insieme di coloro che si trovano entro determinati confini.

Nazione = insieme di persone accomunate da tradizioni, storia, lingua, religione e origini etniche.

VOTAZIONI

Vigono a riguardo 4 principi fondamentali:

- sono elettori tutti i maggiori di 18 anni, e può essere eletto anche un cittadino non italiano dell'Unione Europea;

- vi sono limitazioni al diritto di voto per “indegnità morale”;

- il voto è definito “dovere civico”, esso è personale, uguale, libero e segreto;

- chi risiede all'estero vota tramite formule speciali.

SISTEMI ELETTORALI

Un sistema elettorale è un meccanismo per trasformare i seggi in voti che il corpo elettorale esprime [i seggi sono suddivisi su

base territoriale].

• Sistema maggioritario: chi prende più voti conquista l'intera posta in palio, che si tratti di un solo seggio o di più(plurality,

majority).

→ favorimento di una maggioranza e quindi di governabilità.

• Sistema proporzionale: i seggi da assegnare vengono distribuiti in misura percentuale rispetto ai voti dati dagli elettori ad

ogni partito; se si vuole ridurre il numero dei partiti rappresentati si usa la soglia di sbarramento (si stabilisce che il partito che

non ottiene almeno una certa percentuale stabilita di voti non partecipa alla distribuzione dei seggi).

→ formazione di assemblee fedelmente rappresentative.

• Sistemi misti: cercano di conciliare il sistema maggioritario con quello proporzionale (es. sistema elettorale italiano attuale).

ELEZIONI PARLAMENTARI

Formula di elezione senato:

si presentano liste di candidati provenienti da differenti forze politiche e si vota;

→ ogni forza politica può decidere se legarsi in coalizione con altre, pur mantenendo un unico programma e un unico “capo

della coalizione”;

→ ogni lista ha un numero di candidati non superiore al totale dei seggi attribuiti a ciascuna circoscrizione;

→ sulla scheda per la Camera e per il Senato appaiono soltanto i simboli delle forze politiche;

→ è possibile essere candidati alternativamente o alla Camera o al Senato;

→ la proclamazione degli eletti avviene sulla base di liste bloccate.

Camera:

Sono previste soglie di sbarramento (4%, 2% se coalizzate).

Ripartizione proporzionale dei seggi tra liste e coalizioni che hanno superato la soglia.

Senato:

Soglie di sbarramento diverse: 20% per le coalizioni, 8% per le liste singole.

ELEZIONI REGIONALI (elezione diretta e premio di maggioranza)

- Si vota su una sola scheda per il presidente e per il consiglio;

- i candidati a presidente sono necessariamente legati ad una o più liste provinciali;

- l'elettore può votare: il candidato presidente da solo, o con una delle liste cui è legato, o con una lista cui non è legato;

- il candidato presidente che ottiene più voti è eletto.

Nel caso in cui ci siano metà seggi, è eletto solo il 50%, come premio.

ELEZIONI PROVINCIALI

Vi sono 3 formule diverse.

Comuni maggiori :

● - scheda unica per eleggere sindaco e consiglio,

- facoltà per l'elettore di votare per un solo candidato,

- per essere eletti sindaco occorre conseguire la maggioranza assoluta dei voti validi, altrimenti si fa un secondo turno

di ballottaggio,

- il candidato eletto garantisce alle liste a lui collegate una maggioranza del 60%.

Comuni minori (fino a 15 mila abitanti):

● ogni candidato sindaco è legato ad una lista sola, si vota in un solo turno.

Province :

● sistema simile ai comuni maggiori, mai candidati si presentano in collegi uninominali.

ELEZIONI EUROPEE

- I seggi da eleggere sono ripartiti in 5 grandi circoscrizioni pluri-regionali

- si applica la formula del quoziente naturale e dei più alti resti;

- la si applica non singolarmente ma al complesso dei voti ottenuti;

- sono previste le preferenze.

