Diritto: regola giuridica
Qualcosa che soggioga, costringendo in un determinato comportamento.
- Il diritto condiziona i nostri comportamenti sulla base di norme che una volta scritte siamo obbligati a conoscere.
Struttura delle norme giuridiche
La regola (x) è una cosa che si applica allo stato del mondo (y) che cambia con l’applicazione di x. Se X allora Y, se non Y allora Z.
- Se le norme non vengono rispettate occorre una sanzione (serve per arrivare allo scopo della norma, anche se a volte è inefficace, la persona si ricorderà di rispettare la norma).
- Alienare = trasferire ad altri proprietà o diritti mediante vendita, donazione, ecc.
Beni culturali
Beni materiali, sono le RES (tutte le cose che si possono toccare), vengono stabiliti dallo stato: TUTTO CIÒ CHE È TESTIMONIANZA MATERIALE AVENTE VALORE DI CIVILTÀ.
Diritti dei beni culturali
- Diritto di tutela: logica del comando (controllo sanzione). Più leggi di questo tipo 95-98%.
- Diritto di valorizzazione: logica ad incentivo (norme coattive). Non vi è alcuna sanzione ma un effetto favorevole 5-2%.
Norme per la conservazione
Per far sì che il bene rimanga nello status “nuovo” (conservazione fisica dell’oggetto nel tempo). Forme di tutela e valorizzazione per il restauro: tra le due c’è un gioco a somma zero, la parte che puoi guadagnare è uguale a quella che puoi perdere.
- La valorizzazione è soggiogata alla tutela.
- Norme: vincolate da fonti del diritto e poste in una gerarchia delle fonti: nella parte più elevata c’è la Costituzione. Le fonti subordinate sono le leggi e tutti gli atti aventi decreto legge (che non possono contrastare i principi della costituzione).
Finché la norma non viene considerata incostituzionale la legge rimane in vigore. [In Italia le leggi possono essere fatte dal parlamento, dalle camere dello stato e dalle regioni. Se leggi approvate dallo Stato valgono per tutta la popolazione, se approvate dal consiglio valgono per quella determinata regione.]
- In ambito beni cult vi è una visione statalistica, leggi dello stato e delle regioni sono equiparate.
- Unione Europea = convitato di pietra (qualcosa che si fa finta di non vedere ma che in realtà è molto rilevante). Fa norme dette direttive ordinamentali.
- Devono essere tutti coerenti tra di loro in modo che non si pongano in conflitto tra di loro: si parla di pluralismo giuridico (ma infine viene applicata la legge approvata dal livello più alto cioè costituzione).
Rapporto tra diritto privato e diritto amministrativo
Riguarda i BENI: sono “le cose che possono formare oggetto a diritto”. Per i beni culturali è diverso. La creazione di diritti non viene disciplinata dal codice civile (se no sarebbero beni privati), ma da leggi speciali: il codice dei beni culturali.
- I beni cult possono essere di proprietà pubblica o privata.
Privata = la negoziazione viene regolata dal codice civile e avviene stipulando un contratto tra le due volontà, tra me e un soggetto privato -> associazioni, fondazioni, società, imprese o aziende. Il proprietario ha delle limitazioni per quanto riguarda la negoziazione dei beni cult per venderli o farli circolare. La negoziazione dei beni cult deve avere a che fare con la pubblica amministrazione (comuni, province, città metropolitane, regioni, stato).
- Amministrazione statale di provincia.
- 1860 lo stato ha ramificato il ministero centrale in altre parti del territorio e in altre province.
- Prefettura è a capo di tutti i ministeri in provincia e in tutte le regioni sono presenti organi decentrati detti sovraintendenze o direzioni regionali (si occupano dei beni culturali in una determinata regione).
- Le regioni, i comuni e le province si occupano della valorizzazione dei beni cult.
- La parte amministrativa e la tutela dei beni cult spetta allo stato (Roma).
Quindi per vendere un bene culturale devo contattare il ministero dei beni culturali.
Legge Bottai, prima legge italiana
Legge del 1939, numero 1089. Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, legge abrogata nel 1999. Prima legge che per 60 anni “tutela delle cose d’interesse artistico e storico”.
1939: ultimo periodo del regime fascista (inizia nel ’29 con la marcia su Roma). Fino al ’39 solo singoli provvedimenti che intervenivano su singoli aspetti, ad esempio la legge Rosati 1909 di sinistra che vietava a chi moriva di spezzettare un bene cult per la sua eredità. Bottai era un ministro della cultura popolare, fa una commissione, redige un testo legislativo che il governo approva.
