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Fonti del diritto

Nazionale:

1. Costituzione: emanata nel 1948 e quindi successiva al Codice Civile, contiene norme

fondamentali (1° parte) a riconoscere i diritti che fanno capo ai cittadini e norme di

organizzazione dello Stato (2° parte).

1° parte: immediata efficacia precettiva, norme che si applicano direttamente ai privati. La

Costituzione essendo rigida a bisogno di un procedimento complesso per modificarla

chiamato di revisione costituzionale.

2. Leggi ordinarie e atti equiparati (decreti legge, legislativi)

3. Leggi regionali

4. Regolamenti: di esecuzione e indipendenti.

5. Usi e consuetudini (abitudini come i regali = no): uso costante e ripetuto (elemento

oggettivo) nel tempo e il convincimento (elemento soggettivo) di ubbidire ad una regola

giuridica. Esempio: il segreto bancario (non è in nessuna legge ma è una consuetudine).

La consuetudine ha valore solo x le materie non regolate da leggi scritte.

Sovranazionale (fonti del diritto emanati dagli organi competenti della CE):

1. Trattato della CE

2. Regolamenti comunitari: sono al di sopra della legge interna dello Stato, il giudice

disapplica la legge interna in contrasto con il regolamento.

3. Direttive: indirizzate agli Stati che devono trasformarle in leggi, si recepiscono con la legge

comunitaria o legge speciale, al fine di adeguare e rendere uniforme il diritto europeo per

sopperire il ritardo dello Stato italiano che con la legge speciale può portare dei ritardi (>

vincolanti x gli Stati membri).

Interpretazione della legge

Il giudice (principio di statualità del diritto) è vincolato ad applicare la norma emanata dagli

organi competenti ed è

1. Interpretazione letterale: vincolato dal fatto che non può distorcere il significato

letterario della norma.

2. Interpretazione teleologica (scopo): intenzione del legislatore. L’attività interpretativa

o ermeneutica è diretta ad applicare le norme ai casi concreti (ratio legis =

giustificazione).

Legge sull’aborto: civil law: tutela della donna (scelta se abortire o no)

common law: tutela della sacralità della vita del bambino che è nato

3. Interpretazione estensiva: amplia il significato delle parole ma non lo distorce.

4. Interpretazione restrittiva: riduce, restringe il significato delle parole ma non lo

distorce.

5. Interpretazione evolutiva: mira a adeguare il contenuto della norma al cambiamento

dei tempi della società.

6. Interpretazione analogica (no per leggi penali ed eccezionali se succede si fa ricorso ai

principi generali): segue il principio di incompletezza dell’ordinamento giuridico che

dice che il legislatore non può prevedere tutti i fatti, serve a completare le norme.

Applicazione ad un caso non regolato dalla legge di una norma che regola un caso

analogo, simile (analogia legis = analogia della legge; analogia iuris = principi generali

del diritto). Esempio: Leasing: contiene sia il contratto di locazione sia la vendita a rate

ed è un contratto non disciplinato dal codice (non regolato), in questo caso il giudice

deve decidere se usare le norme della locazione o quelle della vendita a rate per risolvere

i conflitti nati dalla stipulazione del contratto.

7. Interpretazione autentica: data direttamente dal legislatore con una nuova norma

quindi vincolante.

8. Interpretazione dottrinale: data da chi studia il diritto. 2

9. Interpretazione amministrativa: è contenuta in circolari che hanno valore vincolante x

gli impiegati della pubblica amministrazione.

Gradi di sentenze

1. 1° grado

2. d’Appello

3. di Cassazione

La sentenza della Cassazione ha un forte valore persuasivo, non è vincolante perché se no la

sentenza sarebbe una fonte del diritto.

Leggi Penali (no analogia): tassatività delle leggi penali = il condannato deve sapere perché è

condannato.

Leggi Eccezionali: non possono essere estese, varate per l’occasione (esempio: alluvione: legge che

postponeva il termine di pagamento delle tasse > contingente).

Diritti ed obblighi

Le norme sono destinate a risolvere i conflitti, attribuendo una posizione di diritto ad un soggetto ed

una correlativa posizione di obbligo ad un altro soggetto. Esempi:

1. Diritto di credito con relativo debito (o obbligazione), pone il soggetto creditore in una

posizione giuridica soggettiva e il debitore invece in una posizione di obbligo verso il

creditore (creditore _____ debitore).