Elementi comuni alle formule elettorali in Italia

- tutte favoriscono l'aggregarsi delle forze politiche in due schieramenti contrapposti (bipolarismo);

- tutte prevedono una qualche forma di sbarramenti;

- tutte hanno il fine di facilitare la governabilità tutelando la possibilità di accesso alla rappresentanza di una larga pluralità di

forze.

REFERENDUM

Un referendum è una votazione sulla base di un quesito che viene sottoposto alla valutazione del corpo elettorale: alcuni sono

consultativi (come un parere) e altri sono deliberativi (incidono sull'ordinamento); sono tutti definibili a somma zero in quanto

la volontà di coloro che vincono diventa la volontà de popolo senza mediazione, e possono essere promossi anche su iniziativa

popolare (referendum dal basso).

Referendum costituzionale:

E' un referendum di tipo approvativo; lo possono chiedere: 1/5 della Camera o del Senato, 500 mila elettori e 5 consigli

regionali.

L'ufficio centrale per il referendum decide se esso sia o no legittimo, in seguito il presidente della Repubblica indice il

referendum; a differenza del referendum abrogativo non è previsto un quorum strutturale.

Il primo referendum costituzionale si è tenuto nel 2001 (si).

Referendum abrogativo:

Consiste nel sottoporre al corpo elettorale la domanda “volete che sia abrogata la tale legge?” e possono richiederlo 500 mila

elettori o 5 consigli regionali; non sono ammessi referendum riguardanti leggi tributarie, di bilancio, di amnistia e indulto.

La richiesta deve essere necessariamente omogenea, chiara e univoca.

Una volta che la Corte ha dichiarato ammissibile il quesito, il presidente della Repubblica indice il referendum; perché la

consultazione abbia esito favorevole non basta che i “si” prevalgano sui “no”, deve aver partecipato più di uno degli aventi

diritto (= quorum strutturale).

Esito: l'Ufficio centrale proclama i risultati de referendum: se favorevole il presidente emana un decreto in cui dichiara

l'abrogazione e segue la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale; se il quorum non è stato raggiunto la consultazione non è valida.

Limiti:

- Costituzione e le leggi formalmente costituzionali;

- le leggi a contenuto costituzionalmente vincolato;

- leggi a contenuto “comunitariamente” vincolato;

- atti legislativi ordinari con forza passiva rinforzata;

- leggi obbligatorie o necessarie.

PARTITI

Strumenti a disposizione dei cittadini per influenzare le scelte collettive esercitando la loro sovranità.

Il partito moderno è nato a fine Ottocento, ispirato al modello socialdemocratico tedesco; in Italia i primi partiti venivano

tollerati come male inevitabile, in seguito diventano uno strumento per impadronirsi dello stato (es. partito fascista).

I cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per partecipare democraticamente alla politica nazionale [in Italia

– no riorganizzazione partito fascista].

Il partito deve rispettare le regole democratiche nei rapporti esterni, ma può essere organizzato senza selezione democratica

della dirigenza all'interno.

Partitocrazia = eccessivo potere dei partiti e la tendenza di questi ultimi ad impadronirsi delle istituzioni rappresentative,

occupando tutti i posti di potere e sostituendosi ed esse.

PARLAMENTO

I primi parlamenti erano riunioni di nobili che, convocati dal re, lo aiutano a deliberare; il bicameralismo risale all'Inghilterra

dove, nel 700, si afferma il potere fondamentale del primo ministro.

In Italia vi era inizialmente un parlamento bicamerale statutario differenziato e paritario al tempo stesso, in cui le due camere

avessero compiti diversi senza che nessuna delle due prevalesse sull'altra; con il tempo però la camera dei deputati acquistò

sempre più potere.

Durante il fascismo la camera dei deputati venne soppressa a favore della Camera dei fasci e delle corporazioni.

Funzione camere: funzione legislativa (di indirizzo, di controllo e di informazione).

