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Rapporti e relazioni giuridiche

Abbiamo due persone, il rapporto sentimentale, il rapporto economico e anche il rapporto giuridico che è una relazione tra due persone disciplinata da norme giuridiche, perché ci sono rapporti umani, rapporti tra le persone disciplinati dall'ordinamento e rapporti tra le persone che non sono disciplinati dall'ordinamento giuridico. Es. La relazione sentimentale tra due persone è un rapporto tra persone ma non è disciplinato dall'ordinamento giuridico, non c'è nessuna norma che riguarda questo rapporto, quindi non è un rapporto giuridico. Il rapporto tra il marito e la moglie è invece pur sempre un rapporto tra due persone, non è un rapporto basato sull'aspetto ma è un rapporto giuridico perché ci sono delle norme che lo regolano nel codice civile.

Soggetti e situazioni giuridiche soggettive

I soggetti del rapporto possono essere persone fisiche o enti. La situazione giuridica soggettiva è la situazione in cui si trova un soggetto per effetto dell'applicazione di una o più norme del diritto, questa situazione giuridica soggettiva può essere attiva (di vantaggio) o passiva (di svantaggio).

Es. Io sono proprietario di un orologio, è una situazione giuridica soggettiva attiva (situazione regolata da norme giuridiche perché ci sono delle norme nel codice civile art. 832 e seguenti nel libro III che disciplinano il diritto di proprietà in generale), è una situazione giuridica di vantaggio nel senso che quelle norme sono a mio favore, tutelano il mio interesse verso questo orologio.

Es. La banca è creditrice nei confronti dell'impresa Alfa di 100.000€, la situazione in cui si trova la banca è una situazione giuridica soggettiva attiva, ci sono norme nel nostro ordinamento giuridico che regolano questo rapporto e regolano la situazione in cui si trova la banca e attribuiscono alla banca una posizione di vantaggio, proteggono la banca, le danno il diritto e gli strumenti per riavere quei soldi; l'impresa Alfa è debitrice della banca, in una situazione giuridica soggettiva passiva perché il suo interesse non è protetto dall'ordinamento (interesse sacrificato).

Norme del diritto privato

Le norme del diritto privato sono norme che regolano conflitti o contrasti di interesse, troviamo sempre degli interessi configgenti e le norme si preoccupano di disciplinare questo contrasto proteggendo l'interesse a scapito di un altro o creando una sorta di bilanciamento, di equilibrio tra i due interessi. Ci sono ipotesi in cui gli interessi vengono bilanciati.

Diritto privato è l'insieme delle norme che regolano i rapporti tra privati, quindi vengono in gioco gli interessi dei privati. Diritto pubblico invece tutela l'interesse pubblico e riguarda il funzionamento della pubblica amministrazione, sono norme di diritto pubblico anche quelle del diritto penale perché anche lì c'è un diritto pubblico che viene in gioco: l'interesse alla sicurezza, all'incolumità pubblica, alla repressione dei reati, ad un vivere ordinato; il diritto tributario è un altro diritto pubblico, un'altra branca del diritto pubblico perché c'è un interesse pubblico, l'interesse dello stato ad incassare le tasse per poi spenderle per i servizi alla collettività.

Noi non siamo nell'ambito del diritto pubblico, ma di quello privato in cui vengono in gioco interessi privati e che il nostro ordinamento decide di regolare creando delle situazioni giuridiche soggettive attive o passive, ci sono però degli interessi che il nostro ordinamento non disciplina perché è indifferente rispetto ad essi.

Diritto oggettivo e soggettivo

Diritto oggettivo è l'insieme delle norme di un ordinamento giuridico. Es. Questa mattina ho partecipato alla lezione di diritto privato: il sostantivo diritto si usa con il significato di diritto oggettivo, si è parlato di diritto come insieme di norme.

Se invece si dice ho diritto ad avere 10.000€ da tizio, il significato della parola diritto si utilizza nel senso del diritto soggettivo: ho una situazione giuridica di vantaggio che mi consente di recuperare quei soldi da Tizio.

La parola diritto può essere intesa in senso oggettivo come insieme di norme (il diritto, il diritto privato, il diritto pubblico, il diritto penale) o può essere inteso come diritto soggettivo, cioè una situazione giuridica soggettiva di vantaggio che è attribuita ad un soggetto.