Capi e articoli legge Bottai
Capo I: Disposizioni generali
- Art 1: nozione di cosa di interesse storico e artistico = cose mobili e immobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico (studio delle civiltà passate) o etnografico (studio degli usi e costumi).
- Non sono soggette alla seguente legge opere di autori viventi (perché l’autore ci può fare ciò che vuole) o la cui esecuzione non risalga ad oltre 50 anni (solo il passare del tempo fa acquisire a queste cose interesse artistico e storico).
- Art 2: sono comprese le cose di interesse letterario.
- Art 3 e 4: come si distinguono queste cose di proprietà privata (art 3) e pubblica (art 4).
- Art 3: con una lettera vengono imposti vincoli dal Ministero. Interesse particolarmente importante in relazione ad una delle discipline. Imponeva la notificazione di un atto che avesse valore costitutivo.
- Art 4: imponeva la verifica. Si chiedeva a comuni, province e altri enti morali di fare un elenco di ciò che secondo l’ente quei beni avevano quei caratteri d’interesse nell’art 1. Elenco mandato al ministero che poi valutava.
- Art 5: collezioni o serie di oggetti non possono essere venduti singolarmente ma come universalità.
- Art 8: cose appartenenti ad enti ecclesiastici. Sono soggettate alla legge Bottai secondo accordo con vescovo. Di volta in volta di deve essere un accordo tra il ministro dell’educazione nazionale e l’autorità ecclesiastica (Patti Lateranensi).
- Art 9: in ogni momento i sovraintendenti possono ispezionare in seguito a preavviso per accertare esistenza e stato di conservazione di queste cose.
- Art 10: i provvedimenti del ministero dell’educazione nazionale sono definitivi.
Capo II: Disposizioni per la conservazione integrità e sicurezza
- Art 11: le cose appartenenti a soggetti pubblici non possono essere demolite, rimosse, modificate, restaurate senza previa autorizzazione del ministero. Non possono essere adibite ad usi non compatibili con il loro carattere storico ed artistico.
- Art 12: art 11 applicato anche alle cose private nel caso in cui il trasporto di queste cose sia per il cambio di dimora del proprietario. (non è un permesso ma dare una notifica) il ministro può mettere condizioni sul trasporto.
- Art 13: autorizzazione del ministero per chi dispone di affreschi, graffiti, tabernacoli, stemmi di particolare interesse.
- Art 14 e 15: il ministero deve provvedere alle opere necessarie per assicurare la conservazione delle cose. Art 15 = anche per enti privati.
- Art 16: poteva imporre le provvidenze necessarie per assicurare la conservazione (solo ad enti pubblici).
Capo III: Disposizioni sulle alienazioni e gli altri modi di trasmissione delle cose
Sezione I: Cose appartenenti allo stato, ai comuni, alle province, ecc.
- Art 23: le cose sono alienabili solo se appartengono allo stato o ad ente pubblico.
- Art 24: il ministero sentito il consiglio nazionale dell’educazione, delle scienze e delle arti può autorizzare l’alienazione solo se non crea danno al pubblico godimento.
- Art 25: possibilità di permuta ad enti, istituti e privati anche stranieri (in cambio ho un bene della stessa natura).
- Art 29: quando si procede per conto dello stato o di un altro ente o istituto pubblico alla demolizione di un immobile, non si intendono comprese fra i materiali di risulta che per contratto siano stati riservati all’imprenditore dei lavori di demolizione, le cose che abbiano l’interesse anche se vengono in luce solo a causa dell’abbattimento.
Sezione II: Delle cose appartenenti a privati
- Art 30: il proprietario è tenuto a denunciare al ministro ogni atto che ne trasmetta la proprietà o la detenzione. Nel caso che la trasmissione avvenga per successione a causa di morte, l’obbligo della denuncia spetta all’erede.
- Art 32: diritto di prelazione (preferenza di un soggetto piuttosto che un altro) deve essere esercitato nel termine di due mesi dalla data della denuncia.
Capo IV: Esportazione ed importazione
Sezione I: Esportazione
- Art 35: vietata esportazione delle cose, quando la loro esportazione costituisce un danno per il patrimonio nazionale (riguarda anche audiovisivi con relativi negativi e mezzi di trasporto aventi più di 75 anni, tranne che per uscite temporanee per mostre).
- Art 36: prima di esportare fare denuncia indicando il valore venale (di mercato). Attestato di libera circolazione con la durata di 3 anni.
- Art 37: attestato di libera circolazione: rilascio non prima di 15 giorni e non dopo 40.