STRUTTURA

Il parlamento è un organo costituzionale complesso, formato da: Camera dei deputati (360 membri eletti da cittadini

maggiorenni), e Senato della Repubblica (315 membri eletti da cittadini sopra i 25 anni); l'elezione avviene a suffragio

universale e diretto (il diritto di voto è concesso a tutti).

L'elettorato passivo può avvenire dopo i 25 anni per la camera dei deputati e dopo i 40 per il Senato; i senatori a vita sono pochi

ma in circostanze particolari il loro voto può essere decisivo.

Durata: le Camere durano in carica 5 anni e non possono essere prorogate se non in caso di guerra; una o entrambe le camere

possono essere sciolte in anticipo.

Funzioni giurisdizionali e amministrative!

Parlamento in seduta comune:

è formato dai membri di entrambe le camere ed elegge il presidente della Repubblica, 1/3 dei componenti del Consiglio

superiore della magistratura, 173 dei componenti della Corte costituzionale; l'organo vota a maggioranza qualificata.

DISCIPLINA COSTITUZIONALE DELLE DUE CAMERE

L'organizzazione e il funzionamento delle camere sono disciplinate da una serie di regole fondamentali che compongono il

diritto parlamentare:

- ogni camera elegge fra i suoi componenti presidente e ufficio di presidenza;

- ogni camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta (per garantire autonomia ad entrambe);

- le sedute sono sempre pubbliche, a meno che non sia deliberata seduta segreta;

- decisioni deliberate con la maggioranza dei presenti purché sia presente la maggioranza dell'assemblea;

- i componenti del governo possono assistere alle sedute ed essere ascoltati se necessario.

Status giuridico dei parlamentari:

- non si può appartenere ad entrambe le camere;

- i titoli in base a cui una persona diventa parlamentare sono giudicati dalle stesse camere;

- vi è l'esclusione di vincoli di mandato (ogni parlamentare esercita il potere rispondendo solo alla propria coscienza);

- ogni parlamentare riceve un'indennità stabilita per legge;

- ogni parlamentare gode di due immunità:

> insindacabilità (per come votano e ciò che dicono),

> inviolabilità (non possono subire alcuna forma di limitazione della libertà personale).

ORGANI DELLE CAMERE

Presidente dell'assemblea : rappresenta la camera all'esterno e si assicura del suo funzionamento facendo osservare le

● regole; egli è eletto a maggioranza qualificata.

Ufficio di presidenza : ha compiti amministrativi e legati alla disciplina interna.

● Conferenza dei presidenti dei gruppi : è composta dai presidenti di tutti i gruppi parlamentari e assiste il presidente in

● relazione a tutto ciò che riguarda lo svolgimento dei lavori dell'aula e delle commissioni; in particolare decide il

programma dei lavori, il calendario e l'ordine del giorno delle singole sedute.

Giunta : (giunta per il regolamento, giunta delle elezioni, giunta delle autorizzazioni a procedere.. ognuna delle quali

● svolge funzioni specifiche).

Commissioni permanenti : suddivise in base all'oggetto di competenza e svolgono funzioni essenziali per la

● formazione delle leggi; la composizione delle commissioni permanenti rispecchia la proporzione dei gruppi.

> Commissioni speciali = ogni camera può istituirne con compiti specifici.

Commissioni bicamerali : costituite da un numero uguale di senatori e deputati, per svolgere funzioni che spettano ad

● entrambi i rami del parlamento; solo due sono previste dalla Costituzione: la commissione per le questioni regionali e la

commissione per i procedimenti d'accusa.

Gruppi parlamentari : strumento di organizzazione della presenza dei partiti politici all'interno delle camere; gli eletti,

● dopo la prima seduta, “devono” dichiarare a quale gruppo appartengono, se non lo fanno confluiscono nel gruppo

misto.

PROCEDIMENTO LEGISLATIVO

1. Fase dell'iniziativa;

2. Fase istruttoria (ogni progetto viene affidato ad una delle commissioni permanenti a seconda delle competenze in


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in servizio sociale
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vingiulia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Scavone Angelo.

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