2. Diritto di proprietà: diritto soggettivo; il proprietario ha il potere di vendere, godere del bene

nei confronti della società che deve rispettare il proprietario (proprietario ______ società).

Situazioni giuridiche attive: Situazioni giuridiche passive:

diritto soggettivo doveri (correlativo alla proprietà)

diritto potestativo (potestà) obbligo (correlativo al creditore, es. figlio >

genitore)

aspettativa obbligazione (contenuto patrimoniale)

soggezione

onere (elemento di libertà e di dovere)

Diritto soggettivo: interesse meritevole di protezione tutelato dal diritto conferendo al titolare una

pretesa nei confronti di altri soggetti.

Diritto potestativo (concetto di potestà: potere che deve essere esercitato non nell’interesse proprio

ma nell’interesse altrui > patria potestà): potere, riconosciuto dal diritto, di compiere un atto che ha

delle ripercussioni, a tutela del proprio interesse, nella sfera giuridica di un altro soggetto il quale si

viene a trovare in una situazione di soggezione (subisce). Esempio: il coniuge che chiede la

separazione; il recesso da un contratto > lavoratore.

Aspettativa: situazione di attesa in cui si trova un soggetto che viene a maturare un diritto

(situazione prodromica o precedente del diritto). Esempio: aspettare l’eredità da un parente lontano;

regalo promesso su un evento futuro incerto.

Onere: comportamento che il soggetto deve tenere se vuole raggiungere un risultato (al contrario

del dovere posso anche non farlo). Esempio: onere probatorio.

Classificazione tra

Diritti assoluti Diritti relativi

Possono essere fatti valere nei confronti di tutti: Presuppongono il rapporto tra 2 o più persone

Erga Omnes. La loro lesione determina la determinate.

riscossione del danno. 1. Diritti di credito

1. Diritti reali (Res): sono diritti tipici, 2. Diritti di famiglia

sono disciplinati dal Codice Civile: Si realizza mediante (contenuto patrimoniale)

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l’adempimento del dovere del debitore.

 di proprietà

 di godimento: usufrutto, servitù,

enfiteusi, superficie (limitano il

potere di godimento del propr.)

 di garanzia: pegno e ipoteca

2. Diritti della personalità: nome, libertà,

identità… Tutti quei diritti definiti inviolabili

dalla Costituzione. Codice Civile

Il è composto da 6 libri:

1. persone e famiglie

2. successioni

3. diritti reali

4. delle obbligazioni e dei contratti (maggior n° di norme)

5. disciplina e contratto di lavoro e società

6. tutela dei diritti (disciplina istituti residuali).

I° libro

Art. 1: Il soggetto di diritto (persona fisica e giuridica) è il centro di imputazione di diritti e doveri

(oltre che la persona può essere anche l’ente). Può anche essere un ente senza personalità giuridica.

Capacità giuridica: attitudine / idoneità a essere titolari di diritti e doveri; si acquista con la nascita

e basta che il feto sia vivo ma non vitale (non vitale = morto, se muore dopo poco acquista lo stesso

la capacità giuridica). Per la morte, quindi la fine della capacità giuridica, s’intende la morte

cerebrale. Per quanto riguarda la scomparsa di una persona fisica dal domicilio, se sono trascorsi 2

anni si ha la dichiarazione di assenza, i parenti possono essere immessi nel possesso temporaneo dei

beni; se i 2 anni non sono trascorsi si dichiara un curatore. Dopo 10 anni si può richiedere la

dichiarazione di morte presunta, questo provoca gli effetti di successione dei beni e di scioglimento

del matrimonio e se ritorna lo scomparso riprende vigore il matrimonio e i beni gli ritornano (se

sono stati venduti al corrispondente in denaro).

Art. 2:

Capacità d’agire: idoneità a compiere atti giuridici (18° anno d’età) e il soggetto ne può essere

sottratto per certe condizioni.

Capacità naturale d’agire: capacità di intendere e di volere valutato nel momento in cui il

soggetto compie l’atto.

Incapacità legale d’agire:

1. Assoluta: il soggetto non può compiere nessun atto giuridico né di ordinaria né di

straordinaria amministrazione senza il rappresentante:

 Minore d’età (incapacità di protezione).

 Interdetto giudiziale (incapacità di protezione): infermità mentale abituale che lo rende

incapace di provvedere ai propri interessi, dichiarata tramite il giudice.