Il diritto soggettivo è il potere che è attribuito ad un soggetto per la tutela immediata (diretto o immediato da una parte o indiretto e mediato dall'altra) di un suo interesse.

Esempi di diritto soggettivo

Mediato: C'è qualcosa in mezzo, immediato vuol dire che non c'è niente in mezzo. Es. Il diritto di proprietà, il diritto di credito, sono tutti diritti soggettivi perché il nostro ordinamento attribuisce dei poteri ad un soggetto debitore per soddisfare un suo interesse, l'interesse del proprietario di utilizzare la cosa, interesse del creditore di avere quello che gli spetta.

Il diritto soggettivo è la situazione giuridica soggettiva attiva più importante, come è ovvio, si parla di diritti delle persone (diritto di credito, diritto di proprietà, diritto di pegno, diritto di ipoteca, usufrutto, ecc.).

Questi poteri attribuiti ad un soggetto (titolari del diritto) si chiamano facoltà. Le facoltà non sono degli autonomi diritti ma sono i poteri che formano il contenuto del diritto (è come se il diritto fosse una faretra e i poteri fossero le frecce che sono dentro la faretra, chi ha il diritto la faretra ha molteplici frecce, molteplici poteri, i poteri non sono autonomi diritti ma formano il contenuto del diritto e si chiamano appunti facoltà).

Es. Il proprietario di un fondo agricolo ha il diritto di proprietà. Quali poteri gli sono attribuiti in virtù di questo diritto di proprietà? Può coltivare, può concederlo in locazione a terzi, può venderlo, può donarlo in ipoteca. Sono molteplici poteri che costituiscono il contenuto del diritto di proprietà che spetta a questo soggetto, quindi una situazione giuridica soggettiva, il diritto soggettivo è la proprietà, il diritto soggettivo si compone da più poteri, da più facoltà.

Per renderlo più evidente prendiamo la norma che dà la nozione del diritto di proprietà (art. 832). Quello che viene detto all'esame è il codice, gli appunti delle lezioni e del libro servono per spiegare le norme, per illustrarle, per farne capire la ratio (ragione, logica), servono per sapersi muovere all'interno del codice, ma una volta che abbiamo capito bisogna mettere da parte i libri e gli appunti e studiare a memoria il codice perché l'oggetto dell'esame non è quello che dice l'avvocato Fede e neanche quello che dice la dottoressa Finessi e neanche quello che dice il dottor Paradiso, bensì il codice, questo è un esame di diritto quindi quello che ci viene chiesto è il diritto, cioè le norme.

Art. 832 -> Siamo nel libro III del codice civile dedicato alla proprietà, e abbiamo un titolo che è il titolo II che è dedicato proprio al diritto di proprietà, il libro si intitola della proprietà ma il suo contenuto è più ampio. Art. 832 -> nozione di proprietà -> Il proprietario ha il diritto di godere e di disporre della cosa in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dall'ordinamento giuridico -> dice così?, e così noi lo dobbiamo sapere, così vanno studiate le norme, non è che è così perché il dottor Fede è bravo, lo sa a memoria, così bisogna sapere; quindi il proprietario, certo, non tutte le norme vanno sapute così, ma alcune norme bisogna saperle virgole comprese, il proprietario ha il diritto di godere e di disporre della cosa, queste sono le facoltà di potere che costituiscono il diritto di proprietà.

Certe volte il codice usa la parola diritto non per indicare un vero e proprio diritto soggettivo, ma una facoltà/potere. Il diritto soggettivo è la proprietà, non il diritto di godere, non il diritto di disporre, queste sono facoltà del proprietario.

Situazioni giuridiche passive

Dovere o obbligo: è una situazione giuridica soggettiva in cui si trova un soggetto che è tenuto a un certo comportamento, al quale le norme impongono un certo comportamento, comportamento che può consistere nel fare (pagare somma di denaro, eseguire una prestazione lavorativa, demolire un manufatto), ma può consistere anche in un non fare (non fare concorrenza), gli obblighi di non fare si chiamano divieti, situazione giuridica passiva che consiste nel fatto che al soggetto è imposto di tenere un certo comportamento, questo comportamento può essere un fare oppure un non fare, se è un obbligo di non fare è un divieto, sono cose elementari.

Es. di divieto -> c'è una norma, sempre tra quelle che riguardano il diritto di proprietà, art. 844 -> che è utilizzata in immissioni, divieto di immissioni, una norma che sostanzialmente impone al proprietario di un fondo di un immobile di non fare immissioni di fumo, calore, odore, rumore, sul fondo del vicino che eccedano la normale tollerabilità, che superino normalmente quello che si può tollerare, che siano normalmente intollerabili, quella norma (art. 844), è una norma che impone un obbligo, un dovere, e più specificatamente un dovere, un obbligo di non fare, quindi crea una situazione giuridica soggettiva passiva di svantaggio che richiama un dovere, obbligo o divieto.

La definizione data di dovere o obbligo è incompleta e va completata con una parte finale molto importante, va aggiunto nell'interesse altrui, cioè l'ordinamento impone quel comportamento a quel soggetto nell'interesse di un altro, questo è chiaro se si considera la norma sulle immissioni appena citata (art. 844), perché il nostro legislatore scrive l'articolo 844?, perché prevede questo divieto? Perché impone al proprietario di un fondo di non produrre immissioni di fumo, odore, rumore, ecc. sul fondo vicino che superino la normale tollerabilità? Glielo impone nell'interesse del vicino, per proteggere il vicino, per tutelare l'interesse del vicino, due interessi diversi in contrasto tra di loro e una norma (art. 844) che ne protegge uno a scapito dell'altro, l'obbligo è sempre imposto ad un soggetto negli interessi di un altro soggetto.

Facendo un esempio banale: il debitore deve pagare il suo debito al suo creditore, anche quello è l'obbligo perché la legge impone al debitore di tenere un certo comportamento nell'interesse altrui e questo altro è il creditore ovviamente, i doveri sono sempre imposti dalla legge nell'interesse di un altro soggetto e questa caratteristica è quella che distingue il dovere dall'onere, l'altra situazione giuridica soggettiva passiva di svantaggio, quando la legge prevede un onere, impone pur sempre ad un soggetto di tenere un certo comportamento, quindi esso è una situazione giuridica soggettiva di chi è tenuto ad un certo comportamento, ma nell'interesse proprio non nell'interesse di un altro, l'onere è imposto dalla legge ad un soggetto nell'interesse di quello stesso soggetto.

Es. Tizio ha in casa un quadro di un certo valore, io sostengo di essere proprietario di quel quadro e voglio rientrare in possesso di quel quadro, la legge mi dà gli strumenti per farlo, dice che se tu sei il proprietario puoi fare causa a lui e ottenere dal giudice la condanna alla restituzione del bene, ottenere dal giudice che lui sia condannato a restituirti il bene, l'ordinamento mi protegge, mi tutela, mi attribuisce questa azione giudiziaria, mi dà la possibilità di agire in giudizio, però mi dice, se tu vuoi ottenere questa condanna devi dimostrare di essere il proprietario, la legge mi impone di dare la prova di essere proprietario, è appunto l'onere della prova, un onere importantissimo che si troverà un sacco di volte, la legge impone di dare la prova nel mio interesse, se io do la prova la legge mi consente di ottenere la restituzione del quadro, se io non ho la prova, non mi viene consentito di ottenere la restituzione del quadro, se io non do quella prova è peggio per me, vedo non protetto un mio interesse.

Es. di onere (contratto di compravendita): Mi viene venduto un immobile, dopo qualche tempo scopro che quell'immobile è pieno di vizi, per esempio, il tetto sta per crollare, ci sono infiltrazioni dappertutto, i tubi del riscaldamento scoppiano. La legge mi protegge, protegge il compratore se una cosa è viziata e gli dà una garanzia, che è la tutela della garanzia per vizi, importantissima la garanzia di vizi nella compravendita, dà al compratore il diritto di essere garantito dal venditore se la cosa risulta viziata, che è simile alla garanzia dei negozi (comprare frigorifero), è simile ma non è la stessa cosa, perché poi c'è la garanzia di buon funzionamento, quella di cui invece parliamo è la garanzia per vizi. La legge garantisce il compratore e gli dà dei rimedi, però gli impone un onere che dice: va bene compratore, io ti proteggo se la cosa è viziata ma per avere tutela tu devi denunciare i vizi al venditore entro 8 giorni dalla scoperta, altrimenti il compratore perde la garanzia, quindi questo comportamento la legge lo impone al compratore nel suo interesse, nel senso, se lui vuole avvalersi della garanzia, deve fare denuncia entro 8 giorni dalla scoperta, se non fa la denuncia perde la garanzia (Art. 1495).