 Interdetto legale (incapacità sanzionatoria): condanna penale per una pena detentiva di

almeno 5 anni in conseguenza di reato doloso e non colposo. L’interdizione riguarda

solo l’attività patrimoniale ma può compiere atti personali (esempio: matrimonio di un

carcerato). Se compie un atto giuridico esso viene annullato.

2. Relativa: il soggetto può compiere atti di ordinaria amministrazione mentre per quelli di

straordinaria amministrazione ci vuole il curatore (assistenza e integrazione volontà):

 Minore emancipato (incapacità legale): colui che ha avuto l’autorizzazione a sposarsi

prima del raggiungimento della maggiore età. 4

 Inabilitato (incapacità legale): l’inabilitazione è sempre pronunciata dal giudice che

dichiara uno stato di incapacità di provvedere ai propri interessi (esempio: prodigalità =

mani bucate, ciechi e sordi, muti fin dalla nascita).

Atti unilaterali Contratti

Per annullarlo: bisogna accertare l’incapacità Per annullarlo:

d’intendere e di volere + grave pregiudizio  Malafede dell’altro contraente (si

(effetti negativi sul patrimonio da parte di chi lo riferisce allo stato di conoscenza

compie). Il minore agisce come rappresentante dell’incapacità dell’altro soggetto, tutela

dei genitori e quindi l’atto è valido e per gli atti l’affidamento dell’altro contraente cioè il

di straordinaria amministrazione bisogna venditore).

chiedere il permesso al giudice tutelare. Rinuncia  Incapacità naturale temporanea

ad un diritto di servitù, d’usufrutto.  Grave pregiudizio (quando si conclude un

contratto a condizioni svantaggiose;

esempio: prezzo di vendita + alto di

quello di listino e quindi lo truffa > basta

la malafede).

Matrimonio, donazione (atti non unilaterali), testamento (atto unilaterale): ci vuole l’incapacità

naturale al momento del compimento dell’atto.

Diritti della personalità

Fanno capo al soggetto di diritto che è il centro di imputazione di diritti e doveri. Lo Stato riconosce

e tutela il soggetto. Sono diritti naturali cioè che pre – esistono (in quanto uomo).

Art. 2: riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo (libertà civili). Contiene una clausola

generale, è quel concetto generico e indeterminato introdotto dal legislatore nell’ambito di una

norma (sono le valvole di sicurezza dell’ordinamento giuridico nel senso che offrono al giudice la

possibilità di integrare, specificare il contenuto della norma anche adeguandolo al caso concreto).

Esempio: il danno ingiusto (lesione di un diritto assoluto), art. 2043; caso Superga (lesione di un

diritto di credito quindi niente risarcimento perché non viene leso un diritto assoluto quindi non un

danno ingiusto); caso Meroni (la Cassazione decide che il danno ingiusto è anche la lesione di un

diritto relativo quindi in questo caso ci fu il risarcimento del danno per l’aspettativa economica di

chi è convivente).

Caratteri:

1. sono diritti assoluti e imprescrittibili (esempio: diritto di proprietà)

2. sono diritti indisponibili (art. 5, non puoi venderli)

Per il risarcimento del danno che riguarda i diritti alla personalità esiste una tutela risarcitoria ed

inibitoria (esempio: ritiro del giornale o smentita).

Art. 5: integrità psico – fisica (art. > 32 Cost.): esempio: donazione sangue, organi. Per quanto

riguarda invece il trattamento sanitario, al di fuori di quelli previsti dalla legge, non sono ammessi

senza il consenso del paziente (c’è bisogno che il paziente sia informato sul tipo di trattamento).

L’unico modo per intervenire senza il consenso è che ci sia uno stato di necessità ossia per evitare la

morte, in casi d’urgenza.

Art. 6: diritto al nome: uso esclusivo del proprio nome (contestazione) contro chi usurpi il nome

altrui per identificare sé o per indicare una cosa o comunque indebito uso altrui; uso del proprio

nome (usurpazione) contro chi contesti alla persona o le impedisca l’uso del proprio nome o contro

chi la identifichi con un nome diverso dal suo.

Art. 10: “legge del diritto d’autore” > abuso dell’immagine altrui: il presupposto è che

l’immagine possa essere pubblicata anche senza il consenso se il personaggio è famoso o per

avvenimenti pubblici (se vince un concorso). Non è consentita se pregiudica il decoro o la

reputazione della persona stessa.


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flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof De Matteis Raffaella.

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