Situazioni giuridiche soggettive attive

Abbiamo parlato della situazione giuridica soggettiva attiva più importante che è il diritto soggettivo, le due situazioni giuridiche soggettive sono: Il dovere/obbligo e l'onere, ci sono però altre situazioni giuridiche soggettive attive:

Potere/dovere (funzione o ufficio)

Nel diritto ci sono delle parole che nell'italiano comune hanno un significato ma che in senso giuridico ne hanno un altro, ne hanno un altro perché sono dei latinismi, abbiamo delle corrispondenze in parole latine, ufficio non è la stanza/ufficio ma viene dal latino officium che indica la funzione, obbligo di funzione; altre se ne troveranno.

Il potere è una situazione giuridica sia attiva che passiva, in questa situazione giuridica soggettiva vanno assieme il potere e il dovere, sono due facce della stessa medaglia.

Es. I genitori prima che il figlio compia 18 anni, hanno la responsabilità genitoriale (la patria potestà non esiste più dal 1975, la patria potestà era la potestà del padre perché in quel modello di famiglia, il padre era il modello della famiglia ed era lui che aveva la potestà sui figli, poi si è affermata nella nostra società l'uguaglianza tra i due sessi, l'uguaglianza della madre rispetto al padre, quindi la patria potestà è stata spazzata via nel 1975 ed è stata sostituita con la potestà genitoriale (non del padre ma dei genitori). Oggi dal 2013 questa potestà genitoriale si chiama responsabilità genitoriale (è la stessa cosa), questa potestà genitoriale è un potere-dovere perché i genitori, rispetto al figlio minore, hanno sì il potere di educarlo, hanno sì il potere di amministrarne i beni, ma hanno anche il dovere di amministrarne i beni, si tratta di poteri che il titolare della funzione, dell'ufficio non può decidere se esercitarli oppure no, ma deve esercitarli, quindi è vero che è una situazione giuridica soggettiva attiva perché al genitore è attribuito un potere che un altro non ha, non c'è un altro che ha il potere di educare il figlio, ce l'hanno i genitori, non è che c'è un altro che ha il potere di amministrare il figlio, però quel potere deve essere esercitato, ecco perché sono due facce della stessa medaglia, è un potere ma anche un dovere, è una situazione giuridica che è attiva ma anche passiva.

Un’analoga situazione giuridica soggettiva è quella del tutore o dell'amministratore di sostegno: es. Se Tizio anziano è malato gravemente di Alzheimer gli viene nominato un tutore o un amministratore di sostegno; questo tutore, questo amministratore di sostegno hanno un potere-dovere, hanno il potere di prendersi cura di questa persona (assumere una badante, portarlo in casa di cura, decidere se fare o non fare una certa terapia, dare consenso a un trattamento medico), ma hanno anche il dovere di farlo, perché se non lo fanno Tizio muore o comunque sta male, hanno il potere di amministrare i beni della persona ma anche il dovere di farlo. Quello che caratterizza questa situazione giuridica soggettiva è l'esistenza di un potere, che è anche un dovere, perché è un potere che è funzionale a un certo scopo, ha una certa funzione, ad esempio quella di proteggere il minore, proteggere l'incapace, il malato di Alzheimer.

Prescrizione e decadenza

Art. 2934 e seguenti, titolo V dedicato alla prescrizione e alla decadenza, si divide in due capi. La prescrizione e la decadenza comportano l'estinzione del diritto e quindi l'impossibilità di agire per la tutela dei diritti, se si vuole ottenere la tutela di un diritto bisogna evitarne la prescrizione e la decadenza, è questa la connessione con la tutela dei diritti, la prescrizione e la decadenza vanno evitate per ottenere la tutela del diritto, che non viene più accordata nell'ordinamento se si è verificata la prescrizione o la decadenza. Si tratta di due istituti affini, simili, e di simile hanno che entrambi comportano l'estinzione del diritto, non solo, ma entrambi gli istituti si fondano, si basano su un...

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jonny121 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof Fede Alessandro.
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